MARCIONISMO

Teologia: fondamentale, ascetica...

"Cardinale Pietro Parente; Mons. Antonio Piolanti; Mons. Salvatore Garofalo: Voci selezionate dal Dizionario di Teologia Dogmatica". MARCIONISMO: eresia del II secolo, che fa capo a Marcione, contro cui Tertulliano scrisse un libro (Adversus Marcionem), che c'informa dell'uomo e delle sue dottrine.

Marcione ebbe qualche contatto con gli Gnostici (v. Gnosticismo), ma non fu uno gnostico. Il suo fu un atteggiamento antignostico in quanto che in luogo d'una superba scienza (gnosi) egli preferiva un ascetismo pratico rigoroso, proposto come unico mezzo di salvezza. Considerando le differenze tra l'A. e il N. T. Marcione finì col convincersi che l'Evangelo è l'antitesi e la condanna dell'A. Testamento. Gli Apostoli non hanno compreso Cristo, anzi ne hanno adulterato il pensiero. Solo S. Paolo ha capito a fondo il Divino Maestro, condannando il Giudaismo. Il Dio dell'A. T. è il Dio della giustizia e della severità, che semina dolore e tribolazioni nell'umanità; il Dio invece del N. T. è il Dio della bontà e dell'amore, che si manifesta in Gesù Cristo, Spirito Salvatore, apparentemente uomo, che muore per noi, per liberarci dalla tirannia del Demiurgo (il Dio dell'A. T.). Si aderisce al Salvatore con la mortificazione della carne, con lo astenersi dai piaceri e dal lusso, col soffrire volentieri fino al martirio. Scacciato dalla Comunità cristiana, Marcione fondò un'organizzazione ecclesiastica a parte con una propria gerarchia. Molti furono i suoi seguaci, attratti specialmente dall'austerità della sua vita, Ebbe un continuatore in Apelle, che però introdusse sensibili modificazioni nel sistema del maestro. A Marcione si ricollegano gli Encratiti (v. questa voce) che condannavano il matrimonio. Non si può negare che Marcione fu animato da un sincero desiderio di perfezione ascetica per sé e per gli altri; ma egli ebbe il grave torto di rinnegare le ricchezze dottrinali del Cristianesimo e la genuinità della Chiesa Apostolica, che era opera non solo degli altri Apostoli, ma anche di S. Paolo, che Marcione contrapponeva arbitrariamente agli altri. E' evidente esagerazione ed errore di valutazione storica l'opinione di alcuni (cfr. E. BUONAIUTI, Storia del Cristianesimo, I), che amano di vedere in Marcione un provvidenziale riformatore e magari un martire della Chiesa ufficiale. Nel seno di questa Chiesa Marcione avrebbe trovato la soddisfazione alla sua tendenza ascetica e il provvido freno contro le sue aberrazioni.