DIRETTORIO GENERALE PER LA CATECHESI (2)

Evangelizzazione: convertiti, lassi...

ESPOSIZIONE INTRODUTTIVA. L’annuncio del Vangelo nel mondo contemporaneo. «Ecco, uscì il seminatore a seminare » (Mc 4,3) Uno sguardo al mondo a partire dalla fede. I diritti umani. La cultura e le culture. La situazione religioso-morale. La Chiesa nel campo del mondo La fede dei cristiani. La vita interna della comunità ecclesiale. Situazione della catechesi: vitalità e problemi. Come leggere i segni dei tempi

CONGREGAZIONE PER IL CLERO


DIRETTORIO GENERALE PER LA CATECHESI


 


ESPOSIZIONE INTRODUTTIVA


 


L’annuncio del Vangelo
nel mondo contemporaneo


« Ascoltate. Ecco, uscì il seminatore a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e vennero gli uccelli e la divorarono.
Un’altra cadde fra i sassi, dove non c’era molta terra, e subito spuntò perché non c’era un terreno profondo; ma quando si levò il sole, restò bruciata e, non avendo radice, si seccò.
Un’altra cadde tra le spine; le spine crebbero, la soffocarono e non diede frutto.
E un’altra cadde sulla terra buona, diede frutto che venne su e crebbe, e rese ora il trenta, ora il sessanta e ora il cento per uno » ( Mc 4,3-8).


14. Questa esposizione introduttiva intende stimolare i pastori e gli operatori della catechesi a prendere coscienza della necessità di guardare sempre al campo della semina e a farlo da una prospettiva di fede e di misericordia. L’interpretazione del mondo contemporaneo che qui viene presentata, ha ovviamente un carattere di provvisorietà connesso con la contingenza storica.


« Ecco, uscì il seminatore a seminare » ( Mc 4,3 )


15. Questa parabola è fonte ispiratrice per l’ evangelizzazione . « Il seme è la parola di Dio » ( Lc 8,11). Il seminatore è Gesù Cristo. Egli annunciò il Vangelo in Palestina duemila anni fa e inviò i suoi discepoli a seminarlo nel mondo. Gesù Cristo, oggi, presente nella Chiesa per mezzo del Suo Spirito, continua a spargere la parola del Padre nel campo del mondo.


La qualità del terreno è sempre molto varia. Il Vangelo cade « lungo la strada » (Mc 4,4), quando non è realmente ascoltato; cade « fra i sassi » ( Mc 4,5), senza penetrare a fondo nella terra; o « tra le spine » ( Mc 4,7), ed è subito soffocato nel cuore degli uomini, distratti da molte preoccupazioni. Ma una parte cade « sulla terra buona » ( Mc 4,8), cioè in uomini e donne aperti alla relazione personale con Dio e solidali con il prossimo e dà un frutto abbondante.


Gesù , nella parabola, comunica la buona notizia che il Regno di Dio viene nonostante le difficoltà del terreno, le tensioni, i conflitti e i problemi del mondo. Il seme del Vangelo feconda la storia degli uomini e preannuncia un raccolto abbondante. Gesù dà anche un avvertimento: solo nel cuore ben disposto germina la parola di Dio.


Uno sguardo al mondo a partire dalla fede


16. La Chiesa continua a seminare il Vangelo di Gesù nel grande campo di Dio. I cristiani, inseriti nei più vari contesti sociali, guardano al mondo con gli occhi stessi con cui Gesù contemplava la società del suo tempo. Il discepolo di Gesù Cristo, infatti, partecipa dal di dentro a « le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi »,(12) guarda alla storia umana, partecipa a essa, non solo con la ragione, ma anche con la fede. Alla luce di questa, il mondo appare, a un tempo, « creato e conservato dall’amore del Creatore, posto certamente sotto la schiavitù del peccato, ma liberato dal Cristo crocifisso e risorto con la sconfitta del Maligno… ».(13)


Il cristiano sa che a ogni realtà ed evento umano soggiacciono allo stesso tempo:


– l’azione creatrice di Dio, che comunica a ogni essere la sua bontà;


– la forza che deriva dal peccato, il quale limita e intorpidisce l’uomo;


– il dinamismo che scaturisce dalla Pasqua di Cristo, quale germe di rinnovamento che conferisce al credente la speranza di un « compimento »(14) definitivo.


Uno sguardo al mondo, che prescindesse da uno di questi tre aspetti, non sarebbe autenticamente cristiano. È importante, perciò, che la catechesi sappia iniziare i catecumeni e i catechizzandi ad una lettura teologica dei problemi moderni.(15 )


Il campo del mondo


17. Madre degli uomini, la Chiesa, innanzi tutto, vede, con profondo dolore, « una moltitudine innumerevole di uomini e donne, bambini, adulti e anziani, vale a dire di concrete e irripetibili persone umane che soffrono sotto il peso intollerabile della miseria ».(16) Ella, per mezzo di una catechesi, in cui l’insegnamento sociale della Chiesa occupi il suo posto,(17) desidera suscitare nel cuore dei cristiani « l’impegno per la giustizia »(18) e l’« opzione o amore preferenziale per i poveri »,(19) in modo che la sua presenza sia realmente luce che illumina e sale che trasforma.


I diritti umani


18. La Chiesa, nell’analizzare il campo del mondo, è molto sensibile a tutto ciò che offende la dignità della persona umana. Ella sa che da questa dignità scaturiscono i diritti umani,(20) oggetto costante della preoccupazione e dell’impegno dei cristiani. Per questo il suo sguardo non abbraccia solo gli indicatori economici e sociali , (21) ma soprattutto quelli culturali e religiosi. Ciò che ella persegue è lo sviluppo integrale delle persone e dei popoli.(22)


La Chiesa avverte con gioia che « una corrente benefica oramai percorre e pervade tutti i popoli della terra, resi sempre più consapevoli della dignità dell’uomo ».(23) Questa coscienza si esprime nella viva sollecitudine per il rispetto dei diritti umani e nel più deciso rifiuto delle sue violazioni. Il diritto alla vita, al lavoro, all’educazione, alla creazione di una famiglia, alla partecipazione alla vita pubblica, alla libertà religiosa sono, oggi, particolarmente rivendicati.


19. In parecchi luoghi, tuttavia, e in apparente contraddizione con la sensibilità per la dignità della persona, i diritti umani sono chiaramente violati.(24) In tal modo, si alimentano altre forme di povertà, che non si collocano sul piano materiale: si tratta di una povertà culturale e religiosa che preoccupa, ugualmente, la comunità ecclesiale. La negazione o la limitazione dei diritti umani, infatti, impoverisce la persona e i popoli come o più della privazione dei beni materiali.(25 )


L’opera evangelizzatrice della Chiesa, in questo vasto campo dei diritti umani, ha un compito irrinunciabile: far scoprire la dignità inviolabile di ogni persona umana. In un certo senso è « il compito centrale e unificante del servizio che la Chiesa e, in essa , i fedeli laici sono chiamati a rendere alla famiglia degli uomini ».(26) La catechesi deve prepararli a questo compito.


La cultura e le culture


20. Il seminatore sa che il seme penetra in terreni concreti e ha bisogno di assorbire tutti gli elementi necessari per poter fruttificare.(27) Sa anche che, a volte, alcuni di questi elementi possono pregiudicare la germinazione e il raccolto.


La costituzione Gaudium et Spes sottolinea la grande importanza della scienza e della tecnica nella gestazione e nello sviluppo della cultura moderna. La mentalità scientifica, che emana da esse , « modifica profondamente la cultura e i modi di pensare »(28) con grandi ripercussioni umane e religiose. La razionalità scientifica e sperimentale è profondamente radicata nell’uomo di oggi.


Tuttavia, la coscienza che questo tipo di razionalità non può spiegare ogni cosa oggi guadagna sempre più terreno . Gli stessi uomini di scienza costatano che, insieme al rigore della sperimentazione, è necessario un altro tipo di sapere per poter comprendere in profondità l’essere umano. La riflessione filosofica sul linguaggio mostra, per esempio, che il pensiero simbolico è una forma di accesso al mistero della persona umana, in altro modo inaccessibile. Si rende indispensabile, così, una razionalità che non scinda l’essere umano, che integri la sua affettività, che lo unifichi, dando un senso più pieno alla sua vita.


21. Insieme a questa « forma più universale di cultura »,(29) oggi si costata anche un desiderio crescente di rivalorizzare le culture autoctone. La domanda del Concilio è ancora viva: « In qual modo promuovere il dinamismo e l’espansione della nuova cultura senza che si perda la viva fedeltà verso il patrimonio delle tradizioni? ».(30)


– In molti luoghi si prende coscienza che le culture tradizionali sono aggredite da influenze esterne dominanti e da imitazione alienante di forme di vita importate. Si corrodono, così, gradualmente l’identità e i valori propri dei popoli.


– Si costata anche l’enorme influsso dei mezzi di comunicazione i quali, molte volte, a motivo di interessi economici o ideologici, impongono una visione della vita che non rispetta la fisionomia culturale dei popoli ai quali si rivolgono.


L’ evangelizzazione incontra così, nell’ inculturazione , una delle sue maggiori sfide. La Chiesa, alla luce del Vangelo, deve assumere tutti i valori positivi della cultura e delle culture(31) e rigettare quegli elementi che impediscono alle persone e ai popoli lo sviluppo delle loro autentiche potenzialità.


La situazione religioso-morale


22. Tra gli elementi che compongono il patrimonio culturale di un popolo, il fattore religioso-morale ha per il seminatore una particolare rilevanza. Nella cultura attuale vi è una persistente diffusione dell’indifferenza religiosa: « Molti nostri contemporanei … non percepiscono affatto o esplicitamente rigettano questo intimo e vitale legame con Dio ».(32 )


L’ateismo, in quanto negazione di Dio, « va annoverato fra le cose più gravi del nostro tempo ».(33) Esso si esprime con sfumature diverse, ma appare oggi specialmente sotto la forma del secolarismo, che consiste in una visione autonomistica dell’uomo e del mondo « nella quale questo si spiega da sé senza che ci sia bisogno di ricorrere a Dio ».(34) Nell’ambito specificamente religioso, vi sono però « segni di un ritorno al sacro »,(35) di una nuova sete di realtà trascendenti e divine. Il mondo attuale attesta, in modo più ampio e vitale, « il risveglio della ricerca religiosa ».(36) Certamente questo fenomeno non manca di ambiguità.(37) L’ampio sviluppo delle sette e dei nuovi movimenti religiosi e il ridestarsi del « fondamentalismo »(38) sono dati che interpellano seriamente la Chiesa e che devono essere attentamente analizzati.


23. La situazione morale odierna procede di pari passo con quella religiosa. In effetti, si percepisce un oscuramento della verità ontologica della persona umana. E questo accade come se il rifiuto di Dio volesse significare la rottura interiore delle aspirazioni dell’essere umano.(39) Si assiste, così, in molte parti, ad un « relativismo etico che toglie alla convivenza civile qualsiasi punto di riferimento morale sicuro ».(40)


L’evangelizzazione incontra nel terreno religioso-morale un ambito privilegiato di attuazione. La missione primordiale della Chiesa, infatti, è annunciare Dio, essere il testimone di Lui di fronte al mondo. Si tratta di far conoscere il vero volto di Dio e il suo disegno di amore e di salvezza a favore degli uomini, così come Gesù lo ha rivelato.


Per preparare tali testimoni, è necessario che la Chiesa sviluppi una catechesi, che propizi l’incontro con Dio e rinsaldi un vincolo permanente di comunione con Lui.


La Chiesa nel campo del mondo


La fede dei cristiani


24. I discepoli di Gesù sono immersi nel mondo come lievito ma, come in ogni tempo, non sono immuni dal subire l’influsso delle situazioni umane.


È, perciò, necessario interrogarsi sulla situazione attuale della fede dei cristiani.


Il rinnovamento catechistico, sviluppatosi nella Chiesa durante gli ultimi decenni, sta dando frutti molto positivi .(41) La catechesi dei bambini, dei giovani e degli adulti ha dato origine, in questi anni, a una tipologia di cristiano veramente cosciente della sua fede e coerente con essa nella sua vita. Ha favorito in essi , infatti:


– una nuova esperienza vitale di Dio, come Padre misericordioso;


– una riscoperta più profonda di Gesù Cristo, non solo nella sua divinità, ma anche nella sua vera umanità;


– il sentirsi, tutti, corresponsabili della missione della Chiesa nel mondo;


– la presa di coscienza delle esigenze sociali della fede.


25. Tuttavia, di fronte al panorama religioso odierno, una verifica si impone ai figli della Chiesa: « Quanto sono toccati anch’essi dall’atmosfera di secolarismo e di relativismo etico? ».(42)


Una prima categoria si configura in quella « moltitudine di persone che hanno ricevuto il battesimo, ma vivono completamente al di fuori della vita cristiana ».(43) Si tratta, infatti, di una folla di cristiani « non praticanti » , (44) anche se nel fondo del cuore di molti il sentimento religioso non è scomparso del tutto. Risvegliarli alla fede è una vera sfida per la Chiesa.


Oltre a essi, vi è anche la « gente semplice »(45) che si esprime, a volte, con sentimenti religiosi molto sinceri e con una « religiosità popolare »(46) molto radicata. Possiede una certa fede, « ma ne conosce male i fondamenti ».(47) Inoltre vi sono numerosi cristiani, molto colti, ma con una formazione religiosa ricevuta solo nell’infanzia e che necessitano di reimpostare e maturare la loro fede sotto una luce diversa.(48)


26. Non manca, poi, un certo numero di battezzati che, purtroppo, celano la loro identità cristiana sia per una malintesa forma di dialogo interreligioso, sia per un certo disagio a testimoniare la propria fede in Gesù Cristo nella società contemporanea.


Queste situazioni della fede dei cristiani reclamano con urgenza dal seminatore lo sviluppo di una nuova evangelizzazione , (49) soprattutto in quelle Chiese di antica tradizione cristiana, dove il secolarismo ha fatto più breccia. In questa nuova situazione bisognosa di evangelizzazione, l’annuncio missionario e la catechesi, soprattutto ai giovani e agli adulti, costituiscono una chiara priorità.


La vita interna della comunità ecclesiale


27. È importante considerare anche la vita stessa della comunità ecclesiale, la sua intima qualità.


Una prima considerazione è scoprire come nella Chiesa sia stato accolto e abbia portato frutti il Concilio Vaticano II. I grandi documenti conciliari non sono rimasti lettera morta: si costatano i loro effetti. Le quattro costituzioni — Sacrosanctum Concilium , Lumen Gentium , Dei Verbum e Gaudium et Spes — hanno fecondato la Chiesa. Infatti:


– La vita liturgica è compresa più profondamente come fonte e vertice della vita ecclesiale.


– Il popolo di Dio ha acquisito una coscienza più viva del « sacerdozio comune » , (50) radicato nel Battesimo. Nello stesso tempo, riscopre sempre più la vocazione universale alla santità e un senso più vivo del servizio alla carità.


– La comunità ecclesiale ha acquisito un senso più vivo della Parola di Dio. La Sacra Scrittura, per esempio, è letta, gustata e meditata in modo più intenso.


– La missione della Chiesa nel mondo si percepisce in modo nuovo. Sulla base di un rinnovamento interiore, il Concilio ha aperto i cattolici alla esigenza di una evangelizzazione in legame necessario con la promozione umana, alla necessità del dialogo con il mondo, con le diverse culture e religioni e all’urgente ricerca dell’unità tra i cristiani.


28. In mezzo a questa fecondità si devono riconoscere anche « carenze e difficoltà nell’accoglienza del Concilio ».(51) Malgrado una dottrina ecclesiologica così ampia e profonda, si è indebolito il senso dell’appartenenza ecclesiale; si constata frequentemente una « disaffezione verso la Chiesa »;(52) la si contempla, molte volte, in modo unilaterale, come mera istituzione, privata del suo mistero.


In alcune occasioni, si sono prese posizioni parziali e opposte nell’interpretazione e nell’applicazione del rinnovamento chiesto alla Chiesa dal Concilio Vaticano II. Tali ideologie e comportamenti hanno condotto a frammentazioni e a pregiudicare la testimonianza di comunione indispensabile per l’ evangelizzazione .


L’azione evangelizzatrice della Chiesa, e in essa la catechesi, deve cercare più decisamente una solida coesione ecclesiale. A tal fine è urgente promuovere e approfondire un’autentica ecclesiologia di comunione , (53) per generare nei cristiani una profonda spiritualità ecclesiale.


Situazione della catechesi: vitalità e problemi


29. Molti sono gli aspetti positivi della catechesi in questi ultimi anni, che mostrano la sua vitalità. Tra gli altri vanno posti in rilievo:


– Il grande numero di sacerdoti, religiosi e laici che si consacrano con entusiasmo e perseveranza alla catechesi. È una delle azioni ecclesiali più rilevanti.


– Va sottolineato anche il carattere missionario dell’attuale catechesi e la sua propensione ad assicurare l’adesione alla fede dei catecumeni e dei catechizzandi , in un mondo dove il senso religioso si oscura. In questa dinamica si ha chiara coscienza che la catechesi deve acquisire il carattere della formazione integrale, e non ridursi a semplice insegnamento: dovrà adoperarsi, infatti, per suscitare una vera conversione.(54)


– In sintonia con quanto detto, assume straordinaria importanza l’incremento che va acquisendo la catechesi degli adulti (55) nel progetto di catechesi di moltissime Chiese particolari. Questa opzione appare prioritaria nei piani pastorali di molte diocesi. Anche in alcuni movimenti e gruppi ecclesiali essa occupa un posto centrale.


– Favorito senza dubbio dai recenti orientamenti del Magistero, il pensiero catechetico ha guadagnato, nel nostro tempo, in densità e profondità. In questo senso, molte Chiese particolari dispongono già di idonei e opportuni orientamenti pastorali.


30. Tuttavia è necessario esaminare con particolare attenzione alcuni problemi, cercando di individuarne una soluzione:


– Il primo riguarda la concezione della catechesi come scuola di fede, come apprendimento e tirocinio di tutta la vita cristiana, che non è penetrata pienamente nella coscienza dei catechisti.


– Per quel che riguarda l’orientamento di fondo , il concetto di « Rivelazione » impregna ordinariamente l’attività catechistica; tuttavia, il concetto conciliare di « Tradizione » ha un minore influsso come elemento realmente ispiratore. Di fatto, in molte catechesi, il riferimento alla Sacra Scrittura è quasi esclusivo, senza che la riflessione e la vita bimillenaria della Chiesa(56) l’accompagni in modo sufficiente. La natura ecclesiale della catechesi appare, in questo caso, meno chiara. L’interrelazione tra Sacra Scrittura, Tradizione e Magistero, « ciascuno secondo il proprio modo », (57) non feconda ancora armoniosamente la trasmissione catechistica della fede.


– Rispetto alla finalità della catechesi, che mira a promuovere la comunione con Gesù Cristo, è necessaria una presentazione più equilibrata di tutta la verità del mistero di Cristo. A volte si insiste solo sulla sua umanità, senza fare esplicito riferimento alla sua divinità; in altre occasioni, meno frequenti nel nostro tempo, si accentua tanto esclusivamente la sua divinità che non risalta più la realtà del mistero dell’Incarnazione del Verbo.(58)


– Riguardo al contenuto della catechesi, sussistono vari problemi. Vi sono certe lacune dottrinali in merito alla verità su Dio e sull’uomo, sul peccato e la grazia e sui Novissimi. Vi è la necessità di una più solida formazione morale; si riscontra una presentazione inadeguata della storia della Chiesa e una scarsa rilevanza della sua Dottrina Sociale. In alcune regioni proliferano catechismi e testi di iniziativa particolare, con tendenze selettive e accentuazioni tanto differenti da nuocere alla necessaria convergenza nell’unità della fede.(59)


– « La catechesi è intrinsecamente collegata con tutta l’azione liturgica e sacramentale ».(60 ) Sovente, però, la prassi catechistica testimonia un legame debole e frammentario con la liturgia: limitata attenzione ai segni e riti liturgici, scarsa valorizzazione delle fonti liturgiche, percorsi catechistici poco o nulla connessi con l’anno liturgico, presenza marginale di celebrazioni negli itinerari della catechesi.


– Per quel che riguarda la pedagogia, dopo un’eccessiva accentuazione del valore del metodo e delle tecniche da parte di alcuni, non si presta ancora la dovuta attenzione alle esigenze e all’originalità della pedagogia propria della fede.(61) Si cade facilmente nel dualismo « contenuto-metodo », con riduzionismi in un senso o nell’altro. Rispetto alla dimensione pedagogica, non si è esercitato sempre il necessario discernimento teologico.


– Per quanto riguarda la differenza delle culture rispetto al servizio della fede, un problema è quello di saper trasmettere il Vangelo entro l’orizzonte culturale dei popoli ai quali si dirige, in modo che esso possa essere percepito realmente come una grande notizia per la vita delle persone e della società.(62)


– La formazione all’apostolato e alla missione è uno dei compiti fondamentali della catechesi. Tuttavia, mentre cresce nell’attività catechistica una nuova sensibilità nel formare i fedeli laici alla testimonianza cristiana, al dialogo interreligioso, all’impegno secolare, appare ancora debole e inadeguata l’educazione alla missionarietà ad gentes . Sovente la catechesi ordinaria riserva un’attenzione marginale e saltuaria alle missioni.


La semina del Vangelo


31. Dopo aver analizzato il terreno, il seminatore invia i suoi operai ad annunciare il Vangelo in tutto il mondo, comunicando loro la forza del suo Spirito. Nello stesso tempo, mostra loro come leggere i segni dei tempi e chiede loro una preparazione molto accurata per realizzare la semina.


Come leggere i segni dei tempi


32. La voce dello Spirito che Gesù , da parte del Padre, ha inviato ai suoi discepoli risuona anche negli stessi avvenimenti della storia.(63) Dietro i dati mutevoli della situazione attuale e nelle profonde motivazioni delle sfide che si presentano all’evangelizzazione, è necessario scoprire « i segni della presenza e del disegno di Dio ».(64) Si tratta di un’analisi che bisogna fare alla luce della fede, in atteggiamento di compassione. Avvalendosi delle scienze umane , (65) sempre necessarie, la Chiesa cerca di scoprire il senso della situazione attuale all’interno della storia della salvezza. I suoi giudizi sulla realtà sono sempre diagnosi per la missione.


Alcune sfide per la catechesi


33. Per poter esprimere la sua vitalità ed efficacia, la catechesi oggi dovrebbe assumere le seguenti sfide e orientamenti:


– anzitutto deve proporsi come valido servizio all’ evangelizzazione della Chiesa, con un accentuato carattere missionario;


– deve indirizzarsi ad alcuni suoi destinatari privilegiati, come sono stati e continuano ad esserlo i bambini, i fanciulli , gli adolescenti, i giovani e gli adulti a partire, soprattutto, da questi;


– sull’esempio della catechesi patristica, deve plasmare la personalità credente e quindi essere una vera e propria scuola di pedagogia cristiana;


– deve annunciare i misteri essenziali del cristianesimo, promuovendo l’esperienza trinitaria della vita in Cristo come centro della vita di fede;


– deve considerare quale compito prioritario la preparazione e formazione di catechisti di fede profonda.



(Continua) 


NOTE :


(12) GS 1.


(13) GS 2.


(14) GS 2.


(15) Cf SRS 35.


(16) SRS 13b; cf EN 30.


(17) Cf CT 29.


(18) SRS 41; cf . Documenti del Sinodo dei Vescovi, II: De Iustitia in mundo (30 novembre 1971), III, « L’educazione alla giustizia »: AAS 63 (1971), pp. 935-937; e LC 77.


(19) SRS 42; cf ChL 42; CCC 2444-2448; TMA 51.


(20) Giovanni XXIII, Lettera enciclica Pacem in Terris (11 aprile 1963), 9-27: AAS 55 (1963), pp. 261-270 . Qui si segnalano quali sono per la Chiesa i diritti umani più fondamentali. Nei numeri 28-34 (AAS 55 (1963), pp. 270-273


(21) Cf SRS 15a.


(22) Cf PP 14; CA 29.


(23) ChL 5d; cf SRS 26b; VS 31c.


(24) Cf ChL 5a; Sinodo 1985, II, D, 1.


(25) Cf SRS 15; CCC 2444; CA 57b.


(26) ChL 37a; cf CA 47c.


(27) AG 22a.


(28) GS 5.


(29) GS 54.


(30) GS 56c.


(31) Cf EN 20; CT 53.


(32) GS 19.


(33) Ibid.


(34) EN 55; cf GS 19 e LC 41.


(35) Sinodo 1985, II, A, 1.


(36) ChL 4.


(37) Cf RM 38.


(38) CA 29 ad c; CA 46c.


(39) Cf GS 36. Giovanni Paolo II, nella Lettera enciclica Dominum et vivificantem (18 maggio 1986), n. 38: AAS 78 (1986), pp. 851-852, stabilisce anche questa connessione: « L’ideologia della “morte di Dio” nei suoi effetti dimostra facilmente di essere, sul piano teoretico e pratico, l’ideologia della “morte dell’uomo” ».


(40) VS 101; cf EV 19,20.


(41) CT 3; cf MPD 4.


(42) TMA 36b; cf GS 19c.


(43) EN 52; cf CT 19 e 42.


(44) EN 56.


(45) EN 52.


(46) EN 48; cf CT 54; ChL, 34b; DCG (1971) 6; Sinodo 1985, II, A, 4.


(47) EN 52.


(48) Cf EN 52; CT 44.


(49) Cf ChL 34b; RM 33d.


(50) LG 10.


(51) Sinodo 1985, I, 3.


(52) Ibid.


(53) Congregazione per la Dottrina della Fede, Lettera Communionis notio (28 maggio 1992), n. 1: AAS 85 (1993), p. 838; cf TMA 36e.


(54) Cf CT 19b.


(55) Cf CT 43.


(56) Cf CT 27b.


(57) DV 10c.


(58) Cf CT 29b.


(59) Cf CT 30.


(60) CT 23.


(61) Cf CT 58.


(62) Cf EN 63.


(63) Cf FC 4b; cf ChL 3e.


(64) GS 11; cf GS 4.


(65) Cf GS 62e; FC 5c.