La “crisi del coronavirus” alla luce del concetto cattolico di congiura anticristiana

Il “complottismo” alla luce della dottrina cattolica

Il segretario generale delle Nazioni Unite, ed ex presidente dell’Internazionale Socialista, Antonio Guterres ha rilasciato un’intervista all’Osservatore Romano, organo ufficioso della Santa Sede da quasi 160 anni.
Sollecitato su come affrontare il sentimento di paura diffuso negli ultimi tempi, l’alto dignitario ha risposto che “nelle ultime settimane c’è stata una impennata delle teorie del complotto e dei sentimenti xenofobi”, facendo un velato riferimento alle accuse sollevate contro il governo comunista cinese.
Nutrimento della paura sarebbe “una epidemia di disinformazione”, una vera “montagna di storie e post fuorvianti pubblicati sui social media”.

Al fine di rettificare le notizie, Guterres informa di aver “lanciato una iniziativa delle Nazioni Unite di risposta alle comunicazioni chiamata Verified, volta a dare alla gente informazioni accurate e basate sui fatti” e incoraggia i leader religiosi a utilizzare le proprie reti di comunicazione per “sostenere i governi nel promuovere le misure di salute pubblica raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità – dal distanziamento fisico a una buona igiene – e per  smentire false informazioni e voci” 1.

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La Stirpe di Giuda nella Lettera Apostolica Notre Charge Apostolique

Il 28 agosto 1910 Papa san Pio X (1903-1914) emanava una Lettera Apostolica destinata all’episcopato francese, ma rivolta a tutti i vescovi del mondo, quindi equivalente a un’enciclica per importanza.
La lettera condanna il movimento del Sillon («Solco»), fondato in Francia nel 1902 – sulla scia di una precedente associazione, la Crypte, nata nel 1894 – da Marc Sangnier (1873-1950), all’epoca la principale organizzazione della scuola detta cattolico-democratica.

La Notre charge apostolique costituisce l’applicazione alla società politica degli insegnamenti dell’Enciclica Pascendi dominici gregis del 1907 – in cui san Pio X descrive e condanna l’eresia modernista  – ed è pure una delle descrizioni più complete dell’ideologia cattolica-democratica.

Il documento mostra i riflessi politico-sociali del modernismo, che rappresenta il sistematico cedimento dei cattolici al relativismo filosofico e morale, e costituisce quindi un complemento ineludibile (e volutamente oscurato) alla Pascendi.

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La collaborazione ad una legge ingiusta

Testo di approfondimento

di Tommaso Scandroglio

Parliamo di collaborazione al varo di una legge ingiusta con l’intenzione di limitarne gli effetti negativi e lo facciamo partendo da un paio di esempi.

1) Tizio cammina per strada e vede un palazzo in fiamme. Il fuoco è arrivato al secondo piano. Tizio decide di intervenire e così grazie al suo aiuto le fiamme si sono fermate al secondo piano dello stabile. L’intervento di Tizio teso a limitare i danni è stato lecito sotto il profilo morale?  Nei limiti delle sue capacità e quindi tenendo conto dei rischi che avrebbero potuto attentare alla sua incolumità, la risposta è positiva.

2) Altro esempio simile. Caio vuole appiccare un incendio ad un palazzo. Sempronio, suo amico, non è assolutamente d’accordo e così tenta di persuaderlo dall’astenersi da tale gesto parlandogli più volte. Nulla da fare: Caio persevera nella sua decisione. Allora Sempronio pensa tra sé: “Non posso evitare il peggio, però mi è venuta un’idea:  se aiuto il mio amico Caio ad appiccare l’incendio avrò modo – a sua insaputa – di prodigarmi per spegnerlo subito dopo o almeno di limitarne i danni”. I due quindi appiccano l’incendio al palazzo e poi Sempronio riesce a domare le fiamme e queste arrivano solo al secondo piano dello stabile. L’effetto ottenuto è il medesimo dell’esempio precedente (le fiamme si sono fermate al secondo piano), ma la valutazione morale delle condotte di Tizio e Sempronio è assai differente.

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La cooperazione con azioni moralmente cattive contro la vita umana

di Mons. LIVIO MELINA
Presidente del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per gli Studi su Matrimonio e Famiglia

   Nel terzo capitolo dell’Enciclica Evangelium vitae Giovanni Paolo II esprime un giudizio di elevata autorità dottrinale sul disordine morale grave dell’aborto procurato (EV, (2), delle sperimentazioni sugli embrioni umani (EV, 63) e dell’eutanasia (EV, 65), applicando a questi tre tipi di azioni la valutazione etica negativa che sempre merita «l’uccisione diretta e volontaria di un essere umano innocente» (EV, 57). Questa rigorosa delimitazione dell’oggetto specifico del documento pontificio ad alcuni particolari attentati contro la vita umana nascente o terminale è esplicitamente motivata col fatto che essi presentano «caratteri nuovi rispetto al passato e sollevano problemi di singolare gravità». (EV, 11).

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Alle radici del rahnerismo: l’Opzione fondamentale

La diffusione del rahnerismo in Italia: G.B. Libanio, E. Chiavacci

L’opzione fondamentale esistenzialistica e il peccato

di P. Alberto Galli O.P., maestro di P. Tomas Tyn O.P.
Tratto da «Sacra Doctrina», n° 2 del marzo-aprile 1985,
Edizioni http://www.esd-domenicani.it/

 

 

Ho già detto, in alcuni articoli precedenti (1), come alcuni moralisti seguaci del trascendentalismo e più precisamente del soggettivismo fenomenologico o esistenzialistico, si trovino nell’impossibilità di riconoscere una base oggettiva alla morale in genere, e in particolare alla riflessione sul peccato.

Mi propongo ora di ritornare su quest’ultimo tema analizzando soprattutto lo scritto di G.B. Libanio il quale dedica al nostro argomento la parte centrale del libro Peccato e opzione fondamentale (Cittadella, Assisi 1977). Mi riferirò anche ad alcuni testi di B. Haring, F. Bockle, K. Rahner e E. Chiavacci.

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’68, socialismo e rivoluzione sessuale dall'”utopia alla scienza”

Rivoluzione o rivolta?

Per parlare del fenomeno denominato «Rivoluzione sessuale» bisogna innanzitutto chiarire i termini. Fu veramente una rivoluzione o si trattò semplicemente di una rivolta? In altri termini: questo movimento fu il tentativo di sovvertire completamente i significati sociali, filosofici e morali della sessualità umana oppure, senza motivazioni ideologiche particolari, si propose obiettivi immediati e particolari, senza sovvertimenti globali? Sembra di poter affermare con sicurezza che la Rivoluzione sessuale ebbe una base ideologica e si pose come tappa di un processo rivoluzionario globale nei confronti dell’ordine religioso, politico, economico e sociale.

Essa, trovò come pretesto una visione della sessualità realmente caratterizzata da ipocrisia e discriminazione nei confronti delle donne: la visione borghese che voleva lui «cacciatore, lei preda» (1), lui «padrone, lei schiava» (2). Una visione della sessualità e dei rapporti tra uomo e donna molto diversa da quella maturata all’interno della Chiesa cattolica durante il pontificato di Giovanni Paolo II (3).
Quale fu il sovvertimento dei significati della sessualità umana? Lo riassume così la dottoressa Marina Castaneda: «La rivoluzione sessuale degli anni Sessanta e Settanta ha trasformato il senso della sessualità. Il piacere è diventato uno scopo in sé, indipendente dalla procreazione e da ogni legame affettivo o legale tra individui» (4).

Una conferma di questa lettura della Rivoluzione sessuale intesa come Rivoluzione strictu sensu la troviamo nell’opuscolo del marchese Donatien-Alphonse-François de Sade intitolato Francesi! Ancora uno sforzo se volete essere repubblicani!, contenuto nel suo libro La filosofia del Boudoir (5). In questo libello vengono indicate le tappe successive la Rivoluzione Francese, intese come progressiva negazione di tutti i doveri che il pensiero tradizionale impone all’uomo: doveri verso Dio, doveri verso il prossimo, doveri verso sé stesso. Relativamente ai doveri verso l’uomo, de Sade si scaglia con particolare violenza contro il pudore e la libertà sessuale altrui: un vero Stato repubblicano deve essere «immorale per necessità» (6).

Con de Sade la Rivoluzione sessuale viene enunciata come programma: ma rimane ancora utopia. Sarà Wilhelm Reich, utilizzando Sigmund Freud e Karl Marx, a far passare la Rivoluzione sessuale, in analogia con il socialismo, dall’«utopia alla scienza»; infine, con il periodo denominato «Sessantotto» (7), questa «scienza» si trasformerà in prassi rivoluzionaria: ecco la Rivoluzione sessuale (8). Sarebbe tuttavia errato considerare, ai fini della Rivoluzione sessuale, come «inutili» le teorizzazioni di de Sade: egli ha posto un traguardo, ha indicato le tappe per raggiungerlo ed è stato un modello per coloro che lo hanno seguito (9).

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La civiltà della vita e le leggi che la minacciano

di S.E. Mons. Giampaolo Crepaldi
per Centro Studi Livatino – Milano 19 febbraio 2018

 

La “svolta” nell’attuale legislazione contro la vita

L’Osservatorio Cardinale Van Thuân ha dedicato molta attenzione all’evoluzione negativa del quadro legislativo, nazionale e internazionale, riguardante il tema della vita. Lo ha fatto in particolare dedicando a questo argomento uno dei suoi Rapporti annuali sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo, precisamente quello dell’anno 2013 dal titolo “La crisi giuridica ovvero l’ingiustizia legale”[1]. Ha poi continuato con la pubblicazione di un fascicolo del “Bollettino di Dottrina sociale della Chiesa” incentrato sulla lotta contro le leggi ingiuste riguardanti appunto la vita e la famiglia[2]. Molti altri interventi sono stati fatti, ma ho voluto qui ricordare questi due in quanto noto una omogeneità di prospettiva con la ricerca del Centro Studi Livatino.

Questa analisi dell’evoluzione (negativa) della recente legislazione sulla vita ci ha condotto ad alcune conclusioni che vorrei qui richiamare sinteticamente, per poi procedere ad un loro approfondimento. (altro…)

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Importanza della Dottrina per l’Azione politica dei Cattolici

di S.E. Mons. Giampaolo Crepaldi,
vescovo di Trieste

La “Dottrina sociale della Chiesa”, come dice la stessa espressione, è una “dottrina”.
Per molto tempo, però, soprattutto negli anni Settanta e Ottanta, molti contestavano questo termine e cercavano di sostituirlo con altri, come per esempio “Insegnamento” sociale della Chiesa, oppure “Discorso” sociale della Chiesa.
La parola dottrina, si diceva, è inadatta ad esprimere bene il concetto. Il principale argomento a sostegno di questa critica era che il termine “dottrina” era ritenuto astratto, teorico, deduttivo, mentre la vita sociale e politica era considerata concreta, sempre nuova, induttiva.
L’uso del termine “dottrina” lasciava intendere ancora il metodo di partire dall’alto anziché dal basso, dai principi di per sé lontani dalla concretezza della realtà, dall’intellettualismo delle formule. Il percorso doveva invece avvenire al contrario, dalle situazioni umane, dai bisogni, dalle condizioni storiche di ingiustizia e di povertà bisognava partire per elaborare nuovi orizzonti dottrinali capaci di far progredire la prassi di giustizia e di pace.
Questo discorso era sostenuto da diverse correnti teologiche secondo le quali il rapporto tra teoria e pratica doveva essere rovesciato, altrimenti – si sosteneva – il messaggio cristiano risulta incomprensibile, appunto perché calato dall’alto dentro una situazione umana ad esso estranea. (altro…)

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Problemi morali posti dall’Amoris Laetitia

Al Santo Padre Francesco

e per conoscenza a Sua Eminenza il Cardinale Gerhard L. Müller

 

Beatissimo Padre,

a seguito della pubblicazione della Vostra Esortazione Apostolica “Amoris laetitia” sono state proposte da parte di teologi e studiosi interpretazioni non solo divergenti, ma anche contrastanti, soprattutto in merito al cap. VIII. Inoltre i mezzi di comunicazione hanno enfatizzato questa diatriba, provocando in tal modo incertezza, confusione e smarrimento tra molti fedeli.

Per questo, a noi sottoscritti ma anche a molti Vescovi e Presbiteri, sono pervenute numerose richieste da parte di fedeli di vari ceti sociali sulla corretta interpretazione da dare al cap. VIII dell’Esortazione.

Ora, spinti in coscienza dalla nostra responsabilità pastorale e desiderando mettere sempre più in atto quella sinodalità alla quale Vostra Santità ci esorta, con profondo rispetto, ci permettiamo di chiedere a Lei, Santo Padre, quale supremo Maestro della fede chiamato dal Risorto a confermare i suoi fratelli nella fede, di dirimere le incertezze e fare chiarezza, dando benevolmente risposta ai “Dubia” che ci permettiamo allegare alla presente.

Voglia la Santità Vostra benedirci, mentre Le promettiamo un ricordo costante nella preghiera.

Roma, 19 settembre 2016

Card. Walter Brandmüller
Card. Raymond L. Burke
Card. Carlo Caffarra
Card. Joachim Meisner

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INDIRIZZO DI FUTURE TRATTAZIONI ECONOMICHE

Di p. L. Taparelli d'Azeglio S.J.  1. Si riserva la libertà di acconciarsi alle occasioni. – 2. Due riguardi dell'economia sociale: ordine ed utilità. – 3. L'ordine dee conseguirsi movendo le persone. – 4. L'utilità assicurando i più deboli – 5. 1° nell'intelligenza coll'istruzione – 6. e col proteggere contro la parola prepotente, – 7. 2° nella volontà eccitando al lavoro – 8. senza danno della morale, – 9. 3° aumentando i mezzi di potenza e di capitale­ – 10. anche coll'associazione: – 11. rispettandone le proprietà nel fissare le gravezze e gli altri provvedimenti puhblici. – 12. Necessità di studiare l'utilità in economia. – 13. Perchè l'economia si riduca presso certi autori ad un trattato sopra il pauperismo.

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