SACERDOZIO E MINISTERO

 

Di EMMANUEL ANDRÈ

Titolo originale: Traité du Ministère Ecclésiastique – Versione dal francese di D.C. Masetti OSB
Imprimatur: Monte Oliveto Maggiore, 29 Giugno 1979 – † Angelo M. Sabatini, Abate Ordinario


PREFAZIONE e NOTA BIOGRAFICA
(in questa pagina)

INTRODUZIONE e LIBRO PRIMO
Natura del Ministero ecclesiastico
CAPITOLO I – ORIGINE DEL MINISTERO
CAPITOLO II – GLI APOSTOLI
CAPITOLO III – IL CORPO E L’ANIMA DEL MINISTERO
CAPITOLO IV – L’ORDINE VERO DELLE TRE GRANDI FUNZIONI DEL MINISTERO
CAPITOLO V – PRIMA FUNZIONE DEL MINISTERO: LA PREGHIERA
CAPITOLO VI – SECONDA FUNZIONE DEL MINISTERO: LA PREDICAZIONE
CAPITOLO VII – TERZA FUNZIONE DEL MINISTERO: I SACRAMENTI
CAPITOLO VIII – IL MINISTERO È UN MISTERO INTERIORE


LIBRO SECONDO
Come il ministero può essere snaturato
CAPITOLO I – IL MINISTERO PUÒ ESSERE SNATURATO
CAPITOLO II – COME IL MINISTERO PUÒ ESSERE SNATURATO
CAPITOLO III – SEGUITO DEL PRECEDENTE
CAPITOLO IV – COME IL MINISTERO È SNATURATO IN QUANTO ALLA SUA PRIMA PARTE: LA PREGHIERA
CAPITOLO V – COME IL MINISTERO È SNATURATO NELLA SUA SECONDA PARTE: LA PREDICAZIONE
CAPITOLO VI – COME IL MINISTERO PUÒ ESSERE SNATURATO NELL’AMMINISTRAZIONE DEI SACRAMENTI
CAPITOLO VII – CIÒ CHE PUÒ ESSERE IL MINISTERO QUANDO È SNATURATO
CAPITOLO VIII – LE CONSEGUENZE DEL MINISTERO SNATURATO

LIBRO TERZO
Il campo del ministero
CAPITOLO I – DONDE LA NECESSITÀ DEL MINISTERO ECCLESIASTICO
CAPITOLO II – LA NATURA DEL MALE PRESENTE
CAPITOLO III – COME SI PROPAGA IL MALE PRESENTE
CAPITOLO IV – COME PUÒ ESSERE GUARITO IL MALE PRESENTE
CAPITOLO V – IL VERO STATO DELLE ANIME
CAPITOLO VI – ANCORA SUL VERO STATO DELLE ANIME
CAPITOLO VII – L’ADORAZIONE IN SPIRITO E VERITÀ


LIBRO QUARTO
Le virtù necessarie all’esercizio del ministero
CAPITOLO I – LA GRANDEZZA DEL MINISTERO È LA MISURA DELLE VIRTÙ CHE RICHIEDE
CAPITOLO II – LA CASTITÀ
CAPITOLO III – IL BUON ESEMPIO
CAPITOLO IV – LA DISCREZIONE NEL SILENZIO
CAPITOLO V – L’UTILITÀ DELLA PAROLA
CAPITOLO VI – LA CARITÀ COMPASSIONEVOLE VERSO TUTTI
CAPITOLO VII – L’UNIONE A DIO NELLA PREGHIERA
CAPITOLO VIII – L’UMILTÀ
CAPITOLO IX – DELLO ZELO DELLA GIUSTIZIA
CAPITOLO X – IL SACERDOTE DEV’ESSERE UOMO INTERIORE
CAPITOLO XI – IL SACERDOTE DEV’ESSERE DISINTERESSATO



PREFAZIONE


I Monaci Benedettini Olivetani hanno preso la lodevole iniziativa di tradurre dal francese e di pubblicare questo opuscolo su “Sacerdozio e ministero” del loro confratello, l’Abate Emmanuel Andrè (1827-1903), nella speranza di offrire al clero del nostro Paese non solo un motivo di seria riflessione sugli impegni del ministero sacerdotale, ma anche un richiamo ai suoi valori essenziali.


In verità chi legge oggi questo libro rimane sorpreso per la sua grande attualità.


Esso risente indubbiamente dell’ambiente francese del tempo in cui fu scritto: quando tratta dei “mali presenti” in quella società a causa del peccato originale, considera specialmente il naturalismo, il razionalismo, il sensualismo, l’apostasia, l’incredulità, e indica le vie per le quali il ministero sacerdotale può riuscire a vincere tali mali e riportare la fede nella vita degli uomini. Ma tutto questo sembra una descrizione accurata e precisa dei mali presenti anche nella società italiana di oggi, ed i rimedi indicati valgono anche per noi.


Tra i mali denunziati, l’Abate Andrè vede pure lo snaturarsi dello stesso ministero sacerdotale, e precisamente di quelle che egli definisce le sue tre grandi funzioni: la preghiera, la predicazione, l’amministrazione dei sacramenti.
Il punto di partenza e motivo ispiratore di tutto il trattato è il passo degli Atti degli Apostoli, nel quale è detto che dopo aver affidato ad altri le opere di carità, gli Apostoli -dietro suggerimento di S. Pietro- proposero di dedicarsi alla preghiera e al ministero della Parola: “Nos vero orationi et ministerio Verti instantes erimus” (Atti, VI,4).


Se non c’è la preghiera il ministero del sacerdote è come un corpo senza anima. Se la predicazione non è annuncio della Parola di Dio, ma di noi stessi, non genera la fede. Se i Sacramenti non sono ricevuti nella fede e con fede, sono un vuoto ritualismo.


Bastano queste affermazioni dell’Ab. Andrè, per farci capire come egli ci parli di problemi che ci toccano veramente da vicino.


L’Episcopato Italiano ha promosso una profonda revisione del ministero pastorale proprio sulla linea di “evangelizzazione e sacramenti”, per far sì che i sacramenti siano preparati con la catechesi, ricevuti nella fede, vissuti alla luce della parola di Dio e nella grazia che essi conferiscono.


Dobbiamo, tuttavia, confessare che mettendo al centro dell’attenzione l’amministrazione dei sacramenti si è parlato meno della predicazione della parola di Dio e del suo rinnovamento (si è parlato invece molto del rinnovamento della catechesi), e non si è parlato affatto di quella che giustamente l’Ab. Andrè chiama la prima funzione del ministero sacerdotale, e cioè la preghiera.


Si potrà dire che mettere la preghiera, e in particolare la preghiera “canonica”, come prima funzione del ministero del Sacerdote, è naturale per un monaco, che del monachesimo era fervido alunno ed entusiasta sostenitore, e della contemplazione dei misteri di Dio aveva profonda esperienza e continua nostalgia. Ma a ben considerare, bisogna riconoscere che il primo impegno del sacerdote, “homo Dei”, è in verità quello di rendere lode e gloria al Padre, come fece Gesù stesso, è conversare con Dio per poter parlare di Dio agli uomini, è invocare lo Spirito Santo perché venga nel sacerdote stesso e in coloro ai quali il suo ministero si dirige, e tutti li animi e santifichi. Il ministero sacerdotale senza preghiera è come un corpo senz’anima, proprio come dice ripetutamente il nostro Autore.


Si deve pertanto ascoltare il suo invito e tornare all’esempio degli Apostoli: “noi saremo dediti alla preghiera e al ministero della parola di Dio”.


Anche le riflessioni dell’Ab. Andrè sul ministero della parola di Dio sono precise e persuasive, fondate come tutte le pagine del trattato sulle Sacre Scritture, sulla Tradizione ecclesiastica e sulla stessa esperienza pastorale dell ‘Autore : egli assunse per ben 54 anni la cura pastorale della parrocchia di Mesnil.


All’esposizione breve e sostanziosa aggiunge ricchezza di contenuto e motivi di edificazione il commento alle dieci virtù, necessarie al sacerdote, ministro della salvezza delle anime, secondo S. Gregorio Magno.


È, in somma, un libro che si legge con crescente interesse e con intima adesione della mente e del cuore. Lo stile è semplice, discorsivo; il fraseggiare rapido e sintetico. Non c’è una parola in più e l’insistenza sui concetti principali piace e convince.


Auguro a questo opuscolo che abbia fortuna e faccia del bene ai nostri sacerdoti, come ne ha fatto a me. Soprattutto ci faccia tutti più umili e fiduciosi: umili, perché dopo aver adempiuto alle funzioni sacerdotali, dobbiamo dire: “siamo servi inutili”; fiduciosi, perché dopo aver pregato, sudato e sofferto nel seminare e nell’irrigare abbiamo la certezza che Dio dà incremento alla sua Chiesa.


L’ha detto S. Paolo: “Chi pianta e chi innaffia non contano nulla: chi conta è Dio che fa crescere” (I Cor. 3,7).


Siena, 11 Luglio 1979, Festa di S. Benedetto, Patrono d’Europa


† MARIO ISMAELE CASTELLANO O.P.
Arcivescovo di Siena


NOTA BIOGRAFICA

Nato il 17 ottobre 1826, ordinato sacerdote il 22 dicembre 1849, Ernest Andrè fu parroco di Mesnil-Saint-Loup, diocesi di Troyes, (Francia) per più di cinquant’anni, dalla sua ordinazione sacerdotale fino alla morte, avvenuta il 31 marzo 1903.


Nel 1852, durante un viaggio a Roma, consacro la sua parrocchia a Nostra Signora della Santa Speranza, ottenendo una messa in suo onore da celebrarsi la quarta domenica di ottobre. Nel 1853 eresse l’arciconfraternita della preghiera perpetua a N.S. della Santa Speranza con l’invocazione: “Nostra Signora della Santa Speranza, convertiteci”. Sotto questa protezione la parrocchia di Mesnil divento, poco a poco, una viva cellula ecclesiale.


Attirato fin dalla sua adolescenza dalla vita monastica, l’abbé André, nel 1864, raggruppò alcuni sacerdoti in comunità che, in seguito, si unì alla Congregazione Benedettina di S. Maria di Monte Oliveto nel 1886. Con il suo ingresso nella vita monastica, cambierà il nome di Ernest in quello di Emmanuel. Accanto al suo monastero di Mesnil, ne fece costruire un altro per le monache, unite anch’esse alla Congregazione di Monte Oliveto. Nel 1892 il P. Emmanuel sarà nominato Abate del monastero di N.S. della Santa Speranza.


Per sostenere tutti questi lavori, il P. Emmanuel dispiegherà una sorprendente attività intellettuale. Tra l’altro pubblico un “Essai sur les Psaumes”, studiati nel loro senso letterario e spirituale con le applicazioni liturgiche; la sua conoscenza della S. Scrittura era molto profonda e non esito a spiegare diversi libri della Bibbia ai suoi parrocchiani, cosa del tutto sconosciuta per quei tempi.


Preoccupato dell’unione dei cristiani, fondo nel 1885 la Revue de l’Eglise grecque-unie e ne assunse il peso della pubblicazione fino alla sua proibizione da parte del governo ottomano nel 1893.


Per la sua parrocchia redasse il Bulletin de Notre-Dame de la Sainte Espérance che rimane, anche oggi, una sorgente inesauribile di indicazioni pastorali, liturgiche e monastiche. Inoltre è doveroso aggiungervi un Traité du ministère ecclésiastique, frutto di una ricca esperienza pastorale, che viene qui pubblicato in una traduzione italiana; alcune Méditations pour tous les jours de l’année, brevi e dense, adatte a promuovere ciò che Dom Emmanuel chiamava “la preghiera liturgica”.


Infine vanno ricordati le Maximes de Saint Benoit e le considerazioni sulla presenza di Dio: De la présence de Dieu (trad. it. Milano 1905), riassunto della sua esperienza monastica e commento ascetico alla Regola benedettina.


Uomo di profonda fede, si dimostro grande monaco e grande pastore d’anime (pur non avendo mai incoraggiato il ministero pastorale dei monaci). Nella sua piccola parrocchia si rivelo un precursore dei movimenti di studio della Scrittura, della patristica, della liturgia e dell’ecumenismo.


La sua opera parrocchiale continua a portare i suoi frutti a Mesnil-Saint-Loup. Quanto al monastero, la comunità da lui fondata ha restaurato nel 1948 l’antica Abbazia di Bec-Hellouin in Normandia.


La vita del P. Emmanuel è stata scritta dal suo discepolo, Dom Bernard Maréchaux. Una biografia in italiano è stata pubblicata nel 1945. (C. Masetti, Parroco e asceta. Dom Emmanuel André, Edizioni Paoline, Alba).


SCRITTI DEL P. EMMANUEL ANDRÈ
La Passion méditée pendante la sainte messe, 1860.
L’amour et la dévotion que nous devons avoir pour l’âme de NotreSeigneur, 1864; ristampato nel 1874.
Les maximes de saint Benoit, 1880; ristampato nel 1913.
Petit manuel des oblats olivétains, 1890.
Notice sur Notre-Dame de la Sainte-Espérance, 1897.
Nouvel essai sur les psaumes, 1869.
Diversi scritti nel “Bulletin de Notre-Dame de la Sainte Espérance”, mensile, dal 1877 e nella “Revue de l’Eglise greque-unie”, divenuta poi “Revue des Eglises d’Orient”, 1885-1893.
OPERE POSTUME PUBBLICATE DAI SUOI COLLABORATORI
De la présence de Dieu, Troyes 1904. (trad. italiana Sulla presenza di Dio, a cura di S. VISMARA, Milano 1905).
Méditations pour tous les jours de l’année, Troyes 1909; Mesnil e Arras 1929/5.
Opuscules doctrinaux, Troyes 1912.
Traité du ministère ecclésiastique, Troyes 1909; Mesnil 1927.
Le mois du Rosaire, Mesnil 1913.
Les exercices de sainte Gertrude (traduzione), 1919.
Les livres des psaumes, Mesnil 1920.
BIOGRAFIA E SCRITTI SU P. EMMANUEL ANDRE’
B. MARECHAUX, Le Père Emmanuel, Mesnil-Saint-Loup, 1909; 1935/3.


B. MARECHAUX, “L’Oeuvre pastorale du Père Emmanuel”, in La Vie Spirituelle, t. XII 1925, p. 67-79, 456-471, 606-623; t. XIII, p. 51-65, 187-198.
B. DUMARTIN, La Vertu Convertissante de Notre-Dame de la Sainte-Espérance, in “Revue de Prêtres de Marie, Reine des Cœurs”, 1939.
C. MASETTl, Parroco e Asceta. Dom Emmanuel André, Alba 1945.
“Emmanuel (Ernest) André” voce in Dictionnaire de Spiritualité, XXVI-XXVII, col. 620-621.
“Les Vieux Saints” Le Père Emmanuel et les premiers moines de Notre-Dame de la Sainte-Espérance, supplément au Bulletin de N. D. de la Sainte-Espérance, n. 3 -marzo 1972.