I TESORI DI CORNELIO A LAPIDE: Le liti


1. Le cause ordinarie delle liti.

2. Danni cagionati dalle liti.


1. LE CAUSE ORDINARIE DELLE LITI.
– «Donde nascono le liti tra di voi?», domanda S.
Giacomo, e risponde: «dalle vostre concupiscenze» (IACOB.
IV, 1). Le liti traggono ordinariamente l’origine
dall’ingiustizia…; dall’avarizia…; dall’odio…; dalla follia…;
dall’intemperanza della lingua…; dall’orgoglio…; dalla
caparbietà… Sovente basta una parola, una falsa relazione,
una calunnia a dar luogo a liti.
 
2. DANNI CAGIONATI DALLE LITI. – 1° Le liti
generano sollecitudini, pene, dispiaceri, disagi, pericoli,
ignominie, rovina di fortuna… Sovente abbiamo maggior perdita,
anche spuntandole, che non ne avremmo patito rinunziando fin da
principio a quello che si pretendeva… D’altronde, non è
forse il guadagno di una lite sempre dubbioso, ancorché
poggiato a concludenti prove?.. È dunque da persona accorta il
non accendere una lite senza esservi quasi costretto; l’arrestarla se
cominciata, o almeno adoperarsi per appianare le difficoltà.
2° Le liti distruggono la pace
e la carità verso gli altri; beni infinitamente preziosi e più
stimabili di ogni guadagno che si ricavi da liti.
3° Le liti, se
non sono troncate, si moltiplicano fuori misura, diventano
interminabili e più non lasciano luogo a riconciliazione,
secondo quella sentenza dei Proverbi:
«Il maligno cerca in tutto e sempre appigli a contese e litigi;
ma sarà contro di lui inviato l’angelo della vendetta»
(Prov. XVII, 11). È
meglio incontrare un’orsa cui siano stati rapiti gli orsacchiotti,
anziché capitar tra le branche di un uomo litigioso. I
sapienti paragonano la lite ad un serpente il quale dove giunga a
cacciare la testa, finisce con l’entrarvi tutto.
4° Le liti suscitano
combattimenti interiori; l’anima del litigioso arde continuamente di
mille passioni; egli disputa, sofistica seco medesimo. La collera, la
cupidigia, la gelosia, l’invidia, la brama di vendetta si
accapigliano con la diritta e sana ragione che si oppone al
litigare… Poi i litigi hanno per necessario corteo le grida, le
minacce, gli odi.
La sorgente di ogni
male è l’orgoglio e da esso l’odio nel cuore: non si vuol
cedere né sapere di riconciliazione, tanto meno poi essere il
primo a cercarla o dimandarla… «L’uomo collerico accende
lite» – dice l’Ecclesiastico
(XXVIII, 11). Quella pretesa sapienza, di cui cerca di coprirsi
l’uomo cavilloso, non è sapienza né saviezza, ma
alterigia ed egoismo; a lei si possono adattare quelle frasi di S.
Giacomo: «Non è questa la sapienza che discende
dall’alto, ma sapienza terrena, animalesca, diabolica. Perché
dov’è l’invidia e la contesa, ivi è l’incostanza ed
ogni fatto malvagio» (IAC. III, 15-16).
«La passione
del litigare è freccia ardente scoccata dal demonio a
perdizione delle anime, scrive S. Lorenzo Giustiniani. O quante
dispute, quanti odi nascono dai litigi! Quante volte, o Dio! la
verità è travisata, quante volte l’errore, la
falsità è scambiata con la verità! Male
spaventoso è amare le liti: non vi è più carità
né legame di affetto, neppure tra le famiglie dello stesso
ceppo. Chi ama le liti, ama il demonio; lo ammette nei suoi consigli;
anzi fa l’uffizio del demonio, se ne costituisce ministro; genera il
rancore, solleva le tempeste, bandisce la pace, nutre il furore,
denigra l’onestà smarrisce la saviezza, perde la ragione,
ottenebra lo spirito, rigetta la luce della grazia, spezza la carità
fraterna, estingue in se stesso l’amor di Dio e del cielo» (De intero conflic.).
Ascoltiamo l’avviso
dell’Ecclesiastico:
«Tienti lontano dalle liti e diminuirai le cagioni di peccato»
(Eccli. XXVIII, 10).