Beata Anna Maria Taigi (1769-1837)

L’OSSERVATORE ROMANO, Sabato 8 Febbraio 1997

La figura e l’opera della Beata Anna Maria Taigi (1769-1837), terziaria dell’Ordine della Santissima Trinità


Sposa e madre cristiana, ha testimoniato il valore del focolare domestico


La Beata Anna Maria Giannetti nei Taigi — come riferisce il compianto Cardinal Salotti — è stata la prima donna salita sugli Altari, dacché esiste la Sacra Congregazione dei Riti, oggi «Cause dei Santi», per aver raggiunto le vette della perfezione cristiana interamente e solamente nella vita matrimoniale. Ella non si santificò fra i gigli della verginità, né consacrò a Dio gli anni della vedovanza che non ebbe, ma, povera e umile popolana fu santa entro le mura domestiche, tra i doveri di sposa e quelli di madre, durante ben 48 anni trascorsi nello stato coniugale.

Siena e Roma: prima e seconda patria


La Beata Anna Maria Taigi nacque in Siena la sera del 29 Maggio 1769 in una casa, segnata con il numero 32 (oggi 60) e posta in via dei Rossi, casa detta allora di S. Martino, perché, probabilmente, proprietà del Convento omonimo. Ne fanno fede i registri dello stato d’anime della Parrocchia di S. Pietro Ovile alla quale apparteneva ed appartiene tutt’oggi quel tratto della via stessa. Ricevette il Battesimo il giorno successivo, 30 Maggio, nella Pieve di S. Giovanni Battista come risulta dai registri dei Battesimi dell’anno 1769 al n. 369. Poco si sa della sua infanzia; si sanno solo due cose: che la bambina venne allattata ed educata dalla madre e che all’età di sei anni fu costretta con i genitori, a lasciare Siena per portarsi a Roma, da dove non si sarebbe più mossa. Due domande assillano: quale fu la ragione di questo trasferimento? Avvenne proprio al sesto anno? La causa, sembra, va ricercata in un giro di fortuna che ridusse la famiglia in disagiate condizioni economiche, per cui il farmacista o speziale Luigi Giannetti, fu costretto a trovare altrove, e precisamente a Roma i mezzi di sostentamento. È difficile inoltre stabilire con elementi sicurissimi la data di partenza da Siena; dal complesso delle testimonianze, sembra che ella contasse allora sei anni e perciò dovette venire a Roma nell’anno 1775, sotto il Pontificato di Papa Pio VI.

L’andata a Roma coinciderebbe pertanto con il grande avvenimento del Giubileo indetto proprio in quell’anno; ed è facile immaginare i coniugi Giannetti, confusi nella folla dei pellegrini che passavano per Siena, incamminati verso Roma, nella fiducia di trovare in quella città una purificazione al loro spirito oltre ad una onesta occupazione e a un tranquillo rifugio. Venuta a Roma con i genitori Anna Maria ebbe la prima educazione cristiana sotto l’occhio accorto della madre e la prima istruzione dalle Maestre Pie Filippini del Rione dei Monti, dove la bambina abitava e fu esemplare per obbedienza, bontà e pietà.

Sebbene figlia di genitori assai poveri, Anna Maria si sentiva spinta dalla tenerezza del suo cuore a soccorrere i bisognosi, verso i quali prodigò, più tardi, tutte le cure più amorevoli della pietà cristiana.

Qualche anno dopo fu cameriera in una casa signorile e fu stimata e ben voluta per la sua bella presenza, la cortesia dei modi, la piacevolezza del suo parlare e la capacità delle sue mansioni.

Conobbe in questo periodo un giovane cristiano ed onesto, per quanto rozzo di modi e dopo un fidanzamento di soli 40 giorni Anna Maria andò sposa a Domenico Taigi, servitore della casa principesca dei Chigi nella Chiesa di S. Marcello al Corso il 7 luglio 1790. Abitò, in un primo tempo, nelle stanze alte del medesimo palazzo Chigi a piazza Colonna, quindi in via del Giardino; successivamente, nel 1817, in una casa di fronte al palazzo Chigi nell’area occupata attualmente dal Palazzo della «Rinascente». Poi, nel breve spazio di pochi mesi, cambiò tre dimore; finalmente nel 1835 si stabilì in via del Corso al n.262 dove la raggiunse la morte.

Nella vita di famiglia fu instancabile, dividendo e regolando la giornata tra gli atti di pietà e gli obblighi del proprio stato. Educò le figlie, dopo la scuola e lo studio, alle faccende domestiche, evitando l’ozio, le mormorazioni e le denigrazioni del prossimo, tutto ricoprendo con la carità. Volle sempre rimanere povera. Per gli scarsi introiti del marito e per le vicende politiche della Roma del suo tempo, si trovò più di una volta in gravissime ristrettezze finanziarie, per cui solo lavorando giorno e notte riuscì a tirare avanti la numerosa famiglia, sostenuta da una costante, illimitata fiducia nella Divina Provvidenza. Per ben 48 anni visse in piena armonia con il marito che pure aveva un carattere focoso, esigente, rozzo e stravagante; a cagione delle sue dolci maniere e della sua mansuetudine operò in lui una salutare trasformazione.

Ai 7 figli: Serafina, Camillo, Alessandro, Luigi, Sofia, Luisa e Maria, quattro femmine e tre maschi, diede una saggia formazione cristiana e per essi non cercò impieghi lucrosi. Anche per i sei nipoti, figli della figlia Sofia rimasta vedova, ebbe cure intensissime per la loro cristiana formazione. Nei riguardi dei vecchi genitori ed in particolare verso il padre, per lunghi anni ammalato di lebbra, ebbe cure pazientissime.

Nei giorni festivi si recava negli ospedali di S. Giovanni in Laterano, di S. Giacomo degli incurabili e della Trinità dei Pellegrini (i tre esistenti a quell’epoca), prestando ogni più umile servizio, eccitando i malati alla pazienza e infondendo loro le virtù e i conforti dei cristiani. Anche ai peccatori, ai bestemmiatori, ai violenti, ai corrotti, ai carcerati si estese la carità sublime di questa donna e per la loro conversione e salvezza spirituale offrì preghiere incessanti, sopportò mortificazioni, digiuni e penitenze.


Emula di Caterina da Siena


Anna Maria Taigi visse a Roma oltre 60 anni, cioè dal 1775 al 1837, quando la Santa Sede e Roma attraversavano momenti difficili per la triste epoca della Rivoluzione Francese e l’urto napoleonico. Tutti i biografi della Beata riscontrano in lei una grande emula della concittadina S. Caterina (da Siena); vissero infatti ambedue in tempi analoghi e talvolta in identiche difficoltà per la Chiesa e per Roma. Anche della Beata Anna Maria Taigi si può affermare che fu baluardo della Chiesa e di Roma, consigliera e sostegno ai Papi; essa sembrò ripetere di Caterina la vasta azione politica ed ebbe identica la fiamma della cattolicità.

La Taigi ebbe con Pio VII parecchi colloqui, fra cui quello celebre in casa di Maria Luisa di Borbone il 17 Giugno 1814. Scrisse a Lui una bellissima lettera inviando via via, attraverso Prelati e Cardinali, i moniti e incoraggiamenti richiesti e ben accolti. La bufera napoleonica che riduce il Papa prigioniero, trova nelle preghiere e nelle straordinarie penitenze di Anna Maria il più nascosto e il più efficace ostacolo. Fra il giubilo della città eterna e del mondo il giorno 24 Maggio 1814 il Papa giungeva a Roma e Anna Maria Taigi immersa nel tripudio universale esclamava: «È entrato Gesù Cristo in Gerusalemme». Tre furono le principali idee che mossero la Beata alla preghiera e alle terribili penitenze:

1) La perennità della Chiesa e del Pontificato Romano. La Beata profetizzando Conclavi, Elezioni e vicende dei Pontefici da Pio VI a Gregorio XVI, sembrò affermare dinanzi alle incertezze e allo sbigottimento dei buoni e alla malvagità dei cattivi, la suprema certezza della tangibile perennità della Chiesa, pur tra il variare degli uomini e delle circostanze più contrastanti.

2) La grandezza di Roma: pregando infatti per la incolumità e protezione della santa città e per la restituzione dei Pontefici a quella sede, sembrò, come Caterina, ben comprendere l’indissolubile legame che unisce Pietro e la sua Sede Romana. Oggi Roma ha, per questo, nella Beata Anna Maria Taigi, la sua celeste patrona.

3) «Il mondo a Cristo». Il suo sguardo, attraverso il mistico sole, si spinge a tutto il mondo, le cui complicate vicende le erano meravigliosamente presenti. Basti, a prova, l’affermazione di un diplomatico del tempo, Cav. Doulj, Ministro di Baviera presso la corte sarda: «Pare che questa donna tenga in mano i segreti di tutti i Gabinetti, come io tengo in mano questa scatola (la tabacchiera), mentre noi vecchi ministri ne siamo all’oscuro». Essa previde con esattezza mirabile tutti i rivolgimenti europei del tempo. Bollò i falsi principi politici adottati dai Governi del tempo, dicendo che il Signore li avrebbe confusi. Precisò le circostanze della futura morte dello Czar di Russia e svelò via via le congiure ordite contro la Chiesa.

 

Fervore di carità cristiana


A tanto fervore di cristiana carità così evangelicamente intesa, non poteva disgiungersi nella Taigi un amore infiammato verso il suo Dio. A Lui dirigeva tutte le sue opere, rivolgeva i suoi intimi pensieri e le brame più ardenti. «Amiamo Dio e serviamolo con fedeltà, siamo uniti a Lui e non dubitiamo di nulla», ella soleva dire a chi l’avvicinava. Fin dal primo anno del suo matrimonio, Dio si compiacque di donare a quest’anima eletta i carismi della sua grazia e della sua luce, permettendole di scorgere in un sole misterioso uomini, avvenimenti, cose passate e future: in detto sole, con un semplice sguardo, riconosceva le cause dei mali degli uomini e della società e gli opportuni rimedi. Questo miracolo permanente e senza limiti durò 47 anni, cioè dal 1790 fino alla morte. Essa non guardava in questo sole che per la gloria di Dio, quando la carità lo voleva e l’obbedienza lo esigeva. Perciò poveri, grandi della terra e principi della Chiesa a conoscenza di questo prodigio straordinario venivano a domandarle consiglio e soccorso nelle contingenze della loro vita: a tutti Ella dava con sapienza, inspiegabile in una povera donna del popolo, le risposte da cui tante anime traevano giovamento.

 

Trapasso luminoso e gloria imperitura


Anni lunghissimi di infermità sopportati senza un lamento fino alla estrema agonia conclusero la vita eccelsa di questa benemerita madre: anni fruttuosi di pietà cristiana in cui il suo amore verso Dio si rafforzò e si consolidò. Anna Maria Taigi si spense il 9 Giugno 1837 all’età di 68 anni. Gli splendori della sua nobile vita furono noti al mondo 25 anni dopo la morte di Lei, allorché fu introdotta la Causa della Beatificazione (1863) e le sue virtù eroiche furono riconosciute dal Pontefice Pio X nel 1906. Il 30 Maggio 1920 Benedetto XV decretava gli onori della Beatificazione alla Taigi e Siena e Roma videro sfolgorare nella gloria della Basilica Vaticana la loro insigne concittadina. Oggi il suo corpo riposa nella Chiesa di S. Crisogono in Trastevere. Da tempo ci si incammina verso l’ultimo riconoscimento della Chiesa: la Canonizzazione, attesa da Siena sua città natale, da Roma sua seconda patria, da tutte le donne cattoliche, delle quali la Taigi è patrona celeste, dall’Italia e dal mondo intero. Siena fa memoria di questa figlia con una lapide, sita in via dei Rossi che così la descrive: Da questa casa che la vide nascere / il 29 Maggio 1769 / Anna Maria Giannetti nei Taigi / partiva in tenera età alla volta di Roma / dove per singolari virtù domestiche / sposa e madre eccelsa / per luce di consiglio ed ala di protezione / al «dolce Cristo in terra» / emula di Caterina / per i sentieri fioriti del bene / vera eroina di santità / fu conclamata dalle voci / degli umili e dei grandi / sigillata dai prodigi di Dio / consacrata dall’autorità della Chiesa.

LUIGI MORI