I TESORI DI CORNELIO A LAPIDE: Pietà

1. Che cosa è la pietà? Sua necessità, utilità, eccellenza, e mezzi per averla.

1. CHE COSA È LA PIETÀ? SUA NECESSITÀ, UTILITÀ, ECCELLENZA, E MEZZI PER AVERLA. – La conoscenza e la scienza della pietà, consiste, secondo S. Gerolamo, nel sapere la legge, nel comprendere i Profeti, nel credere al Vangelo (Lib. sup. Matth.). La parola devozione deriva, secondo S. Tommaso, da voto o consecrazione; perciò divoti si chiamano coloro che si votano, si consacrano a Dio per non appartenere più ad altri eccetto che a lui. Perciò la pietà e divozione non pare altra cosa che la volontà di consecrarsi a ciò che riguarda il servizio di Dio; essa è dunque un atto speciale della volontà (4a q., art. 6). La pietà intesa in questo senso, racchiude la pratica di tutte le virtù…
 «Esercitati nella pietà» – scriveva S. Paolo a Timoteo (I, IV, 7); cioè attendi alla pratica di tutte le virtù, perché la «pietà è utile ad ogni cosa, e porta con sé la promessa della vita presente e della futura» (Id. 8). «L\’oblazione dell\’uomo pio impingua l\’altare, leggiamo nell\’Ecclesiastico, e grata e soave olezza nel cospetto dell\’Altissimo» (Eccli. XXXV, 8).
 Quattro cose, dice S. Bernardo, alimentano e accrescono la pietà: 1° il ricordo dei peccati, che rende l\’uomo umile…; 2° la memoria delle pene dell\’inferno, che lo stimola a fare il bene…; 3° il pensiero del suo pellegrinaggio, che lo porta a disprezzare le cose visibili…; 4° il desiderio della vita eterna, che anima l\’uomo alla perfezione e lo tiene cauto che non dia mai la sua volontà in balia alle creature… (In Sentent. ).
 
 
 Vedi VIRTÙ e CRISTIANO.