Droga: la parola alla medicina

Vita cattolica: Matrimonio, laicato...

…Gli articoli del documento del Pontificio Consiglio della Pastorale per gli Operatori Sanitari su droga, dipendenza, tossicodipendenza e disintossicazione…

Carta Degli Operatori Sanitari*


DROGA



LE DIPENDENZE



92. La dipendenza, sotto il profilo medico-sanitario, è una condizione di assuefazione a una sostanza o a un prodotto – come farmaci, alcool, stupefacenti, tabacco – di cui l’individuo subisce un incoercibile bisogno, e la cui privazione può cagionargli turbe psicofisiche.
Il fenomeno delle dipendenze sta conoscendo nelle nostre società una crescente, preoccupante e per certi aspetti drammatica escalation. Esso è da mettere in relazione, per un verso, con la crisi di valori e di senso di cui soffre la società e la cultura odierna (1), per altro verso, con lo stress e le frustrazioni ingenerate dall’efficientismo e dall’attivismo e dalla elevata competitività e anonimia delle interazioni sociali.
Indubbiamente i mali causati dalle dipendenze e la loro cura non sono di pertinenza esclusiva della medicina. A questa comunque compete un approccio preventivo e terapeutico proprio.”





DROGA



“93. La droga o tossicodipendenza è quasi sempre la conseguenza di una deprecabile evasione dalle responsabilità, una contestazione aprioristica della struttura sociale che viene rifiutata senza produttive proposte di ragionevoli riforme, una espressione di masochismo motivata da carenza di valori.

Chi si droga non comprende o ha smarrito il senso e il valore della vita, mettendola così a repentaglio, fino a perderla: molti casi di morte per overdose sono suicidi voluti. Il drogato acquisisce una struttura mentale nichilista, preferendo superficialmente il nulla della morte al tutto della vita.

94. Sotto il profilo morale “il drogarsi è sempre illecito, perché comporta una rinuncia ingiustificata ed irrazionale a pensare, volere e agire come persone libere” (2).

Il giudizio di illiceità della droga non è un giudizio di condanna del drogato. Questi vive la propria condizione come una “pesante schiavitù” , da cui ha bisogno di essere liberato (3). La via del recupero non può essere né quella della colpevolizzazione etica né quella della repressione legale, ma fa leva piuttosto sulla riabilitazione che, senza nascondere le eventuali colpe del drogato, ne favorisce la liberazione e reintegrazione.

95. La disintossicazione del drogato è più che un trattamento medico. Peraltro i farmaci qui poco o nulla possono. La disintossicazione è un intervento integralmente umano, inteso a “dare un significato completo e definitivo all’esistenza” (4) e a restituire così al drogato quell'” autofiducia e salutare stima di sé” che gli facciano ritrovare la gioia di vivere (5).

Nell’azione di recupero del tossicodipendente è importante ” lo sforzo di conoscere l’individuo e comprenderne il mondo interiore; portarlo alla scoperta o alla riscoperta della propria dignità di uomo, aiutarlo a far risuscitare e crescere, come soggetto attivo, quelle risorse personali, che la droga aveva sepolto, mediante una fiduciosa riattivazione dei meccanismi della volontà, orientata verso sicuri e nobili ideali” (6).

96. La droga è contro la vita. “Non si può parlare della “libertà di drogarsi” né del “diritto alla droga”, perché l’essere umano non ha il diritto di danneggiare se stesso e non può né deve mai abdicare alla dignità personale che gli viene da Dio” (7) e meno ancora ha diritto di far pagare agli altri la sua scelta.


* Pontificio Consiglio della Pastorale per gli Operatori Sanitari, Città del Vaticano, 1995, pp. 74-76


 


Note


(1) “Alla radice dell’abuso di alcool e di stupefacenti – pur nella dolorosa complessità delle cause e delle situazioni – c’è di solito un vuoto esistenziale, dovuto all’assenza di valori e ad una mancanza di fiducia in se stessi, negli altri e nella vita in generale”, GIOVANNI PAOLO II, Discorso ai partecipanti alla Conferenza Internazionale su droga e alcool, 23 nov.1991, n°2).
(2) GIOVANNI PAOLO II, Discorso ai partecipanti alla Conferenza Internazionale su droga e alcool, 23 nov.1991, n°4.
(3) Cfr. GIOVANNI PAOLO II, Discorso ai partecipanti all’VIII congresso mondiale delle comunità terapeutiche, 7 sett. 1984, n°3.
(4) Cfr. GIOVANNI PAOLO II, Discorso ai partecipanti all’VIII congresso mondiale delle comunità terapeutiche, 7 sett. 1984, n°7.
(5) Cfr. GIOVANNI PAOLO II, Messaggio alla Conferenza internazionale di Vienna , 17 giugno 1987, “CB 392”.
(6) GIOVANNI PAOLO II, Discorso ai partecipanti all’VIII congresso mondiale delle comunità terapeutiche, 7 sett. 1984, n°3.
(7) GIOVANNI PAOLO II, Discorso ai partecipanti alla Conferenza Internazionale su droga e alcool, 23 nov.1991, n°4.