I TESORI DI CORNELIO A LAPIDE: La Pace

Vita cattolica: Matrimonio, laicato...


1. Dio solo è l’autore della pace.
2. Eccellenza e utilità della pace.
3. In che cosa consiste la pace.
4. Tre specie di pace.
5. Mezzi per acquistare la pace.


1. DIO SOLO È
L’AUTORE DELLA PACE. – «Dio, pace per essenza, dice S.
Bernardo, mette la pace dovunque egli abita; contemplare lui, è
essere in seno alla pace (Serm. XXII, in
Cantic.
)». S. Paolo augurava ai
Tessalonicesi che il
Signore della pace desse la pace sempre e in ogni luogo (II, III,
16). Dio medesimo dice: «Io ho creato la pace, frutto delle mie
parole, tanto per colui che è lontano, quanto per colui che è
vicino» (ISAI. LVII, 19).
Parlando del Messia, il profeta
Michea dice: Costui sarà la pace (V, 5). Salomone, che ne era
egli medesimo una figura, lo chiama Re della pace; Isaia lo chiama
«Principe della pace» (IX, 16). I Profeti chiamano Gesù
Cristo principe della pace, 1° perché egli l’ha data al
mondo e gliela lasciò per testamento prima di morire: «Io
vi lascio la pace, disse; vi dò la mia pace; ve la dò,
ma non come la dà il mondo» (IOANN. XIV, 27).
2° Perché
Gesù Cristo ha abbattuto il muro di separazione che esisteva
tra Dio e l’uomo; ha unito l’uomo a Dio, il cielo alla terra, il
sommo della grandezza all’abisso della miseria. Gesù Cristo,
venendo al mondo, dice S. Paolo, ci ha portato la buona novella della
pace… In grazia di lui, abbiamo tutti accesso nel medesimo Spirito
presso il Padre (Eph.
II, 17-18). Mentre gli eravamo nemici, fummo riconciliati con Dio per
mezzo della morte del Figliuol suo (Rom.
V, 10). S. Leone commenta così: «Il giorno del Natale
del Signore è il giorno della nascita della pace; offrano
dunque tutti i fedeli al Padre, la concordia dei figli pacifici
(Serm. de Nativ.)».
3° Perché Gesù Cristo è
l’autore della pace interiore di cui gode la coscienza dei giusti, e
ha portato al mondo e al cielo una pace eterna, come indicano quella
parole d’Isaia: «Il suo impero si moltiplicherà e la
pace non avrà termine» (IX, 7).
Sotto il nome di
questo regno, di questa pace, bisogna intendere la pace spirituale
che consiste nella tranquillità e nelle consolazioni interiori
dell’anima: Ecco perché S. Paolo dice: «Il regno di Dio
non è né mangiare, né bere; ma giustizia, pace,
gioia nello Spirito Santo» (Rom.
XIV, 17). Quando con le parole del Pater
­ Adveniat regnum tuum
chiediamo a Dio che il suo regno arrivi, non dimandiamo di andare
subito in cielo; ma che l’impero del demonio e del peccato sia
distrutto e ceda il luogo al regno di Gesù Cristo; facciamo
voti perché .il divin Salvatore regni in noi e nei nostri
cuori con la sua grazia. Di questo regno parla Gesù Cristo in
S. Luca, dove afferma, che «il regno di Dio è dentro di
noi» (XVII, 21).
Il regno della pace
nell’anima dei giusti non ha fine, come insegnano S. Basilio, S.
Cirillo, e principalmente il Crisostomo nell’Omelia su quelle parole:
Quando venit regnum Dei;
dove spiega questa pace in quattro modi: 1° Gesù Cristo ci
ha insegnato a sottomettere la carne allo spirito; per questo mezzo
la guerra cessa nell’anima ed essa gode la pace; 2° ci ha
riconciliati col Padre, e di nemici che eravamo ci ha fatti amici;
non è questa grande sorgente di pace al cuore?… 3° ha
unite le nazioni ai Giudei con i vincoli della pace; 4° concede a
quelli che ha così uniti, la grazia di perseverare, affinché
godano di una continua pace. Il regno di questa pace non avrà
fine, perché Gesù opera d’accordo col Padre suo e
opererà fino alla fine dei secoli per conservarla e
perpetuarla in eterno. lo vi lascio la pace, egli ha detto; io vi dò
la mia pace, non però come la dà il mondo.
«Giustificati
per la fede, scrive S. Paolo ai Romani, noi abbiamo la pace con Dio,
per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo; per il quale noi
abbiamo, in virtù della fede, accesso a questa grazia (della
pace), nella quale siamo stabiliti, e ci gloriamo nella speranza
della gloria dei figli di Dio» (Rom.
V, 1-2). La pace ammirabile, di cui qui si ragiona, è la pace
che Gesù Cristo ha recato dal cielo in terra; quella pace che
gli angeli annunziarono agli uomini di buona volontà alla
nascita del Redentore (Luc.
II, 14).

«Dio ha mandato
la predicazione ai figli di Israele, diceva anche S. Pietro,
annunziando la pace per Gesù Cristo, che è il Signore
di tutti» (Act.
X, 36).
S. Bernardo,
commentando quelle regole del Signore: «Non comunicherò
ad altri la mia gloria» (ISAI. LXII, 8), dice: «Che cosa
dunque ci darete voi, o Signore?.. ­ Io vi dò la pace, io
vi lascio la mia pace. Ah! questo mi basta; lieto e riconoscente
prendo quello che mi date e vi lascio senza rammarico quello che vi
ritenete. Questo è di vostro gradimento ed io non dubito punto
che sia di mio vantaggio. Io rifiuto la gloria, per timore che
volendo usurpare quello che non mi è dato di possedere, non
perda meritamente quello che mi viene offerto. Io voglio la pace,
desidero la pace, e niente di più che la pace. A chi non basta
la pace, non bastate voi medesimo; perché voi siete la nostra
pace. Resti a voi, o Signore, tutta e intera la gloria; per me ne
avrò abbastanza, se avrò la pace (Serm.
XIII, in Cantic
.)». Che magnifico
linguaggio! Qual tesoro è questa pace che solo Dio può
dare!
 
2. ECCELLENZA E
UTILITÀ DELLA PACE. – Tesoro così prezioso ed
eccellente è la pace, che Gesù dopo la sua risurrezione
la augura per prima cosa ai suoi discepoli. Essi erano insieme
radunati, quando Gesù comparve in mezzo a loro e disse: La
pace sia con voi: – Pax vobis
(IOANN. XX, 19). Certo, se vi fosse stato saluto più felice e
più perfetto, l’avrebbe il Redentore in quell’occorrenza
rivolto agli Apostoli.
Così gran
conto fa S. Paolo della pace, che scrivendo ai Filippesi,
dice: «Faccia il cielo, che la pace di Dio, la quale sorpassa
ogni sentimento, custodisca i cuori e le menti vostre in Gesù
Cristo» (Philipp.
IV, 7). Se la pace di Dio supera ogni pensiero e sentimento è
facile conchiuderne che è cosa eccellente e di un valore
infinito… E infatti la pace di Dio è Dio medesimo, la sua
natura è la pace, dice S. Ambrogio (De
Iacob
.); la pace di Dio è Dio
posseduto per la grazia quaggiù e per la gloria nel cielo…
Isaia esclama: «O come sono belli sui monti i piedi di colui
che annunzia e predica la pace, di colui che annunzia il bene, che
predica la salute e dice a Sionne: Regnerà il tuo Dio!»
(ISAI. LII, 7).
La pace che augura Gesù Cristo contiene:
1° l’amicizia di Dio…; 2° la tranquillità e la
serenità dell’anima nelle tentazioni e nelle persecuzioni…;
3° la concordia con tutti gli uomini… «Io vi dò la
pace, dice il Salvatore, ma non come il mondo». – Infatti la
pace del mondo invece di procurar ci l’amicizia di Dio, ci fa suoi
nemici; invece di renderci tranquilli nelle tentazioni e nelle
persecuzioni, vi ci abbandona, ci porta a mormorare, a soccombere;
invece di stabilire la concordia tra gli uomini, semina l’odio e la
dissenzione…
La pace di Dio è la
riconciliazione di Dio con gli uomini; è l’unione dell’anima
santa con Dio… La pace vera è impenetrabile scudo il
quale protegge il cristiano contro gli strali del mondo, della carne,
dei demoni i quali conoscono tutta l’eccellenza e l’utilità
della pace di Dio, perciò tentano con ogni mezzo di rapircela
spingendoci al peccato, o almeno di turbarla con gli scrupoli, con le
malinconie, con la sfiducia, con tentazioni di disperazione; essi che
non hanno e non avranno mai la pace, si rodono di gelosia e di
rabbia, vedendo la pace dell’anima fedele; di qui i loro sforzi pèr
turbarla e farla perdere; a loro si resiste semplicemente col
conservare la pace.
La pace di Dio mette la calma nell’anima…;
le inspira una confidenza inalterabile; la rende magnanima…; fa
nascere in lei la gioia… «La pace di Cristo, scriveva S.
Paolo ai Colossesi, esulti nei vostri cuori; la pace nella
quale siete stati chiamati a formare un solo corpo» (Coloss.
III, 15); produce l’umiltà… «Il frutto della
giustizia, dice S. Giacomo, è seminato nella pace per quelli
che fanno le opere della pace» (IAC. III, 18).
«La pace, dice
S. Agostino, è serenità di mente, tranquillità
di spirito, semplicità di cuore; è il vincolo
dell’amore, l’inseparabile compagna della carità. Spiana le
divergenze, sopisce le ire, toglie le rivalità, impedisce le
guerre, calpesta gli orgogliosi, ama gli umili, unisce i discordi,
riconcilia i nemici; dolce e cortese con tutti, non ambisce le cose
d’altri e non litiga per le sue; insegna ad amare quello che non sa
odiare; ignora la boria e non conosce la caparbietà. Dunque
chi già la possiede, la conservi con ogni cura; chi l’ha
perduta, la cerchi; chi non l’ha più, la chieda di nuovo.
Poiché chi sarà trovato fuori di essa, non sarà
conosciuto dal Padre, sarà diseredato dal Figlio, e tenuto
come straniero dallo Spirito Santo (Serm.
LXXV, de Verb.
Domini
)».
Notate quanti e
quanto grandi sono i vantaggi della pace: 1° è gratissima
a Dio, poiché egli si chiama il Dio della pace e della
carità…; 2° ci conduce al cielo e ci fa gustare un
saggio anticipato della vita celeste; essendo il cielo la patria
della somma, eterna pace»; 3° è l’immagine di Dio e
della Santissima Trinità». 4° appunto per recare
agli uomini la pace con Dio e con se stessi, Gesù Cristo
discese dal cielo. La pace procura una vita dolce e felice. «Egli
ha fissato la sua dimora nella pace, dice il Salmista, e là ha
distrutto la potenza dell’arco, dello scudo, della spada e della
guerra» (Psalm.
LXV, 2-3).
Dice S. Basilio: 1°
Colui che accoglie con premura la pace e le fa posto nell’anima sua,
prepara una dimora a Gesù Cristo, perché Gesù
Cristo è la pace, e vuole riposare nella pace; invece l’uomo
invidioso e turbolento è detestabile sotto ogni aspetto… 2°
L’uomo pacifico ha sempre il cuore tranquillo e contento; ma
l’invidioso è turbolento, simile ad una nave agitata in un
mare in tempesta… 3° L’uomo pacifico possiede l’anima sua con
sicurezza, si trova al riparo da tutte le parti… 4° Il pacifico
è come una vigna che porta deliziosi frutti; mentre il
turbolento e geloso è nell’indigenza e nella miseria; e quanto
più il primo, inondato dalla gioia del Signore, è
felice, tanto più il secondo è aggravato di dolori e di
mali… 5° Il pacifico si riconosce alla gioia che gli irradia il
viso; il turbolento si conosce all’occhio torvo ed al colore fosco
del volto… 6° Il pacifico merita di partecipare alla società
degli angeli; l’invidioso, il rissoso, divide la sua sorte con i
demoni… 7° La pace illumina i misteri dell’anima; l’invidia
piena di rabbia, chiama le tenebre sui segreti del cuore… 8° La
pace scaccia la discordia, la gelosia aumenta l’odio e i desidèri
di vendetta… 9° Al primo risplendere della pace, le tenebre si
dileguano; là dove cova l’invidia, non vi è che
oscurità, tenebre interiori ed esteriori. Pratica dunque la
pace, o figlio mio, e guarda di meritarti l’invidiabile nome di
pacifico, affinché possa godere dei frutti della pace. Aborri
l’invidia, amica del litigi, affinché non debba provarne i
danni e i mali (Epist.).
Aveva dunque ragione
il Salmista di augurare che vi fosse pace nelle fortezze, perché
vi si sarebbe trovata l’abbondanza (Psalm.
CXXI, 7), e di chiedere a Dio, per vantaggio dei suoi fratelli e
amici, che Gerusalemme fosse sempre in pace (Id.
8). Ricordiamoci che godono una profonda pace quelli che amano il
Signore e che nulla basterà a scuoterne la fiducia (Psalm.
CXVIII, 165).
«O pace, scala
celeste! esclama S. Efrem; o pace, via al regno dei cieli! o pace,
madre della compunzione! o pace, conciliatrice della penitenza! o
pace, specchio dei peccatori, che mostri all’uomo le sue colpe! o
pace, che fai sgorgare delizioso pianto! o pace, madre della
mansuetudine! o pace, compagna indivisibile dell’umiltà! o
pace, sicurezza dell’anima! o pace, giogo amabile e peso leggero, che
rinvigorisci l’anima e sostieni colui che ti porta! o pace, gioia
dell’anima e del cuore! o pace, freno degli occhi, degli orecchi,
della lingua! o pace, che abbatti la sfrontatezza e sei nemica
dell’impudenza! o pace, sorgente feconda di pietà e di
religione! o pace, prigione delle passioni! o pace, guida alla virtù!
o pace, che dài ospitalità, e ami la povertà
volontaria! o pace, campo di Gesù Cristo, fecondo di frutti
abbondanti! o pace, inseparabile dal timore divino, baluardo e rocca
di coloro che desiderano combattere per il regno dei cieli!» (De
Patient. et Comsum. saeculi
).
 
3. IN CHE COSA
CONSISTE LA PACE. – S. Agostino dice: La pace del corpo sta nel
temperamento bene ordinato delle sue parti; la pace dell’anima
irragionevole, nel riposo bene ordinato dei suoi appetiti; la pace
dell’anima ragionevole, nell’accordo ben concertato della conoscenza
e dell’azione; la pace del corpo e dell’anima, nella vita e nella
sanità bene. accordate dell’essere animato; la pace dell’uomo
mortale e di Dio, nell’obbedienza bene ordinata, secondo la fede,
sotto la legge eterna. La pace degli uomini è l’unione
nell’ordine; la pace domestica è l’unione e l’ordine del
comando e dell’obbedienza tra i membri della stessa famiglia; la pace
sociale è l’unione e l’ordine dell’autorità e della
soggezione, tra i cittadini; la pace della città celeste è
l’ordine perfetto, è l’unione suprema nel godimento di Dio,
nella mutua felicità di tutti in Dio; la pace di tutte le cose
è l’ordine e la tranquillità (De
Civ. Dei
, lib. XIX, c. XIII).
Donde viene la pace? Dalla
testimonianza di una buona coscienza… Donde viene la pace? Dalla
fuga del male e dalla pratica del bene… Donde viene la pace? Dal
lasciare il peccato e dal perseverare nella grazia e nella virtù…
Che cosa è che procura la pace? Lo stare bene con Dio.
Facendo ciò che si può,
per piacere a Dio, bisogna conservare la pace e non temere la
vendetta divina e la condanna: bisogna che chi sta bene con Dio abbia
lo spirito libero dai terrori di una coscienza erronea. La pace della
coscienza non ha bisogno, come pretendono i protestanti, di poggiare
sopra una certezza di fede divina, per la quale l’uomo sia assicurato
che i peccati da lui commessi gli sono perdonati: basta che essa
riposi su certi segni e congetture, le quali dànno una specie
di certezza morale che egli si trova in istato di grazia. Quando la
coscienza attesta che si è fatta a dovere la propria
confessione, che si è ricevuta l’assoluzione e adempita la
penitenza prescritta, che si cerca di non ricadere e si osservano i
comandamenti di Dio e della Chiesa, bisogna che l’uomo si guardi
dall’affannarsi e si mantenga fermamente in pace. Questa sicurezza è
sufficiente; i peccati sono perdonati; siamo amici di Dio.
Finalmente la
perfetta conformità della nostra volontà alla volontà
di Dio è quello che procura la vera e solida pace. La pace,
dice San Leone (Serm. ad I Quadrag.),
sta nel volere quello che Dio comanda e non volere quello ch’egli
proibisce. Come mai si potrebbe avere la pace, se si volesse quello
che Dio non vuole, o non si volesse quello che Egli vuole?… L’uomo
ha la pace e la libertà vera, quando la carne è
governata dall’anima ragionevole, e l’anima viene diretta da Dio al
quale obbedisce.
 
4. TRE SPECIE DI
PACE. – Vi sono tre sorta di pace: la pace con Dio, la pace col
prossimo, la pace con se stesso… Gesù Cristo è colui
che dà questa triplice pace. Volete voi possederla? andate a
lui, domandategliela; egli è la nostra pace, la vera e divina
pace. Procurate che Gesù Cristo abiti nel vostro cuore, e la
pace vi entrerà con lui. Come il sole non può essere
senza luce, il fuoco senza calore, così Gesù Cristo non
può essere senza la pace, perché tutto in lui è
pace. Con esso, noi adempiremo esattamente quel precetto
dell’Apostolo: «Mantenetevi in pace con tutti» (Hebr.
XII, 14).

5 MEZZI PER
ACQUISTARE LA PACE. – 1° Desiderarla… Perciò vediamo che
l’augurio più frequente in bocca agli Apostoli era quello
della pace: «La grazia di Dio e la pace siano in voi» –
scriveva S. Paolo ai Colossesi;
«Che la pace sia con voi» ­ diceva l’apostolo S.
Giovanni (II, 3). «Si adempia in voi la pace» – augurava
S. Pietro (II, I, 2).
2° Mettere in
pratica la raccomandazione di S. Antonio: «Fuggite la golosità
e la lussuria, la schiavitù del secolo e l’ambizione, e voi
avrete la pace» (Vit. Patr.);
cioè fare guerra ad ogni sorta di passioni. Questa è la
guerra senza di cui non vi è pace.
3° Praticare la
dolcezza. Quelli che sono mansueti, erediteranno la terra, dice il
Salmista, e si rallegreranno nell’abbondanza e nella pace (Psalm.
XXXVI, 11).
4° Ascoltare la
voce di Dio, obbedire alla legge divina. «Io ascolterò,
diceva il Profeta, quello che Dio mi dirà in fondo al cuore,
perché le sue parole sono parole di pace» (Psalm.
LXXIV, 8). «Se voi foste stati docili ai miei comandi, dice
Iddio, la vostra pace sarebbe stata come un fiume» (ISAI.
XLVIII, 18): «E se tu avessi camminato nella strada del
Signore, soggiunge il profeta Baruch, tu abiteresti in mezzo ad
un’eterna pace» (BARUCH. III, 13). Al contrario, «per
l’empio non vi è pace», sentenzia Isaia (LVII, 21). Chi
dunque ama la pace, fugga e detesti l’empietà… La pace
grande, solida, duratura, non si trova che in cielo… Se vogliamo
goderne un giorno, lavoriamo continuamente e unicamente con l’occhio
rivolto all’eternità.