PREDESTINAZIANISMO

"Cardinale Pietro Parente; Mons. Antonio Piolanti; Mons. Salvatore Garofano: Voci selezionate dal Dizionario di Teologia Dogmatica". PREDESTINAZIANISMO: ebbe origine da alcune frasi di S. Agostino male intese intorno alla gratuità della grazia e all'indebolimento del libero arbitrio in seguito al peccato originale (v. questa voce).

Il primo predestinaziano fu il prete francese Lucido (sec. V), che combattendo i Semipelagiani (v. questa voce) cadde nel rigorismo riguardo alla Predestinazione. Il suo errore fu ripreso nel sec. IX dal monaco Gottschalk e più tardi da Wicleff e da Huss. Lutero e più ancora Calvino e Giansenio (v. Calvinismo e Giansenismo) accentuarono la tinta pessimistica della teoria predestinaziana, che si può riassumere così: a) col peccato originale l'uomo ha perduto la sua libertà diventando schiavo della concupiscenza; b) Dio non vuole la salvezza di tutti, ma solo di alcuni, che sono gratuitamente predestinati alla gloria e non devono per questo cooperare con la grazia; c) le azioni dei Predestinati sono sempre buone, quelle degli altri sempre infette di peccato; d) il decreto divino che segna la sorte eterna degli uomini precede ogni considerazione di merito o di demerito, perché Dio crea alcuni per il Paradiso, altri per l'Inferno (Calvino, Instit. religionis christianae, 1, 3, c. 21); e) Cristo non è morto per tutti (Giansenio).
La Chiesa ha condannato più volte questo grave errore (cfr. DB, 316, 320 ss., 816, 827).