GIUSTIFICAZIONE

Cardinale Pietro Parente; Mons. Antonio Piolanti; Mons. Salvatore Garofalo: Voci selezionate dal Dizionario di Teologia Dogmatica. GIUSTIFICAZIONE: è il passaggio fatto sotto l\’azione della grazia divina, dallo stato d\’ingiustizia o aversione a Dio allo stato di giustizia (in senso biblico = santità).

Quest\’opera divina è paragonata da Gesù Cristo a una rigenerazione (Giov. 1 e 3); s. Paolo la chiama nuova creazione in Cristo (2 Cor. 5, 17). E\’ precisamente s. Paolo che sviluppa più copiosamente la dottrina della giustificazione con ricchezza di motivi convergenti tutti verso il concetto d\’una trasformazione interiore, il cui termine è 1\’«homo novus». E\’ una evidente ingiuria l\’interpretazione luterana di s. Paolo, che pretende ridurne il pensiero alla teoria della giustificazione estrinseca (imputazione della santità di Cristo all\’uomo insanabile). I Protestanti moderni hanno abbandonato questa stravagante esegesi e si sono avvicinati alla interpretazione tradizionale cattolica (Sanday, Julicher, Zahn e altri).
Il Conc. Trid. nella sess. VI raccoglie e fissa in termini chiari e concisi la dottrina tradizionale (v. specialmente cc. 7, 8, 9 e i Canoni). La giustificazione nei bambini appena nati si attua per mezzo del Battesimo istantaneamente, negli adulti invece (almeno in via ordinaria) si attua in due tempi: 1. Preparazione: sotto l\’influsso della grazia attuale (eccitante) il peccatore comincia a orientarsi verso Dio con atti di fede, di dolore, di amore (Conc. Trid. s. VI, c. 6); 2. Informazione: nel soggetto già preparato Dio opera il rinnovamento soprannaturale, che consiste in uno stesso atto, che ha però due aspetti, uno negativo (la remissione o distruzione reale del peccato), l\’altro positivo (l\’infusione della grazia santificante con le virtù e i doni che l\’accompagnano). Cfr. Conc. Trid. Sess. VI, cc. 7, 8. Questa è la divinizzazione dell\’uomo di cui parlano spesso i Padri orientali (Cfr. Cirillo Aless.).