I Miracoli Eucaristici: INTRODUZIONE: ‘Compendio di tutti i miracoli’

Sacramenti: Natura-Forma, sacramentali

di Padre Giorgio Finotti dell’Oratorio. Davanti agli occhi sbigottiti “nulla vedo, nulla comprendo”, dice San Tommaso d’Aquino eppure la fede mi conferma, mi fa certo che nello Spirito Santo il pane è trasformato sostanzialmente nella Carne di Gesù e il vino nel Sangue di Gesù

L’EUCARISTIA:


“Compendio di tutti i miracoli”


(s. Tommaso)



San Pier Giuliano Eymard (1811-1868) intorno alla tenera età di 15 anni, avendo sentito che Gesù stava dentro la casa d’oro il tabernacolo in chiesa un giorno elusa la sorveglianza della mamma e della sorella, scomparve per lungo tempo. Preoccupate, la mamma e la sorella cercarono il fanciullo dappertutto.  Finalmente alla sorella di Pier Giuliano venne in mente di cercarlo nella vicina chiesa parrocchiale. Ed infatti era proprio là anzi dopo aver preso uno sgabello vi era salito per giungere fino al tabernacolo sopra l’altare. Il fanciullo teneva la piccola testa appoggiata alla porticina d’oro del tabernacolo e diceva: “Gesù sei qui?”.  Divenuto grande, San Pier Giuliano diventerà il santo della DIVINA PRESENZA di Gesù nei nostri tabernacoli e fonderà persino un istituto religioso chiamato dei Sacerdoti del S.S. Sacramento i quali coltivano con ogni zelo l’amore e l’adorazione a Gesù Eucaristia.

Dinanzi a Gesù Eucaristia rinnovo la mia fede e il mio amore qui e adesso e invito tutti i lettori e le lettrici ad andare con la mente al primo Tabernacolo più vicino della vostra chiesa e mandare un saluto filiale a Gesù che vive giorno e notte tra noi.

Che Gesù donasse la sua vita per me questo lo so perché conoscendo il suo Cuore misericordioso comprendo il suo amore infinito fino a giungere al dono di tutta la sua vita per ciascuno di noi: ma chi avrebbe mai pensato che Egli Gesù, inventasse nel suo amore il modo di restare sempre – sempre – con noi?

Questo è il dono mirabile della sua PRESENZA VERA, anche se misteriosa, in mezzo a noi!


IL MIRACOLO QUOTIDIANO


Ogni giorno, non importa l’ora se all’alba o se nel pieno meriggio o se sul far della sera quieta o addirittura nella notte devota anch’io come tutti gli altri sacerdoti sparsi nel mondo compio un miracolo stupendo dì grazia di vita, d’amore.

Il sacerdote ha le mani, la bocca, il cuore portentosi; ad un loro cenno, ad una loro parola, ad un loro gesto d’amore i sacerdoti quando sono all’altare per celebrare la messa, compiono ogni giorno, ad ogni ora del giorno, in tutto il mondo, il miracolo quotidiano di rendere vivo e vero Gesù, presente nel pane e nel vino consacrati.

Quando salgo l’altare rivestito dai sacri paramenti e nel momento più culminante dell’intero sacrificio di Cristo, prendo fra le mani ancor tremanti un pezzo di pane bianco che raccoglie le fatiche e il sudore dell’uomo e pronuncio le parole immortali: “Questo è il mio corpo”, allora proprio in quel momento avviene il grande miracolo; così quando prendo il calice del vino e dico con voce sommessa: “Questo è il mio sangue”, allora il miracolo è pieno, perfetto.

Questo è il MIO corpo, questo è il MIO sangue!

Mio?  Sì, o potente mio Signore: è mio questo corpo impastato, è mio questo sangue versato, perché tu, Signore, hai detto che ogni sacerdote è tè, perché è stato consacrato da te ad essere tuo sacerdote, per sempre.

Ma dimmi, o altissimo mio Signore, che cosa è avvenuto?

Proprio così: un poco di pane bianco è diventato il tuo corpo candido; un poco di vino genuino è diventato il tuo sangue vermiglio!

Un miracolo! Un miracolo!

Questo pane che vedo e tocco non è più pane, ma Gesù tutto intero; questo vino che vedo e bevo, non è più vino, ma Gesù tutto intero.  Un miracolo dunque è avvenuto e si è compiuto fra le mie mani qui, su quest’altare, sotto i miei occhi e dinanzi agli occhi di tutti i fedeli che tengono le mani giunte e i cuori adoranti pieni di intima gioia e fede.

Il miracolo eucaristico è così quotidiano che quasi quasi non ci accorgiamo più del suo sconvolgente evento di grazia e di amore.

Ma quand’è che, sacerdoti e fedeli apriamo gli occhi alla fede per “vedere” quello che effettivamente avviene sull’altare?

Pensate: ogni altare è circondato da migliaia d’angeli adoranti che cantano: Santo, Santo, Santo, mentre lo stesso Spirito Santo, invocato e posto sulle offerte con la imposizione delle mani sacerdotali, trasforma transustanzia il poco pane nel mirabile Corpo del Signore Gesù, e il poco vino nel prezioso Sangue dello stesso Gesù, come una volta dal grembo verginale di Maria S.S. diede la carne e il sangue al Verbo Divino fatto uomo!

Davanti agli occhi sbigottiti “nulla vedo, nulla comprendo”, dice San Tommaso d’Aquino eppure la fede mi conferma, mi fa certo che nello Spirito Santo il pane è trasformato sostanzialmente nella Carne di Gesù e il vino nel Sangue di Gesù.

Fratelli e sorelle è Cristo vivente che si offre per noi e si consegna come cibo e bevanda che danno la VITA IMMORTALE!

L’Eucaristia “omnium miracolorum maximum: il più grande di tutti i miracoli!”  (S. Tommaso d’Aquino)

Miracolata ne è la sostanza: Gesù stesso, ne è la quantità: sta tutto Gesù, ne è la qualità: è invisibile, ma reale, ne è l’azione: è la transustanziazione, ne è la specie del pane e vino: è sorretta da Gesù stesso.

“Devotamente vi adoro, o Divinità nascosta sotto queste specie a Voi tutto sì dona il mio cuore e tutto si strugge nella contemplazione del vostro amore”.  (S. Tommaso d’Aquino)

Eppure davanti a così grande miracolo quotidiano, non tutti credono, non tutti sanno, non tutti accettano, non tutti mangiano e bevono la vera vita che è Cristo Gesù Eucaristia!

È così pieno di luce ineffabile questo miracolo che molti non apprezzano, non accolgono, non adorano.

Quanto piccola e languida è la nostra fede!

Lo si vede come si celebra, come si adora, come ci si prepara e come si ringrazia!

Freddezza, stanchezza, abitudini, fretta, distrazione, indifferenza, sono tra i difetti più comuni di una fede smorta.

E per questo che Gesù stesso, ogni tanto lungo i secoli della nostra storia umana, appare e si fa visibile e palpitante sotto i nostri occhi increduli e distratti, per rinnovare la nostra fede languida e il nostro cuore tiepido.

Sono i miracoli eucaristici straordinari, sono la realtà eucaristica visibile e tangibile della mirabile Presenza del Signore.


I MIRACOLI EUCARISTICI


Lanciano, Trani, Ferrara, Alatri, Firenze, Bolsena, Offida, Valvasone, Cascia, Macerata, Bagno di Romagna, Torino, Asti, Morrovalle, Veroli, Siena, Patierno sono le sedi privilegiate in Italia che il Signore Gesù ha scelto come luoghi dei suoi prodigi per manifestare attraverso segni concreti che davvero Egli è presente quando il pane e il vino sono consacrati nel Corpo e nel Sangue suo.

I miracoli eucaristici accertati sono di varie forme:

–         ostie sanguinanti come nel famoso miracolo di Bolsena (1263) avvenuto più volte anche altrove (Lanciano, Ferrara, Firenze e fuori Italia anche a Berlino);

–         ostie prodigiosamente conservate, come quelle di Siena (1730);

–         ostie luminose come quelle di Torino;

–         ostie irradianti l’immagine di Gesù, come quelle di ULMES in Francia (1668);

–         ostie che guariscono i malati/ come a Lourdes…

Padre NICOLA NASUTI, frate minore conventuale ha curato un volume dal titolo: “L’Italia dei prodigi eucaristici” (edizioni Cantagalli – Siena) in cui con ricchezza di notizie storiche, di suggerimenti ascetici e culturali, offre la presentazione in forma ordinata dì ben 17 miracoli eucaristici avvenuti in maniera straordinaria nei vari luoghi della nostra Italia.

Questo volume, di quasi 270 pagine con molte fotografie che arricchiscono la storia dei fatti, è stato preparato proprio in vista del periodo di preparazione al XXII Congresso Eucaristico Nazionale, svoltosi nel 1994 a Siena.

Nell’Introduzione, p. Nasuti ricorda che a PARAY LE MONIAL, in Francia, (patria di S. Margherita Maria Alacoque devota e apostola del Sacratissimo Cuore di Gesù) “c’è una grande carta geografica con l’indicazione di 132 luoghi, sparsi nel mondo, dove si sarebbero verificati i miracoli eucaristici”.

Sono tutti i segni tangibili dell’amore misericordioso di Gesù per portarci “ad una più attenta, attiva, consapevole e fruttuosa partecipazione alla Messa”, che, “come memoriale dell’altissima carità di Dio per noi”, deve ancora “stupirci, meravigliarci, inebriarci”.

“Dobbiamo ricuperarci all’esercizio di una più sentita e solida pietà eucaristica. Occorre passare dai miracoli al Miracolo della presenza reale nel Sacramento”.

Sta proprio qui il senso ultimo e compiuto della presente narrazione che svolgerò soffermandomi solo ai segni prodigiosi avvenuti in Italia.

San Filippo Neri, il mio santo patrono, sapeva stare anche 40 ore ininterrotte davanti al S.S. Sacramento ed otteneva, alla fine, ogni grazia che chiedeva.

A New York sta per sorgere, per mezzo di p. Walter e p. Mariano una iniziativa stupenda: ogni notte in un’ora a propria scelta, due persone stando nella propria casa, ma unite col filo del telefono, adorano il S.S. Sacramento, presente nei milioni di tabernacoli sparsi nel mondo.

E tu che mi hai letto/ che cosa farai per diventare davvero un’ANIMA EUCARISTICA? Il tuo amore per Gesù Eucaristia ti sospinga amabilmente/ ma decisamente a compiere un proposito santo.

Quanti nella notte sono in adorazione davanti al televisore!

Tu anima fedele, tu sacro confratello sacerdote invece sei capace di offrire un’ora del tuo riposo per adorare il Signore del Cielo e della terra e del tuo cuore?

Si riposa non solo dormendo/ ma anche stupendamente, pregando!

Come è bello sapere che mentre molti dormono, alcuni invece con il volto rivolto verso il più vicino tabernacolo, adorano Gesù.

Lo possono fare tutti: il prete giovane, il prete anziano, la donna umile, l’uomo fedele, il sano o l’infermo, il carcerato o il libero, la vedova o la sposata, il povero o il ricco, il semplice o il dotto, il vescovo e il contadino, io e tu…

Buona adorazione.