Ven. Prof. Giuseppe Toniolo, Studio e preghiera

Vita cattolica: Matrimonio, laicato...

Il ritorno dell\’umano consorzio dalla apostasia alla fede, da cui ogni civile rinnovamento, non può essere che l\’opera del sovrannaturale, cui appena remotamente l\’uomo vale a coadiuvare. Questo ci persuade la religione coi suoi dogmi, questo sono tratti a confessare, nello scoramento di inefficaci sperimenti, forti pensatori moderni (Schlegel, Lacordaire, de Decker).

Studio e preghiera (1)
Pubblicata anonima dalla Unione Cattolica per gli Studi Sociali in Italia, Pisa, Tip. Galileiana, 1890, 24°, pp.8

L\’attuazione dello scopo dell\’Unione cattolica per gli studi sociali, quale è il restauro dell\’ ordine sociale cristiano, evidentemente supera nonché l\’efficacia della scienza, quella pure di tutte le forze umane più poderose ed istrutte.
Il ritorno dell\’umano consorzio dalla apostasia alla fede, da cui ogni civile rinnovamento, non può essere che l\’opera del sovrannaturale, cui appena remotamente l\’uomo vale a coadiuvare. Questo ci persuade la religione coi suoi dogmi, questo sono tratti a confessare, nello scoramento di inefficaci sperimenti, forti pensatori moderni (Schlegel, Lacordaire, de Decker).
Perciò l\’accoppiare agli studi la preghiera è un dovere per i cattolici, è l\’attestato quotidiano della loro soggezione alla fede, fu sempre la caratteristica degli studiosi cristiani e dei santi; i quali più che dai libri, dichiararono aver dedotto la loro scienza meravigliosa dal Crocifisso. Anzi la preghiera, per la elevazione delle idee cui addestra e per lo spirito di riflessione che alimenta, nonché pei superni presidi che essa ottiene, diventa pei credenti una fonte di straordinaria potenza intellettuale e morale, che li rende formidabili agli avversari più addottrinati, sicché quella si trasforma in un grande fattore d\’incivilimento (Hettinger).
In questo pensiero il sommo pontefice Leone XIII, cosi zelante promovitore del sapere, si addimostra altrettanto fervente nell\’inculcare pubbliche preci per la società pericolante. Taluni illustri vescovi di Germania (Martin, Ketteler, Krementz) dettarono speciali preghiere, perché nella loro nazione si effettuasse «la concordia degli spiriti retti e la fusione delle anime credenti». E già alcune associazioni d\’Allemagna, di Francia, d\’Inghilterra («der Gebetverein», «der Kanisiusverein», «l\’OEuvre des cercles catholiques des ouvriers») alla loro dotta operosità sociale aggiungono l\’orazione, perché si affretti il ritorno dei rispettivi paesi alla unità della Chiesa romana; mentre in Francia, nel Belgio, nell\’America, l\’ossequio di sommi intelletti si armonizza allo slancio delle moltitudini nel consacrare solennemente la traviata società al divino Cuore di Gesù. Il voto più generale e sentito delle genti moderne sta per diventare quello, che fu già il testamento del redentore: «che tutti siano una cosa sola in lui, come egli nel Padre». Allora veramente nell\’unità della fede e della carità, il restauro sociale sarà perfetto.

L\’Unione cattolica per gli studi sociali pertanto raccomanda (senza obbligazione veruna) la recita da parte dei soci della seguente breve preghiera avanti lo studio o le adunanze; seguita da talune aspirazioni o giaculatorie, a loro scelta, le quali è desiderabile vengano largamente diffuse nel pubblico.

Caldeggia inoltre l\’esercizio e la propaganda della devozione del sacro Cuore di Gesù, specialmente nel mistero della ss. Eucaristia, mediante l\’adorazione perpetua e la frequente comunione, le esposizioni e processioni solenni ed ogni altra forma di pubblico omaggio. Di questa devozione suprema, non mancano oggi speciali ragioni storiche. Da oltre tre secoli il disordine sociale, colla riforma protestante, col giansenismo e colla rivoluzione, scosse dapprima nella credenza, assiderò poi nella pratica privata, perseguitò infine nelle manifestazioni pubbliche, come l\’ossequio al pontificato, così il culto di Gesù in sacramento, i due centri reali e viventi dell\’unità cattolica, il capo cioè visibile e il capo invisibile di essa. Ma da tre secoli ancora, per misericordiosa opera provvidenziale, una catena recondita d\’anime sublimi, che si riannodano ai padri del concilio tridentino, alle sante Teresa e Maria Maddalena de\’ Pazzi, a s. Filippo Neri, a s. Francesco di Sales, a s. Francesca di Chantal, alla b. Margherita Alacoque, fino a M.me Barat, e agli odierni promotori dei congressi eucaristici, si adoperano a rivendicare nella coscienza sociale, cosi l\’autorità del pontefice come la sovranità dell\’eucaristico re e sacerdote. Il compimento di questo misterioso lavorio dei secoli giusta le benigne promesse del divino Cuore (alla b. Alacoque) sia dunque ai di nostri il segnacolo e il pegno di una prossima e compiuta ristorazione della società.

Di più: la verità operosa ha oggi contro di sé l\’indifferenza dei buoni, che insidia e spegne lo spirito cristiano; e insieme la violenza dei cattivi, che ne sradica, sconvolge e disperde le reliquie. Ma non è Gesù il pane per la vita del mondo? Non è il re pacifico che le nazioni prossime a sommeggersi in una inondazione di sangue può salvare mediante una nuova inondazione d\’amore?

Oremus ante studium et conventum sodalium
Benedic Domine nos, et labores nostros quos tibi humiliter offerimus non despicias, ut per gratiam tuam et voluntatem tuam augere valeant gloriam nominis tui. Propitius esto, Domine Deus noster, et fundamenta humanae societatis, quae super libertatem et unitatem Ecclesiae sanctae suae Filius Tuus Unigenitus in saeculorum plenitudine constituit, ad gloriam saeculi nostri in christiana constitutione confirma, ut adveniat regnum tuum, ei pax tua restituatur in mundo. Per Iesum Christum Dominum nostrum. Amen (2)

Aspirazioni e giaculatorie

O divino Cuore di Gesù, che avete promesso di attrarre dall\’alto della croce ogni cosa a voi stesso, abbiate pietà di noi, e dal tabernacolo di amore, ove perpetuate misticamente la misericordiosa offerta di tutto voi, concedeteci di cooperare efficacemente alla divina missione della Chiesa nel mondo e nella patria nostra, affinché voi regnate novellamente su di noi e sopra tutte le nazioni, e queste testimonino, che voi solo siete via, verità e vita all\’umanità nel cammino di quell\’incivilimento, che si sublima e si consuma nel cielo.

O sacra famiglia sul vostro modello e per vostra intercessione si ricomponga e riedifichi dovunque, come i giocondi padiglioni di Sion, la nuova Gerusalemme dell\’ordine sociale cristiano.

O Gesù, re sapiente e mansueto, venga il regno vostro. O Maria sede della sapienza, ausilio dei cristiani pregate per noi. O s. Giuseppe siate ognora il patrono della Chiesa universale e in ispecie delle moltitudini laboriose e sofferenti.

Pel vostro apostolato di scienza, di sacrifizio, e di carità, s. Tommaso d\’Aquino, s. Francesco di Assisi e s. Antonio di Padova, risorgano i secoli della sapienza e della grandezza d\’Italia, per arcana Provvidenza alle glorie del pontificato storicamente congiunta. (3)

Note

(1) N. d. R. Reca in testa l\’indicazione: Con approvazione delle loro eccellenze: mons. F. CAPPONI, Arciv. di Pisa; mons. N. GHILARDI, Arciv. di Lucca; mons. G. CALLEGARI, Vesc. di Padova, presidente d\’onore dell\’Unione cattolica per gli studi sociali in Italia. Visto: Can. JACOPI, censo eccles. – 1890.
(2) N. d. R. Il testo a stampa originale reca in fondo l\’indicazione: Suprascriptam orationem adprobamus, eamque cum conventus habentur devote recitantibus, indulgentiam 40 dierum impertimus. Lucae, + NICOLAUS archiepiscopus
(3) N. d. R. Il testo originale reca in fondo: Mons. arcivescovo di Pisa concede l\’indulgenza di 40 giorni ogni qualvolta taluno reciti devotamente l\’una o l\’altra di tali aspirazioni e giaculatorie. Da Pisa +FERDINANDO arcivescovo