Pagine cattoliche: Vite di Santi, Beati, Venerabili...

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Di nobile famiglia, nato a Bucchianico, nelle vicinanze di Chieti, il 25 maggio 1550, Camillo de Lellis fu soldato di ventura. Convertitosi entrò nell'Ordine dei Cappuccini. Tornò a Roma nell'ospedale di San Giacomo degli Incurabili, dove si dedicò soprattutto ai malati.
Divenuto sacerdote nel 1584, fondò la «Compagnia dei ministri degli infermi». L'ordine dei Camilliani si distinse per lo spirito della sua opera legata alla carità misericordiosa oltre che per l'abito caratterizzato dalla croce rossa di stoffa sul petto. De Lellis pose le basi per la figura dell'infermiere e del cappellano quali li vediamo oggi. Morì a Roma il 14 luglio 1614 e venne canonizzato nel 1746.

Nacque attorno al 920 a Trebisonda da una famiglia originaria di Antiochia e gli fu imposto il nome di Abraamios. Dopo aver esercitato per qualche tempo la professione di insegnante, lasciò la cattedra per ritirarsi a Kyminas a vivere da eremita mutando il nome di battesimo in Atanasio. Si stabilì poi sul Monte Athos. Partecipò alla spedizione contro i Saraceni nell'isola di Creta (960) e usò la ricompensa per costruire un monastero dedicato alla Santa Vergine sul Monte Athos: fu il primo cenobio del noto sito monastico. Venne così considerato il fondatore del cenobitismo atonita. Morì nel 1003, travolto da una trave di una chiesa in costruzione.

Compatrona d'Europa, venerata dai fedeli per le sue «Rivelazioni», nacque nel 1303 nel castello di Finsta, in Svezia. Sposò Ulf Gudmarson, governatore dell'Östergötland, dal quale ebbe otto figli. Cristo le affidò il compito di fondare un nuovo ordine monastico. Nel 1349 Brigida lasciò la Svezia per recarsi a Roma, per ottenere un anno giubilare e l'approvazione per il suo ordine ma poi rimase a Roma fino alla sua morte avvenuta il 23 luglio 1373. La sua canonizzazione avvenne nel 1391 ad opera di Papa Bonifacio IX.

Padre Alberico Crescitelli fu martirizzato in Cina nel 1900, durante la rivolta dei Boxers. Nato ad Altavilla Irpina (Avellino) nel 1863, a 17 anni era entrato nell'allora Pontificio seminario dei Santi Pietro e Paolo per le missioni estere. Raggiunta con un viaggio avventuroso la Cina, si dedicò ai cristiani del fiume Han e di altre località, suscitando molte conversioni. Durante la tempesta contro i missionari venne ingiustamente accusato di essere un artefice delle privazioni alimentari che la popolazione subiva. Il malcontento si sfogò contro di lui e venne torturato, ucciso, fatto a pezzi e gettato nel fiume. È santo dal 2000.

Entrò nella Compagnia di Gesù il 5 novembre 1875 e partì per la Cina nel 1882 nel piccolo villaggio di Tchou-kia-ho. A motivo degli attacchi dei boxers vennero a rifugiarsi nel suo villagio molte altre persone. Gli abitanti opposero resistenza ai loro attacchi e li respinsero. Quando riuscirono ad entrare nel villaggio, i Padri Mangin e Denn riunirono le donne e i bambini nella chiesa. I boxers offrirono la salvezza a coloro che avrebbero rinunciato alla fede cristiana. Quando Padre Denn intonò il confiteor, e Padre Mangin pronunciò le parole dell'assoluzione i boxers iniziarono il massacro.

Nasce il 28 novembre 1756 a Barfleur, un villaggio di pescatori sulla costa normanna. Nel 1798 diviene Terziaria Francescana e prende il nome di Maria Maddalena. Durante gli orrori della rivoluzione francese ospita anche sacerdoti perseguitati e li aiuta a fuggire in Inghilterra. Nel 1805 le viene affidata una scuola di Cherbourg, con 300 bambini e due anni dopo dà inizio alla sua fondazione, le «Suore cristiane della misericordia». Nel 1832 acquista a Saint-Sauveur-le-Vicomte un'abbazia benedettina in rovina e la trasforma nella casa madre dell'ordine. Muore il 16 luglio 1846 a quasi novant'anni ed è canonizzata da Pio XI nel 1925.

Nato nell'890 in Germania, deve la sua formazione allo zio Adalberone, vescovo e principe di Augusta. Nel 908 lo zio lo avvia al sacerdozio. Nel 923, alla morte del vescovo Hiltino, la popolazione di Augusta e il re di Germania Enrico I lo designano vescovo. Così per cinquanta anni Ulderico sarà l'insigne custode del cammino spirituale della popolazione e del clero e il suo episcopato sarà caratterizzato dal mirabile spirito di penitenza, generosità e vigilanza.

Bruno nacque a Solero d'Asti nel 1040. Dopo aver conseguito la laurea presso l'Università di Bologna, decise di ritirarsi nel monastero di Montecassino. A Roma ebbe l'incarico di confutare l'eretico Berengario. Bruno confutò così sapientemente l'eretico, che Gregorio VII stesso lo consacrò e nominò vescovo di Segni. Fu imprigionato più volte: a Segni e a Roma nella mole Adriana. Dopo la liberazione, Bruno, desideroso di pace, trascorse nel chiostro benedettino gli ultimi anni della propria vita, seguendo con cura la Regola, tanto che dopo soli cinque anni di vita monastica venne eletto abate di Montecassino. Qui morì il 18 luglio 1123.

Giulio Cesare Russo nacque a Brindisi il 22 luglio 1559. Persi il padre e la madre, a 14 anni fu costretto a trasferirsi a Venezia da uno zio sacerdote, dove proseguì gli studi e maturò la vocazione all'Ordine dei Minori Cappuccini. Assunse il nome di Lorenzo e il 18 dicembre 1582 divenne sacerdote. Nel 1618 i nobili napoletani lo convinsero a recarsi dal re di Spagna per esporre le malversazioni di cui erano vittime per colpa del viceré spagnolo Pietro Giron, duca di Osuna. Il 22 luglio 1619 padre Lorenzo morì a Lisbona. Beatificato nel 1783, canonizzato nel 1881, fu proclamato dottore della Chiesa nel 1959 da Giovanni XXIII.

La beata Maria Teresa Ledòchowaska di origine polacca  nacque il 29 aprile 1863 a Loosdorf (Austria). Nel 1882 si trasferì con la famiglia in Polonia dove fu dama di corte della granduchessa di Toscana Alice di Borbone-Parma. Dopo il suo incontro con le Missionarie Francescane di Maria e la lettura degli scritti del cardinal Lavigerie sulla schiavitù si dedicò al servizio delle missioni africane, fondando nel 1890 la rivista missionaria Eco dell’Africa e dando vita, nel 1894, al Sodalizio di San Pietro Claver per le Missioni africane. Morì a Roma il 6 luglio 1922.

Nato nel 1625 a Lougherew, Irlanda, Oliviero Plunkett studiò a Roma presso il Collegio irlandese e insegnò per 12 anni all'Urbaniana. Dopo essere stato ordinato prete da un vescovo irlandese in esilio per la persecuzione di Cromwell, Oliviero, finita la persecuzione, tornò in patria come arcivescovo di Armagh per riorganizzare la comunità. Ripresa la persecuzione, si rifugiò sui monti per sfuggire all'esilio. Accusato di un inesistente «complotto cattolico», fu condannato a morte e giustiziato nel 1681.

Nacque a Corinaldo (Ancona) il 16 ottobre 1890. Maria era la seconda di sei figli. Quando suo padre morì e la madre dovette iniziare a lavorare a Maria venne dato l'incarico di badare alla casa e ai suoi fratelli. Alessandro Serenelli, un giovane di 18 anni innamoratosi di Maria, il 5 luglio del 1902 la aggredì e tentò di violentarla. Alle sue resistenze la uccise accoltellandola. Maria prima di spirare perdonò l’assassino che fu condannato a 30 anni di prigione. Maria Goretti fu proclamata santa nel 1950 da Pio XII.

Nato vicino Saragozza entrò nell'Ordine domenicano nel 1780. Compiuti gli studi, partì per le Filippine. Raggiunse, poi, il Vietnam dove fu eletto Vescovo. In cinquant'anni di apostolato missionario, convertì molti pagani, ordinò sacerdoti molti indigeni ed eresse molte case religiose. Quando il re del Tonchino iniziò la persecuzione dei cristiani, S. Ignazio, insieme ad altri confratelli, fu arrestato il 13 maggio 1838. Dopo mesi di durissima prigionia, morì all'alba del 12 luglio, poche ore prima dell'esecuzione capitale.

Nacque in Valencia (Spagna) il 5 gennaio 1530. Abbandonò la carriera militare che aveva intrapreso per entrare nell'Ordine dei Minimi. Si manifestò sempre colmo di Dio, capace di decisioni impegnative e spesso provvidenziali. Eccelse nell'osservanza della Santa Regola e per la sua grande umiltà. Già in vita veniva additato come "Santo", e gli si attribuirono numerose intercessioni e miracoli. Morì il 14 luglio 1604 e venne beatificato da Pio VI il 17 settembre 1786.

Nacque a Montilla, in Spagna, il 10 marzo 1549. Entrato nell’Ordine dei Frati Minori e divenuto sacerdote, si dedicò con grande frutto alla predicazione. Andò in missione tra gli indigeni dell’America meridionale, specialmente nel Perù e in Argentina. Attirava gli Indios alla fede soprattutto con la sua carità evangelica e con l’esempio della sua vita. Prese le loro difese contro l’oppressione dei conquistatori. Morì a Lima il 14 luglio 1610 estenuato dalle fatiche e dalle penitenze.

Giovanni Fidanza, bambino, fu guarito da san Francesco, che avrebbe esclamato: « Oh bona ventura ». Gli rimase per nome ed egli fu davvero una «buona ventura» per la Chiesa. Entrò nell'Ordine dei Frati Minori. Insegnò teologia all'università di Parigi. Nel 1257 venne eletto generale dell'Ordine francescano. Scrisse numerose opere tra cui la «Legenda maior», biografia ufficiale di San Francesco. Fu nominato vescovo di Albano e cardinale. Mentre partecipava al II Concilio di Lione, che segnò un riavvicinamento fra Chiesa latina e Chiesa greca, morì il 15 luglio 1274.

I dati certi sulla sua vita, al di là della leggenda, sono pochi.  Soldato fiorentino, perdonò per amore di Cristo l’uccisore di suo fratello e divenne monaco di San Miniato. Dopo aver denunciato il proprio abate per simonia, abbandonò il convento alla ricerca di un nuovo monastero. Giunto a Vallombrosa diede origine, con altri monaci che avevano abbandonato S. Miniato, ad una comunità che si ingrandì col tempo. Accettata la carica di abate, Giovanni volle ritornare agli insegnamenti degli Apostoli, dei Padri della Chiesa e di San Benedetto, accentuando gli aspetti della povertà e del lavoro manuale.

Sono le sedici Carmelitane Scalze del monastero dell'Incarnazione di Compiègne (Francia). Durante la rivoluzione francese furono arrestate e incatenate il 24 giugno 1794. Condannate a morte per la loro fedeltà alla Chiesa e alla vita consacrata, furono ghigliottinate a Parigi il 17 luglio 1794, mentre cantavano inni e dopo aver rinnovato i voti nelle mani della priora, Teresa di Sant'Agostino. Furono beatificate da San Pio X il 13 maggio 1906.

Quinta di dieci figli, Anna Maria Javouhey nacque il 10 novembre 1779 a Jallongers vicino Seurre in Francia. Bambina assistette agli sconvolgimenti sociali e alla crisi religiosa scaturita in quegli anni, dalla Rivoluzione Francese e dall’imposizione della Costituzione civile del clero, con alcuni ecclesiastici che aderirono e altri no. Ed è proprio uno di questi ultimi, l’abate Ballanche  diventa il suo consigliere e guida; Anna a partire dall’11 novembre 1798, prende ad interessarsi dell’educazione dei fanciulli e con molta premura degli ammalati poveri. Fondò a Parigi la Congregazione Cluniacense delle Suore di San Giuseppe, dedicate alla cura degli infermi e alla formazione cristiana della gioventù femminile. Madre Anna Maria morì a Parigi il 15 luglio 1851 e venne seppellita a Senlis, nella grande cappella della Congregazione. La causa per la sua beatificazione fu introdotta a Roma il 13 febbraio 1908; è stata beatificata il 15 ottobre 1950 in San Pietro da papa Pio XII.

Clelia Barbieri nasce il 13 febbraio 1847 a San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna. Nel 1862 entra nel nucleo degli «operai della dottrina cristiana» e si fa sempre più attenta e sensibile alla situazione della Chiesa. Ventenne, elabora con un gruppo di amiche (Teodora, Orsola, Violante) un progetto di vita consacrata. La presenza instancabile accanto ai piccoli, ai poveri, ai malati, agli emarginati, le merita da parte della gente l'appellativo di Madre. Nel 1878 il cardinale Lucido M. Parocchi, arcivescovo di Bologna, chiamerà «Minime dell'Addolorata» le eredi spirituali di Madre Clelia, morta nel 1870.

Delle suore rastrellate nella regione della piana del Rodano facevano parte due suore cistercensi, una benedettina, ben sedici Orsoline e tredici Sacramentine. In prigione non smisero di proseguire le pratiche della loro vita conventuale. La prima sacramentina a salire la ghigliottina il 7 luglio, perché non volle venire meno alla sua fedeltà alla Chiesa, fu la B. Ifigenia di San Matteo. Le suore tennero un comportamento eroico eccezionale, testimoniato da quanti sfuggirono al massacro. La causa per la loro beatificazione fu introdotta il 14 giugno 1916 e il loro martirio fu riconosciuto il 19 marzo 1925; la beatificazione delle 32 suore martiri fu celebrata il 10 maggio 1925, da papa Pio XI e la festa celebrativa fissata per tutte al 9 luglio.

Nazaria Ignazia March Mesa - nata a Madrid nel 1889 - si trasferì con tutta la famiglia in Sud America, dove si fece religiosa nella Congregazione Piccole suore degli anziani abbandonati. Nel 1920 concepì una nuova Congregazione, intesa come «crociata di amore che abbraccia tutta la Chiesa» che fondò il 16 di giugno del 1925 con il nome di Missionarie Crociate della Chiesa. Nel 1938 passò in Argentina dove diede vita a molte istituzioni in favore delle giovani e dei poveri. Morì a Buenos Aires nel 1943 ed è stata beatificata da Giovanni Paolo II il 27 settembre 1992.

Enrico II è un esempio di rettitudine nell'arte del governare: per questo oltre che santo è patrono delle teste coronate. Nato nel 973 vicino a Bamberga, in Baviera, crebbe in un ambiente cristiano. Enrico venne educato prima dai canonici di Hildesheim e, in seguito, dal vescovo di Regensburg (Ratisbona), san Wolfgang. Nel 1014, già re di Germania e d'Italia, Papa Benedetto VIII, lo incoronò a guida del Sacro Romano Impero. Enrico morì nel 1024.
Cunegonda, cresciuta con una profonda educazione cristiana, a vent'anni circa sposò il duca di Baviera, che fu incoronato re di Germania e, nel 1014, imperatore. Fece erigere il Duomo di Bamberga (1007) e il monastero benedettino di Kaufungen (1021) dove, rimasta vedova, si ritirò e dove morì.

Si tratta di un gruppo di 11 martiri dei musulmani, uccisi per la fede il 10 luglio 1860; di essi sei erano Padri Francescani Minori, due erano Fratelli professi Francescani e tre erano fratelli di sangue laici maroniti. Sono conosciuti come ‘Beati Martiri di Damasco’.  Nella notte fra il 9 e il 10 luglio 1860, furono attaccati dai Drusi di Damasco, setta religiosa di origine musulmana sciita, che percorsero la città facendo stragi di cristiani. Rifugiatisi nel loro convento, purtroppo un traditore, forse fra gli inservienti locali, introdusse gli assassini e così furono tutti massacrati con la ferocia che distingue gli islamici e che in tanti secoli ha fatto migliaia e migliaia di vittime tra i cristiani.

Veronica Giuliani, al secolo Orsola, è una delle più grandi mistiche della storia. Ebbe numerose rivelazioni e ricevette le Stimmate. Nata a Mercatello sul Metauro, presso Urbino, nel 1660, visse cinquant'anni nel monastero delle Clarisse di Città di Castello. Entratavi 17enne, vi morì nel 1727, dopo essere stata cuoca, infermiera, maestra delle novizie e badessa. Il direttore spirituale le ordinò di trascrivere le sue esperienze mistiche e il risultato è il «Tesoro nascosto», pubblicato tra il 1825 e il 1928. Morì nel Venerdì Santo, dopo 33 giorni di malattia. È santa dal 1839.

Amabile Wisenteiner, nacque a Vigolo Vattaro, piccolo paese dell’allora Sud-Tirolo austriaco, il 16 dicembre 1865. Nel 1875, anno che segnò l’emigrazione in Brasile di molti vigolesi, anche la famiglia Wisenteiner emigrò, prendendo residenza con gli altri emigrati nello Stato di Santa Caterina, dove fondarono i centri di Nova Trento e Vigolo a ricordo dei luoghi natii. Il 12 luglio 1890 è ritenuta la data di nascita della Congregazione delle Piccole Suore dell’Immacolata Concezione, di cui fu fondatrice. Si prende cura degli emigrati, dei giovani, dei malati e dei poveri. Alla sua morte lasciava ben 45 case in cinque Stati del Brasile. Il messaggio di Madre Paolina in terra di emigrati e di missione, fu la totale disponibilità al servizio della Chiesa nello spirito ignaziano e nell’impegno parrocchiale e religioso nei confronti di chiunque ne avesse bisogno. Fu canonizzata il 19 maggio 2002.

Nacque da nobili genitori verso il 1050 nei pressi di Boulogne, in Francia. A diciotto anni sposò un signore fiammingo, Bertulfo di Ghistelles, che in seguito la abbandonò affermando che il matrimonio non era stato consumato. Così lei preferì tornare a casa dai genitori. Il marito poi la riprese in casa ma nel frattempo organizzò il suo assassinio: due servi strangolarono Godelina e il suo corpo fu gettato in un pozzo. Bertulfo sopraffatto dai rimorsi per il crimine commesso decise di terminare i suoi giorni recluso in un monastero.

Il 1° ottobre del 2000, papa Giovanni Paolo II ha canonizzato un numeroso gruppo di 120 martiri in Cina, beatificati in precedenza in vari gruppi. E di questa folta schiera di martiri che immolarono la loro vita per la fede, vittime dell’odio anticristiano, ce n’è un gruppo di 29, tutti appartenenti all’Ordine Francescano, uccisi dai fanatici ‘boxers’ il 9 luglio 1900 a Tai-yuen-fu. Il gruppo, capeggiato liturgicamente dal vescovo Gregorio Grassi, comprende 3 vescovi, 4 sacerdoti, 1 fratello religioso, 7 suore Francescane Missionarie di Maria, 11 laici cinesi del Terz’Ordine di S. Francesco e 3 laici fedeli cinesi. Essi vennero beatificati il 27 novembre 1946 da papa Pio XII.

E' uno dei santi Patroni della Boemia (attuale Repubblica Ceca). Procopio nacque verso il 975, nel castello di Kourim vicino a Chotoun. Egli fu sacerdote secolare. Come altri sacerdoti, Procopio era sposato ed aveva un figlio ma in seguito divenne monaco per dedicarsi ad una vita ancora più austera. Si ritirò in solitudine in una grotta presso il fiume Sázava a circa due miglia dal natio castello di Kourim. In questo periodo si inserisce la leggenda di aver costretto il diavolo tentatore a tirare l’aratro per lui. Quando fu nominato primo abate di Sázava, volle che la Comunità seguisse la Regola di s. Benedetto, la liturgia del rito occidentale romano, la lingua liturgica slava. Morì il 25 marzo 1053.

Nasce nel 1901 a Torino in una famiglia della ricca borghesia. Amico di tutti, esprime sempre una fiducia illimitata e completa in Dio e nella Provvidenza ed affronta le situazioni difficili con impegno, ma con serenità e letizia. Frequenta le Opere di san Vincenzo e si dedica alle opere assistenziali a favore di poveri e diseredati. Si iscrive a diverse congregazioni e associazioni cattoliche, aderisce alla «Crociata Eucaristica» e frequenta la Congregazione Mariana che lo inizia al culto della Madonna. Fonda con i suoi amici più cari una «società» denominata «Tipi loschi» che raccoglie giovani attenti ad aiutarsi nella vita interiore e nell'assistenza degli ultimi. Muore di poliomelite fulminante il 4 luglio 1925.

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