Un brano tratto da Martin Mosebach, L'Eresia dell'informe. La liturgia romana e il suo nemico (Cantagalli, 2009).
Forse il danno più grave provocato dalla riforma della S. Messa di Papa Paolo VI e dallo sviluppo che ne è derivato è questo: essa costringe tutti a parlare della liturgia. Anche chi non volesse farlo ha già perduto qualcosa di inestimabile: l’innocenza di assumerla come qualcosa dato da Dio agli uomini. Siamo tutti divenuti grandi o piccoli liturgisti.
Tratto da "CRISTO NEI SUOI MISTERI. Conferenze Spirituali e Liturgiche", di COLUMBA MARMION O. S. B.
SOMMARIO. La Chiesa chiama «santa» la risurrezione di Gesù. Duplice elemento costitutivo della santità.
I. Cristo risuscitato è esente da ogni infermità umana.
II. Meravigliosa pienezza della «Vita per Iddio» nel Cristo trionfante.
III. Il battesimo inizia in noi la grazia pasquale. Dottrina di S. Paolo. In qual modo il cristiano, col tenersi lontano da ogni peccato e col distacco da ogni creatura, deve imitare, in tutta la sua esistenza, la libertà spirituale di Cristo glorioso.
IV. Completa appartenenza a Dio: Viventes Deo; sua realizzazione nell'anima.
V. In qual modo, con la contemplazione del mistero e la comunione eucaristica, affermiamo in noi questa duplice grazia pasquale.
VI. La risurrezione dei corpi esaurisce la manifestazione della grandezza di questo glorioso mistero. Gioia che nasce nell'anima nostra per l'unione con Cristo risuscitato; l'Alleluia pasquale.
Del prof. Davide Ventura. Da: L'eco dell'eremo della Beata Vergine del Soccorso - Minucciano. Il valore del messale antico e il “Motu proprio” Summorum Pontificum. L’abbandono della bellezza. “Actuosa participatio”. Il problema della lingua liturgica. Versus orientem. Unità nella diversità.
Del prof. Davide Ventura. Da: L'eco dell'eremo della Beata Vergine del Soccorso - Minucciano. Il valore del messale antico e il “Motu proprio” Summorum Pontificum. L’applicazione della riforma liturgica. La liturgia non è prodotto umano. Lo sviluppo organico della liturgia. L’abbandono della bellezza. “Actuosa participatio”. Il problema della lingua liturgica. Versus orientem. Unità nella diversità.
Tratto da "CRISTO NEI SUOI MISTERI. Conferenze Spirituali e Liturgiche", di COLUMBA MARMION O. S. B. SOMMARIO. L'Eucaristia è un mistero di fede. I. Il sacrificio dell'altare perpetua la memoria di Gesù. II. La manna, figura del sacramento eucaristico. III. In questo sacramento troviamo la virtù dei misteri di Gesù. IV. In qual modo parteciparvi: con il sacrificio della messa, la comunione, la visita al SS. Sacramento. Rispetto profondo di cui bisogna circondare questo mistero. V. In qual modo, per la fede, siamo uniti a Cristo in questo sacramento e, per lui, al Padre e allo Spirito Santo.
Tratto da "CRISTO NEI SUOI MISTERI. Conferenze Spirituali e Liturgiche", di COLUMBA MARMION O. S. B. SOMMARIO: In che cosa la missione visibile dello Spirito Santo rientra nel ciclo dei misteri di Gesù. I. Ciò che rappresenta lo Spirito Santo nella Trinità. Il. Ragione per la quale la discesa dello Spirito Santo sui discepoli non avviene che dopo l'Ascensione. III. L'opera del divino Paraclito nell'anima degli Apostoli: li colma di verità, di amore, di forza e di consolazione. IV. L'assemblea dei discepoli nel cenacolo rappresenta tutta quanta la Chiesa: azione meravigliosa ed incessante dello Spirito Santo nella Chiesa: la Pentecoste perdura ancora. V. Operazioni dello Spirito Santo nelle anime nostre; nostri doveri verso di lui.
Tratto da "CRISTO NEI SUOI MISTERI. Conferenze Spirituali e Liturgiche", di COLUMBA MARMION O. S. B. SOMMARIO: I. Splendore magnifico del trionfo di Gesù nella sua ascensione alla destra del Padre. II. Motivi fondamentali di questa prodigiosa esaltazione di Cristo: egli è il Figlio di Dio; egli si è inabissato nelle ignominie della Passione. III. Grazia che Cristo ci conferisce in questo mistero: noi penetriamo con lui nel ciclo come membra del suo corpo mistico. IV. Sentimento di gioia profonda che fa nascere in noi questa glorificazione di Gesù: Tu esto nostrum gaudium. V. Perché una incrollabile confidenza deve parimenti animarci in questa solennità. Cristo entra nel Sancta Sanctorum come pontefice supremo e vi rimane come mediatore unico. VI. Appoggiarci a Cristo per «essere liberati dal male» in mezzo alle tristezze e alle prove della presente vita.
Tratto da "CRISTO NEI SUOI MISTERI. Conferenze Spirituali e Liturgiche", di COLUMBA MARMION O. S. B. La Chiesa chiama «santa» la risurrezione di Gesù. Duplice elemento costitutivo della santità. I. Cristo risuscitato è esente da ogni infermità umana. II. Meravigliosa pienezza della «Vita per Iddio» nel Cristo trionfante. III. Il battesimo inizia in noi la grazia pasquale. IV. Completa appartenenza a Dio: Viventes Deo; sua realizzazione nell'anima. V. In qual modo, con la contemplazione del mistero e la comunione eucaristica, affermiamo in noi questa duplice grazia pasquale. VI. La risurrezione dei corpi esaurisce la manifestazione della grandezza di questo glorioso mistero. Gioia che nasce nell'anima nostra per l'unione con Cristo risuscitato; l'Alleluia pasquale.
Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. Decreto Victoriam paschalem con il quale si promulga l'edizione tipica latina del Martyrologium Romanum riformato secondo le disposizioni del Concilio Vaticano II (29 giugno 2001). III - Il Martirologio romano. IV - L'uso del Martirologio. V - I Propri del Martirologio. VI - Adattamenti di competenza delle conferenze episcopali
"Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. Prima parte del Decreto Victoriam paschalem con il quale si promulga l'edizione tipica latina del Martyrologium Romanum riformato secondo le disposizioni del Concilio Vaticano II, 29 giugno 2001
"“Quali sono le disposizioni che riguardano il momento della celebrazione del sacramento della penitenza: ad esempio, possono i fedeli accedere al sacramento della penitenza durante la celebrazione della messa?”. Congregazione PER IL CULTO DIVINO E LA DISCIPLINA DEI SACRAMENTI. Risposta Quaenam sunt dispositiones circa le norme che riguardano il momento della celebrazione del sacramento della penitenza. 31 luglio 2001; Notitiae, 37(2001) 259-260.
"Risposta al dubbio "An non liceat tabernaculum" circa la materia con cui il tabernacolo deve essere costruito, 28 febbraio 2002 (data del fascicolo): Notitiae 37(2001), 18-19
"Di recente, un vescovo ha chiesto alla Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti se un vescovo diocesano possa obbligare i suoi sacerdoti ad ammettere donne o fanciulle nel servizio dell'altare. Questo dicastero ha ritenuto opportuno inviare al vescovo in questione la presente lettera e, considerata la sua importanza, ha deciso di pubblicarla qui di seguito in una traduzione italiana.
"Congregazione per il Culto Divino. Benché nella celebrazione della messa il primo posto spetti alla preghiera eucaristica, l'orazione colletta, quella sulle offerte e quella dopo la comunione sono molto importanti, perché sono dirette a Dio, a nome di tutto il popolo santo e di tutti i presenti, dal sacerdote che presiede l'assemblea dei fedeli in persona di Cristo.
"Congregazione PER IL CULTO DIVINO E LA DISCIPLINA DEI SACRAMENTI, Lettera This Congregation circa la traduzione della Bibbia per l'uso liturgico, Prot. 2071/01/L, 5 novembre 2001: Notitiae 37(2001), 521-526.
"PAENITENTIERIA APOSTOLICA, Decretum Inter alios ritus quo recitationi hymni "Acathistos" indulgentiae adnectuntur. 13 februarii 1988. Prot. n. 9/88/1: AAS 80(1988), 508-509. - Versione italiana: OR 18-2,1988. p. 5.
"Congregazione PER IL CULTO DIVINO E LA DISCIPLINA DEI SACRAMENTI, Chiarimento a "Institutio generalis" circa la normativa riguardante la comunione sotto le due specie. 31 luglio 2001: Nomine, 37(2001) 256-258.
"CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO, Lettera circolare Paschalis solemnitatis, del 16 gennaio 1988.Osservatore Romano 21.2.Preparazione e celebrazione delle feste pasquali VII. LA DOMENICA DI PASQUA NELLA RISURREZIONE DEL SIGNORE. A) LA VEGLIA PASQUALE NELLA NOTTE SANTA. 1. Significato della caratteristica notturna della veglia pasquale. 2. La struttura della veglia pasquale e l'importanza dei suoi elementi e delle sue parti. 3. Alcune avvertenze pastorali. B) IL GIORNO DI PASQUA. VIII. IL TEMPO PASQUALE
CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO, Lettera circolare Paschalis solemnitatis. Osservatore Romano 21.2. (Prima parte)
"CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO. La conclusione di quest'esame è che il testo non può essere approvato o confermato dalla Santa Sede per l'uso liturgico, non solo perché non aderisce fedelmente alla editto typica altera latina e non ne esprime accuratamente i contenuti in inglese, ma anche perché la traduzione non è esente da problemi dottrinali..
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CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO E LA DISCIPLINA DEI SACRAMENTI. Risposta a un dubbio Quomodo agendum est su come comportarsi con il vino consacrato rimasto dopo la comunione, 31 dicembre 2000, 36 (2000), n. 412-413 (nov.- dic. 2000), p. 541
"CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO E LA DISCIPLINA DEI SACRAMENTI. Risposte Celebratio integra a questioni circa l'obbligatorietà alla recita della Liturgia delle Ore. Prot. No. 2330/00/L. 15 novembre 2000: Notitiae. 37(2001) 190-194.
"CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO E LA DISCIPLINA DEI SACRAMENTI. Risposta a dubbi Is it the case circa talune norme della Institutio generalis Missalis Romani, Prot. N. 2372/00/L, 7 novembre 2000. Communicationes 32(2000), 173-174.
CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO E LA DISCIPLINA DEI SACRAMENTI. Risposta a un dubbio Utrum in institutis circa l'obbligo di indossare il camice nella concelebrazione della messa, Notitiae 36(2000), 320, del 30 agosto 2000.
CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO E LA DISCIPLINA DEI SACRAMENTI. Lettera Como vuestra excelencia sabe circa le ordinazioni diaconali celebrate nella diocesi di San Cristóbal de las Casas. Prot. 159/00 20 luglio 2000: Notitiae 37(2001) 183-188, del 20 luglio 2000
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