Grazie degli ebrei romani alle suore che li hanno salvati

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Durante la Seconda Guerra Mondiale le religiose Maestre Pie Filippini, a sprezzo del pericolo, ospitarono in via delle Botteghe Oscure tantissimi perseguitati: lo afferma suor Margherita Marchione in questa intervista. Le false accuse contro Pio XII sono anche contro la Chiesa e contro tutti quegli ebrei che alla fine del conflitto ringraziarono in mille modi la Santa Sede.

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Testamento di Josyf card. Slipyj (II)

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Il 7 settembre 1984 chiudeva a Roma la sua lunga e travagliata esistenza il cardinale Josyf Slipyj, arcivescovo maggiore di Leopoli degli ucraini, definito dal Pontefice Giovanni Paolo II “uomo di fede invitta, pastore di fermo coraggio, testimone di fedeltà eroica, eminente personalità della Chiesa” (L’Osservatore Romano 19-10-1984). Ecco la seconda parte del testamento tradotto dalla fotocopia del dattiloscritto originale in ucraino, da padre Alessio U. Floridi S.J.

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Testamento di Josyf card. Slipyj (I)

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Il 7 settembre 1984 chiudeva a Roma la sua lunga e travagliata esistenza il cardinale Josyf Slipyj, arcivescovo maggiore di Leopoli degli ucraini. Il testamento del presule – definito dai regnante Pontefice Giovanni Paolo II “uomo di fede invitta, pastore di fermo coraggio, testimone di fedeltà eroica, eminente personalità della Chiesa” (L’Osservatore Romano 19-10-1984) – è stato tradotto dalla fotocopia del dattiloscritto originale in ucraino da padre Alessio U. Floridi S.J.

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Il processo di Giordano Bruno e l’Inquisizione

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Di Matteo d’Amico
L’articolo è tratto da KOS, rivista dell’istituto universitario scientifico san Raffaele, numero 178 del luglio 2000
http://www.sanraffaele.org/Home/Ufficio_Stampa_-_HP/Editoria/KOS/index.html

Le ragioni di un mito
Si è da poco celebrato il quattrocentenario della morte di Giordano Bruno, arso in piazza Campo de’ Fiori la mattina del 17 febbraio 1600, e numerosissimi interventi di storici, filosofi e teologi hanno accompagnato questo anniversario con riflessioni volte a chiarire ancor meglio il senso complessivo della sua figura e del suo pensiero.

In effetti non molti altri protagonisti della cultura moderna hanno visto accendersi intorno a sé un dibattito critico intenso come quello che si è svolto attorno alla figura di Bruno. Molteplici i motivi di questo interesse oltre, ovviamente, a quelli derivanti dal valore del suo pensiero. In età risorgimentale Bruno è lentamente divenuto un “caso”, utilizzato dalle forze laiche e liberali di ispirazione massonica (come è noto erano affiliati a logge della massoneria molti dei protagonisti del Risorgimento, da Mazzini, a Cavour, a Garibaldi, a Crispi, etc.) come elemento di punta in quella accesissima battaglia anticlericale e antipapista che accompagna e segue il processo che conduce all’unità d’Italia. Lo Stato Pontificio rappresenta infatti un ostacolo formidabile sulla via dell’unificazione della penisola e, anche dopo la presa di Roma nel 1870, il Vaticano continua ad essere sentito come un insidioso nemico, da combattere con ogni mezzo. E’ in questo clima di latente “guerra civile” che sorge e trova alimento il mito di Bruno come martire del libero pensiero, presentato come un vero e proprio Socrate moderno, morto per non tradire le sue idee e per difendere il diritto al libero esercizio della ricerca filosofica, al quale saranno intitolate innumerevoli logge e onorificenze massoniche sia in Italia, che all’estero. Precedentemente a questo mito ne era sorto un altro ad esso speculare, sulla scorta delle invettive di Voltaire e degli illuministi nonché del successivo giacobinismo europeo, ovvero quello della Chiesa Cattolica come di una istituzione retriva e biecamente conservatrice, che trova la sua essenza ben rappresentata da una sua particolare istituzione : il tribunale inquisitoriale. La settecentesca “leggenda nera” dell’Inquisizione diventa così lo scenario ideale su cui si staglia ancor più nettamente la modernità di Bruno : il suo diventa lo scontro fra i lumi della ragione e la presunta barbarie e l’oscurantismo ecclesiastici. Leggenda nera che va considerata appunto tale in quanto i dati relativi alle condanne alla pena capitale, ad esempio nella città di Roma, ammontano in totale a 97 persone per il periodo che va dal 1542, quando l’Inquisizione viene nuovamente istituita, al 1761 : una media di meno di una condanna ogni due anni, che basta a far comprendere con quanta moderazione e prudenza procedesse l’istituzione che doveva difendere il cattolicesimo dal pericolo rappresentato dall’eresia protestante.

Fortunatamente negli ultimi decenni gli studiosi del filosofo di Nola (questa la città in cui Bruno nasce nel 1548) hanno saputo illuminare con grande acume molti aspetti della sua vita e del suo pensiero, andando oltre la tradizionale immagine retorica ed agiografica, ed evitando di utilizzarlo in una battaglia ideologica anticlericale sterile quanto scontata. Si sono inoltre enormemente arricchiti gli studi sull’Inquisizione, e possiamo perciò dire di avere tutti gli elementi per comprendere in modo rinnovato lo scontro che ha opposto, nell’ultimo decennio del Cinquecento, Bruno alla Chiesa.

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Il Leone di Münster e Pio XII

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di Stefania Falasca. Il New York Times definì il vescovo von Galen «l’oppositore più ostinato del programma nazionalsocialista anticristiano». Il suo coraggio e le sue dure prediche contro Hitler, pronunciate dal pulpito del duomo di Münster, fecero il giro del mondo. E papa Pacelli gli scrisse per manifestare il suo pieno appoggio e la sua gratitudine

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FEDE E RAGIONE

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Da J. COLLANTES (a c. di), La fede della Chiesa Cattolica. Le idee e gli uomini nei documenti dottrinali del Magistero. Tra i due estremi del razionalismo e del fideismo, la Chiesa ha sempre difeso le prerogative della ragione e la sua capacità di conoscere con certezza l’esistenza di Dio e della rivelazione, cioè i preamboli della fede. Ha però anche sostenuto con uguale fermezza il carattere soprannaturale della rivelazione e l’oggettività dei suoi contenuti intellettuali, alcuni dei quali superano ogni intendimento razionale (misteri propriamente detti) anche dopo la manifestazione fattane da Dio. (altro…)

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Il vero Francesco e L’Italia di oggi

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Del Card. Biffi. Omelia presso la Basilica S. Maria degli Angeli. Quali sono gli insegnamenti che Francesco piu appassionatamente ci ripropone? Il primo è l’accoglimento del Vangelo come dell’unica valida norma di vita. Questa è la persuasione primaria che fonda tutta l’esperienza francescana. “La sua aspirazione più alta, il suo desiderio dominante, la sua volontà più ferma era di osservare perfettamente e sempre il santo Vangelo”…. (altro…)

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Gesù di Nazaret e’ il Messia promesso (per israeliti)

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W. Devivier S. J., Il compimento delle profezie che riguardano la Persona e la missione di “Gesù Cristo. Enumerazione di alcune Profezie: Venuta e qualità del Messia. La sua nascita e la sua giovinezza. La sua carriera apostolica. La sua passione e la sua morte. Stabilimento della sua Chiesa. Il sacrificio della legge nuova. Figure profetiche del Messia. L’avveramento delle profezie (altro…)

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L’invalidità dell’Ordine sacro conferito alla donna

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Padre Tito Sante CENTI O.P., grande teologo e divulgatore di San Tommaso, di fronte alla montante contestazione infraecclesiale circa il soggetto del ministero sacro, confuta il preteso antifemminismo di San Paolo ed espone sinteticamente i punti fermi della teologia positiva ed i motivi di convenienza della prassi plurisecolare della Chiesa di Gesù Cristo.

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