DOCETISMO

"Cardinale Pietro Parente; Mons. Antonio Piolanti; Mons. Salvatore Garofalo: Voci selezionate dal Dizionario di Teologia Dogmatica". DOCETISMO (dal gr. *= sembro e * = apparenza): oscura eresia dei primi secoli, che riduceva l\’Umanità di Cristo a un\’apparenza, compromettendo la veridicità dell\’Evangelo nel racconto della vita umana, della passione e della morte del Salvatore, e quindi il valore di tutta l\’opera della Redenzione.

Tracce di confutazione di questo errore si trovano già in S. Paolo e S. Giovanni (cfr. Col. 1, 20; 1 Tim. 2, 5; I Lett. Giov. 4, 2). Poco più tardi S. Ignazio Martire difende contro i Doceti la realtà della carne assunta dal Figlio di Dio: così pure S. Ireneo (Adv. haereses, 1, III), Tertulliano (De carne Christi), S. Agostino (Contra Faustum) combattono varie forme di Docetismo vigente presso gli Gnostici (Simone, Saturnino), Marcione e presso i Manichei. Nel. V secolo il Docetismo trova buona accoglienza tra i Monofisiti (v. Eutichianismo), che ammettevano un assorbimento della natura umana nella divina, riducendo l\’Umanità di Cristo, di cui Parla: l\’Evangelo, a un puro fantasma (donde il nome: Fantasiasti), impassibile, incorruttibile (donde l\’Aftardocetismo di Giuliano di Alicarnasso dal gr. a (privativa) + * = corrompo). Altri fautori del Monofisismo invece come Severo d\’Antiochia, ammettevano la passibilità dell\’Umanità di Cristo e perciò erano chiamati Ftartolatri.
I Doceti come compromettono la realtà della passione di Cristo e quindi il valore della Redenzione, così sono costretti a negare o a pervertire la verità del Mistero eucaristico.