S. ALBERTO DA TRAPANI (1212-1307)

Nacque a Trapani probabilmente nel 1212 nella nobile famiglia Abati. Si distinse per la predicazione mendicante, operando anche numerosi miracoli. Nel 1296 governò la provincia carmelitana di Sicilia come padre provinciale. Egli, con la sua instancabile predicazione, convertì molti ebrei. Morì a Messina nel 1307. Venne considerato patrono e protettore dell'Ordine carmelitano. Nel secolo XVI fu stabilito che ogni chiesa carmelitana avesse un altare a lui dedicato. Furono a lui particolarmente devote anche santa Teresa di Gesù e Maria Maddalena de' Pazzi.

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BB. AGATANGELO da VENDOME (1598-1638) e CASSIANO da NANTES (1607-1638)

Con l’obiettivo di avvicinare a Roma la chiesa copta, Agatangelo e Cassiano, due cappuccini francesi, studiarono la lingua del luogo e instaurarono buoni rapporti col patriarca Matteo III. Giunti sull’altopiano eritreo furono imprigionati e condotti a Gondar dove un luterano li coprì di calunnie di fronte al Re (Negus) Basilides. Furono condannati quindi all’impiccagione. Mancando le corde i due frati offrirono allo scopo i loro cingoli e così furono giustiziati. Poi i loro corpi vennero lapidati e coperti da un cumulo di pietre. Un autorevole personaggio abissino, di fronte a tanto coraggio, si fece cattolico. La causa di beatificazione di Agatangelo e Cassiano ebbe esito positivo grazie all’impegno del Cardinale Guglielmo Massaia (1809-1889), missionario in Etiopia. I due missionari francesi furono quindi beatificati da S. Pio X il 1° gennaio 1905.

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S. GIOVANNI MARIA VIANNEY (1786-1859)

Giovanni Maria Vianney nacque l'8 maggio 1786 a Dardilly, Lione, in Francia. Di famiglia contadina nell'agosto 1815 fu ordinato sacerdote. Appena ordinato fu mandato a Ecully come vicario dell'abbé Balley e dopo ad Ars-en-Dombes, un borgo dove si dedicò all'evangelizzazione, attraverso l'esempio della sua bontà e carità. Trascorreva le giornate celebrando Messa e confessando, senza risparmiarsi. Morì nel 1859. Papa Pio XI lo proclamerà santo nel 1925. Egli è modello e patrono del clero parrocchiale.

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B. FEDERIGO JANSOONE (1838-1916)

Federico nasce in Francia il 19 novembre 1838. A 26 anni entra nel seminario francescano di Amiens. Arriva al sacerdozio nel 1870 ed opera come cappellano militare nella guerra che Napoleone III ha scatenato contro la Prussia. Nel 1875 è in Palestina con la «Custodia di Terrasanta». Padre Federico va di persona a cercare soccorsi in Francia e in Canada. Dal Canada procura ed invia gli aiuti senza tuttavia trascurare la propria vocazione di evangelizzatore: in Canada egli predica, pubblica libri e dirige periodici religiosi. Muore a Montreal il 4 agosto 1916.

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BB. FILIPPO DI GESÙ MUNARRIZ (1875-1936) e 50 Confratelli Martiri

Il 7 marzo 1992 Giovanni Paolo II ha riconosciuto il martirio di 51 Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria o Claretiani avvenuto a Barbastro (Huesca), diocesi suffraganea di Saragozza (Aragona), all'inizio dell'insurrezione nazionale contro i repubblicani in Spagna (1936-1939).

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S. EUSEBIO di VERCELLI (IV secolo)

Nacque in Sardegna tra la fine del III e l'inizio del IV secolo e fu il primo vescovo del Piemonte. Durante gli studi ecclesiastici a Roma si fece apprezzare da papa Giulio I che lo nominò vescovo di Vercelli. I vercellesi vennero conquistati dalla sua arte oratoria: parlava bene ed esprimeva ciò che sentiva dentro. Si attirò così l'ostilità degli ariani e dello stesso imperatore Costanzo che lo mandò in esilio. Nel 362 ebbe finalmente la possibilità di ritornare a Vercelli dove riprese l'evangelizzazione istituendo la diocesi di Tortona. La tradizione lo considera anche fondatore di due noti santuari: quello di Oropa e di Crea. Nel 371 la morte lo colse nella sua città episcopale, che ne custodisce tuttora le reliquie nel Duomo.

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S. PIETRO GIULIANO EYMARD (1811-1868)

Nasce a La Mure d’Isère (diocesi di Grenoble) nel 1811 e viene ordinato sacerdote nel 1834. Nel 1851 visse un’intensa esperienza spirituale di devozione al Santissimo Sacramento nel santuario lionese di Fourvière. Da questo  la decisione di fondare, nel 1856, la Congregazione del Santissimo Sacramento. Accanto all’adorazione del Santissimo i sacerdoti della congregazione si occupano dei poveri dei quartieri periferici di Parigi e dei preti in difficoltà. L’Eucaristia è sempre al centro della predicazione. Pietro Giuliano Eymard morì nel 1868 ed entrò nel calendario romano come «Apostolo dell’Eucaristia».

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S. ALFONSO DE ‘ LIGUORI (1696-1787)

Nasce a Napoli il 27 settembre 1696. Dopo alcuni anni di avvocatura, decide di dedicarsi interamente al Signore. Ordinato prete nel 1726, Alfonso Maria dedica quasi tutto il suo tempo e e il suo ministero agli abitanti dei quartieri più poveri della Napoli settecentesca. Prende parte anche alle missioni nei paesi all'interno del regno. Nel maggio del 1730 incontra i pastori delle montagne di Amalfi e, constatando il loro profondo abbandono umano e religioso, sotto la guida del vescovo di Castellammare di Stabia, fonda la Congregazione del SS. Salvatore. Intorno al 1760 viene nominato vescovo di Sant'Agata, e governa la sua diocesi con dedizione, fino alla morte, avvenuta il 1 agosto del 1787

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S. GIUSTINO DE JACOBIS (1800-1860)

Giustino de Jacobis, conosciuto come Abuna Jacob dalle popolazioni etiopi, nacque a San Fele (Potenza) nel 1800. Nel 1824 divenne prete nella Congregazione della missione di san Vincenzo de' Paoli. Dopo aver curato i colerosi a Napoli, partì per l'Etiopia dove eresse un seminario per preti locali, il Collegio dell'Immacolata. Entrò in dialogo con i cristiani copti, ma quando venne ordinato vescovo sorse un contrasto con il vescovo copto. Giustino, espulso, si spense a Zula (Eritrea) il 31 luglio 1860. Quando Paolo VI lo proclamò santo nel 1975, l'episcopato di quel Paese lo definì «il padre della Chiesa d'Etiopia».

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B. GIOVANNI COLOMBINI (1304-1367)

Nacque nel 1304 da una ricca famiglia di Siena, e divenne ben presto agiato mercante di lana, tessendo un’ampia rete di rapporti commerciali che lo portarono ad entrare nel governo della città. Seguì un felice matrimonio, allietato da due figli. Ma una occasionale lettura della vita di una S. Maria eremita in Egitto gli procurò una profonda crisi spirituale, una svolta di vita decisiva. Il governo di Siena decise di allontanarlo come pericoloso, ma lui si trasformò “bandito dagli uomini in banditore di Dio” utilizzando l’esilio per diffondere il suo richiamo al radicalismo evangelico. Morì in pace con la Chiesa dopo esserne stato fieramente perseguitato.

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