ILLUMINISMO

Teologia: fondamentale, ascetica...

Cardinale Pietro Parente; Mons. Antonio Piolanti; Mons. Salvatore Garofalo: Voci selezionate dal Dizionario di Teologia Dogmatica. ILLUMINISMO (ingl. Enlightenment) ; corrente filosofico-religiosa, diffusa nel '700 dall'Inghilterra alla Francia, alla Germania, all'Italia.

L'Illuminismo raccoglie lo spirito dell'Umanesimo e della Riforma luterana e afferma l'autonomia della ragione, affrancata ed emancipata da ogni autorità civile e religiosa, apertamente ribelle ad ogni tradizione, destinata a illuminare della sua luce i misteri del mondo e della vita. Il corifeo di questa corrente è l'inglese Erberto di Cherbury (+1648), il quale professò una religione naturalistica ridotta a poche verità fondamentali, intorno a cui sogliono convenire tutte le religioni. A questa teoria si riconnette il Deismo (v. questa voce) col Tindal, col Toland, col Collins e il Bolingbroke. Insieme con l'autonomia della ragione l'Illuminismo proclamò l'autonomia della volontà nel campo morale; né la religione né le leggi civili possono essere fonti di moralità, ma soltanto la coscienza individuale con una specie d'istinto (senso etico-estetico). La morale individuale diventa sociale temperando l'egoismo con l'altruismo per mezzo della simpatia (A. Smith). L'Illuminismo inglese passò in Francia e vi degenerò con l'Enciclopedismo materialista e ateo (De la Mettrie, Holbach, Diderot, Voltaire), G. G. Rousseau, col suo naturalismo romantico, si ricollega all'Illuminismo francese. In Germania l'Illuminismo si affermò con Samuele Reimarus (+1768), che rigetta tutta la rivelazione cristiana come un'impostura, e più ancora con Efraim Lessing, esteta, letterato, drammaturgo, che ha ispirato tutta l'opera sua al principio della verità come perenne, personale conquista, non come dono o possesso immutabile. Così la religione dogmatica non avrebbe più senso. In Italia l'Illuminismo influì sul Rinnovamento della seconda metà del '700, nel settore delle scienze economico-sociali (A. Genovesi, G. Filangieri, G. R. Carri ecc.). Per le tenaci tradizioni cristiane l'Illuminismo italiano in genere non conobbe le degenerazioni etico-religiose d'oltralpe.