Islam e Cristianesimo (04)

Evangelizzazione: convertiti, lassi...

Tratto da: http://digilander.iol.it/liturgiaravenna/situazio.htm  


Dal documento dei Vescovi dell’Emilia Romagna: la situazione attuale dei rapporti tra Islam e Cristianesimo in Italia. Dalla presenza in Italia di musulmani, alla presenza dell’Islam

La situazione attuale


 


Per ciò che riguarda la situazione attuale, penso sia opportuno considerare la Chiesa cattolica e i musulmani immigrati.  Infatti io sono cattolico e intendo rivolgermi a dei cattolici.   Inoltre sto affrontando il problema dell’ Islam perché le comunità cristiane cattoliche sono state interessate da ormai dieci anni, più che dai musulmani italiani, che erano presenti in Italia anche precedentemente, dal crescente fenomeno migratorio che ha fatto spostare il luogo dell’incontro dai paesi di missione, quali Africa e Asia, alle città e alle parrocchie di casa nostra.


 


Mutamento dell’immigrazione da paesi islamici in Europa


 In Europa si è passati dalla presenza dei musulmani. alla presenza dell’lslam.  Il problema si è posto soprattutto in Francia a partire dal 1976, con lo stabilirsi in territorio francese – in qualità di cittadini francesi – di numerosi musulmani, figli di musulmani immigrati.  In Italia, l’immigrazione da paesi stranieri ‘ e la conseguente presenza di immigrati di fede islamica.nelle nostre diocesi e nelle nostre parrocchie da più di 15 anni, è una realtà in costante crescita.  Questa presenza non si prospetta come transitoria visto che i ricongiungimenti familiari stanno avvenendo sul nostro territorio.  Anche se non si può attribuire questo processo a una strategia congiunta messa in atto da governi o paesi o organizzazioni di ispirazione islamica chiaramente identificabili, tuttavia molti si chiedono se l’Islam, soprattutto attraverso l’immigrazione e una natalità superiore alla media, non stia invadendo a poco a poco l’Europa per trasformarla in «terra d’Islam»[1]. Non dobbiamo dimenticare che questa presenza in Italia, come nel resto dell’Europa, in parte è stata necessitata dal mondo del lavoro: infatti questo ha «attirato» l’immigrazione straniera per impieghi del mondo del lavoro non più ricoperti dalle giovani generazioni.  Da altri punti di vista, però, questa immigrazione straniera in parte è stata ed è sfruttata dallo stesso mondo del lavoro che vede un’opportunità più vantaggiosa rispetto alla manodopera autoctona. Talvolta la presenza di musulmani è stata conseguenza di un’immigrazione clandestina a seguito di conflitti armati nei paesi di provenienza, oppure di un’emigrazione’ alla ricerca di nuove possibilità di. lavoro e di vita.


 Immigrazione e comunità ecclesiali


 Già da parecchi anni le comunità ecclesiali italiane sono state interpellate per aiutare questi immigrati ad affrontare problemi riguardanti l’italianizzazione, gli alloggi, il reperimento del necessario per vivere, e altre svariate richieste.  Si è giunti persino alla richiesta di luoghi per la preghiera musulmana.  Di fronte all’ottemperamento di pratiche, assistenziali che con altre comunità di immigrati portano a una progressiva integrazione sociale, con le comunità di musulmani ci stiamo trovando di fronte a gruppi sociali che non hanno nessuna intenzione di «integrarsi» nel sistema sociale italiano in quanto non ne condividono la «cultura» intesa in senso proprio, essendo portatori di un’altra cultura-religione: l’Islam.   Anche dal punto di vista dei matrimoni misti si deve registrare una grande percentuale di fallimento di queste unioni e dei conseguenti problemi legati al ricongiungimento dei figli con le madri per la maggior parte italiane.


E emersa sempre più la «debolezza» delle comunità ecclesiali, formate in gran parte da battezzati che non condividono più il triplice vincolo di comunione: la comunione sacramentale è disertata a favore di altre «esperienze religiose» o «pseudo-religiose» e, quand’anche è praticata, talvolta non è rettamente compresa; la comunione nel vincolo dell’unica fede è andata ad appannaggio dell’opinione personale o delle ideologie correnti: di fronte a un li-vello di istruzione che si è innalzato si deve rilevare che l’istruzione in Italia è stata gestita in -rari parte da forze anticlericali che hanno potuto pianificare la loro istruzione anti-cattolica; la comunione con i vescovi e con il successore di Pietro è messa in discussione a causa del soggettivismo e del relativismo etico.  Da questo punto di vista non si può non assentire con il giudizio di mons.  F. Twal quando dichiara che l’Europa è sedicente cristiana, ma in realtà secolarizzata[2]


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[1] TWAL, Il fenomeno Islam, 5.



[2] TWAL, Il fenomeno Islam, 5.