UNA SFIDA PER VOI

Vita cattolica: Matrimonio, laicato...

Genitori, il vostro compito è difficile perché il fanciullo è portato al male e al bene. In lui, come in ogni uomo, vi sono tendenze cattive da neutralizzare e tendenze buone da scoprire, sostenere, incoraggiare

* Genitori, il vostro compito è difficile perché il fanciullo è portato al male e al bene. In lui, come in ogni uomo, vi sono tendenze cattive da neutralizzare e tendenze buone da scoprire, sostenere, incoraggiare.

* Difficile il vostro compito perché spesso si compie in condizioni dure. La ristrettezza dell’alloggio, la difficoltà di ricevere aiuto e gli orari del lavoro esterno complicano in modo esasperante la già ardua missione togliendo, a volte, persino il tempo di decidere nella calma i problemi che ogni educazione pone. Così siete costretti ad agire sotto l’influenza dell’impulso o della consuetudine, rischiando di perdere a poco a poco la vostra autorità ed anche, pur senza accorgevene, la confidenza dei vostri figli. Il vostro compito è difficile perché non vi sono metodi ” adattabili a tutti“, né ritrovati infallibili. Vi sono, sì, principi di buon senso e di esperienza che bisogna conoscere (purtroppo tanti genitori li ignorano!), ma è anche vero il detto: “ogni fanciullo, un caso”. Inoltre, essendo il fanciullo in continuo progresso, bisogna usare con lui tanti modi differenti a seconda degli anni che ha. Il vostro compito è difficile ancora perché non è sempre cosa semplice comprendere il fanciullo e conoscere esattamente quanto accade nella sua piccola mente. Le reazioni dei bambini non sono sempre immediate: alcune ritardano. Ci si meraviglia a volte delle ripercussioni di un gesto remoto, d’una parola, di un episodio che noi adulti avevamo trascurati.

* II vostro compito è difficile perché gli errori, impercettibili all’inizio, rischiano — se non si prendono subito le opportune misure — di condurre a grossi guai che si traducono in diminuzione di confidenza o in sorde opposizioni che un giorno o l’altro scoppieranno.

* I fanciulli moderni non vengono più educati con gli stessi sistemi d’un tempo. II mondo è cambiato con rapidità, soprattutto in seguito al moltiplicarsi delle guerre. Le applicazioni tecniche delle scoperte scientifiche ci fanno vivere spesso con un ritmo inumano. Nello stesso ambiente sociale vi è più differenza tra le condizioni di vita del fanciullo d’oggi e quelle dei suoi genitori, quand’erano piccoli, che tra quelle dei genitori e dei nonni alla stessa età. Se si fa attenzione, la differenza aumenta con le generazioni. Le stesse parole non hanno più uguale significato.

* Il compito dell’educazione è delicato Perché richiede amore e distacco da sé, dolcezza e fermezza, pazienza e decisione. Queste qualità complementari, spesso contrastanti, richiedono nell’educatore, non solo buon cuore, ma buon senso, giudizio ed equilibrio.

* Se l’educare è difficile e delicato, bisogna tuttavia guardarsi dal pessimismo e dallo scoraggiamento. Non ci sono bambini uguali, come non ci sono rimedi universali; vi sono però principi generali la cui conoscenza e applicazione evitano gli errori più comuni. Bisogna sforzarsi di conoscere questi principi, frutto d’esperienza e di osservazione, ma anche di studi profondi sulla natura psicologica del fanciullo lungo i vari stadi del suo sviluppo. Bisogna ancora porsi dei problemi… Abbiamo incontrato genitori sempre inquieti della salute fisica dei loro bambini, ma affatto disinteressati dell’igiene mentale e della formazione morale.

* Rari sono i genitori che si preoccupano dei problemi educativi. Alcuni non ne sospettano neppure l’esistenza. Altri li hanno risolti in partenza con la maniera forte o con l’abdicazione sistematica. Fortunatamente, altri — tra cui anche voi, amici lettori — sentono il bisogno d’imparare. Attenti però! Nessun manuale supplisce la riflessione personale e quella meravigliosa intuizione che sgorga dal vero amore, anelante al bene del bambino, anche a danno, se è necessario, della propria tranquillità.

* Troppi genitori si disinteressano della formazione dei loro bambini. Li nutrono, li fanno vegetare, ma non curano sufficientemente il loro spirito e la loro anima, A volte danno apertamente le dimissioni. Una madre diceva del suo bambino: “Gliel’ho proibito, ma s’infuria talmente, che un’altra volta non glielo proibirò più“. O addossano interamente la loro missione agli educatori di professione. Un’altra madre conduce il figliolo dall’educatore, cui piagnucolando dice: “Signore, lo punisca, perché non ne posso più “. Al contrario, quando educatori coscienziosi rilevano difetti, insufficienza nel lavoro o infrazioni alla disciplina, anziché esser grati per l’aiuto ricevuto, alcuni genitori prendono le difese del bambino, distruggendo così l’autorità di quelli cui avevano chiesto collaborazione.

* L’educazione è una scienza e un’arte fra le più delicate.

* Non si costruisce una casa senza studiare architettura, non si educa un bambino senza tirocinio. Si apprende l’arte di selezionare le piante e gli animali, e non ci si preoccupa di imparare l’”arte delle arti”, cioè l’educazione del bambino. Educare è coltivare: come non si diventa orticultore senza informarsi e istruirsi, così non ci si improvvisa educatore! Educare è esercitare uno spirito, una volontà, un cuore. Non ci si improvvisa insegnante di ginnastica senza diploma, e nessun diploma è richiesto per render docile e fortificare un’anima! Educare è sviluppare: s’impara a sviluppare un’idea, un disegno, e non a schiudere una vita! Educare è incivilire e arricchire. Non si fa il gioielliere, il pittore o lo scultore che dopo lunghi anni di preparazione; per modellare invece un’anima non ci si prepara! Educare è fortificare’. Soltanto dopo lunghi anni di studi si diventa medico del corpo, e… si vogliono curare gli spiriti e i corpi senza avere mai imparato né esercitato questo difficile mestiere.

* Ricordiamoci della parola del papa Pio XI nell’Enciclica “Divini illius Magistri“: “Tutto ciò che è impiego, professione della vita temporale e terrena, certo di minore importanza, si vede preceduto da lunghi studi e da lunghi tirocini; mentre all’uso e al dovere fondamentale dell’educazione dei bimbi, molti genitori, oggi, sono poco o nulla preparati, immersi come sono nei loro pensieri temporali“.

* Non vi pare che si dovrebbero moltiplicare le scuole per genitori, dove senza pedanteria e sfoggio di sapienza i giovani sposi possano apprendere i principi elementari dell’educazione?

* In ogni modo, ciò che è necessario a un educatore è il continuo autocontrollo, perché il suo compito è difficile. Gli sbagli e le inettitudini sporadiche non hanno importanza, poiché la perfezione non è di questo mondo: l’essenziale è che questi sbagli e incapacità non siano il pane quotidiano, come in realtà accade troppo spesso.

* In certe ore difficili, il pensiero che Dio è il maestro delle anime vi suggerirà di chiamarlo in vostro aiuto. Avete un certo diritto alla sua luce e la sua azione completerà, dentro l’anima stessa dei vostri bimbi, gli sforzi che voi farete per agire sotto l’impulso del suo amore.

* Non dimenticate anche i protettori dei vostri bambini. Il loro potente intervento dipende dalla vostra chiamata. La Madonna che è, nel vero senso della parola, mamma della loro anima; l’Angelo Custode; il Santo che avete dato loro per protettore, e poi tutti quei vostri pii antenati di cui forse ignorate il nome, la storia e ancora più le virtù e i meriti… gioiscono tutti della meravigliosa felicità di “poter passare il loro cielo a fare del bene sulla terra“. I vostri bambini, eredi della loro virtù, beneficeranno della loro intercessione nella misura che li supplicherete ad intervenire.