Ven. Prof. Giuseppe Toniolo, Note spirituali

Vita cattolica: Matrimonio, laicato...

Io sottometto oggi codesti miei propositi in particolare a S. Giuseppe e ai santi miei protettori; ma ancor più alla mia mamma Maria, da cui io spero definitivamente di ottenere quelle grazie che da tanti anni desidero (se ed in quanto piacciano alla Divina Maestà del suo Figlio), promettendo in ricambio di dedicare tutta la mia vita a ricopiare le virtù di Maria, e rivolgere tutte le mie operazioni a suo onore.

Note spirituali
Avvicinandosi l’ora della morte, il prof. Toniolo non ebbe il tempo di distruggere questa ed altre note autografe. Questo manoscritto e gli altri di genere spirituale che trovate nelle www.paginecattoliche.it costituiscono verosimilmente soltanto una parte della documentazione autografa della vita intima del Venerabile, il resto essendo stato probabilmente distrutto da lui.

Oggi 20 agosto 1885. – Dopo aver invocato umilmente il s. Cuore di Gesù, il nome di Maria immacolata, sede della sapienza, e quello del mio specialissimo protettore s. Giuseppe, e dietro la benigna scorta dei direttori dei miei studi s. Tommaso d\’Aquino, s. Francesco di Sales, s. Agostino, e dell\’angelo mio custode, imprendo oggi uno studio di filosofia morale e del diritto sulle tracce del Taparelli, coll\’intendimento, non di alcuna curiosità o vanità, ma di rinvenire e quindi seguitare i principi fondamentali superiori delle scienze sociali e in ispecie dell\’economia politica, affine di avere una guida sicura nel tracciare la tela delle mie lezioni economiche, e di informarmi allo spirito di una economia cristiana; e con ciò di giovare a me, di meglio soddisfare ai miei doveri didattici, e all\’uopo di porgere qualche certo indirizzo in questi argomenti a chi me lo richiedesse, in ispecie al movimento oggi iniziatosi in Italia sulle indagini e istituzioni di economia cristiana, conformemente al desiderio del sommo pontefice.
Questo programma intendo di attuare in piena dipendenza dello spirito di Gesù, con umiltà, purezza di intenzioni, discrezione e fervore; in tutto rimettendomi alle disposizioni della sua adorabile volontà; in modo di benedirlo se favorisce il mio proposito, e di benedirlo ancora se comunque disponesse che riuscisse irrito o imperfetto; e in ogni caso restituendo a lui di ogni cosa tutto intero l\’onore e la gloria.
Nulla io confido in me, o Signore Gesù, ma omnia possum in te qui me confortas!

In nome di Gesù bambino.
Questo giorno di Natale, 25 dicembre 1885. – Senza alcuno scopo o sentimento di vanità e presunzione, anzi colla sincera confessione della mia nullità e miseria profondissima, e in dolore di avervi o mio Gesù tanto offeso e tanto resistito alla vostra grazia, e tanto abusato di essa, io mi presento a voi, o bambino celeste, pregandovi di prevenire e avvalorare e rendere perennemente efficaci le seguenti proteste e proponimenti.
In questo anno in cui compiei quaranta anni della mia età, cioè più che la metà della carriera ordinaria della vita, in, questo anno in cui mi concedeste, o mio Gesù, grazie ed inviti particolarissimi a dedicarmi tutto a voi, in questo anno che io passai sotto la speciale tutela di s. Francesco di Sales, il santo della dolce ed ardente carità, virtù sovrana e sintesi di tutte le virtù cristiane, dopo aver invocato con grandissima confidenza questo mio santo e inoltre s. Giuseppe e Maria (sotto il titolo di celeste bambina), il mio angelo custode, s. Agostino e tutti i miei santi protettori;
dichiaro e propongo di voler ricompensare il tempo, le forze, le grazie perdute finora, coll\’esercizio più diligente, costante, coraggioso dell\’umiltà, specialmente di mente, camminando sempre alla vostra presenza, mio Dio, colla confessione della mia intera dipendenza dalla vostra liberalità, onnipotenza, misericordia, – della obbedienza al mio confessore in ordine ai miei doveri di religione e di stato, – dell\’abnegazione da ogni affezione intellettuale, morale, sensuale, in una perfetta indifferenza di ogni cosa; e tutto ciò come mezzo a conseguire la carità, e quindi l\’abitudine di vivere perfettamente abbandonato nelle braccia del Signore per l\’adempimento del suo santo volere, con tranquillità di spirito, con santa libertà, con umile, ma larghissima confidenza nella grazia superna, con piena pazienza, qualunque sieno gli ostacoli interiori ed esteriori che mi si oppongano.
Oh! Santi miei protettori intercedete per me. Oh! Mio Dio, io spero solo in voi e lode sia solo a voi!

Sabato santo, 24 aprile 1886. – Alla vostra santa presenza augustissima, o mio Dio, in questo giorno solenne, dopo avere umilissimamente invocato il vostro adorabile nome ed offerto all\’eterno Padre la passione e i meriti di Gesù in croce, insieme ai patimenti miei e della mia mamma quasi moribonda, e dopo essermi raccomandato alla Vergine ss. sotto il titolo del sacro Cuore e i miei protettori speciali in paradiso, particolarmente s. Giuseppe, s. Agostino, s. Francesco di Sales, – rinnovo il mio dolore di aver trascorso quaranta anni di una vita profondamente insidiata da una sottile ma avvelenatrice superbia, che moltiplicò in me gli argomenti di offesa, di disgusto, di disamore verso di voi o mio Dio, e colla vostra santa grazia, rinnovo tutte le promesse battesimali, e inoltre queste speciali, dettatemi dalla mente del mio confessore, ed intendendo di non dilungarmi né in più né in meno dalle intenzioni di lui.
Oh mio Gesù morto sulla croce fra le più profonde umiliazioni, fra i patimenti fisici d\’ogni guisa, fra le sofferenze morali più acerbe, degnatevi di ascoltare le mie povere dichiarazioni.
Voglio esercitarmi:
nella umiltà profonda, decisa, senza transazioni, dinanzi a voi, confessandomi un nulla e interamente dipendente da voi nell\’essere e nell\’opere; dinanzi a me confessando la mia somma miseria, debolezza e fragilità, e i miei peccati; dinanzi agli altri reputandomi più vile e peccatore di tutti;
nella obbedienza, specialmente verso il mio confessore, e nella pazienza, specialmente nelle agitazioni dello spirito, senza alcun lagno o scoraggiamento;
nell\’abnegazione di spirito, accoppiata a qualche mortificazione leggera di corpo (e voi sapete quale, o mio Dio) affinché con santa indifferenza di ogni cosa, io viva abbandonato al vostro amore, e quindi nell\’adempimento della vostra volontà, sia positivamente, eseguendo con ogni zelo i miei doveri, sia negativamente, rassegnandomi a ciò che mi imponete di diverso dai miei desideri e propositi.
Oh mio Gesù morto per me! Fate che io muoia a me stesso, per risorgere con voi. E ricordatevi che io presento queste presenti promesse con niuna fiducia in me e tutta in voi! Oh Signore! Se queste promesse andassero fallite in tutto o in parte, sia ciò a mia umiliazione; ma io spero vivissimamente in voi che tornino efficaci, e in tal caso la lode sia tutta, tutta a voi; e per me accrescimento di umiltà.

Esercizi spiritualiottobre 1886 – sotto il patrocinio di Maria Vergine del rosario.
l° giorno: 3 ottobre (domenica del rosario).
I. Tu quis es? – Sono peccatore – sono manchevole delle più elementari virtù – sono tiepido.
Da trenta e più anni io frequento la scuola di Gesù, ammesso ai più intimi suoi ammaestramenti e non ho ancora imparato, posso confessarlo, nulla! Oh vergogna! Oh! Quale argomento di temere la condanna di Gesù: incipio evomere te!
2. I primi esercizi furono fatti da Maria insieme agli apostoli nel cenacolo. Quali frutti da quegli esercizi, quale trasformazione di quegli uomini.
3. Voglio colla grazia di Dio accudire a questi esercizi:
a) alla presenza di Dio, con raccoglimento, preghiera, mortificazione;
b) con spirito di pazienza, in tutto ciò che è contrario alle mie tendenze intellettuali, morali, fisiche;
c) con umile e grande fiducia e coraggio nel vincere ogni ostacolo, ripetendo spesso paratum cor meum, paratum cor meum: loquere Domine quia audit servus tuus.

2° giorno: Il peccato.
Quale ribellione di Lucifero a Dio quando disse: non serviam!
Ma Lucifero non vide un Dio fatto carne per lui, non mangiò il corpo di Dio incarnato. Quanto più orribile dunque il peccato dell\’uomo!

3° giorno: Conseguenze del peccato.
Un solo pensiero di superbia trasformò quello spirito di luce che sopra ogni altro splendeva meravigliosamente nel cielo, in uno spirito di tenebre così orribile che pochi santi, i quali per prodigio furono ammessi a vederlo, dichiarano di essere piuttosto disposti a camminare fino al compimento dei secoli sopra carboni accesi, che tollerarne un\’altra volta la vista.
Si argomenti da ciò lo stato spaventoso di un\’anima in peccato! Per mezzo di quella creatura o forza naturale per cui si pecca, è sentenza divina che verrà a noi il tormento della pena. O giusta severità di un Dio.
Assoggettomi ora volentieri a titolo di espiazione meritoria alle pene che giustamente ci derivano da quelle cause naturali, da noi fatte servire ad offesa di Dio.
Fiat voluntas tua! Abbandoniamoci fidenti alla stessa verga punitrice di Dio.

Conviene convertirsi.
Sì. Ma teniamo fermo come si dee convertirsi:
I. convertirsi subito. Guai a chi procrastina. Oh! Quale torto a Gesù, alla misericordia divina, il rispondere domani. Oh! Quale rischio!
2. Convertirsi efficacemente. Pensa che cosa importò di sacrifici ai santi questa parola: voglio!
3. Convertirsi perseverantemente. Guai a chi pone mano all\’aratro e poi si volge addietro! Lo disse Gesù stesso!
Oh! Quale grazia preziosa del Signore questa volontà!

4° giorno: Unde venis? Dal niente.
Dunque è dono prezioso di Dio. E tutto era già niente innanzi a Dio, e Dio chiamò le creature all\’essere.
Altre ebbero l\’essere di un sasso; altre di un vegetale; altre di un animale bruto; altre di un uomo ragionevole; altre di un angelo. Se sei uomo e non bruto, non fu grazia di Dio? Che pretese avresti potuto accampare per non essere piuttosto un sasso, una pianta, una bestia?
Quali lagni, quale presunzione, quali inquietudini, quali irritazioni di fronte a Dio, se non si ha avuto maggiori forze fisiche, maggiori talenti, maggiori virtù?
L\’assoggettamento non deve essere completissimo e immensamente umile e grato, sempre e in ogni caso?

Dove vai? Quo vadis? A Dio.
Tutto da lui e tutto il tuo essere per lui: per conoscerlo, amarlo, servirlo, poi giungere a goderlo.
Dunque siamo padroni di un pensiero, di un affetto, di un atto della nostra vita.

Ubi es? Nel mondo.
Ma questo è un mezzo per giungere a Dio, e solo un mezzo. Tutto Dio esige che tu adoperi come scala e stromento a lui. Tutto esige che abbandoni, se sia impedimento a giungere a lui.
Condizione per rendere efficace la triplice domanda: la presenza di Dio, che ci inonda per così dire del suo essere. Oh! Come questa dà espressione e virtù costante all\’unde venis, al quo vadis, ubi es.

5° giorno: L\’inferno.
Riconosci l\’onnipotenza di un Dio provvidente nella meraviglia e nell\’ordine dell\’universo.
Riconosci l\’ onnipotenza di un Dio misericordioso nella meraviglia della redenzione.
Riconosci l\’onnipotenza di un Dio giusto nell\’inferno. La grandezza di quelle opere di natura e di grazia ti sieno argomento per formarti un\’idea della terribile grandezza di quest\’opera di giustizia.

E sai contro di chi si concentreranno principalmente le virtù punitrici di quelle forze infernali? Contro i redenti dal sangue di un Dio, contro i nutriti alla mensa di un Dio!
E come non essere impazienti e fortemente volenterosi
di mortificare un pochino la nostra superbia, la nostra volontà, la nostra carne, in questi brevi giorni; prima di soffrire così indicibili pene di senso e di spirito per tutta una eternità?
Qui pure occorre uno di quei voglio che dicevano i santi.

6° giorno: venerdì 8 ottobre.
Oggi mi sono accostato ai ss. sacramenti per il giubileo.
Che cosa dopo tale grazia grandissima si deve al Signore? Null\’altro che l\’adempimento della legge prima e massima per cui Iddio ci ha creati.
Conoscere il Signore e colla più profonda umiltà camminare alla sua presenza confessando l\’intera dipendenza nostra dalla sua liberalità, padronanza, misericordia.
Amare e servire il Signore con piena obbedienza alla sua volontà, manifestataci colla legge divina, coi precetti della Chiesa, colle prescrizioni dei superiori, colle ispirazioni.
E come mezzo, la pazienza, nel duplice senso del sostenere lotte e superare difficoltà per amarlo e servirlo e di sacrificare con indifferenza ogni cosa, per meglio amarlo e servirlo.
Tutto ciò, con niuna speranza in sé, con pienissima
fiducia in Dio, e colla intercessione di Maria sotto il titolo del rosario, di s. Giuseppe e degli speciali miei patroni; e quindi con volontà pronta, efficace, costante. E quindi coraggio in Dio e solo per la gloria di Dio.
Deo gratias – Iesu! Maria! Ioseph!

7° giorno: di ringraziamento. 10 ottobre.
(Mezzi di perseveranza).
I. Fiducia in Maria.
I. Pensa che al di sopra di lei in cielo non c\’è che Dio, al di sotto di lei, a grande distanza, tutti i santi.
2. Se Maria intercede per noi presso il suo Gesù, ancorché fosse anche data la sentenza contro di noi (come Ester rimpetto ad Assuero), essa sarebbe revocata.
3. Ma se tu fossi il più gran peccatore? Se tu fossi il più debole di tutti? Il più ingrato di tutti? Non importa, chi ha vera devozione a Maria, chi ha piena fiducia in lei, non solo si salva, ma diviene santo e gran santo.
E in questa occasione che cosa urge di ottenere da Maria?
La grazia non solo sufficiente, ma efficace; la grazia di amare effettivamente il Signore, la grazia di fortemente e definitivamente corrispondere agli aiuti divini: volere, volere davvero!

II. Nascondimento nel Cuore di Gesù, e quindi frequenza del ss. sacramento dell\’altare.
Pensa: chi mangerà il mio corpo non morrà in eterno (dunque non peccherai!). Chi mangerà il mio corpo, come io vivo pel Padre, così egli non vivrà per sé, ma per me (dunque farai sempre il volere di Dio, e progredirai nell\’amore).
III. Mezzo ordinario: la presenza di Dio.

8 dicembre 1886. – In questo giorno di Maria Immacolata, con grandissima fiducia in lei, io umilmente e definitivamente, rinnovo tutte queste promesse e in particolare di esercitarmi in un pazientissimo abbandono in Dio, superando le ripugnanze e riluttanze dei sensi, della mente, della volontà. Io spero di trionfare.

4 luglio 1887. Nella chiusa solenne del mese di giugno, sacrato al Cuore di Gesù.
Oh! Mio Gesù, quali impulsi, quali lumi, quali inviti io ho ricevuto da voi in questo mese!
Oh! Ben si comprende che voi volete il mio cuore. Signore, io lo debbo, è vero; ma io sono troppo debole per potervene fare un\’offerta efficace, intera, pura, come voi desiderate; ed esso è troppo indegno per donarlo a voi, santità, perfezione infinita; ma trasformatelo voi e per atto di infinita bontà e potenza accettatelo e fatelo vostro per sempre. La lode sia tutta vostra.
Fidato solo in voi, per intercessione dei cuori di s. Giuseppe e di Maria, dunque io vi dico:
fatemi morire a me, per vivere soltanto in voi e per voi.
E ciò nell\’adempimento umile, nascosto, dei miei doveri ordinari, adempiendo solo ciò che volete, quanto volete, come volete, e per il vostro amore, per la vostra gloria, per dovere assoluto di non respirare che per voi; ed eseguendo questo proposito con fiducia, forte pazienza, perseverante abbandono.
Mio Gesù, toglietemi tutto, e sopra ogni altra cosa, togliete in me l\’amor proprio e ogni sua soddisfazione, ma datemi voi solo, voi solo, voi solo, ora e per tutta l\’eternità. Ed io vi loderò in eterno.

7 ottobre I887. – Sotto l\’invocazione di s. Michele arcangelo, di s. Giuseppe e dei santi miei protettori, di Maria del rosario in onore del Cuore di Gesù in sacramento.
Tre giorni di raccoglimento, ad ottenimento delle grazie di una ferma ed efficace volontà, nell\’esercizio dell\’umiltà, obbedienza e pazienza, affinché si insinui un puro e forte e perseverante amore di Dio nell\’anima mia.
1° giorno: Sono un abisso di miseria e di peccati. Questa sola è la mia proprietà: tutto il resto è di Dio. Stima dunque te stesso, confida in te stesso, pretendi alcunché se hai coraggio?
2° giorno: Confida solo in Dio con purezza e ardore rimovendo qualunque scoraggiamento.
3° giorno: In simplicitate cordis Christo obtuli universa.
Voglio far violenza a me stesso e sacrificare l\’intelletto, la volontà, i sensi, in una perfetta obbedienza e soggezione a Dio e al mio confessore, per ottenere la sola mercede dell\’amare Dio fortemente e perseverantemente, e ricambiare così alle infinite grazie dal Signore impartitemi nei sacramenti.

12 ottobre 1887. – Conviene assolutamente lasciare l\’amor proprio e quindi ogni stima di sé.
a) Ego sum multo pauperior et comtemptibilior quam scio et dicere audeo.
b) Vorrai dunque accogliere questi progetti senza gli altri, se prima non sai eseguire i più essenziali e ordinari verso te stesso in relazione ai doveri del tuo stato?
c) Assolutamente non conviene aver confidenza alcuna in se medesimo.

13 ottobre I887. – Spera molto anzitutto in Dio, che per atto di infinita bontà e potenza, come un miracolo, ti concederà la grazia di assoggettare tutto te e le cose tue a lui e di fare né più né meno la sua volontà.

14 ottobre 1887. – In Dio, per la intercessione di Maria del rosario e di s. Giuseppe, deesi dimostrare il forte e paziente amore:
a) sacrificando con indifferenza tutto, comprese le inquietudini di spirito abituali;
b) adempiendo positivamente con docilità e coraggio il volere di Dio, giusta la mente del confessore nell\’ordine fisico, intellettuale e morale;
c) abbandonando tutto se a Dio e il proprio avvenire senza alcuna cura, contento di ogni cosa.
Nel nome di Gesù sacramentato, per la intercessione di s. Giuseppe, esempio di interiori virtù, sotto la immagine di Maria del rosario, pegno di fortezza e perseveranza.
Soli Deo laus et honor.

21 novembre 1887. – In nome di Gesù crocifisso e sacramentato e di Maria oggi presentata al tempio, dei santi miei protettori, specialmente s. Giuseppe, s. Tommaso d\’Aquino, s. Agostino, s. Francesco di Sales, dell\’angelo mio custode e dell\’arcangelo s. Michele – riprendo oggi i miei studi regolarmente – assoggettando colla maggiore possibile umiltà interamente il mio intelletto ed il mio amor proprio al Signore, diffidando di me stesso e confidando in lui, mi propongo: di accudire ai miei studi generali scolastici, specialmente procurandomi una cultura più ampia, comunque meno intensiva;
far succedere quelli della pubblicazione già in corso ­ da trattarsi con certa intensità e rapidità di lavoro – limitandomi per ora alle parti più essenziali e necessarie, con programma ordinario (salvo poi se così piace al Signore, quello più approfondito, ampio e completivo) e contentandomi del buono, senza pretese di ottimo e perfetto, a scapito del conveniente o dell\’operosità efficace;
non dedicare ad altri uffici di studio accessori, che ritagli di tempo, pregato e quasi trascinato da altri con prestazioni più di consiglio che con impegni di lavori scritti.
Il tutto – con umiltà e continua diffidenza di sé – coni grande fiducia solo nel Signore, con purezza di intenzione, solo per adempiere la sua santa volontà, con calma, coraggio, perseveranza, e abbandonando a lui solo il successo e la gloria – a me riservando maggiore umiltà e mortificazione.
Rammentatevi, o Signore, che le mie promesse furono sempre vane; che per esse io non debbo punto invanire, memore delle vergognose esperienze in proposito, e che io debbo perciò se (come inconcussamente spero) riuscirò a tradurle in atto, considerare ciò come un miracolo della vostra misericordia e onnipotenza.
Viva Gesù, Maria e Giuseppe.

L\’Epifania-1888. – Colla santa vostra grazia che umilmente invoco, o mio Gesù, come frutto di queste sante feste, io voglio vivere con grande pazienza umilmente, docilmente e fiduciosamente abbandonato nelle vostre braccia, conforme al vostro volere. lo spero infallibilmente di riuscire, e la lode sia tutta a voi! – O Maria! O Giuseppe! O sacra famiglia, in voi io confido – non sarò deluso.

1° maggio 1888. – Colla grazia del mio Gesù, che umilissimamente invoco e ferventemente spero, rammenterò quanto mi disse oggi il mio confessore:
devi da oggi promettere di farti santo – ciò che è facile cosa, tutta consistendo nel far la volontà di Dio! Offri a tal uopo tutte le tue azioni e pensieri di questo mese in omaggio e ad onore della tua madre Maria. Oh! Adveniat regnum tuum! Fiat voluntas tua sicut in coelo et in terra.

30 maggio 1888. – Alla presenza di Dio, dinanzi alla immagine di Maria, dopo aver ricevuto nel mio petto Gesù, oggi, ultimo dì del mese mariano e solennità del Corpus Domini, chiedo perdono col massimo dolore dei miei peccati e degli abusi delle grazie del Signore, risoluto di non commetterli più colla grazia superna; prometto decisamente di essere umilissimo, obbedientissimo, pazientissimo, e dopo di ciò, giusta la mente del mio confessore, di voler cooperare con grande desiderio di amare e servire il Signore con grandissima fiducia, con grande dispregio di ogni ostacolo, e con grande coraggio e fortezza, e ogni mio atto e sforzo accompagnando con grande calma, rassegnazione, abbandono nel Signore, affinché nelle vie stesse del bene, si faccia ciò che Iddio vuole, quanto vuole, come vuole, per que\’ mezzi che vuole – e ciò nell\’ordine della mia vita fisica, della mia attività intellettuale, della mia perfezione morale. Io sommetto codesti miei propositi oggi in particolare a S. Giuseppe e ai santi miei protettori; ma ancor più alla mia mamma Maria, da cui io spero definitivamente di ottenere quelle grazie che da tanti anni desidero (se ed in quanto piacciano alla divina maestà del suo figlio), promettendo in ricambio di dedicare tutta la mia vita a ricopiare le virtù di Maria, e rivolgere tutte le mie operazioni a suo onore; e in fine sottopongo codesti proponimenti all\’amore dolcissimo ed efficacissimo di Gesù in sacramento, verso di cui bramo ardentemente e voglio tributare omaggi i più profondi e costanti, interiori ed esteriori, in tutta la mia vita, soprattutto coll\’accostarmi il più frequentemente possibile e colla più accurata preparazione e più diligente custodia a riceverlo nel mio petto, e col propugnare la frequente comunione presso i miei figli, i miei parenti e presso tutti quanti mi riesca di esercitare influenza.
Oh! Maria – io spero sia questo un dì di trionfo dopo il quale io cominci ad esaltare la virtù vostra ausiliatrice per non cessare per tutta l\’eternità.
E la lode sia tutta al Signore, a me maggiore umiliazione e per rigoroso debito di ossequio, sacrificio, consumazione a lui.

16 giugno 1888. – Ricorderò che passai dieci giorni presso il santuario di Montenero – e che ieri il sacro Cuore di Gesù mi confortò, mi ispirò – certamente per viva ed efficace intercessione di Maria; – e promisi di abbandonarmi tranquillamente, libenter, ferventer, constanter, mediante la più assoluta umiltà, obbedienza, pazienza, nelle sue divine braccia.
Oh! Per tal guisa io spero di ottenere tutto da Dio. Di cominciare una vita feconda agli occhi di Dio (e di Dio solo), di cui darò lode a lui soltanto, per mezzo della dolcissima e potentissima madre Maria e del mio protettore s. Giuseppe, in questa vita e per tutta l\’eternità.

1° luglio 1888. – Giorno di solenne chiusa della devozione del giugno consacrato al Cuore di Gesù e commemorazione del preziosissimo Sangue, e vigilia della visitazione di Maria vergine. Io spero sia un giorno di salute per l\’anima mia: quello che mi sottragga alla trentennale servitù delle illusioni mie, suggerite dal mio amor proprio e converse a danno dell\’anima mia e a menomazione della gloria di Dio, dall\’arte diabolica. Le illusioni che mi distraggono dall\’adempimento dei miei doveri principali, dalla umile ed obbediente osservanza della volontà di Dio, manifestatami dal mio confessore e dalle ispirazioni.
Nell\’ordine della vita fisica, dell\’attività intellettuale, della virtù morale, bando ai disegni di imprese straordinarie, se prima non abbia eseguito con ogni interezza e diligenza le cose ordinarie, principali, di stretto dovere; e bando ad ogni inquietudine, sul passato e sull\’avvenire; senza angustie si tesoreggi in ogni guisa e con ogni ardore il presente, abbandonato nel Signore, paziente e contento, sia rispetto ai fini, che ai mezzi, al modo e al quanto! Una sola cosa: il desiderio senza limiti di amare il Signore e quindi di adempiere la sua volontà, la speranza e il proposito fermissimo di adoperarmici, ma perfetta la rassegnazione nel successo. Oh! Mio Dio, umilissimamente per la intercessione di s. Giuseppe, dei miei santi protettori e sopra tutti di Maria mia dolcissima e potentissima madre, questo chiedo, fermamente spero, ringraziandovi fin d\’ora e protestandovi fin d\’ora di non voler vivere che per voi, nella pace e fortezza del vostro sacro Cuore.

In nome di s. Giuseppe, di Maria santissima e del Cuore Gesù. Oggi, 6 marzo 1889.
I° giorno di quaresima. Mio Gesù, io protesto a voi questi propositi, fidando solo in voi nel tradurli in atto, ma in voi io non sarò deluso. E la lode sia vostra.
Non punto fidando in me stesso, io alla presenza di Dio e con certa e illimitata confidenza in Gesù, per l\’intercessione dei santi miei protettori, prometto in questa quaresima:
1. Di esercitarmi nell\’umiltà specialmente dinanzi a Dio, riconoscendo la mia dipendenza intera, da lui, siccome un nulla, una fragilissima creatura, un peccatore indegnissimo.
2. Nella obbedienza: a) specialmente nel regime fisico che mi è suggerito (non berrò acqua senza grande necessità fra il giorno, e mi nutrirò di latte); b) quella intellettuale (accudirò senza ansietà, specialmente ai miei doveri del mio lavoro in corso per la stampa, e alla propagazione delle idee dell\’ordine sociale cristiano); c) in quello morale-spirituale con gran dispregio di ogni angustia e dubbio e fiducia tranquilla nel mio Signore e in Maria e s. Giuseppe.
3. Pazienza: mediante il distacco con tranquilla indifferenza di ogni uso; la fortezza nell\’adempiere con qualunque sacrificio e coraggio, generosità il volere del Signore; la rassegnazione umile, dovunque i miei disegni non riescano, con perfetto abbandono al governo di Dio.
Come mezzi: propongo di esercitarmi con gran frequenza di atti: a) nel tenermi alla presenza di Dio con raccoglimento e silenzio, con frequentissime giaculatorie e con serenità, anco in mezzo ai contrasti e melanconie, con grandissimo desiderio di amare e fare amare Gesù; b) nella mortificazione spirituale; c) nella santa comunione, soprattutto cercando di custodirne la grazia e cooperare.

30 giugno 1889. – Prostrato dinanzi al Cuore di Gesù, in quest\’anno solenne della seconda ricorrenza centenaria della apparizione del Cuore divino alla b. Margherita Alacoque, dopo grazie segnalatissime, che questo Cuore mi concesse, umiliato nel mio nulla, nell\’abisso della mia ingratitudine, nella mia indicibile debolezza, io pure affidato a quel Cuore che promise di introdurre novellamente nel mondo il suo regno, con dolore dei miei peccati, con desiderio vivissimo di riparazione, con speranza inconcussa di rinnovamento totale di me stesso, alzato il mio grido di intercessione ai cuori di Giuseppe e di Maria, riconsacratomi a loro e a s. Francesco di Sales, faccio solenne promessa di cooperare fortemente alla grazia di Dio, per vivere interamente e costantemente in Gesù, di Gesù e per Gesù.
Signore Gesù, è un miracolo che io oso attendere dal vostro Cuore, che io vorrò attribuire solo al vostro Cuore, e che confesserò in me e fuori di me, come dovuto all\’abisso di bontà del vostro Cuore.
Oh! Eterno Padre, questa grazia vi chiedo, pel sangue preziosissimo sgorgato dal divin Cuore del vostro figlio sulla croce: e questo sangue vi offro in rinnovazione perenne della mia consacrazione e per ringraziamento infinito. Muoia prima che fallire alla mia promessa il cui adempimento non in me, ma in voi, o mio Dio, mio amore, mio tutto, io ripongo. Omnia possum in eo qui me confortat.

2 novembre 1889. – Nel nome sacratissimo di Gesù in sacramento, e dopo aver invocato Maria e Giuseppe, e santi miei protettori, S. Francesco d\’Assisi, s. Francesco di Sales, S. Antonio, e gli angeli ed arcangeli, S. Raffaele, s. Michele, e l\’angelo mio custode, con dolore, proponimento risolutissimo, fiducia illimitata, abbandono completo, non punto fidando in me e tutto nel Signore; desidero, spero, voglio attendere alla perfezione a qualunque costo, adottando tutti i mezzi, rimovendo tutti gli impedimenti, esercitandomi nel perfetto amore di Dio, abbandonato in lui.
In particolare: voglio camminare alla presenza di Dio, con grande diffidenza di me, con raccoglimento (frenando in ispecie la lingua), con mortificazione (spirituale e corporale), e per questa via con calma, e fiducia e forte cooperazione!
Accetto l\’umiltà senza transazione; la obbedienza più docile e pronta alle leggi di Dio, ai moniti del confessore, alle ispirazioni celesti, con pazienza nelle mani di Dio.
Prometto gran devozione affettuosa a S. Giuseppe, alla mamma mia Maria, a Gesù in sacramento.
Signore, voi solo, voi solo, voi solo potete fare codesto miracolo! Ed io lo spero con fermissima confidenza. Ma la lode intendo donare tutta a voi, e ricambiarvi col più intenso, puro ed operoso amore, e per mia parte crescere in umiltà, in obbedienza, in mortificazione e pazienza.
Io rinnovo oggi la mia consacrazione ai cuori di Giuseppe, di Maria, di Gesù in sacramento. Gesù dirigete gli studi e l\’attività mia al mio perfezionamento e alla vostra gloria.
Dolce Cuore di Gesù accendete la mia devozione a voi e datemi di diffonderla. E poi concedetemi un padre spirituale conforme al vostro cuore. Nessuna compiacenza di codesti ed altri miei propositi.

6 aprile 1890. Pasqua. – Oh! Mio Gesù – morto e risorto per me – nell\’abisso della mia miseria, amareggiato dai miei peccati e dalle immense mie ingratitudini, io alzo il grido a voi con fede e speranza inconcussa e illimitata. Voi mi faceste per benignità incommensurabile conoscere quanto torto vi feci colle mie disobbedienze interiori e colla mia conseguente resistenza agli inviti di essere tutto vostro.
Oh! Pietà Gesù mio, per i dolori ed allegrezze di Giuseppe e di Maria, per la vostra vita umile, laboriosa, paziente, per la generosissima vostra passione, per l\’obbedientissima vostra morte, infine per la vostra resurrezione! Avvalorate i proponimenti miei, non punto appoggiati alle mie forze naturali, bensì interamente alla vostra grazia, io ve ne prego umilissimamente, fiduciosissimamente, con perfetto abbandono. Perocchè oggi io voglio per voi, e per la santa vostra gloria – essere obbedientissimo alla vostra legge, ai vostri superiori, alle vostre aspirazioni – prontamente, ciecamente, con intima uniformità, con perseveranza, a qualunque costo! Voglio a tal uopo rimuovere gli ostacoli interiori della confidenza in me, della stima di me, della inquietudine di fronte a qualunque vostra disposizione, della dissipazione dalla divina presenza e dalla preghiera; staccarmi da tutto, nel fisico, nell\’intelletto, nel volere e negli affetti; essere grandemente devoto di s. Giuseppe, di Maria e di voi, mio Gesù in sacramento, soprattutto volendo favorire la diffusione del culto di voi in questo mistero d\’amore.
Non sono degno mio Dio, sono anzi indegnissimo del minimo dei vostri favori; e lo riconosco e lo confesso; e ciò soprattutto per la mia superbia e disubbidienza; e per di più, o Signore, io mi sento scoraggiato da tanti vani tentativi. Ma io mi dolgo anco di ciò, e mi umilio di più, per poi ridirvi sempre che io spero sempre e ogni cosa da voi, e infine che io mi abbandono in voi. Fate ciò che voi volete, quanto volete, come volete; io non desidero altro, ma questo desidero vivamente, illimitatamente, risolutamente: in manus tuas, Domine, commendo spiritum meum. In te Domine speravi non confundar in aeternum.
Oh! Per mezzo di questa morte io risorgerò con voi. Ma questo sarà un miracolo o Signore, la cui lode fin d\’ora tributo a voi, per ripeterla nell\’eternità. A me nulla, a voi tutto!