PARUSIA

Teologia: fondamentale, ascetica...

"Cardinale Pietro Parente; Mons. Antonio Piolanti; Mons. Salvatore Garofano: Voci selezionate dal Dizionario di Teologia Dogmatica". PARUSIA ( = presenza, venuta, ritorno), indica il ritorno di Cristo, giudice dei vivi e dei morti, alla fine del mondo. Di questa seconda venuta in gloria già Cristo parlò nel grande discorso escatologico e gli Apostoli, in modo particolare Paolo, la menzionano spesso nelle loro lettere.

 La difficoltà principale dei testi del N. T. relativi alla Parusia, è originata dal fatto che, apparentemente, sembra che Gesù e gli Apostoli abbiano ritenuto imminente la trionfale apparizione. Se così fosse, né Gesù né gli Apostoli avrebbero potuto pensare a fondare ed organizzare una Chiesa se essa non doveva avere che brevissima vita. In tal senso concludeva un largo settore di studiosi cattolici il cui più noto rappresentante era il Loisy. La Chiesa è intervenuta con documenti ufficiali per condannare sia la teoria escatologica in generale propugnata dai modernisti (DB 2033) sia per l'interpretazione dei testi delle Epistole apostoliche (decr. della Comm. Bibl. 18 giugno 1913).
  Essendo Gesù Figlio di Dio e gli Apostoli ispirati, come agiografi, dallo Spirito Santo, è ovvio che essi non abbiano potuto così clamorosamente ingannarsi sul tempo della fine del mondo, né si può pensare che gli Apostoli abbiano espresso soltanto le proprie private vedute per quel che riguardava l'imminenza della Parusia senza compromettere la ispirazione divina, perché nella Bibbia non è possibile distinguere idee e parole proprie dell'uomo da idee e parole proprie di Dio (v. Ispirazione). Gesù si è rifiutato di pronunziarsi sul tempo della Parusia (Mc. 13, 22 s.), mentre ha ordinato agli Apostoli di diffondere il Vangelo e la Chiesa in tutto il mondo promettendo di assisterli con la sua presenza e potenza «fino alla consumazione del secolo» (Mt. 28, 20). Paolo tranquillizza i Tessalonicesi che pensavano al prossimo ritorno di Gesù dicendo che prima di quel tempo dovrà verificarsi una grande apostasia e dovrà manifestarsi l'Anticristo (II Thess. 2, 3-4); in lui nessuna frenesia apocalittica: gli pensa a fondare Chiese, ad organizzarle, a dare disposizioni ai suoi successori per l'incremento e la diffusione del messaggio cristiano.
  Trattandosi di un avvenimento futuro, sia Gesù, che gli Apostoli hanno usato, parlando della Parusia, dello stile profetico di cui è caratteristica la mancanza di distinzione di tempi presentando avvicinati e confusi avvenimenti tra loro distanti.
  Alla morte di ogni uomo avverrà l'incontro con Cristo che dovrà: giudicarlo; quando, perciò, gli Apostoli esortano alla vigilanza in attesa della venuta di Gesù si riferiscono a questa Parusia di carattere privato. D'altra parte essi erano vissuti col Cristo poco più di due anni e lo avevano pienamente compreso solo quando egli era risorto e ritornato al cielo. L'intenso desiderio di lui, di rivederlo, influì sugli Apostoli che tornavano con insistenza al pensiero del glorioso ritorno di quel Cristo che essi avevano visto vittima dell'odio degli uomini.