Perché un Dio uomo (VI)

Teologia: fondamentale, ascetica...

Sant’Anselmo. Al numero degli angeli decaduti devono essere sostituiti altrettanti uomini? Non si può dubitare che le creature razionali siano da Lui previste secondo un numero ragionevole e perfetto. Quindi, o gli angeli caduti erano stati creati per essere compresi in quel numero; oppure essi caddero necessariamente perché, non essendo compresi in quel numero, dovettero esserne esclusi. E questo è assurdo … Libro secondo. 5 – Benchè questo debba  necessariamente avvenire, DIO non lo farà costretto dalla necessità. 6 – Soltanto un DIO-Uomo può compiere quella soffisfazione che salva l’uomo. 7 – È necessario che costui sia perfetto DIO e perfetto uomo. 8 – Bisogna che DIO assuma l’uomo dalla discendenza di Adamo e da una donna vergine.

  5 – BENCHÉ QUESTO DEBBA NECESSARIAMENTE AVVENIRE, DIO NON LO FARÀ COSTRETTO DALLA NECESSITÀ
BOSONE – Ma se è così si ha l’impressione che Dio sia costretto dalla necessità di evitare una sconvenienza a procurare la salvezza umana. E allora come si potrà negare che la compia più per se stesso che per noi? E se è così, che riconoscenza gli dobbiamo per quello che compie per sé? Anzi, come potremo attribuire la nostra salvezza al suo amore gratuito, se egli ci salva per necessità?
ANSELMO – C’è una necessità che esclude o diminuisce il dovere di essere riconoscenti al benefattore e c’è una necessità che aumenta l’obbligo di riconoscenza per il beneficio. Infatti quando qualcuno compie il bene costretto dalla necessità e contro sua voglia, non gli si deve riconoscenza alcuna o assai poca. Invece quando uno spontaneamente si sottomette alla necessità di dovere fare il bene e non la sopporta a malincuore, allora merita maggiore riconoscenza per il beneficio.
Questa non si può chiamare necessità ma gratuità, perché egli senza essere spinto da qualcuno, l’accetta o la mantiene gratuitamente. Per esempio, se tu oggi spontaneamente prometti che domani darai qualcosa e domani lo dai con la stessa volontà, nonostante che allora sia necessario per te dare quanto hai promesso, se lo puoi, altrimenti mentisci, non per questo colui a cui dai ti deve di meno per il beneficio ricevuto di ciò che ti dovrebbe se tu non glielo avessi promesso, proprio perché non hai esitato a farti debitore nei suoi confronti prima del momento del dono.
Questo avviene anche quando qualcuno fa spontaneamente voto di condurre vita santa. Costui quantunque, dopo il voto, debba necessariamente osservare ciò che ha promesso per non incorrere nella condanna dell’apostata e quantunque, se non vuole adempiere l’obbligazione assunta, possa esservi costretto, tuttavia se osserva volentieri ciò che ha promesso con voto, è più accetto a Dio che se non avesse fatto il voto, perché non soltanto rinunciò alla vita ordinaria ma anche al diritto di viverla, e questo per amore di Dio. E non si deve dire che viva santamente per necessità, ma piuttosto per quella libertà con cui fece il voto.
Così, e a maggiore ragione, se Dio completa il bene cominciato nell’uomo, benché non sia conveniente che Dio lasci il bene incompiuto, dobbiamo attribuire tutto al suo gratuito amore, in quanto egli l’ha intrapreso per noi e non per sé, sia perché non ha bisogno di niente e di nessuno, sia perché non ignorava, quando creò l’uomo, cosa sarebbe accaduto, e nonostante questo si obbligò in certo qual modo a completare il bene spontaneamente intrapreso quando nella sua bontà lo creo.
Infine Dio non fa nulla per necessità, perché in nessun modo è costretto o impedito a compiere qualcosa; e così quando diciamo che Dio compie questo o quello quasi per la necessità di evitare una sconvenienza, che certamente egli non teme, lo dobbiamo più che altro intendere nel senso che non lo fa per la necessità di conservare il proprio onore. Cioè questa necessità non è altro che la immutabilità del suo onore, che gli viene da se stesso e non da un altro, e per questo impropriamente viene chiamata necessità. Tuttavia diciamo che è necessario che la bontà di Dio in quanto è immutabile completi nell’uomo ciò che ha cominciato, quantunque il bene che fa sia totalmente gratuito.
BOSONE – Lo concedo.

6 – SOLTANTO UN DIO-UOMO PUÒ COMPIERE QUELLA SODDISFAZIONE CHE SALVA L’UOMO
ANSELMO – Questo non può essere realizzato se non si trova chi paga a Dio per il peccato dell’uomo un prezzo più grande di tutto ciò che esiste all’infuori di Dio.
BOSONE – E’ evidente.
ANSELMO – E’ pure necessario che colui, che dai suoi beni potrà dare a Dio qualcosa che sorpassi tutto ciò che è meno di Dio, sia più grande di tutto ciò che non è Dio.
BOSONE – Non lo posso negare.
ANSELMO – Ora nulla esiste che sia al disopra di tutto ciò che non è Dio se non Dio stesso.
BOSONE – E’ vero.
ANSELMO – Quindi questa soddisfazione non la può dare che Dio stesso.
BOSONE – E’ la conseguenza.
ANSELMO – Ma da nessun altro deve essere fatta la soddisfazione se non dall’uomo. Altrimenti non è l’uomo che soddisfa.
BOSONE – Nulla di più giusto.
ANSELMO – Se quindi, come è evidente, la città superna deve necessariamente essere completata con degli uomini e questo non può accadere se prima non avviene la soddisfazione anzidetta, che può essere compiuta soltanto da Dio e che soltanto l’uomo è tenuto a dare, è necessario che la faccia un Dio-Uomo.
BOSONE – Dio sia benedetto (cf Sal 66, 20): abbiamo già trovato una cosa importantissima di ciò che cerchiamo. Continua dunque per la via intrapresa. Spero che Dio ci aiuterà.

7 – È NECESSARIO CHE COSTUI SIA PERFETTO DIO E PERFETTO UOMO
ANSELMO – Dobbiamo ora cercare come possa esistere un Dio-Uomo. Infatti la natura divina e la natura umana non possono essere cambiate l’una nell’altra, così che la divina diventi umana e l’umana divina; né possono essere mescolate così che da due ne sorga una terza che non sia né totalmente divina né totalmente umana. Infine, se fosse possibile che una si muti nell’altra, o sarebbe solo Dio e non uomo o solo uomo e non Dio.
Qualora poi si mescolassero così da farne nascere una terza dalle due che più non ci sarebbero – come da due animali di diversa specie, maschio e femmina, ne nasce un terzo, che non conserva integralmente né la natura del padre né quella della madre ma ne acquista una terza risultante dal miscuglio di tutte due – essa non sarebbe né uomo né Dio.
Dunque l’Uomo-Dio che cerchiamo non può provenire dalla natura umana e divina o per la mutazione dell’una nell’altra o per il miscuglio che scioglierebbe e l’una e l’altra in una terza, perché queste cose sono impossibili; e anche se potessero avvenire non sarebbero utili per ciò che cerchiamo.
Se poi si dice che queste due nature integre si congiungono in modo che uno sia l’uomo e l’altro sia Dio e che chi è Dio non sia anche colui che è uomo, è impossibile che ambedue facciano ciò che necessariamente deve essere compiuto: Dio non lo farà perché non ne ha il dovere, e l’uomo non lo farà perché non ne ha il potere.
Perché dunque sia l’Uomo-Dio a compiere quest’opera, è necessario che colui che la deve compiere sia ugualmente in se stesso perfetto Dio e perfetto uomo: non la può fare che un vero Dio e non la deve fare che un vero uomo. Come dunque è necessario trovare, salvando l’integrità delle due nature, un Dio-Uomo, così non è meno necessario trovare che queste due nature si congiungano in unità di persona – come l’anima ragionevole e il corpo si congiungono nello stesso uomo – perché altrimenti non può essere che lo stesso individuo sia perfetto Dio e perfetto uomo.
BOSONE – Tutto quello che dici mi piace.

8 – BISOGNA CHE DIO ASSUMA L’UOMO DALLA DISCENDENZA DI ADAMO E DA UNA DONNA VERGINE
ANSELMO – Resta da indagare dove e come Dio assumerà l’umana natura: o l’assumerà da Adamo o creerà un nuovo uomo come già creò Adamo, senza bisogno d’altri uomini. Però se crea un nuovo uomo senza prenderlo dalla discendenza di Adamo, egli non apparterrà al genere umano che è nato da Adamo. Quindi non dovrà soddisfare per questo, poiché non gli appartiene.
Infatti come è giusto che l’uomo soddisfi per il peccato dell’uomo, così è necessario che colui che soddisfa sia quello stesso che pecca o uno della stessa stirpe. Altrimenti né Adamo né la sua discendenza soddisferebbero per sé. Quindi come il peccato si propagò in tutti gli uomini da Adamo e da Eva, così nessuno all’infuori di essi o di coloro che da essi nascono ha il dovere di soddisfare per il peccato degli uomini. E poiché essi non possono, è necessario che colui che lo farà sia della loro discendenza.
C’è di più. Come Adamo e tutta la sua discendenza, se non avesse peccato, sarebbe rimasto nella giustizia da se stesso e non con l’aiuto di qualche altra creatura, così è conveniente, se questa stessa discendenza risorge dopo la caduta, che risorga e si rialzi da sé. Infatti chiunque sia colui che restituisce l’umanità nel suo stato primitivo, questi sarà pure colui che la consoliderà in esso.
Anche quando Dio da principio creò la natura umana nel solo Adamo e non volle creare la donna che da lui – per fare sì che gli uomini si moltiplicassero con il concorso di ambedue i sessi – mostrò chiaramente che s’era proposto di fare soltanto per mezzo di Adamo quanto avrebbe fatto nella natura umana.
Quindi, se la discendenza di Adamo è rialzata da un uomo che non è della stessa discendenza, essa non otterrà quella dignità che doveva avere se Adamo non avesse peccato; e quindi non verrà restaurata integralmente e sembrerà che il disegno di Dio venga frustrato. e certo queste due cose sono sconvenienti.
E’ quindi necessario che l’uomo che deve restaurare la stirpe di Adamo sia assunto dalla sua discendenza.
BOSONE – Se, come ci siamo proposti, seguiamo la ragione, è indubbiamente così.
ANSELMO – Cerchiamo ora se Dio debba assumere la natura umana da un padre e da una madre, come avviene per gli altri uomini, oppure dall’uomo senza donna o della donna senza uomo. Qualunque di questi tre modi venga scelto, si tratterà sempre di un discendente di Adamo e di Eva dai quali proviene ogni essere umano di ambedue i sessi; e certo nessuno di questi tre modi è per Dio più facile degli altri, così che debba sceglierne uno a preferenza degli altri.
BOSONE – Procedi bene.
ANSELMO – Tuttavia non si richiede molto per dimostrare che è più bello e più conveniente che questo uomo sia procreato dal solo uomo o dalla sola donna, senza l’unione dei sessi che è necessaria per tutti gli altri figli degli uomini.
BOSONE – E’ abbastanza chiaro.
ANSELMO – Quindi deve essere assunto o dal solo uomo o dalla sola donna,
BOSONE – Non è possibile un altro modo.
ANSELMO – Dio può creare l’uomo in quattro modi: o dall’uomo e dalla donna, come ordinariamente fa; o né dall’uomo né dalla donna, come creò Adamo; o dall’uomo senza la donna, come fece con Eva; o dalla donna senza l’uomo, come ancora non ha fatto. Per provare dunque che anche questo modo è nell’ambito del suo potere e che è stato riservato per quest’opera, nulla di più conveniente che Dio assuma dalla donna senza l’uomo quell’umanità che è l’oggetto delle nostre ricerche.
Se poi sia meglio che il Dio-Uomo nasca da una vergine o da una non-vergine non c’è neppur bisogno di discutere, ma si può senza esitazione asserire da una vergine.
BOSONE – Parli secondo i desideri del mio cuore.
ANSELMO – Quello che abbiamo detto è fondato o inconsistente al pari di nuvola, come, a quanto dici tu, ci rimproverano gli infedeli?
BOSONE – Nulla di più consistente.
ANSELMO – Dipingi dunque non su vane finzioni ma sulla solida verità e di’ che è assai conveniente che, come il peccato dell’uomo e la causa della nostra condanna hanno principio dalla donna, così la medicina del peccato e la causa della nostra salvezza nascano dalla donna.
E per impedire che le donne disperino di partecipare alla sorte dei beati, perché da una donna è venuto tanto male, bisogna dare loro la speranza che dalla donna venga tanto bene.
Dipingi anche questo: se era vergine quella che causò al genere umano tutto il male, a maggiore ragione è conveniente che sia vergine quella che è causa di tutto il bene.
Dipingi ancora questo: se la donna, che Dio trasse dall’uomo senza donna, è stata tratta da un uomo vergine, è maggiormente conveniente che l’uomo, che nascerà dalla donna senza uomo, nasca da una vergine.
Ma dei tratti che possono essere dipinti su questo argomento, cioè sulla necessità che il Dio-Uomo nasca da una donna vergine, sono sufficienti questi.
BOSONE – Queste pitture sono molto belle e fondate sulla ragione.