KENOSI

Cardinale Pietro Parente; Mons. Antonio Piolanti; Mons. Salvatore Garofalo: Voci selezionate dal Dizionario di Teologia Dogmatica. KENOSI (gr. = vuotare): è un termine derivato dal testo della Lettera ai Filippesi di S. Paolo, là dove si dice che il Verbo * (= *, secondo la Volgata).

Questo passo ha dato origine alla teoria kenotica, iniziata da Lutero nel secolo XVI e sviluppata nel secolo scorso da alcuni protestanti tedeschi (Thomasius e Gess) e da molti altri anglicani (Sanday, Gare, Mackintosh ecc.). Secondo Lutero il Verbo avrebbe trasmesso all'Umanità assunta le sue divine proprietà (onniscienza, onnipotenza, ubiquità, ecc.), ma Cristo Uomo, salvo qualche episodio segreto come la Trasfigurazione, non ne fece uso apertamente. Secondo i Protestanti contemporanei il Verbo nell'incarnarsi si spogliò di alcuni attributi divini per autolimitazione (self-limitation).
Tutta questa teoria: a) è assurda per se stessa, perché poggia sull'erronea tesi della possibilità d'una mutazione o d'una reale limitazione nella natura divina; b) non è imposta dal testo citato di S. Paolo, che l'esegesi cattolica spiega adeguatamente in questo senso: il Verbo parve spogliarsi della sua gloria divina quando si abbassò fino a prendere la natura umana (di servo) e a conversare Uomo tra gli uomini, aggiungendo ancora le umiliazioni d'una vita di stenti e di una passione e morte infamanti.
Questa sana interpretazione si trova generalmente presso i Padri della Chiesa.