ATTRIBUTI (di Dio)

"Cardinale Pietro Parente; Mons. Antonio Piolanti; Mons. Salvatore Garofalo: Voci selezionate dal Dizionario di Teologia Dogmatica". ATTRIBUTI (di Dio): da una parte la mente umana considerando le varie perfezioni delle creature, formula vari concetti che attribuisce a Dio analogicamente (v. Analogia) come per es. buono, giusto, onnipotente.

D'altra parte la Rivelazione presenta molti nomi di Dio (il Creatore, il Santo, l'Eterno, ecc.). Gli attributi sono proprietà attribuite a Dio nell'essere (attributi statici) e nell'operare (attributi dinamici). Tali attributi molteplici e diversi a prima vista si oppongono alla divina semplicità (v. questa voce) donde il dilemma: o gli attributi hanno un valore reale, antologico, e allora Dio non è più semplice; o non hanno valore reale, e allora quasi tutta la Rivelazione e la Teologia sono un vano gioco di parole.
 Il problema consiste nel determinare la distinzione tra l'essenza e gli attributi e la distinzione mutua tra gli attributi stessi. La distinzione si oppone all'identità e può essere reale o logica, secondo che due o più cose sono distinte per se stesse, ontologicamente (come per es. l'anima e il corpo o il corpo e una delle sue parti o la persona e le sue qualità); oppure due o più cose sono distinte solo nella nostra mente come concetti (per es. la stessa persona considerata come medico, come artista, come cittadino è realmente un solo soggetto, che è distinto logicamente in tre). La distinzione logica o di ragione può Essere puramente tale come per es. quando indico la stessa persona con due nomi: Tullio, Cicerone; e allora si chiama rationis ratiocinantis. Ma essa pur essendo logica può avere un fondamento nella realtà antologica e allora si dice rationis ratiocinatae; per es. tra il corpo vivente e la sua vita.
 In Dio, esclusa la distinzione reale (v. Semplicità), si suole ammettere la distinzione logica con fondamento reale. Gli attributi divini sono logicamente distinti tra loro e dall'essenza perché importano concetti formalmente diversi, come giustizia e misericordia; ma non sono puri concetti, perché ad essi risponde una realtà vera, l'essenza infinita di Dio, che nella sua semplice attualità trascende il nostro intelletto finito e contiene in maniera eminente tutte le perfezioni significate da quegli attributi. Data la massima semplicità divina ogni attributo include gli altri. Altra cosa sono le proprietà delle divine Persone, che esigono distinzione reale, ma relativa, non assoluta (v. Trinità, Relazione, Nozioni).