DIRETTORIO GENERALE PER LA CATECHESI (10)

Evangelizzazione: convertiti, lassi...

I DESTINATARI DELLA CATECHESI. «Il Regno riguarda tutti». Significato e finalità di questa parte. L’adattamento al destinatario. Aspetti generali. Bisogno e diritto della comunità. L’adattamento vuole che il contenuto della catechesi sia come un cibo sano e adeguato. L’adattamento tiene conto delle diverse circostanze

CONGREGAZIONE PER IL CLERO


DIRETTORIO GENERALE PER LA CATECHESI


 


PARTE QUARTA


I DESTINATARI DELLA CATECHESI


« Io ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra » (Is 49,6).
« Si recò a Nazaret, dove era stato allevato; ed entrò, secondo il suo solito, di sabato, nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo, trovò il passo dove era scritto: Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore.
Poi arrotolò il volume, lo consegnò all’inserviente e sedette. Gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui. Allora cominciò a dire: Oggi si è adempiuta questa scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi
» (Lc 4,16-21).


« Il Regno riguarda tutti »(33)


163. All’inizio del suo ministero, Gesù proclama di essere stato mandato ad annunziare ai poveri il lieto messaggio,(34) facendo trasparire, e confermandolo poi con la sua vita, che il Regno di Dio è destinato a tutti gli uomini, a partire da quelli che sono più svantaggiati. Di fatto egli si fa catechista del Regno di Dio verso tutte le categorie di persone, grandi e piccoli, ricchi e poveri, sani e malati, vicini e lontani, giudei e pagani, uomini e donne, giusti e peccatori, popolo e autorità, singoli e gruppo… È disponibile a ogni persona e si interessa di tutti i bisogni di essa: nell’anima e nel corpo, guarendo e perdonando, correggendo e incoraggiando, con la parola e con i fatti.


Gesù conclude la sua vita terrena invitando i discepoli a fare lo stesso, a predicare il Vangelo a ogni creatura del mondo,(35) a « tutte le nazioni » (Mt 28,19; Lc 24,47) « fino agli estremi confini della terra » (At 1,8) e per tutti i tempi, « fino alla fine del mondo » (Mt 28,20).


164. È il compito che la Chiesa realizza da duemila anni, con una immensa varietà di esperienze di annuncio e catechesi, continuamente sollecitata dallo Spirito di Pentecoste ad assolvere il debito della evangelizzazione « verso i Greci come verso i barbari, verso i dotti come verso gli ignoranti » (Rm 1,14).


Si configurano così i tratti di una pedagogia della fede, in cui si coniugano strettamente l’apertura universalista della catechesi e la sua esemplare incarnazione nel mondo dei destinatari.


Significato e finalità di questa parte


165. La necessaria attenzione alle differenti e varie situazioni di vita delle persone(36) muove la catechesi a percorrere molteplici vie per incontrarle e rendere il messaggio cristiano e la pedagogia della fede adatti alle diverse esigenze.(37)


Così, se si considera la condizione di fede iniziale, si apre la via dei catecumeni e neofiti; l’attenzione allo sviluppo della fede dei battezzati induce a parlare di catechesi di approfondimento o di ricupero per quanti abbisognano ancora di orientamenti essenziali. Se si considera lo sviluppo fisico e psichico dei catechizzandi, la catechesi si articola secondo le età. Attendere, invece, ai contesti socio-culturali, significa impostare una catechesi per categorie.


166. Non potendo trattare in modo particolareggiato i diversi tipi possibili di catechesi, in questa parte si considerano solo taluni aspetti che sono di rilievo in qualsiasi situazione:


– aspetti generali dell’adattamento catechistico (capitolo 1);


– catechesi secondo le età (capitolo 2);


– catechesi per chi vive situazioni speciali (capitolo 3);


– catechesi secondo contesti (capitoli 4 e 5).


Viene così affrontato in termini operativi il problema dell’inculturazione, in riferimento ai contenuti della fede, alle persone e al contesto culturale.


Spetterà alle Chiese particolari, nei loro direttorii catechistici nazionali e regionali, dare orientamenti più specifici e determinati in base alle concrete condizioni e necessità locali.


 


CAPITOLO I


L’adattamento al destinatario
 


Aspetti generali


Bisogno e diritto di ogni credente di ricevere una valida catechesi (38)


167. Ogni battezzato, perché è chiamato da Dio alla maturità della fede, ha bisogno e quindi ha il diritto di una catechesi adeguata. È perciò compito primario della Chiesa rispondervi in maniera del tutto congrua e soddisfacente.


A questo scopo si ricorderà, prima di ogni altra cosa, che il destinatario del Vangelo è « l’uomo concreto, storico »,(39) sempre radicato in una data situazione e sempre influenzato da condizionamenti psicologici, sociali, culturali e religiosi; ne sia esso consapevole oppure no.(40)


Nel processo di catechesi, il destinatario deve poter manifestarsi soggetto attivo, consapevole e corresponsabile e non puro ricettore silenzioso e passivo.(41)


Bisogno e diritto della comunità(42)


168. L’attenzione al singolo non deve far dimenticare che la catechesi ha per destinatario la comunità cristiana come tale e ciascuna persona in essa. Se, infatti, è da tutta la vita della Chiesa che la catechesi trae legittimità ed energia, è vero anche che « la crescita interiore della Chiesa, la sua corrispondenza con il disegno di Dio, dipende essenzialmente dalla catechesi ».(43)


Pertanto il necessario adattamento del Vangelo riguarda e coinvolge anche la comunità come tale.


L’adattamento vuole che il contenuto della catechesi sia come un cibo sano e adeguato(44)


169. L’« adattamento della predicazione della Parola rivelata deve rimanere legge di ogni evangelizzazione ».(45) Ciò ha una intrinseca motivazione teologica nel mistero dell’incarnazione, corrisponde a una elementare esigenza pedagogica della sana comunicazione umana, riflette la prassi della Chiesa lungo i secoli.


Tale adattamento va inteso come azione squisitamente materna della Chiesa, che riconosce le persone come « il campo di Dio » (1 Cor 3,9), non da condannare, ma da coltivare nella speranza. A ciascuna di esse va incontro, tiene conto seriamente della varietà di situazioni e culture e mantiene la comunione di tanti nell’unica Parola che salva. In questo modo il Vangelo viene trasmesso genuino e saporoso, cibo sano e insieme adeguato. A questo criterio deve ispirarsi ogni iniziativa singola e devono servire le risorse di creatività e genialità del catechista.


L’adattamento tiene conto delle diverse circostanze


170. L’adattamento si realizza secondo le diverse circostanze in cui si trasmette la Parola di Dio.(46) Esse sono determinate dalle « differenze di cultura, di età, di vita spirituale e di situazione sociale ed ecclesiale di coloro cui la catechesi è rivolta ».(47) Ad esse si dovrà prestare una considerazione molto attenta.


Si ricorderà pure che, nel pluralismo delle situazioni, l’adattamento ha sempre presente la totalità della persona e la sua unità essenziale, secondo la visione che ne ha la Chiesa. Per questo la catechesi non si ferma solo alla considerazione degli elementi esteriori di una data situazione, ma tiene sempre presente il mondo intimo della persona, la verità sull’essere umano, « prima e fondamentale via della Chiesa ».(48) Ciò determina un processo di adattamento che è tanto più confacente quanto più vengono considerati gli interrogativi, le aspirazioni, i bisogni della persona nel suo mondo interiore.


(Continua)


 


NOTE


(33) RM 15; cf EN 49-50; CT 35s; RM 14; 23.


(34) Cf Lc 4,18.


(35) Cf Mc 16,15.


(36) Cf Introduzione generale.


(37) Cf DCG (1971) 77.


(38) EN 49-50; CT 14; 35s.


(39) RH 13; cf EN 31.


(40) Cf RH 13-14; CCC 24.


(41) Cf DCG (1971) 75.


(42) Cf DCG (1971) 21.


(43) CT 13.


(44) Cf GS 44; EN 63; CT 31; CCC 24-25.


(45) GS 44. In questa parte IV viene accolto, perché usato dal Magistero e per utilità pratica, il doppio termine di adattamento ed inculturazione, dando al primo termine prevalentemente il senso di attenzione alle persone, al secondo il senso di attenzione ai contesti culturali.


(46) Cf RM 33.


(47) CCC 24.


(48) RH 14.