Santa Agostina Livia Pietrantoni (1864-1894)

Vergine della Congregazione delle Suore della Carità di santa Giovanna Antida Thouret

 

Una fede forte ed una carità ardente vissute nel generoso servizio ai sofferenti

di PIETRO GARLATO

Vescovo di Tivoli

 Con il cuore colmo di gioia e di gratitudine al Signore, sorgente unica di ogni santità, Padre amoroso che fa risplendere nei suoi figli prediletti un raggio della sua carità che ama e che dona, perché l’umano pellegrinare conosca sorrisi di Cielo, accogliamo con esultanza da Giovanni Paolo II la decisione di iscrivere nell’albo dei santi – il 18 aprile, III domenica dopo Pasqua – la Beata Agostina Pietrantoni (Livia) che questa diocesi tiburtina si onora di avere per figlia.

Suor Agostina, nata a Pozzaglia Sabina, da umile famiglia di contadini, era entrata ancora molto giovane nella Congregazione delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida, spinta dal desiderio di servire Cristo nei fratelli sofferenti e ammalati. È quanto fece con abnegazione ed entusiasmo evangelico nell’ospedale romano di Santo Spirito.

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Giuseppina Bakhita

Il 1º ottobre 2000 la beata Giuseppina Bakhita è proclamata santa

 L’attualità del messaggio nella Chiesa, nella Famiglia Canossiana e nella società

di ILVA FORNARO

Superiora Generale delle Figlie della Carità, Canossiane

Con gioia inesprimibile ho accolto la «bella notizia» della Chiesa e con altrettanto giubilo oggi la comunico a tutta la Famiglia Canossiana e ad ogni sorella e fratello che si sente legato alle catene di qualsiasi schiavitù: il 1° ottobre 2000, la nostra «Sorella Giuseppina Bakhita» sarà proclamata santa dalla Chiesa. Colei che Giovanni Paolo II definì «Sorella universale» il 17 aprile del 1992, giorno della beatificazione, verrà riproposta come nostra compagna di viaggio a tutta l’umanità e modello ben realizzato di santità cristiana.

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Filippo Neri, testimone della gioia e della santità cristiana.

Si ringrazia il sito: http://sanfilipponeri.freeweb.supereva.it/ dal quale la biografia seguente è tratta con la seguente avvertenza:

Tratto da: G.P. PACINI, Filippo Neri: Testimone della Gioia e della Santità Cristiana, in Attualità del messaggio di Filippo Neri, Éditions du Signe, Strasbourg 1995, 6-17. Le finalità di questa pubblicazione sono esclusivamente quelle dell’insegnamento e della discussione: ogni proprietà circa gli scritti appartiene alla Casa editrice Èditions du Signe (Strasbourg). Cfr. Legge 22/04/1941, n. 663, art. 70 (Gazz. Uff. 16/07/1941, n. 166).

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Santa María de Jesús Sacramentado Venegas de la Torre.

Vergine, fondatrice delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù

La fede, la speranza e la carità vissute come stile di vita cristiana

Maria di Gesù Sacramentato, al secolo Maria Natividad (o popolarmente Nati) Venegas de la Torre, nacque nella masseria «La Tapona» nel paese di Zapotlanejo, nello stato di Jalisco della Repubblica Messicana, l’8 settembre 1868. Il padre, assai religioso e di condizione sociale media da giovane giunse agli studi universitari di giurisprudenza, ma li troncò quando si accorse che ne andava di mezzo la sua fede. Doroteo Venegas Nuño (così si chiamava il padre) si sposò con Maria Nieves de la Torre Jiménez, dopo aver lascito Guadalajara, ove studiava legge, e si portò con la famiglia in varie località: San Leonel, las Varas, San Pedro Lagunillas e più tardi Compostela stato di Nayarit.

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Santa Maria Faustyna Kowalska (1905-1938)

Vergine delle Suore della B. V. Maria della Misericordia

Il programma della misericordia

Card. FRANCISZEK MACHARSKI – Arcivescovo di Kraków

Sono passati esattamente 62 anni dalla primavera dell’anno 1938 in cui Suor Faustyna partecipò per l’ultima volta al triduo pasquale nel convento di Kraków-Lagiewniki. Già gravemente malata, fu ancora una volta ricoverata all’ospedale dove trascorse la sua prediletta I Domenica dopo Pasqua, l’ottava della Risurrezione del Signore.

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Le celebrazioni del Millennio di santo Stefano di Ungheria.

Santo Stefano, primo re cristiano degli ungheresi

JÓZSEF TÖRÖK – Docente di storia della Chiesa alla Facoltà di Teologia di Budapest

Le celebrazioni dell’anno 2000 coincidono con quelle del millesimo anniversario dell’esistenza dello Stato cristiano ungherese. Fu infatti nell’autunno del 1000 che Papa Silvestro II inviò la corona a re santo Stefano. Il granduca ungherese venne consacrato re ed incoronato in occasione del Natale del 1000 ad Esztergom, dove, sulla Cittadella, già a quel tempo, esisteva la chiesa dedicata al protomartire santo Stefano.

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San Vincenzo Pallotti

Nel 150° anniversario della morte e 50° della beatificazione dell’animatore dell’apostolato dei laici

 Nelle numerose celebrazioni del Giubileo si inserisce anche quella commemorativa di san Vincenzo Pallotti. Nato a Roma il 21 aprile 1795, viene ordinato sacerdote il 16 maggio 1818.

Muore nei pressi della chiesa di san Salvatore in Onda il 22 gennaio 1850. Anche se non si hanno testimonianze dirette del suo intervento nell’anno giubilare 1825, l’unico al quale il «sacerdote di Roma» ha partecipato attivamente, i momenti più significativi della sua vita sono segnati dagli avvenimenti giubilari. Una curiosità da ricordare a proposito è il luogo in cui è nato: Via del Pellegrino 130. Quest’ultima, infatti, era un tratto dell’antica Via Peregrinorum, tragitto che i pellegrini percorrevano per raggiungere le Basiliche romane. Nel 1850, anno giubilare mancato a causa delle vicende politiche, muore circondato dall’affetto della folla che ha trovato in lui una testimonianza vivente di Cristo. Il 22 gennaio dell’Anno Santo 1950 Pio XII lo proclama beato. Infine, il 22 gennaio del 2000, durante il Grande Giubileo, cade il 150° anniversario della sua morte e il 50° della beatificazione.

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S. Colombano

In Irlanda il Vangelo prese immediatamente radici e meno di cento anni dopo la morte di san Patrizio, si assiste a quella sorta di esplosione che è chiamata “il miracolo irlandese”.

Un uomo personifica questo vigore dell’apostolato irlandese nel mondo, un uomo dotato della santità itinerante che caratterizza l’epoca, quell’Alto Medioevo che si riteneva condannato a stagnare nell’ignoranza, e che invece con ogni probabilità fu il secolo più mobile prima del nostro: Colombano.

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S. CORRADO da PARZHAM (1818-1894)

E’ un santo fratello laico cappuccino il quale, in vita, praticò, alla perfezione, il motto benedettino “prega e lavora”, facendo ininterrottamente, per quarantun anni, da portinaio al convento di Sant’Anna e al Santuario della Madonna delle Grazie di Altótting, nella diocesi di Frisinga (Germania) fondato nell’876 da Carlomanno e officiato dai Padri Cappuccini. Egli nacque il 22-12-1818 a Parzham, un villaggio della Baviera meridionale, nella fertile valle del Rott, a circa mezz’ora di strada dalla parrocchia di Weng. Era il penultimo dei dieci figli che Bartolomeo Birndorfer, ricco possidente di terre, ebbe da Gertrude Niedermayer, entrambi cattolici di antico stampo. Il giorno stesso in cui nacque, al loro figlio fecero imporre il nome di Giovanni, al fonte battesimale di S. Volfango, chiesa filiale di quella parrocchiale.

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S. FRANCESCO da PAOLA (1416-1507)

Questo straordinario taumaturgo, fondatore dell’Ordine dei Minimi, e patrono dei marittimi italiani dal 1943 per volere di Pio XII, nacque il 27-3-1416 a Paola (Cosenza) dal contadino Giacomo degli Alessi, che l’ottenne, per intercessione di S. Francesco d’Assisi, dopo parecchi anni di sterilità della moglie. Quando nacque, i paolani videro ardere un fuoco misterioso sulla casa di lui. Francesco era ancora in fasce quando fu affetto da un tumore ad un occhio. I genitori fecero voto che, se guariva, per un anno lo avrebbero posto al servizio di un convento francescano rivestito del saio. Il piccino guarì, crebbe innocente e incline alla preghiera, alla penitenza e al pianto.

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