NATIVITÀ di S. GIOVANNI BATTISTA

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Giovanni Battista è l\’unico santo, oltre la Madre del Signore, del quale si celebra anche la nascita secondo la carne. San Giovanni Battista, precursore del Signore, già nel grembo di Santa Elisabetta esultò di gioia nell\’incontrare Gesù. Il Signore stesso disse a suo riguardo che nessuno dei nati da donna era più grande di Giovanni Battista.

Giovanni, battezzatore e precursore del Signore, era figlio di Zaccaria, sacerdote della classe di Abia, e di S. Elisabetta, cugina di Maria Vergine.
La sua nascita avvenne in modo prodigioso al tempo di Erode il Grande, famigerato autore della strage degli Innocenti e rè della Palestina dal 40 a.C.
Un giorno, mentre Zaccaria stava per bruciare l\’incenso sull\’altare dei profumi nel Santo del Tempio di Gerusalemme, gli apparve un angelo del Signore che gli disse: "Non temere, Zaccaria, perché la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti partorirà un figlio che chiamerai col nome di Giovanni. Egli sarà per te motivo di gioia e di esultanza, e molti si rallegreranno per la sua nascita. Perché sarà grande davanti la Signore, e non berrà vino ne alcuna bevanda inebriante, e sarà ripieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre, e ricondurrà molti figli d\’Israele al Signore loro Dio"… Zaccaria disse all\’angelo: "Da che cosa potrò conoscere questo? Perché io sono vecchio e mia moglie è ormai avanti con gli anni". L\’angelo gli rispose: "Io sono Gabriele che sto davanti a Dio e sono stato mandato a parlarti e ad annunciarti questa buona novella. Ed ecco che sarai muto ed incapace di parlare, fino al giorno in cui queste cose si avvereranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a suo tempo".
Al termine dei giorni del suo servizio Zaccaria tornò a casa sua ad Ain Karim, tra le montagne della Giudea. E sua moglie concepì e si tenne nascosta per cinque mesi, dicendo: "Così ha fatto con me il Signore nei giorni in cui volse lo sguardo a togliere il mio obbrobrio fra gli uomini".
Per gli ebrei era, difatti, grande ignominia non avere figli. Nel sesto mese della sua gravidanza, il medesimo angelo fu mandato da Dio alla vergine Maria, a Nazareth di Gallica, ad annunziarle che sarebbe diventata la Madre del Signore. Quando ella seppe, a conferma, che sua cugina aveva concepito nella sua vecchiaia, corse a prestarle i servizi necessari. Appena la salutò, Elisabetta fu ripiena di Spirito Santo ed il bambino le sobbalzò di gioia nel seno.
Frattanto per Elisabetta si compì il tempo di partorire e diede alla luce un figlio. All\’ottavo giorno vennero per circonciderlo. Volevano chiamarlo come suo padre, Zaccaria, ma la madre disse: "No, sarà invece chiamato Giovanni". I vicini e parenti le dissero: "Nella tua parentela non c\’è nessuno che si chiami con questo nome". E facevano allora dei segni a suo padre per sapere come voleva fosse chiamato. Ed egli, chiesta una tavoletta, scrisse così: "Giovanni è il suo nome". Tutti si meravigliarono. La sua lingua subito si sciolse e, ricolmo di Spirito Santo, egli profetò dicendo: "Benedetto il Signore, Dio d\’Israele, che ha visitato il suo popolo e ne ha operato la liberazione, e ha suscitato per noi un potente salvatore nella casa di David, suo servo… E tu, o bambino, sarai chiamato profeta dell\’Altissimo, perché camminerai dinanzi al Signore per preparare le sue vie" (Lc. c. 1).
Infatti, la mano del Signore era con Giovanni il quale cresceva, si irrobustiva nello spirito e se ne stava in luoghi deserti fino ai giorni della sua manifestazione davanti a Israele. Nell\’anno 15° dell\’impero di Tiberio Cesare, mentre Erode Antipa era tetrarca della Galilea, sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, Giovanni ricevette da Dio il mandato profetico. Ed egli percorse tutti i dintorni del Giordano predicando un battesimo di pentimento a remissione dei peccati, dicendo: "Convertitevi, perché è giunto il regno dei cieli". Egli portava un vestito tessuto di peli di cammello, con una cintura di cuoio ai fianchi. Si cibava di cavallette e miele selvatico. A lui accorrevano gli abitanti della Giudea e di Gerusalemme e, confessando i loro peccati, venivano battezzati nel fiume Giordano. Vedendo tra la folla anche superbi farisei e scettici sadducei: "Razza di vipere! – l\’investì il battezzatore. – Chi vi ha insegnato a sfuggire l\’ira che vi sovrasta? Fate, dunque, frutti degni di pentimento!… Ormai ogni albero che non fa un buon frutto si taglia e si getta nel fuoco" (Lc. 3, 7-9). Siccome tutti si domandavano, a riguardo di Giovanni, se fosse il Cristo, egli prese a dire: "Io vi battezzo con acqua, a pentimento, ma viene dopo di me Colui che è più forte di me, e a cui io non sono degno di sciogliere il laccio dei calzari. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco".
Un giorno anche Gesù si presentò da Nazareth al Giordano per essere battezzato da lui. Ma Giovanni lo dissuadeva dicendo: "Io ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?". Ma Gesù gli rispose: "Per il momento lascia fare, perché così conviene che noi compiamo ogni giustizia" cioè tutto ciò che rientra nei disegni del Padre. Il battesimo, difatti, nel piano di Dio era l\’occasione per dare al Battista e per suo mezzo al popolo, la prova che Gesù era il Messia atteso. Difatti, il giorno seguente, dopo aver reso testimonianza agli inviati dall\’autorità religiosa di non essere egli il Cristo, né Elia, né il profeta atteso, Giovanni, vedendo Gesù che andava verso di lui, disse: "Ecco l\’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo. Questi è colui di cui dissi: Dopo di me viene un uomo che mi sopravanza, perché era prima di me. Ed io non lo conoscevo, ma affinchè fosse manifestato ad Israele, per questo venni io a battezzare con acqua". E Giovanni rese testimonianza dicendo: "Ho veduto lo Spirito discendente come colomba dal cielo, e si è fermato su di lui. E io non lo conoscevo, ma chi mandò a battezzare in acqua, mi disse: Colui sul quale vedrai lo Spirito discendere e fermarsi, è quello che battezza in Spirito Santo. E io ho visto ed ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio". (Giov. 1, 29-34).
Dopo che Gesù ebbe scelto i primi apostoli tra i discepoli del Battista, andò in Giudea e vi si trattenne con essi a battezzare. Giovanni, a chi andò a riferirgli: "Quegli che era con te al di là del Giordano, a cui tu hai reso testimonianza, ecco, battezza, e tutti corrono a lui", rispose: "Non può un uomo attribuirsi nulla, se non gli è dato dal cielo. Voi stessi mi rendete testimonianza che ho detto: "Non sono io il Cristo, ma sono stato mandato davanti a lui. Sposo è colui che ha la sposa, ma l\’amico dello sposo, che è presente e l\’ascolta, prova grande gioia alla voce dello sposo; ora questa mia gioia s\’è compiuta: bisogna che lui cresca ed io diminuisca" (Ivi, 3, 22-36).
Giovanni continuò a riprendere le mancanze di tutte le categorie sociali e a invitare a penitenza. Ma poiché ad Erode rimproverò pubblicamente l\’incestuoso e adulterino matrimonio con Erodiade, sua nipote e moglie del suo fratellastro Filippo, ancora vivente, fu messo in prigione. I suoi discepoli lo andavano a trovare e ogni tanto, con una punta d\’invidia, gli riferivano i portenti che il maestro divino andava operando. Egli personalmente non dubitava della sua messianità, ma per provocare forse una esplicita dichiarazione di Gesù a conferma dei suoi discepoli, un giorno ne mandò due a dirgli: "Sei tu quello che viene, oppure ne dobbiamo aspettare un altro?". Per non suscitare pericolosi entusiasmi tra la folla, il Signore rispose affermativamente, in modo indiretto, facendo in quella stessa ora molti miracoli ed evangelizzando i poveri in adempimento alla profezia di Isaia che aveva parlato del futuro Messia come di un salvatore, non di un glorioso dominatore (Is., 35, 5-6; 61, 1).
Partiti gl\’inviati di Giovanni, Gesù fece di lui un elogio solenne. "Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Un profeta? Sì, vi dico, più che un profeta. Infatti, di lui è scritto: "Ecco, io mando il mio messaggero davanti al tuo cospetto, che prepari la tua vita dinanzi a te" (Mal. 3,1). In verità vi dico: fra i nati di donna nessuno è sorto maggiore di Giovanni". In Israele, difatti, nessuno ebbe come lui l\’alto compito di preparare immediatamente al Signore un popolo ben disposto (Mt. c. 11; Lc. c. 7).
Non sappiamo quanto tempo il Battista sia rimasto in prigione. Erodiade gli portava odio e voleva farlo morire, ma non poteva perché Erode temeva Giovanni. Sapeva, infatti, che era uomo giusto e santo e che il popolo lo considerava un profeta. La perfida adultera approfittò di un pranzo offerto dal tetrarca ai suoi magnati per far danzare la sua figlia Salomé al cospetto dei commensali. Ella piacque tanto al re che, stordito dal vino, le promise di ricompensarla anche con la metà del suo regno. La fanciulla corse a darne la notizia alla madre la quale le suggerì di chiedere che le fosse dato, subito, sopra un vassoio, la testa di Giovanni Battista. Il re ne fu assai contristato, ma a causa del giuramento e dei convitati, mandò un sicario a decapitare colui che Gesù stesso aveva paragonato ad una "lampada lucente e ardente" e ad Elia per lo spirito. Avendo udito ciò, i discepoli di Giovanni vennero a prendere il suo cadavere e lo deposero in una tomba (Mt. 14, 3-12).
La pietà dei fedeli dedicò una straordinaria quantità di chiese all\’ultimo profeta dell\’Antico Testamento e al primo apostolo del Nuovo. La più celebre ed antica in occidente è quella di S. Giovanni in Laterano. cattedrale del vescovo di Roma, dedicata al Santo Salvatore.
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Sac. Guido Pettinati SSP,
I Santi canonizzati del giorno, vol. 6, Udine: ed. Segno, 1991, pp. 257-260
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