SACRAMENTO

Teologia: fondamentale, ascetica...
"Cardinale Pietro Parente; Mons. Antonio Piolanti; Mons. Salvatore Garofano: Voci selezionate dal Dizionario di Teologia Dogmatica". SACRAMENTO (lat. sacramentum = giuramento sacro, militare ecc.; gr. = cosa nascosta): è un segno sensibile produttivo della grazia.

In altri termini, il sacramento per il suo rito esterno è un simbolo. ossia una rappresentazione esteriore di una realtà non raggiungibile dai sensi; per es. nel battesimo il segno esteriore, costituito dall'acqua e dalle parole pronunziate dal ministro, simboleggia e rappresenta una realtà interiore e invisibile, cioè la rinnovazione e purificazione dell'anima. Il sacramento però non è soltanto simbolo di una realtà superiore, ma la realtà che significa, in virtù dell'azione latente di Dio, la produce. E' dunque un segno che realmente contiene ciò che rappresenta, la realizza e la produce come una vera causa.
  Sono dunque due gli elementi che concorrono a costituire intrinsecamente il sacramento: il simbolismo e la causalità, la ragion di segno (vedi Materia e Forma) e la ragion di causa (vedi Causalità dei sacramenti), strette in mutuo profondo rapporto.
  L'esistenza, la costituzione del rito sensibile e l'efficacia dei singoli sacramenti dipende dall'istituzione (v. questa voce) di Gesù Cristo; infatti solamente Lui, che era Dio, poteva annettere a poveri elementi materiali come l'acqua, l'olio, il pane, ecc. la virtù di produrre degli effetti spirituali e soprannaturali, quali la grazia santificante (v. questa voce), la grazia sacramentale (v. questa voce) e il carattere (v. questa voce).
  Il pacifico possesso di questa dottrina, frutto della riflessione di molti secoli sui dati della Rivelazione (cfr. Rom. 6, 3-11; Cor 10, 7. ecc.) fu disturbato dai Riformatori del sec. XVI, che negata ai sacramenti della Nuova Legge la dignità di cause della grazia, li considerarono come segni eccitativi della fede (Lutero) o come pegni della benevolenza divina (Calvino) o come tessere di appartenenza alla Chiesa (Zwinglio) o soltanto come nota distintiva dagli infedeli (Carlostadio e Sociniani).
  Il Concilio di Trento contro tale impoverimento del dogma rivendicò l'efficacia causale dei sacramenti e ribatté, ad uno ad uno gli errori dei Protestanti, nei 13 canoni della sessione 7 (DB, 844-856).
  Anche i Modernisti, che ripeterono sostanzialmente l'errore di Lutero, furono condannati da Pio X, nel 1907 (DE, 2089).