I Miracoli Eucaristici: SIENA 1730

Sacramenti: Natura-Forma, sacramentali

Di Padre Giorgio Finotti dell’Oratorio. La sera è calda, ma le vie sono deserte perché tutti sono in cattedrale a pregare e a cantare. Tutti, tranne però alcuni ladri, che approfittando della momentanea e giustificata assenza dei frati, riuscirono a forzare una porta ed entrare indisturbati nel sacro edificio per portare ad esecuzione un loro nefando progetto. Portatisi nella cappella di Sant’Antonio, si avvicinarono al tabernacolo…
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I Miracoli Eucaristici: VEROLI (FROSINONE) 1570

Sacramenti: Natura-Forma, sacramentali

Di Padre Giorgio Finotti dell’Oratorio. Si faceva l’orazione delle 40 ore (…), i presenti cominciavano a gridar misericordia e battersi lo petto piangendo fortemente e domandando io per qual causa facevamo questo, uno chiamato Giovanni da Nardillo della città di Veroli, quale era inginocchiato appresso di me, mi disse: “Non vedi la stella che è apparsa nel calice ove è il S.S.mo Sacramento?”.

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I Miracoli Eucaristici: MORROVALLE (MACERATA) (1560)

Sacramenti: Natura-Forma, sacramentali

Di Padre Giorgio Finotti dell’Oratorio. Nei giorni seguenti al grande rogo furono iniziati i lavori di sgombero dell’immensa massa di detriti, con la vana speranza di trovare qualcosa di intatto! Quale non fu la meraviglia quando il 27 aprile il p. Battista da Ascoli, nel rimuovere un pezzo di marmo di quello che era stato l’altare maggiore, divelto dalle fiamme, vide nella cavità del muro che sosteneva la pietra sacra, in mezzo alle rovine, il corporale un po’ bruciacchiato su cui si conservava, ancora intatta ed integra l’ostia grande consacrata. (altro…)

I Miracoli Eucaristici: TORINO (1642) (Il secondo)

Sacramenti: Natura-Forma, sacramentali

Di Padre Giorgio Finotti dell’Oratorio. Tra le milizie del principe Tommaso erano stati assoldati numerosi avventurieri, detti “ugonotti”, di religione calvinista. Con urla terribili, un branco di facinorosi forzò le porte della chiesa. Uno di quegli avventurieri, ormai ubriaco di quell’eccidio scorse l’altare maggiore sopra il quale stava la statuetta di legno di Santa Maria del Monte. I suoi occhi fissarono coi riflessi infernali la porticina intagliata del sacro ciborio. Con pugnale, il sacrilego puntò la lama tra la porticina e la parete del ciborio per aprirlo…

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