Don Dariusz Oko: Dinamica e metodo dell'”omoeresia” (NOTE)

Il Magistero contestato, il dissenso...

Don Dariusz Oko, nato nel 1960 ad Oświęcim, è stato ordinato sacerdote nel 1985, è prete dell’Arcidiocesi di Cracovia, dottore di ricerca in filosofia ed in teologia, professore al Dipartimento di Filosofia dell’Università Pontificia Giovanni Paolo II di Cracovia.
I principali settori delle sue ricerche scientifiche sono: metafisica, filosofia di Dio, teologia contemporanea, zone di confine tra filosofia e teologia, critica dell’ideologia atea. Per sei anni ha studiato in diverse università in Germania, Italia e negli Stati Uniti. Dopo l’ordinazione sacerdotale, insieme al lavoro scientifico, ha sempre svolto quello di ministro cristiano come sacerdote residente in diverse parrocchie europee ed americane. Per sedici anni è stato direttore spirituale degli studenti, e dall’anno 1998 è direttore spirituale dei medici nella sua diocesi. Nel corso di studi, congressi scientifici e pellegrinaggi con i medici ha visitato circa quaranta paesi di tutti i continenti. In Polonia è conosciuto come editorialista, ed i suoi articoli sono stati spesso accolti con riconoscimento ed hanno dato origine a discussioni e dibattiti a livello nazionale.

Ricezione dell’articolo

Il presente testo è una traduzione di Józef  Kowalski dell’articolo pubblicato originariamente in polacco sotto il titolo: Z papieżem przeciw homoherezji, “Fronda” 63 (2012), pp. 128-160 (http://www.fronda.pl/news/czytaj/tytul/z_papiezem_przeciw_homoherezji_(cz.i)_22079/strona/2) apparsa su https://www.corrispondenzaromana.it/con-il-papa-contro-lomoeresia-di-don-dariusz-oko/.

L’articolo in questione è apparso anche in Germania sul mensile “Theologisches”, una delle riviste teologiche più importanti. Il periodico è molto apprezzato da papa Benedetto XVI che vi abbonato da decenni (prima come sacerdote e cardinale Ratzinger). Su questa rivista hanno pubblicato spesso i loro articoli non soltanto Joseph Ratzinger, ma anche cardinali come Hans Urs von Balthasar, Avery Dulles S.I., Leo Scheffczyk e molti altri. Cfr. D. Oko, Mit dem Papst gegen Homohäresie, “Theologisches” 9/10 (2012) pp. 403-426.

In Polonia ed all’estero è stato accolto con grande interesse ed ha suscitato un’accesa discussione. È stato subito tradotto in lingua ceca e nel luglio del 2011 per cinque mercoledì successivi (4, 11, 18, 25 ed il 31 luglio 2011) è stato trasmesso a puntate dalla Sezione Ceca della Radio Vaticana (al posto delle catechesi delle udienze generali del Santo Padre, che vengono sospese durante le vacanze). L’articolo è stato molto discusso in Slovacchia e nella Repubblica Ceca perché spiegava in parte la situazione dell’arcivescovo Robert Bezak di Trnawa, che proprio in questi giorni è stato rimosso dal vescovato. Cfr. : “S Papežem proti homoherezi”.

1^ Puntata: http://www.radiovaticana.cz/clanek.php4?id=16716,

2^ Puntata: http://radiovaticana.cz/clanek.php4?id=16747,

3^ Puntata: http://www.radiovaticana.cz/clanek.php4?id=16782,

4^ Puntata: http://www.radiovaticana.cz/clanek.php4?id=16824,

5^ Puntata: http://www.radiovaticana.cz/clanek.php4?id=16853.

Cfr. anche l’intervista che costituisce una specie di bilancio della discussione svoltasi fino ad ora: Jacek Gądek – intervista a don Dariusz Oko del 20 luglio 2012 sul sito di “Onet”: Homolobby ma swoich ludzi na kluczowych stanowiskach w Kościele [L’omolobby ha i suoi uomini sulle cariche più importanti della Chiesa], http://religia.onet.pl/wywiady,8/ks-oko-homo-lobby-ma-swoich-ludzi-na-kluczowych-stanowiskach-w-kosciele,44528.html.

Cfr. anche altri commenti polacchi a quest’articolo:

K. Wiśniewska, Homoherezja o homomafii księdza Oko [Omoeresia dell’omomafia di don Dariusz Oko], “Gazeta Wyborcza” 27.06.2012, p. 3;

T. Isakowicz-Zaleski, Pochyłe drzewo [Albero inclinato] , „Gazeta Polska” 27 (987) 4.07.2012, p. 36;

T. Terlikowski, Zaskakujące milczenie [Silenzio sorprendente], „Gazeta Polska” 28 (988) 11.07.2012, p. 33;

P. Skwieciński, Stasiński broni Figurskiego i Wojewódzkiego [Stasiński difende Figurski e Wojewódzki], pubblicato il 27.06.2012 sul sito di Uważamrze.pl, all’indirizzo web: http://www.rp.pl/artykul/902442.html;

W. Tejster, Geje zamiast księży? [Gay al posto dei preti?], pubblicato il 27.06.2012 sul sito di „Gość Niedzielny”, all’indirizzo web: http://gosc.pl/doc/1192560.Geje-zamiast-ksiezy;

T. Terlikowski, Skwieciński: świętokradztwo księdza Oko [Skwieciński: sacrilegio di don Oko], pubblicato il 27.06.2012 sul sito di Fronda.pl, all’indirizzo web:

ttp://www.fronda.pl/news/czytaj/tytul/skwiecinski:__swietokradztwo_ks._oko_22138;

T. Terlikowski, Wiśniewska broni homoheretyków [Wiśniewska difende omoeretici], pubblicato il 27.06.2012 sul sito di Fronda.pl, all’indirizzo web:

http://www.fronda.pl/news/czytaj/tytul/terlikowski:_wisniewska_broni_homoheretykow_22114;

R. Graczyk, Antyhomofobiczny bełkot [Caos antiomofobico], pubblicato il 28.06.2012 sul sito di Interia Fakty, all’indirizzo web:

http://fakty.interia.pl/felietony/graczyk/news/antyhomofobiczny-belkot,1815393;

Fronda.pl, Sukces Frondy: Tekst ks. Dariusza Oko pt. “Z Papieżem przeciw homoherezji” [Successo di Fronda: Testo di don Dariusz Oko „Con il papa contro l’omoeresia”] pubblicato il 5.07.2012 sul sito del Vaticano;

Ks. M. Dziewiecki, “Gazeta Wyborcza” w obronie homo-krzywdzicieli [„Gazeta Wyborcza” in difesa degli omocolpevoli, pubblicato il 13.07.2012, sul sito di Fronda.pl, all’indirizzo web:

http://www.fronda.pl/news/czytaj/tytul/ks._dziewiecki:_gazeta_wyborcza_w_obronie_homo-krzywdzicieli__22511.

 

 

NOTE


[1] Cfr. don T. Isakowicz-Zaleski, Chodzi mi tylko o prawdę [Mi importa della verità], Warszawa 2012, pp. 114-119.

[2] Cfr. don J. Prusak, Lawendowa historia kościoła [Storia di lavanda della Chiesa], „Rzeczypospolita”, 26 maggio 2012.

[3] Dall’esecuzione di quegli ordini sono nate molte pubblicazioni: Dziesięć argumentów przeciw [Dieci argomenti contro],„Gazeta Wyborcza” 28-29.05.2005, p. 27 e p. 28; „Godne ubolewania wypaczenie” [Deformazione deplorevole], „Tygodnik Powszechny” 27 (2921) 2005, p. 6; Śmieci nie można zamiatać pod dywan [Rifiuti non si possono mettere sotto il tappeto],„Rzeczpospolita” 54 (7651) 5.03.2007, p. 3; W tej  walce trzeba zaryzykować wszystko [In questa battaglia bisonga rischiare tutto], „Rzeczpospolita” 18.05.2007, p. 8A; Zmaganie z głębi wiary [Lotta dal profondo della fede], Intervista a Katarzyna Strączek e Janusz Poniewierski, „Znak” 11 (630) 2007, pp. 16-33; O czym można dyskutować na uniwersytecie [Di che cosa si può discutere all’università], „Rzeczpospolita” 8.05.2009, p. 2; Dezorientacja prawa [Disorientamento della legge], intervento insieme a Janusz Kochanowski, Ombudsman polacco per i Diritti dei Cittadini, nell’articolo di Przemysław Kucharczyk, „Gość Niedzielny” 24.05.2009 (56) 21, pp. 38-39; Na celowniku homolobbystów [Nel mirino degli omolobbisti],intervista a Bartłomiej Radziejewski, „Fronda” 51 (2009), pp. 188-208; Homoseksualizm nie jest normą [Omosessualità non è una normalità], intervista a Bogumił Łoziński, „Gość Niedzielny” 13.09.2009 (56) 37, pp. 36-37; Dwugłos wobec homoideologii [Dialogo sull’omoideologia], „Miłujcie się!” 4 (2009), pp. 38-41; Non possumus. Kościół wobec homoideologii [Non possumus. La Chiesa nei confronti dell’omoideologia], in: T. Mazan, K. Mazela, M. Walaszczyk (red.), Rodzina wiosną dla Europy i świata. Wybór tekstów z IV Światowego Kongresu Rodzin 11-13 maja [La famiglia – primavera per l’Europa ed il mondo. Scelta di testi del IV Congresso Mondiale delle Famiglie 11-13 maggio], Warszawa 2007, Łomianki 2008, pp. 355-361; parallelamente: Homoideologia? Non possumus! [Omoideologia? Non possumus], „Głos dla życia” 4 (87) 07/08 2007, pp. 12-14; „Non possumus.” Kościół wobec Homoideologii [„Non possumus.” La Chiesa nei confronti dell’omoideologia], „Materiały Homiletyczne” 236 (2007), pp. 5-19; Kościół wobec homoideologii [La Chiesa nei confronti dell’omoideologia], „Miłujcie się!”, parte I, 1 (2009), pp. 40-43, parte II, 2(2009), pp. 41-44.

[4] Una miniera di informazioni su questo tema è fornita dal documento fondamentale della conferenza episcopale statunitense; un rapporto preparato in modo accurato in base ad analisi approfondite eseguite in tutte le diocesi degli Stati Uniti: The Nature and Scope of Sexual Abuse of Minors by Catholic Priests and deacons in the United States 1950-2002, New York 2004, detto in forma divulgativa John Jay Report 2004.http://www.usccb.org/issues-and-action/child-and-youth-protection/upload/The-Nature-and-Scope-of-Sexual-Abuse-of-Minors-by-Catholic-Priests-and-Deacons-in-the-United-States-1950-2002.pdf. Cfr. R. Dreher, The Gay Question, „National Review”, 22 aprile 2002 ed anche R. J. Neuhaus, Rozejm roku 2005? [La Tregua dell’anno 2005?], „First Things. Edycja Polska” nr 1, autunno 2006, pp. 13-19, 18.

[5] Questa situazione e la colpa dei sacerdoti sono descritte molto bene da George Weigel nel suo libro Odwaga bycia katolikiem [Il coraggio di essere cattolico], tradotto da J. Franczak, Kraków 2005.

[6] Cfr. D. Michalski, The Price of Priest Pederasty, “Crisis”, ottobre 2001, pp. 15-19.

[7] È molto significativo che, benché la Chiesa avesse riconosciuto la colpa del vescovo Paetz (altrimenti non avrebbero applicato la sanzione così rara come l’espulsione dalla diocesi), i preti che hanno contribuito a infliggere la pena avendo il coraggio di difendere i seminaristi sono stati sottoposti a molte vessazioni che durano tuttora. Si suppone che proprio il confronto di un professore di teologia così noto, onesto e stimato come don Tomasz Węcławski con questo male che affligge la Chiesa (insieme all’accusa di costruire una teologia su presupposti filosofici troppo deboli) – sia stato uno dei motivi della sua apostasia. Cfr. W. Cieśla, Pokuta [Penitenza],http://religia.onet.pl/publicystyka,6/pokuta,35716,page1.html.

[8] Citazione di J. Gowin del 5 maggio 2007 nel programma di Jan Pospieszalski “Warto rozmawiać” (TVP2) riguardante lo scandalo omosessuale nella diocesi di Płock. Cfr. A. Adamkowski, Dwaj duchowni do prokuratury [Due sacerdoti alla procura], „Gazeta Wyborcza” 6 maggio 2007.

[9] Cfr. T. Bielecki, Kościół zmaga się z pedofilią. Nie hołdujmy zasadzie omerta! [La Chiesa lotta contro la pedofilia. Non sosteniamo il principio dell’omertà!], „Gazeta Wyborcza” 11 febbraio 2012.

[10] Cfr. J. Augustyn, Bez oskarżeń i uogólnień [Senza accuse e generalizzazioni], intervista di T. Królak del 23 marzo 2012 sull’omosessualità fra i preti eseguita per KAI:http://ekai.pl/wydarzenia/temat_dnia/x52614/bez-oskarzen-i-uogolnien/?print=1.

[11] Padre Hans Zollner S.I., decano dell’Istituto di Psicologia della Pontificia Università Gregoriana di Roma dice che „negli ambienti laici (…) è decisamente più grande il numero delle ragazze molestate che dei ragazzi. Da dove viene quella differenziazione? Sicuramente ciò mette in evidenza la percentuale più elevata delle persone con le tendenze o l’orientamento omosessuale in quegli ambienti ecclesiastici, dove avevano luogo molti casi di pedofilia di natura omosessuale, che nella società in generale”. (Don J. Augustyn S.I., Kościelna omertà [Omertà della Chiesa], intervista a padre Hans Zollner S.I., traduzione di don B. Steczek SI, „Rzeczpospolita”, 19 aprile 2012).

[12] Questo spiega in parte perché i rappresentanti sia del primo che del secondo gruppo, dal punto di vista morale ed intellettuale, sono spesso così mediocri. Eppure è molto importante da chi è guidata la Chiesa, se sono vescovi come: Wojtyła, Wyszyński, Nagy, Jaworski, Nossol, Nowak, Pietraszko e Małysiak, oppure quelli come Paetz, Magee e Weakland.

[13] Il cardinale primate Józef Glemp, per esempio, quando è diventato arcivescovo di Varsavia, ha detto: “Quando ho assunto il governo di quella diocesi non mi aspettavo che la lobby omosessuale nella Chiesa fosse così forte.” Cfr. Il blog di don Wojciech Lemański: http://natemat.pl/5729,ks-lemanski-juz-prymas-glemp-mowil-o-silnym-lobby-homoseksualnym. Un altro cardinale polacco ha detto: “La cosa più difficile è quella di affrontare la lobby gay.”

[14] Il meccanismo di nascita degli omolegami generalmente informali, quel „tirarsi su” reciproco e piramidale, è sociologicamente tipico dei servizi in uniforme, dove lavorano soprattutto i maschi che rimangono in forti relazioni di sottomissione gerarchica di lavoro. Problemi simili si possono trovare nell’esercito, nella polizia e nel sistema carcerario. Per ogni comunione umana questo è però micidiale: quando sono le tendenze omosessuali, e non le competenze professionali, l’impegno e i risultati del lavoro, a decidere su incarichi particolarmente importanti. Ciò costituisce anche un’ingiustizia fondamentale, la discriminazione della maggioranza normale.

[15] Padre J. Augustyn S.I., Bez oskarżeń i uogólnień [Senza accuse e generalizzazioni], op. cit.

[16] Benedetto XVI, Luce del mondo. Il Papa, la Chiesa e i segni dei tempi, conversazione di Benedetto XVI con Peter Seewald, Libreria Editrice Vaticana – 00120 Città del Vaticano 2010, p. 32.

[17] Benedetto XVI, Luce del mondo, op. cit., pp. 46  e 35.

[18] Ibidem, p. 33.

[19] Si tratta del documento: Istruzione della Congregazione per l’Educazione Cattolica circa i criteri di discernimento vocazionale riguardo alle persone con tendenze omosessuali in vista della loro ammissione al Seminario e agli Ordini sacri, Roma 2005. Cfr. il commento a quel documento di G. Mansini, L. J. Welch, W posłuszeństwie Chrystusowi [Nell’obbedienza a Cristo], First Things. Edycja Polska”, 1/2006, pp. 10-12. È un’analisi molto giusta dell’essenza del sacerdozio di Cristo come contraria al comportamento omosessuale.

[20] Si tratta del documento: Orientamenti per l’utilizzo delle competenze psicologiche nell’ammissione e nella formazione dei candidati al sacerdozio, Roma 2008.

[21] Cfr. Nota del Vicariato in merito all’articolo di “Panorama”, pubblicato il 23 luglio 2010, Roma 2010. La nota costituisce una reazione all’articolo pubblicato su “Panorama”, che insieme ai filmati video inseriti su Internet, fa vedere la dissolutezza omosessuale ed il cinismo degli omo-preti che lavorano in Vaticano. Cfr.http://blog.panorama.it/italia/2010/07/22/le-notti-brave-dei-preti-gay-una-grande-inchiesta-in-edicola-venerdi-con-panorama/

[22] Cfr. Benedetto XVI, Luce del mondo, op. cit., pp. 193-195.

[23] È proprio l’elenco delle azioni indicate da Benedetto XVI riguardo alla piaga della pedofilia e dell’efebofilia nella Chiesa, che fa capire con quanta determinazione il papa affronta questa battaglia, secondo il principio della “tolleranza zero”. Questo elenco, in lingua italiana, si può trovare all’indirizzo web:http://paparatzinger5blograffaella.blogspot.com/2011/10/le-decisioni-e-lesempio-di-papa.html, ed anchehttp://benedettoxvielencospeciali. blogspot.com/2009/11/chiesa-e-pedofilia-la-tolleranza-zero.html, invece in lingua tedesca all’indirizzo web: http://www.kath.net/detail.php?id=33076.

[24] Sarebbe bene fare un bilancio su come queste decisioni sono state messe in atto in Polonia, qual è in questo territorio la nostra fedeltà nei confronti del Santo Padre ed della Santa Sede? Abbiamo più di 100 seminari, quindi sarebbe utile organizzare un simposio durante il quale si potrebbero scambiare delle esperienze. Varrebbe la pena dunque chiedere per esempio: Come avviene in Polonia l’ammissione dei candidati ai seminari? Qual è l’atteggiamento verso le tendenze omosessuali? I candidati firmano una dichiarazione in merito e sono sottoposti ad analisi psicologiche adeguate secondo quanto prescritto dal documento vaticano del 2008? Qual è la dimensione del problema nei seminari polacchi? Dove vengono mandati i candidati dalle tendenze omosessuali di carattere transitorio per farli guarire prima di entrare in seminario? Occorre forse creare un centro terapeutico polacco per questo tipo di problemi? In che modo è stata messa in atto l’istruzione della Santa Sede del 2005 secondo la quale vanno espulsi dai seminari i rettori e gli educatori omosessuali? Un aiuto rilevante per affrontare questi problemi può essere rappresentanto dal seguente studio: Richard Cross, Ph.D. (With research data from Daniel Thoma, Ph.D.),The Collapse of Ascetical Discipline And Clerical Misconduct: Sex and Prayer, “Linacre Quarterly”, vol. 73, February 2006, No. 1, pp. 1-114.

[25] Benedetto XVI, Luce del mondo, op. cit., p. 153.

[26] Cfr. per esempio le opinioni su questo tema di don John Whitmey S.I. di Oregon e di don Gerald Chojnacki S.I. di New York, due provinciali gesuiti statunitensi, pubblicate anche dalla stampa polacca: M. Gadziński, Gej to nie ksiądz [Un prete gay non è prete], “Gazeta Wyborcza”, 1-2 ottobre 2005, p. 2.

Il convento dei domenicani a Braunschweig costituisce un esempio evidente di come è la propaganda omosessuale nella Chiesa tedesca, cfr.  http://www.dominikaner-braunschweig.de/Kloster/Homosex/Homosex.html.

[27] Cfr. J. McNeill, The Church and the Homosexual, Kansas City 1976.

[28] Cfr. R. J. Neuhaus, Rozejm roku 2005? [La tregua dell’anno 2005?], op. cit., p. 15.

[29] Cfr. per esempio J. Prusak, Miłość czy potencja [Amore o potenza sessuale], „Tygodnik Powszechny” 24 ottobre 2004;Manifest teologiczny [Manifesto teologico], “Tygodnik Powszechny” 16 dicembre 2005;  Inni inaczej. O prawie homoseksualistów do bycia zrozumianymi [Diversi diversamente. Del diritto degli omosessuali ad essere capiti], “Tygodnik Powszechny” 25 (2919) 2005, pp. 1 e 7; Norma i kultura [Norma e cultura], “Tygodnik Powszechny”, 31 gennaio 2012. È perfido, pericoloso ed ingannevole il fatto che don Jacek Prusak cerchi di creare l’impressione che nella Chiesa solo lui capisce nel migliore dei modi ed accetta adeguatamente gli omosessuali. In realtà invece questi possono essere aiutati soltanto da un confronto con la verità e da un aiuto terapeutico per vincere le loro tendenze. Le persone che vogliono autenticamente il loro bene fanno esattamente questo.

[30] Cfr. J. Prusak, Inni inaczej [Diversi diversamente], op. cit. ed anche, Zgadzamy się nie zgadzać [Siamo d’accordo di non essere d’accordo], „Tygodnik Powszechny” 27 (2921) 2005, p. 6; Homofobia Camerona niebezpieczna, także dla Kościoła [L’omofobia di Cameron è pericolosa anche per la Chiesa], intervista a K. Wiśniewską, “Gazeta Wyborcza” 19 maggio 2009; O homoseksualizmie przed Mszą [Dell’omosessualità prima della messa], intervista a R . Kowalski, “Gazeta Wyborcza” 28 agosto 2009; J. Prusak, Lawendowa historia Kościoła [Storia di lavanda della Chiesa], op. cit., p. 3. Cfr. anche padre T. Bartoś OP,Kościół gejów nie odrzuca [La Chiesa non respinge i gay],  “Gazeta Wyborcza” 11-12 giugno 2005, p. 4 ed anche,Homoseksualizm w publicznej debacie [Omosessualità nel dibattito pubblico],  “Gazeta Wyborcza” 25-26 giugno 2005, p. 29.

[31] Cfr. intervista di K. Wiśniewska con don Jacek Prusak, Instrukcja ma luki [La disposizione ha delle lacune], „Gazeta Wyborcza” 30 novembre 2005, p. 11.

[32] Cfr. don Jacek Prusak S.I., Lawendowa historia Kościoła [Storia di lavanda della Chiesa], op. cit. p. 3.

[33] Cfr. don D. Oko, Wokół sprawy Drewermanna [Intorno alla questione di Drewermann], (insieme a J. Bagrowicz), „Ateneum Kapłańskie” 4 (500) 1992, pp. 102-114; Sprawa Drewermanna czyli “Luter dwudziestego wieku” [La questione di Drewermann, cioè „Lutero del ventesimo secolo”], „Tygodnik Powszechny 51 (2267) 1992; Fałszywy prorok. W odpowiedzi Tadeuszowi Zatorskiemu [Falso profeta. Risposta a Tadeusz Zatorski], „Tygodnik Powszechny” 7 (2275) 1993.

[34] Don J. Augustyn S.I., Kościelna omertà [Omertà della Chiesa], op. cit.

[35] Cfr. Benedetto XVI, Luce del mondo, op. cit., p. 42.

[36] P. Kowalczuk, Watykan: nie zawinił celibat [Vaticano: non è colpa del celibato], “Rzeczpospolita”, 14 aprile 2010. Dopo il simposio internazionale Verso la guarigione e il rinnovamento svoltosi a Roma un rappresentante della Polonia, monsignor Marian Rojek, vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Przemyśl, ha ricordato che per quanto riguarda “la realtà americana e l’abuso sessuale sui minori, solo lo 0,05 % di questi casi concerne gli ecclesiastici (…). Le stesse percentuali risultano da ricerche italiane. In Germania invece dal 1995 alla metà del 2012 sono stati registrati 210 000 dei casi di abusi sui minori. In questo contesto solo 94 casi hanno a che fare con la Chiesa cattolica. Di conseguenza, soltanto uno su duemila casi di molestie in questo paese vede coinvolti ecclesiastici”. Pertanto la Chiesa “non rimarrà silenziosa nei confronti della falsificazione generale dell’immagine concernente la pedofilia nel mondo”. (M. Majewski, Prawda i miłość lekarstwem na nadużycia [Verità e amore come medicine per gli abusi], intervista al monsignor Marian Rojek, “Uważam Rze” 20 febbraio 2012, pp. 60-62, 61.) Cfr. don Dariusz Kowalczyk, Mówić prawdę o pedofilii [Dire la verità sulla pedofilia], “Gość Niedzielny” 19 febbraio 2012, p. 28n.

[37] Bisogna aggiungere che questa impossibilità di richiamare all’ordine gli ecclesiastici che vivono in modo immorale, soprattutto quando occupano cariche importanti, costituisce comunque il principale problema della Chiesa, come se fosse una sua debolezza e un peccato strutturale. Allo stesso modo non si vede spesso alcuna reazione quando un vescovo cade nell’alcoolismo oppure inizia a comportarsi come un fanatico di un partito. Questa situazione può durare a volte molti decenni, quando la salvaguardia di un sacerdote viene posta al di sopra del bene spirituale di milioni di fedeli. Quindi, per fare l’interesse di una sola persona, si rischia l’indebolimento o la perdita della fede di molti a causa di una così grave depravazione. La stessa situazione si verifica con i parroci che vivono in concubinato. Benché i fatti siano noti pubblicamente, dato che i colpevoli non si preoccupano neanche di nasconderli, non cambia niente. I superiori si trincerano dietro la mancanza di prove fondate. Comunque la stragrande maggioranza delle decisioni che riguardano la singola persona non vengono prese sulla base di un dettagliato processo giudiziario, ma su prove generiche basate sul “sentito dire”, soprattutto se proveniente da persone credibili. In ogni modo emerge chiaramente la necessità urgente di sviluppare istituzioni che si preoccupino di disciplinare la vita dei sacerdoti. Abbiamo bisogno di più uomini come don Charles Scicluna nonché di ministeri come il suo. La Chiesa che esige così tanto dal mondo dovrebbe prima di tutto esigere da se stessa e far fronte a queste necessità. Non può esporsi alla derisione. Non si possono tollerare così a lungo le origini di un male così grave, tanto più che esso produce altre vittime.

Benedetto XVI, il Pietro dei nostri tempi, ha messo in evidenza che una delle tante cause dei numerosi reati che hanno afflitto la Chiesa in Irlanda è stata la rinuncia all’applicazione del Diritto penale canonico, dato che “si spense in tal modo la consapevolezza che la punizione può essere un atto d’amore. In quell’epoca anche persone molto valide hanno subito uno strano oscuramento del pensiero”. (Benedetto XVI, Luce del mondo, op. cit., p. 34).

[38] Nel caso di aiuto alle vittime di abusi sessuali occorre conservare le prove, provvedere alle analisi mediche della vittima, registrare possibilmente subito le sue testimonianze e quelle degli eventuali testimoni. È importante, visto che anche le parti lese molte volte ritrattano le loro deposizioni, per esempio a causa di senso del pudore, opportunismo, oppure paura dell’autore del reato e dei suoi alleati da cui spesso possono essere dipendenti per diversi motivi. I reati vanno denunciati alla polizia oppure alla procura, e non soltanto alle istituzioni ecclesiastiche. Per quanto riguarda altre questioni, prima bisogna cercare di risolverle all’interno della Chiesa locale. Se la situazione locale è compromessa occorre chiedere l’aiuto dalla Santa Sede, ma rivolgendosi alla persona adatta, degna di fiducia, per non capitare di nuovo nelle mani sbagliate. Una delle persone più adatte è don Charles Scicluna a cui è necessario scrivere in italiano o in inglese, e poi accertarsi se i documenti siano veramente pervenuti nelle sue mani. Lui saprà che cosa fare. Bisogna ricordare che, secondo le disposizioni del codice penale polacco, qualsiasi tipo di rapporto sessuale con persone al di sotto dei 15 anni viene perseguito dalla pubblica accusa. Secondo il Diritto canonico questo limite di età è ancora più grande. L’abuso di un minore (che non abbia compiuto 18 anni) da parte di un ecclesiastico costituisce un reato che deve essere denunciato alla Congregazione per la Dottrina della Fede.

[39] Bisogna anche sottolineare che non tutti gli ecclesiastici affetti da queste tendenze appartengono a tali ambienti, alcuni di loro sono molto dispiaciuti del fatto che i loro fratelli si comportano in questo modo.

[40] Cfr. per esempio il documento della Congregazione per la Dottrina della Fede del 2003: Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali, dove Giovanni Paolo II e il cardinale Ratzinger in modo unanime  sottolineavano che “tutti i fedeli sono tenuti ad opporsi al riconoscimento legale delle unioni omosessuali” (punto 10) nonché criticavano l’ideologia che difende queste prove. Cfr. anche Giovanni Paolo II,Memoria e identità, Kraków 2005, p. 20. L’omosessualità è stata condannata molte volte dal beato Giovanni Paolo II il Grande ed è stata da lui chiamata: “comportamento deviante, non conforme al piano di Dio” (1994), “deplorevole distorsione” (1999), inoltre egli ha ribadito che “gli atti di omosessualità sono contrari alla legge naturale” (2005).