CORPO MISTICO

Teologia: fondamentale, ascetica...

"Cardinale Pietro Parente; Mons. Antonio Piolanti; Mons. Salvatore Garofalo: Voci selezionate dal Dizionario di Teologia Dogmatica". CORPO MISTICO (di Cristo): l\’espressione risale almeno al sec. IX (cfr. Ratramno e Pascasio Radberto); presso i Padri (cfr. Ambrogio) si trova la frase «Capo mistico» riferita a Cristo; qualche scrittore ecclesiastico parla di «membri mistici di Cristo, della Chiesa» (cfr. Beda).

Nell\’Evangelo di S. Giovanni Cristo si paragona alla vite, di cui gli uomini sono i tralci (c. 15) e nella preghiera dell\’ultima cena insiste sul concetto della unità e della mutua immanenza di Lui negli uomini e degli uomini in Lui (c. 17). Ma è S. Paolo che svolge ampiamente questa tema e presenta Gesù Cristo come un immenso organismo, un corpo, di cui Egli è il Capo e gli uomini le varie membra (Lett. P ai Cor., ai Col., agli Efes., ai Rom.). Sintesi della dottrina di S. Paolo: Cristo, Verbo Incarnato, è il nuovo Adamo. Capo dell\’umanità che si redime in Lui e costituisce con essa un Carpo che è il Cristo mistico. Questa corpo in senso largo abbbraccia tutto il genere umano, perché Cristo è morto per la salvezza di tutti; ma in senso stretta è la Chiesa, in cui si entra col Battesimo, innesto dell\’uomo in Cristo, per partecipare alla vita soprannaturale, che dal Capo si diffonde nelle membra, per l\’azione della Spirito Santo, che è come l\’anima del Corpo mistico. L\’unità di questo organismo è così profonda che S. Paolo non esita a dire (Gal., 3. 28): «Unus estis in Christo» cioè, come traduce S. Tommaso, voi siete con Cristo una sola persona mistica. Qui «mistico» non si oppone a reale, ma indica una realtà non fisica ma soprannaturale. «Cristo in noi» è per. S. Paolo il grande mistero che Dio rivela nell\’Evangelo: per esso noi viviamo di Cristo, continuando in noi la sua passione, la sua morte e la risurrezione (solidarietà). Su questa mistero poggia la redenzione e la Chiesa (v. queste voci). I Padri sviluppano il pensiero di S. Paolo o in senso più strettamente ecclesiologico (Ignazio, Cipriano) o in senso soteriologico più largo (Ireneo, Atanasio, Cirillo Aless., Crisostomo). S. Agostino armonizza le due tendenze. Un profondo ed erudito commento dottrinale di questa verità di fede è la recente Enciclica «Mystici Corporis» del Sommo Pontefice Pio XII. f. r.. che nella luce del corpo mistico cansidera prima i rapporti tra Cristo e la sua Chiesa, di cui è Capo, Sostentatore e Salvatore; poi i rapporti e i vincoli di unione tra i fedeli e Gesù Cristo. condannando le esagerazioni del falso misticismo, che tende ad assorbire l\’uomo e la sua personalità in Cristo fino a fonderli in una sola persona fisica.