EUTICHIANISMO

Teologia: fondamentale, ascetica...

"Cardinale Pietro Parente; Mons. Antonio Piolanti; Mons. Salvatore Garofalo: Voci selezionate dal Dizionario di Teologia Dogmatica. EUTICHIANISMO: eresia cristologica di Eutiche, archimandrita di Costantinopoli, detta anche Monofisismo perché in opposizione al Nestorianismo difende l\’unità sostanziale di Cristo fino al punto da porre in Lui non solo una Persona, ma anche una natura teandrica (monotisismo: * = sola e * = natura).

La genesi di questa seconda eresia è tutta nel voler esagerare l\’atteggiamento di S. Cirillo Alessandrino contro il Nestorianismo; nel fervore polemico il santo Dottore s\’era 1asciato sfuggire qualche frase troppo forte sull\’unità profonda del1\’Uomo-Dio (unità in senso personale) e aveva adottato una celebre frase apollinaristica (v. Apollinarismo): «è una la natura incarnata del Verbo» che S. Cirillo attribuiva a S. Atanasio. Ma il concetto di una fusione della natura divina e della natura umana di Cristo è estraneo alla mentalità di S. Cirillo. Gli Eutichiani si appellano a lui abusivamente. Del resto Eutiche, di non molto ingegno, sosteneva caparbiamente, ma senza ragioni, che prima dell\’unione erano due nature, dopo l\’unione era una sola natura in Cristo. I suoi discepoli propongono varie spiegazioni, spesso stravaganti, di quell\’affermazione del maestro: parlano di mescolanza delle due nature, di assorbimento dell\’una nell\’altra, di unione formale simile a quella dell\’anima col corpo. Tutte queste formule compromettono inesorabilmente l\’integrità di una o di ambedue le nature.   .
 Il Concilio di Calcedonia (451) condanna la nuova eresia rivendicando appunto l\’integrità delle due nature e la loro reale distinzione nonostante l\’unità personale: Cristo è un solo soggetto (Persona), il Verbo, che incarnandosi resta perfetto Dio e perfetto Uomo. Distinzione e non divisione, unione e non confusione o trasformazione: le due nature, sussistenti nella Persona del Verbo, restano integre con le rispettive proprietà. Il Concilio segue e ripete nelle sue definizioni la dottrina esposta dal Papa S. Leone Magno nella celebre lettera a Flaviano, Vescovo di Costantinopoli (449).
 Il Monofisismo si diffuse ampiamente per il suo spiccato carattere mistico, dando origine a varie chiese e sette, tra cui notevole quella dei Giacobiti (da Giacomo Baradai, vescovo di Edessa, +578), che perdura in oriente con la sua gerarchia (V. Teopaschismo, Aftardocetismo).