La spiritualità del sacerdote diocesano

Sacerdozio e vita religiosa
Del Card. Silvio Oddi

Qualche tempo fa in occasione della commemorazione di un sacerdote spirato in odore di santità, ricordo di aver copiato questo brano tratto dal diario spirituale del defunto: «O prete dell’Eucaristia o morire. Le mie parole e le mie opere devono essere sempre predicare Gesù crocifisso. Essere sacerdote della povertà, della carità, della mansuetudine. Mi studierò di essere un Don Niente; Don Niente nelle mani di Gesù è onnipotente».

Queste parole hanno richiamato alla mia mente le esortazioni che i Sommi Pontefici, gli ultimi specialmente, hanno indirizzato ai sacerdoti invitandoli a non dimenticare che sono tutti un «alter Christus» secondo la forte espressione di S. Paolo: «vivo ego, iam non ego, vivit vero in me Christus» (Gal 2,20).

Divenuto uomo nuovo per la spirituale rigenerazione in Cristo, vivo una nuova vita, e la mia vita è Cristo, il quale in me opera ed in me regna.

Ogni sacerdote deve dunque considerare come il centro della propria vita sacerdotale e di tutta la Chiesa, la celebrazione eucaristica. In essa si edifica la Chiesa e da essa si attinge la forza di Cristo, necessaria all’adempimento della propria missione: dispensatori dunque dei misteri divini nell’opera primaria (del sacerdote): la personale santificazione e l’edificazione del popolo di Dio.

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IL CELIBATO SACERDOTALE SEGNO DELLA CARITA’ DI CRISTO.

Sacerdozio e vita religiosa

Di Madre Teresa di Calcutta

Leggiamo nelle Scritture come Gesù venne a proclamare la Buona Novella che Dio ci ama. Oggi lui vuole che noi siamo quell’Amore. Gesù ha detto: “L’avete fatto a me ” (Mt 25,40). Ero affamato, nudo, forestiero e abbandonato e mi avete fatto queste cose. Io lo chiamo vangelo sulle cinque dita.

Tutti sono chiamati ad amare Dio con tutto il cuore, l’anima, l’intelligenza e le forze e, per amore di Dio, ad amare il proprio prossimo. La notte prima della sua morte Gesù ci ha dato due grandi doni: il dono di se stesso nell’Eucaristia e il dono del sacerdozio per continuare  la sua presenza viva nell’Eucaristia.

Senza sacerdoti non abbiamo Gesù.

Senza sacerdoti non abbiamo l’assoluzione.

Senza sacerdoti non possiamo ricevere la Santa Comunione.

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COELI BEATUS: OSSERVAZIONI DI UN BIOLOGO

Sacerdozio e vita religiosa

Di Jérôme Lejeune

Sulla terra l’uomo è il solo che si domanda chi è, dove va, e che talvolta si sente rivolgere queste temibili domande: “Cosa ne è di tuo fratello?”, “Cosa hai fatto di tuo figlio?”.

Le pulsioni elementari che sono alla base della perpetuazione delle specie sono presenti in tutti gli esseri viventi, ma l’uomo è il solo a conoscere il misterioso rapporto tra l’amore e il futuro. Né lo scimpanzé più malizioso né quello meglio ammaestrato potranno mai concepire che esista un rapporto tra la monta della sua femmina e l’arrivo, nove mesi più tardi, di un cucciolo che gli assomiglia.

L’uomo, da parte sua, ha sempre saputo che l’appetito sessuale e la sua soddisfazione voluttuosa sono collegati, per loro natura, alla procreazione. In modo poetico, e assolutamente realista, gli antichi non rappresentavano forse la passione amorosa con i tratti di un bambino?

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IL CELIBATO SACERDOTALE ALLA LUCE DELLA MEDICINA E DELLA PSICOLOGIA.

Sacerdozio e vita religiosa

Di Wanda Poltawska

A differenza del celibato dei laici, quello dei sacerdoti è determinato da una scelta libera e consapevole dell’uomo psichicamente maturo (è una delle principali condizioni poste a chi desidera accedere agli Ordini sacri) e come tale non provoca frustrazioni, che sono invece una reazione psicologica molto frequente tra quei laici che, desiderando un altro stato di vita, si sentono “condannati” a una vita di solitudine. Tale tipo di reazione si manifesta più spesso nelle donne che negli uomini e in molti casi il desiderio non appagato della vita coniugale e della maternità diviene causa di depressioni psichiche.

Fare una scelta significa sempre rinunciare ad altre possibilità, ad altri valori, ma una scelta libera, fatta di propria volontà è anche testimonianza della convinzione che il valore scelto è superiore a tutti gli altri.

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Il celibato nella Chiesa antica

Sacerdozio e vita religiosa

di Alfredo Marranzini,

pubblicato in L’OSSERVATORE ROMANO, 16 Gennaio 1998
 

La questione del celibato è stata non poche volte sollevata da alcuni con argomentazioni pro e contro, in circostanze certamente diverse ma sempre in connessione con altri fattori, esterni o anche interni alla comunità ecclesiale. Tra gli studi storici editi di recente mi sembra di particolare importanza quello del patrologo tedesco Stefan Heid dal titolo: “Il celibato nella Chiesa antica. Gli inizi di un obbligo di continenza per chierici in Oriente e in Occidente” La questione del celibato è stata non poche volte sollevata da alcuni con argomentazioni pro e contro, in circostanze certamente diverse ma sempre in connessione con altri fattori, esterni o anche interni alla comunità ecclesiale.

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