B. MARIA LEONIA PARADIS (1840-1912)

Vite di Santi, Beati, Venerabili...

Maria Leonia Paradis nacque il 12 maggio 1840 ad Acadia, in Canada. Quando avvertì la chiamata alla vita religiosa, entrò nella Congregazione delle Suore Marianite della Santa Croce per il servizio domestico nelle Case dei ‘Sacerdoti della Santa Croce’ e inoltre per l’educazione della gioventù. Fece la professione religiosa il 22 agosto 1857. Il 26 agosto 1877, un gruppo di 14 consorelle appartenenti a tale ordine, vestì l’uniforme di una nuova Comunità, denominata “Piccole Suore della Santa Famiglia”, indipendente dalle Suore di S. Croce che venne autorizzata il 31 maggio 1880 di cui fu superiora. Ella insegnò a leggere e a scrivere ad un gran numero di giovani ragazze, indirizzandone molte alla vita religiosa. Morì il 3 maggio 1912 a Sherbrook, all’età di 72 anni. Papa Giovanni Paolo II l’ha beatificata l’11 settembre 1984.

Questa generosa collaboratrice domestica del clero, fondatrice delle Piccole Suore della Santa Famiglia, nacque il 12-5-1840 ad Acadie, allora nella diocesi di Montreal, oggi di Saint-Jean-de-Longueuil, nel New-Brunswich, da Giuseppe ed Emilia Grégoire, agricoltori e mugnai. Essi, e in modo speciale la mamma, che i parenti chiamavano "la piccola grande dama", educarono i loro sei figli con grande fervore e severità di principi. All\’unica figlia vollero che, al fonte battesimale, fossero imposti i nomi di Virginia ed Elodia.
A nove anni i genitori affidarono la beata alle Suore di Nostra Signora di Laprairie affinchè fosse meglio istruita. Alla loro scuola, Elodia crebbe molto pia. Difatti, durante le ricreazioni, lasciava sovente le compagne per andare a pregare in cappella. La sua stessa madre, quando aveva bisogno di qualche grazia, la mandava a recitare il rosario al piano superiore della casa dove rimaneva fino a tanto che non la richiamava. Quando, a dieci anni, fece la prima comunione, rinunciò al suo desinare a favore di un povero. L\’amore per i diseredati diventerà uno dei temi fondamentali della sua vita apostolica.
Di mano in mano che cresceva in età, Elodia si sentiva propensa ad abbandonare le vanità del mondo per servire meglio Dio e il prossimo. Il suo compatriota, Camillo Lefebvre, allora studente della Congregazione della S. Croce, la consigliò a entrare tra le Suore Marianite della Croce, fondate nel 1841 dal P. Basilio Antonio Moreau (+1873), con l\’aiuto di Suor Maria dei Sette Dolori, per l\’educazione della gioventù e il servizio domestico nella casa dei Padri della S. Croce, da lui fondati nel 1837 a Le Mans (Sarthe), in Francia. Accolto l\’invito, la beata entrò a far parte delle Suore Marianite di San Lorenzo, sede della provincia canadese. Dopo un anno di postulato, fece il noviziato sotto la guida di Madre Maria dei Sette Dolori con il nome di Suor Maria Leonia. Il padre non voleva che si facesse religiosa perché in famiglia c\’era bisogno del suo aiuto. Un giorno andò a trovarla per decidere della sua vocazione. La figlia supplicò allora il cielo di farla piuttosto morire che permettere che fosse allontanata dalla comunità. In quel preciso momento ebbe uno sbocco di sangue. Il padre vide, nel poco lieto avvenimento, un segno provvidenziale della vocazione della figlia alla vita religiosa. Il 22-8-1857, ella poté emettere la sua professione alla presenza del fondatore, in visita alle case del Canada, e promettergli di servire Dio tanto nella malattia quanto nella sanità.
Coloro che conobbero Suor Maria Leonia sono concordi nel dire che ella osservò sempre le costituzioni anche nei minimi particolari, e che fu soprattutto modello alle consorelle di umiltà e obbedienza, di carità e fortezza. Un grande letterato francese, Giorgio Bernanos (+1948), un giorno disse: "Si vorrebbe che i santi fossero dei vegliardi pieni di esperienza e di politica, ed invece essi sono, in genere, dei bambini". Tale fu per tutta la vita Suor Maria Leonia. I superiori, consapevoli della straordinaria pietà e comunicativa di lei, fin dal 1855, cioè fin da quando aveva appena quindici anni, la destinarono in diverse case, prima nei dintorni di Montreal, affinchè istruisse ed educasse i bambini delle classi elementari: S. Scolastica (1855-56); S, Lorenzo di Varennes (1857-58); S. Martino (1859-62); poi a S. Vincenzo di New York (1862-70) dove, oltre a svolgere la funzione di maestra delle orfane, fu anche assistente della supcriora locale, Suor Maria della Redenzione. Durante il suo soggiorno negli Stati Uniti andò soggetta a due gravi sbocchi di sangue che misero in pericolo la sua vita, ma non la sua conformità alla volontà di Dio, e conobbe durissime prove.
Nel 1865 era stato convocato a Notre-Dame-du-Lac, nello stato dell\’Indiana (Usa), un capitolo con il proposito dì unificare le due provincie delle Marianite della S. Croce: quella canadese e quella statunitense. L\’anno successivo il loro fondatore fu costretto a dare le dimissioni. Nel 1867 la S. Sede annullò il capitolo tenuto all\’Indiana, approvò le Marianite della S. Croce di Le Mans, ma impose loro la separazione completa dai Padri della S. Croce e, di conseguenza, l\’abbandono del servizio domestico nelle loro case. Inoltre, per volere della S. Sede, il P. E. Sorin, superiore generale dei Padri della S. Croce, fu nominato superiore generale anche della nuova congregazione delle Suore della S. Croce dell\’Indiana (Usa).
Ne derivò una discordia grave e improvvisa perché molte Marianite, che si erano fatte suore per lavorare al servizio dei sacerdoti, appena si videro private di questo fine, espressero il desiderio di passare tra le Figlie della Croce, che lo avevano conservato. La superiora generale, Madre Maria dei Sette Dolori, in una lettera circolare indirizzata a tutta la Società avvertì: "Non si possono avere due spiriti nella medesima congregazione: tutte le Suore sono libere di scegliere per l\’Indiana (Usa); non hanno che da dirlo e le dispense necessario saranno accordate".
Nonostante i trambusti, la vita della beata trascorse normale fino all\’estate del 1870. In quel tempo Madre Maria dei Sette Dolori, eletta superiora generale, si era recata a visitare la casa di New York con l\’ordine del Consiglio Generale di deporre Suor Maria della Redenzione per una lettera insolente che aveva scritto ai superiori maggiori. Il colpo fu duro tanto per l\’interessata quanto per la sua assistente. La superiora generale, che amava e apprezzava molto Suor Maria Leonia, per aiutarla a superare lo sbigottimento in cui era caduta, l\’11 luglio le ordinò di ritornare a San Lorenzo in Canada perché si riposasse e facesse visita alla mamma. Quello che maggiormente affliggeva la beata era il timore che colei che chiamava addirittura "sua madre", con un colpo di testa compromettesse il suo futuro di religiosa.
La beata, dopo aver consultato il P. Carlo Villandre, provinciale dei Padri della S.Croce e superiore ecclesiastico delle Marianite di S. Lorenzo, durante il suo soggiorno in famiglia decise di passare tra le Suore della S. Croce dell\’Indiana. Il P. Sorin, interpellato per lettera, le fece sapere che vi sarebbe stata accolta a braccia aperte.
Frattanto, il 21 luglio. Suor Maria della Redenzione, punta sul vivo, invece di ritornare in Francia come le era stato ordinato, abbandonò la congregazione. Il giorno dopo la beata, che era scesa pochi giorni prima dal Canada a New York in compagnia della sua Provinciale per parlare con la Madre Generale, ebbe modo di manifestare a costei la decisione che aveva preso e il desiderio che aveva di fare tutto il possibile per salvare l\’anima di Suor Maria della Redenzione. S\’incontrò anche con la superiora deposta, ma ella fu irremovibile nel suo proposito. La beata fece ritorno in Canada, ma la sua provinciale non volle riceverla. Si ritirò allora di nuovo presso sua madre, nell\’attesa dei permessi scritti che l\’autorizzassero a passare tra le Suore della S. Croce. Venuta a conoscenza che Suor Maria della Redenzione minacciava di fare delle sciocchezze, dopo tante preghiere scese di nuovo a New York, si incontrò con lei e tanto disse e tanto fece che il 3 settembre riuscì 59 finalmente a convincerla a obbedire e a partire per la Francia.
A causa della guerra scoppiata tra la Prussia e la Francia, i documenti tanto desiderati da Suor Maria Leonia tardarono a giungere, motivo per cui il consiglio provinciale delle Marianite l\’autorizzò a trasferirsi a Nostra Signora del Lago, nell\’Indiana. Il consiglio generale della congregazione della S. Croce di Le Mans, soltanto il 26 settembre poté comunicare il permesso accordato ai superiori del Canada. Il P. Villandre poche settimane dopo ne diede comunicazione alla beata con l\’augurio che potesse conservare una vocazione alla quale pareva che Dio l\’avesse chiamata in modo del tutto particolare. Tra tante difficoltà Suor Maria Leonia volle rimanere fedele alla misteriosa attrattiva che aveva provato per il servizio domestico al clero, e che le fece dire: "Questo pensiero mi ossessiona senza sosta e mi turba stranamente".
Nel mese di novembre dello stesso anno, la beata fu accolta dal P. Sorin tra le suore della S. Croce dell\’Indiana e destinata prima alla casa di S. Maria, in qualità di membro del consiglio locale e insegnante di francese, e poi, dopo due anni, a Marquette con l\’incarico di dirigervi una nuova fondazione. Svolse il suo compito con tanta competenza e ardore che il P, Sorin, nel 1874, volle affidarle un nuovo e più delicato incarico; quello di sovrintendente e guida delle giovani che aspiravano a farsi suore della S. Croce per il servizio domestico nel collegio di S. Giuseppe di Memramcook (New Brunswich), sulla costa dell\’Atlantico, di cui il P. Lefebvre era superiore. Diverse furono le ristrettezze alle quali la beata dovette sottostare con le giovani affidate alle sue cure, ma tutto sopportò senza un lamento. In seguito alle esortazioni del P. Lefebvre moltiplicò le sue industrie per accrescere il numero delle aspiranti alla vita religiosa, ma tante rimanevano sgomente per l\’enorme distanza che dovevano superare prima di giungere alla casa di formazione nell\’Indiana.
Un giorno Mons, E. Fabre, vescovo di Montreal, disse a Suor Maria Leonia: "Ma, sorella mia, perché non fonda lei una piccola comunità per il servizio dei collegi?". La beata comunicò il progetto al P. Camillo, suo direttore, il quale, essendo Provinciale del Canada, fece propria quell\’idea, aiutò la beata a raggruppare le aspiranti alla nuova famiglia religiosa in un laboratorio, e a dare a quattordici di loro, chiamate "Piccole Suore", il 26-8-1877, l\’abito religioso. Il P. Lefebvre riuscì a fare approvare il progetto nel capitolo generale della sua congregazione tenuto a Neuilly (Francia) nell\’aprile del 1880. Sorsero così le Piccole Suore della Santa Famiglia con l\’esclusivo scopo di dedicare tutte le loro energie al servizio domestico del clero per metterlo in condizione di dedicarsi a tempo pieno alla cura delle anime.
La nuova famiglia religiosa, fin dall\’inizio, fu ostacolata da Mons. Giovanni Weeney, vescovo di Saint John, da cui dipendeva. Difatti non volle erigerla canonicamente perché temeva di dover provvedere al mantenimento delle suore quando più tardi fossero diventate vecchie e malate. La fondatrice ebbe molto da soffrire a causa del rifiuto del poco fiducioso pastore specialmente perché vedeva che molte vocazioni andavano perdute. Per superare l\’ostacolo, nel 1895, con l\’aiuto del P. Lefebvre, proprio pochi giorni dopo la di lui morte, riuscì a trasferire il suo Istituto a Sherbrooke (Québec) con il consenso del vescovo della città, Mons. Paolo La Rocque, il quale, già da diverso tempo, desiderava dotare la sua diocesi di una nuova comunità religiosa. Prevedendo il grande bene che le Suore avrebbero fatto nei seminari e nei collegi canadesi, allora in serie difficoltà per i servizi domestici, fece loro dono anche di una casa. Il suo gesto fu provvidenziale perché contribuì alla fioritura di numerose vocazioni, e all\’apertura di nuove Case delle Piccole Suore della Santa Famiglia di cui curò personalmente la formazione religiosa con lettere circolari, predicazioni di ritiri e avvisi vari. Il 26-1-1896 le eresse in congregazione di diritto diocesano e le raccomandò ai suoi sacerdoti e ai vescovi. Sotto il suo episcopato. Madre Maria Leonia fece numerose fondazioni in Canada e negli Stati Uniti, che diresse con lettere e visite personali.
A tutti la beata ricordava: "La nostra missione è di aiutare il sacerdote materialmente e spiritualmente… Le Suore avranno, per il sacerdote delle case dove lavorano, un rispetto profondo e venereranno in lui la persona stessa del Cristo. Esse non dimenticheranno mai di adempiere le mansioni delle sante donne del Vangelo presso il Signore; questo ministero, visto con gli occhi della fede, sarà da esse considerato sublime". La sua consegna, quindi, era di non rifiutare nulla ai sacerdoti, di pregare molto per loro e di non esigere da essi se non modesti compensi per i servizi prestati. Finora la beata, benché fondatrice, era rimasta una semplice suora della S. Croce dell\’Indiana. Per fare piacere tanto al vescovo quanto alle consorelle, il 2-10-1904 rinunciò al suo antico abito e indossò quello delle Piccole Suore della Santa Famiglia. Il 1-5-1905, S. Pio X (11914) la liberò da tutti gli obblighi che la legavano alle Suore della S. Croce. Poté così dedicarsi, con rinnovato ardore, a formare le sue religiose al loro specifico apostolato. Madre Maria Leonia fu superiora generale del suo Istituto per oltre quarant\’anni, e fu sempre amata dalle sue figlie spirituali perché le precedeva nell\’esercizio di tutte le virtù, e quando le correggeva non era né autoritaria, né aspra. Del resto questa era la sua massima preferita: "Sia che mi lodino, sia che mi biasimino, io mi metto al di sopra di tutto. Voglio pensare soltanto alla mia anima". Sulle sue labbra era ricorrente l\’espressione; "Tutto per Dio, niente per noi". Per spingere le suore ad agire con retta intenzione diceva loro sovente: "Restiamo il più possibile alla presenza di Dio. Il pensiero del cielo eleva l\’anima e la sostiene contro le difficoltà della virtù. L\’anima che non perde la presenza di Dio ha trovato un tesoro che nessuno può rapirle". Per aiutare a non cadere nello scoraggiamento faceva loro questa raccomandazione ; "Quando pregate il buon Dio, fatelo con molta semplicità, come se chiedeste a vostro padre e a vostra madre quello di cui avete bisogno".
Gli ultimi anni di vita della B. Maria Leonia furono caratterizzati dal grande sviluppo che il suo Istituto prese.
Era quindi evidente che alle sue figlie spirituali aveva saputo impartire un\’ottima formazione benché priva di studi speciali, e che le Chiese locali del Canada e degli Stati Uniti ne avevano apprezzato l\’opera e i meriti. Quando la fondatrice giunse a Sherbrooke la sua istituzione non contava che 91 suore sparse in 5 case; al momento della sua morte saranno 600 sparse in 33 case. Il locale ricevuto in dono dal vescovo, divenne ben presto troppo piccolo per contenere il numero crescente di ragazze desiderose di dedicarsi nella vita religiosa al servizio dei sacerdoti. Nessuna postulante veniva respinta soltanto a causa della povertà o della poca salute. La fondatrice diceva; "Preferisco una persona debole, ma coraggiosa, a una persona forte, ma senza energia".
Tra difficoltà di ogni genere la beata ebbe la gioia di fare costruire, per lo sviluppo della congregazione, una casa molto vasta, con propria cappella, che fece benedire il 2-7-1907, in occasione del suo 50° anno di professione. Aveva così dimostrato quanto fosse vero quello che un giorno scrisse al superiore di un seminario: "Allorché mi incarico di una cosa, soltanto la morte può impedirmi di fare l\’impossibile per condurla a buon fine", e quello che disse all\’economa generale preoccupata del grosso debito che l\’Istituto era stato costretto a contrarre: "Non scoraggiatevi, il buon Dio verrà alla sua ora".
Tutta la vita della beata fu una continua preparazione alla morte per la tubercolosi che mai l\’abbandonò, per un tumore che la tormentò per diversi anni e i calcoli biliari che portò con sé nella tomba. Si preoccupava perciò soltanto di farsi dei meriti sopportando fatiche, incomprensioni e malattie senza dare nulla a vedere, trascorrendo lunghe ore in adorazione davanti a Gesù sacramentato anche di notte e meditando assiduamente la parola di Dio. Il suo passaggio, da questo mondo al Padre, fu molto rapido. Il 3-5-1912 presiedette il consiglio generale, fece in cappella la sua consueta ora di adorazione, andò a visitare i malati, pranzò con tutta la comunità, si ritirò in camera e improvvisamente fu colta da malore. Morì dopo avere appena fatto in tempo a ricevere la santa unzione. Ai suoi funerali, celebrati da Mons. La Rocque, prese parte una folla imponente e commossa.
Dal 1935 le reliquie di Madre Maria Leonia sono venerate nell\’interno della Casa Madre delle Piccole Suore della Santa Famiglia a Sherbrooke. Giovanni Paolo II ne riconobbe l\’eroicità delle virtù il 31-1-1981 e la beatificò a Montreal l\’11-9-1984 durante il suo viaggio pastorale in Canada.
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Sac. Guido Pettinati SSP,
I Santi canonizzati del giorno, vol. 5, Udine: ed. Segno, 1991, pp. 57-63.
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