S. GIOVANNI EUDES (1601-1680)

Vite di Santi, Beati, Venerabili...

Nato in Normandia nel 1601 viene ordinato sacerdote nel Collegio dei gesuiti di Caen. Egli è il primo apostolo del culto liturgico ai Sacri Cuori di Gesú e di Maria. Nel 1641 fonda due Congregazioni religiose, una maschile e una femminile, dedicate ai Sacri Cuori. Fondò poi rifugi per togliere le ragazze dalla strada e una Congregazione di Religiose per assisterle, l'ordine di «Nostra Signora della Carità del Rifugio».  Scrive numerose opere, fra cui la più conosciuta e la più considerevole è «Il cuore ammirabile della Madre di Dio». Morì nel 1680.

Questo "padre, dottore e apostolo del culto liturgico dei SS. Cuori", come viene chiamato nel decreto di beatificazione (1909), nacque il 14-11- 1601 a Ri, nella diocesi di Sées (Normandia), primogenito dei sette figli di Isacco, coltivatore e chirurgo. Fin dall'infanzia Giovanni si segnalò per il temperamento focoso, ma anche per una rara pietà alla quale dava libero sfogo davanti al tabernacolo e ad un'antica immagine di Maria SS. A nove anni uno dei suoi compagni, in un diverbio, gli diede uno schiaffo. Invece di reagire, il nostro santo si pose in ginocchio e, porgendo l'altra guancia, disse all'insolente: "Se vuoi, percuotimi anche su questa". Fatta la prima comunione (1613), sollecitò il permesso di cibarsi del pane celeste ogni mese.
Dopo che ebbe appreso i primi elementi della grammatica da un sacerdote dei dintorni di Ri, Giovanni fu mandato a Caen, nel collegio che i gesuiti avevano aperto da poco, dove fu sempre tra i primi della classe, e meritò per la grande pietà dai compagni l'appellativo di "il devoto Eudes". Egli fece parte della Congregazione Mariana e a quattordici anni emise il voto di perpetua castità. Considerandosi fidanzato della SS. Vergine passò un anello nel dito di una statua di lei.
Al termine della filosofia il suo direttore spirituale lo assicurò che era chiamato al sacerdozio anche se suo padre gli aveva già cercato la sposa. Ricevuta la tonsura, studiò la teologia e l'apologetica all'università di Caen. Poi, sentendo nascere in sé il desiderio della perfezione religiosa, il confessore lo esortò a entrare nella Società dell'Oratorio di Gesù fondato nel 1611 dal P. de Bérulle per la restaurazione dello stato sacerdotale in Francia. Giovanni Eudes fu ricevuto nel noviziato di Parigi (1623) durante il quale ebbe come maestri due geni: lo stesso P. de Bérulle (+1629) e il suo successore, Carlo de Condren (+1641) che, secondo Madama di Chantal, era un uomo capace di istruire gli angeli.
Ordinato sacerdote (20-12-1625), dopo un periodo di preghiera e studio nel ritiro di Nostra Signora delle Virtù di Aubervilliers, ottenne di recarsi a piedi al paese natale devastato dalla pestilenza, per curare i malati, confortare i morenti e seppellire i morti. Egli percorse prima le campagne di Caen, poi si trasferì ad Argentan dove l'epidemia scomparve appena gli abitanti, dietro l'esortazione del santo, si furono messi sotto la protezione di Maria SS. Giovanni Eudes fu allora destinato alla casa che l'oratorio aveva aperto a Caen, in cui trascorse circa quattro anni nello studio della Morale, nel ministero della predicazione, del catechismo e delle confessioni. Quando la peste riapparve per la seconda volta proprio a Caen (1631) quasi tutti, clero compreso, fuggirono. Il P. Eudes restò e, per non contaminare i confratelli, prese alloggio in una botte che la badessa benedettina della SS. Trinità aveva fatto collocare in un prato sulla riva del fiume Orne. Il morbo diminuì dopo che il santo aveva fatto innalzare statue della Madonna su tutte le porte della città. Quando rientrò all'Oratorio si ammalò gravemente, ma guarì perché la sua missione non era ancora terminata.
Le fatiche apostoliche per il P. Eudes cominciarono propriamente nel 1632 con le missioni popolari nella diocesi di Coutances. Nel 1629 il P. De Condren, succeduto al cardinal de Bérulle, lo nominò capo di tutte le missioni che sarebbero state affidate all'Oratorio in Normandia. I frutti che egli raccolse con i suoi trenta scelti operai furono molto abbondanti. Alla sua parola ardente e penetrante sovente l'uditorio prorompeva in lacrime, i penitenti assiepavano i confessionali, i nemici si riconciliavano, chi possedeva quadri osceni o libri cattivi li bruciava pubblicamente in espiazione dei propri scandali.
Una delle grandi pene che provava il P. Eudes era quella di costatare come i felici risultati ottenuti nelle missioni non fossero duraturi per la mancanza di sacerdoti istruiti e morigerati. Deliberò allora di adoperarsi per fondare e dirigere seminari già ordinati dal Concilio di Trento. Dato che l'Oratorio era stato fondato per promuovere la riforma del clero, propose ai superiori maggiori di aggiungere alle funzioni già fissate gli esercizi particolari per gli ordinandi, facendone egli stesso l'esperimento con un seminario nella casa di Caen, di cui era superiore dal 1640. Con suo grande stupore il permesso gli fu rifiutato. Gli Oratoriani, dimentichi dello scopo essenziale e primordiale della loro istituzione, preferivano continuare a consacrarsi all'educazione della gioventù laica.
La sua idea di fondare una nuova Società per la formazione del clero e il rinnovamento del popolo con le missioni, fu approvata da parecchi vescovi e dalla mistica normanna Maria des Vallées con cui il santo era in relazione. Lo stesso cardinale Richelieu, primo ministro di Luigi XIII, informato del gran bene che egli operava tra il clero con le sue conferenze, lo fece chiamare a Parigi per incoraggiarlo e autorizzarlo a dare inizio alla sua opera. Per la nascita della Congregazione di Gesù e Maria a Caen, il P. Eudes scelse la data del 25-3-1643, fedele discepolo del cardinal de Bérulle nel fare della persona del Verbo Incarnato il centro di tutta la vita spirituale.
Fin dal principio egli fu sostenuto validamente dal suo vescovo di Bayeux, Mons. d'Angennes, e coadiuvato da alcuni zelanti sacerdoti che si posero alla sua scuola senza emettere voti di religione. Secondo l'intenzione del fondatore essi dovevano trovare nel loro sacerdozio la ragion d'essere della propria santificazione. Per realizzare la vita di Cristo in loro e nei fedeli, egli propose a tutti la devozione ai Sacri Cuori di Gesù e Maria, e affidò ad essi il compito di propagarla nelle missioni.
Egli stesso con l'approvazione di numerosi vescovi ne compose la Messa e l'Ufficio che in breve si propagarono in tutta la Francia con grande livore dei giansenisti. La festa del Sacro Cuore di Maria fu da lui introdotta nel 1648, quella del Sacro Cuore di Gesù nel 1672, un anno prima delle apparizioni e delle rivelazioni a S. Margherita M. Alacoque. Il P. Eudes scrisse moltissimo con praticità e unzione in difesa di questa devozione, sulla Madonna, sul sacerdozio, sulla vita cristiana incentrata sempre sul Verbo Incarnato.
A Caen, dove tutto era perfettamente regolato, accorsero molti sacerdoti a fare gli esercizi spirituali, pensionanti, studenti di teologia, laici desiderosi di conoscere la propria vocazione. Di mano in mano che i membri crescevano, il P. Eudes moltiplicava le Case di prova per informare gli aspiranti alla sua spiritualità e prepararli alle missioni popolari. Sovente si udiva esclamare: "Me infelice se non evangelizzo, se non converto". Dotato delle più belle qualità di oratore sacro, non si stancò mai di predicare. La gente accorreva ad ascoltarlo fino da dieci leghe di distanza e con qualunque tempo. Mentre il santo predicava tanti non facevano che piangere. Nelle domeniche e nelle feste non era raro vedere riunite attorno a lui sulle piazze o in aperta campagna fino a dieci, quindici mila persone. A Valognes nel 1643 se ne contarono quarantamila e, cosa meravigliosa, fu da tutti udito distintamente. Le sue missioni duravano almeno sei settimane e ottenevano ovunque frutti meravigliosi. Per confessarsi tante persone facevano la fila per tré, quattro giorni. Perfetto organizzatore, nessuna categoria sociale veniva da lui trascurata, compresi i bambini della prima comunione.
Nelle missioni il P. Eudes aveva avuto la gioia di condurre sul retto sentiero parecchie famose Roccatrici. Da principio le affidò a buone famiglie di Caen, poi per esse istituì l'Ordine di Nostra Signora della Carità del Rifugio ( 1641), i cui membri s'impegnavano con un quarto voto a consacrarsi all'educazione delle prostitute pentite. Da esso sbocciò, nel 1835, per opera di S. Maria Eufrasia Pelletier, l'Istituto di Nostra Signora di Carità del Buon Pastore per la preservazione e la rieducazione delle giovani.
Nello svolgimento del suo apostolato non mancò al P. Eudes il sigillo della cancelleria del cielo: la croce. A intervalli furono suscitate grandi tempeste contro di lui dai suoi nemici i quali lo tacciarono di ingannatore, di ribelle ai superiori, di spergiuro e perfino di sacrilego. Alla morte di Mons. D'Angennes gli furono tolti tutti i poteri e il suo successore Mons. Mole poco mancò che gli facesse chiudere il seminario che aveva fondato. I giansenisti e i gallicani riuscirono a metterlo momentaneamente in cattiva luce davanti al re Luigi XIV, e tentarono di arrestare la fondazione del suo seminario di Rouen e d'impedire a Roma l'approvazione del suo Istituto con libelli diffamatori perché sapevano di avere in lui un irriducibile avversario. Ai suoi sacerdoti raccomandava infatti: "Essi devono stare lontani da noi come l'inferno è lontano dal cielo, come il fuoco dall'acqua".
Le pene morali, continue e lancinanti, gli scossero la salute. Per oltre vent'anni soffrì di grande freddo alla schiena. Negli ultimi anni patì spaventosi dolori per le febbri e le emorroidi, la ritenzione di urina e un'ernia. Morì il 19-8-1680. Pio X lo beatificò l'11-4-1909 e Pio XI lo canonizzò il 31-5-1925. Le sue reliquie sono venerate a Caen nel monastero di N. S. della Carità.
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Sac. Guido Pettinati SSP,
I Santi canonizzati del giorno, vol. 8, Udine: ed. Segno, 1991, pp. 199-203.
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