Pagine cattoliche: Vite di Santi, Beati, Venerabili...

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Giovanni Maria Vianney nacque l'8 maggio 1786 a Dardilly, Lione, in Francia. Di famiglia contadina nell'agosto 1815 fu ordinato sacerdote. Appena ordinato fu mandato a Ecully come vicario dell'abbé Balley e dopo ad Ars-en-Dombes, un borgo dove si dedicò all'evangelizzazione, attraverso l'esempio della sua bontà e carità. Trascorreva le giornate celebrando Messa e confessando, senza risparmiarsi. Morì nel 1859. Papa Pio XI lo proclamerà santo nel 1925. Egli è modello e patrono del clero parrocchiale.

Federico nasce in Francia il 19 novembre 1838. A 26 anni entra nel seminario francescano di Amiens. Arriva al sacerdozio nel 1870 ed opera come cappellano militare nella guerra che Napoleone III ha scatenato contro la Prussia. Nel 1875 è in Palestina con la «Custodia di Terrasanta». Padre Federico va di persona a cercare soccorsi in Francia e in Canada. Dal Canada procura ed invia gli aiuti senza tuttavia trascurare la propria vocazione di evangelizzatore: in Canada egli predica, pubblica libri e dirige periodici religiosi. Muore a Montreal il 4 agosto 1916.

Il 7 marzo 1992 Giovanni Paolo II ha riconosciuto il martirio di 51 Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria o Claretiani avvenuto a Barbastro (Huesca), diocesi suffraganea di Saragozza (Aragona), all'inizio dell'insurrezione nazionale contro i repubblicani in Spagna (1936-1939).

Nacque in Sardegna tra la fine del III e l'inizio del IV secolo e fu il primo vescovo del Piemonte. Durante gli studi ecclesiastici a Roma si fece apprezzare da papa Giulio I che lo nominò vescovo di Vercelli. I vercellesi vennero conquistati dalla sua arte oratoria: parlava bene ed esprimeva ciò che sentiva dentro. Si attirò così l'ostilità degli ariani e dello stesso imperatore Costanzo che lo mandò in esilio. Nel 362 ebbe finalmente la possibilità di ritornare a Vercelli dove riprese l'evangelizzazione istituendo la diocesi di Tortona. La tradizione lo considera anche fondatore di due noti santuari: quello di Oropa e di Crea. Nel 371 la morte lo colse nella sua città episcopale, che ne custodisce tuttora le reliquie nel Duomo.

Nasce a La Mure d’Isère (diocesi di Grenoble) nel 1811 e viene ordinato sacerdote nel 1834. Nel 1851 visse un’intensa esperienza spirituale di devozione al Santissimo Sacramento nel santuario lionese di Fourvière. Da questo  la decisione di fondare, nel 1856, la Congregazione del Santissimo Sacramento. Accanto all’adorazione del Santissimo i sacerdoti della congregazione si occupano dei poveri dei quartieri periferici di Parigi e dei preti in difficoltà. L’Eucaristia è sempre al centro della predicazione. Pietro Giuliano Eymard morì nel 1868 ed entrò nel calendario romano come «Apostolo dell’Eucaristia».

Nasce a Napoli il 27 settembre 1696. Dopo alcuni anni di avvocatura, decide di dedicarsi interamente al Signore. Ordinato prete nel 1726, Alfonso Maria dedica quasi tutto il suo tempo e e il suo ministero agli abitanti dei quartieri più poveri della Napoli settecentesca. Prende parte anche alle missioni nei paesi all'interno del regno. Nel maggio del 1730 incontra i pastori delle montagne di Amalfi e, constatando il loro profondo abbandono umano e religioso, sotto la guida del vescovo di Castellammare di Stabia, fonda la Congregazione del SS. Salvatore. Intorno al 1760 viene nominato vescovo di Sant'Agata, e governa la sua diocesi con dedizione, fino alla morte, avvenuta il 1 agosto del 1787

Giustino de Jacobis, conosciuto come Abuna Jacob dalle popolazioni etiopi, nacque a San Fele (Potenza) nel 1800. Nel 1824 divenne prete nella Congregazione della missione di san Vincenzo de' Paoli. Dopo aver curato i colerosi a Napoli, partì per l'Etiopia dove eresse un seminario per preti locali, il Collegio dell'Immacolata. Entrò in dialogo con i cristiani copti, ma quando venne ordinato vescovo sorse un contrasto con il vescovo copto. Giustino, espulso, si spense a Zula (Eritrea) il 31 luglio 1860. Quando Paolo VI lo proclamò santo nel 1975, l'episcopato di quel Paese lo definì «il padre della Chiesa d'Etiopia».

Nacque nel 1304 da una ricca famiglia di Siena, e divenne ben presto agiato mercante di lana, tessendo un’ampia rete di rapporti commerciali che lo portarono ad entrare nel governo della città. Seguì un felice matrimonio, allietato da due figli. Ma una occasionale lettura della vita di una S. Maria eremita in Egitto gli procurò una profonda crisi spirituale, una svolta di vita decisiva. Il governo di Siena decise di allontanarlo come pericoloso, ma lui si trasformò “bandito dagli uomini in banditore di Dio” utilizzando l’esilio per diffondere il suo richiamo al radicalismo evangelico. Morì in pace con la Chiesa dopo esserne stato fieramente perseguitato.

Era donna di origine aristocratica, rimasta ben presto vedova, che visse piamente facendo elemosine. Per sottrarsi alla vendetta dei parenti del genero che la accusavano della sua morte fece un pellegrinaggio in Terra Santa, rimanendo assente per quasi un anno. Ma, ritornata in patria, fu assalita a tradimento e uccisa il 31 luglio 1160.

San Pietro detto Crisologo, che significa «dalle parole d'oro», nel 433 venne consacrato vescovo di Ravenna, dal Papa in persona, Sisto III. La sua identità di uomo e di vescovo viene fuori chiaramente dai documenti , circa 180 sermoni, di cui siamo in possesso. Ravenna ai tempi di Pietro è una città crocevia di problemi e di incontri. Dall'Oriente lo consulta l' archimandrita Eutiche, in conflitto dottrinale col patriarca di Costantinopoli e con gran parte del clero circa le due nature in Gesù Cristo. Il vescovo di Ravenna gli risponde rimandandolo alla decisione del Papa (che ora è Leone I) «per mezzo del quale il beato Pietro continua a insegnare, a coloro che la cercano, la verità della fede».

Maria Navidadad Venegas de la Torre nacque l'8 settembre 1868 a Zapotianejo in Messico. Dopo aver fatto parte dell'Associazione delle Figlie di Maria e di una piccola comunità di donne dedite alla cura degli infermi nell'ospedale del Sacro Cuore di Gudalajara, fondò l'istituto delle figlie del Sacro Cuore di Gesù. Nel 1921 viene eletta superiora generale della sua congregazione e nel 1930 prese il nome di Maria di Gesù Sacramentato. Morì il 30 luglio 1959.

Nato il 12 maggio 1866 a Castelnuovo, nella Dalmazia meridionale, a sedici anni entra tra i Cappuccini di Venezia. Collabora con zelo alla riunificazione con la Chiesa ortodossa, ma questo suo desiderio non si realizza perché gli vengono affidati altri incarichi. Si dedica soprattutto al ministero della Confessione e in particolare a confessare altri sacerdoti. Dal 1906 svolge questo compito a Padova, dove è apprezzato per la sua straordinaria mitezza. La sua salute man mano si deteriora e muore il 30 luglio 1942. La sua tomba, aperta dopo ventiquattro anni, ne rivela il corpo completamente intatto. Paolo VI lo ha beatificato nel 1976. Giovanni Paolo II, infine, lo ha canonizzato nel 1983.

Durante la guerra civile spagnola, fu effettuata una delle più grandi persecuzioni religiose della storia della Chiesa; la guerra fra i rivoltosi rossi al governo e la destra del Generale Franco, procurò centinaia di migliaia di morti, e giacché si vedeva nella Chiesa un nemico dei marxisti rivoluzionari, si passò ad uccidere indiscriminatamente chiunque fosse un religioso o un sacerdote, uomo o donna, parroco o contemplativo. Fra Braulio e fra Federico e gli altri confratelli martiri, appartengono tutti all’Ordine di s. Giovanni di Dio cioè dei Fatebenefratelli, tutti dediti alla cura degli ammalati e dei feriti negli ospedali, rimasti al loro posto nonostante la bufera che si avvicinava e che non avrebbe rispettato nemmeno il bene che professavano. Sono stati beatificati da papa Giovanni Paolo II il 25 ottobre 1992.

Nato nella cittadina di St-Alban, nella diocesi di St-Brieuc, in Bretagna, san Guglielmo, vescovo, rifulse per bontà e semplicità e, per difendere le sue pecore e i diritti della Chiesa, patì con impavida forza d’animo aspre vessazioni e l’esilio.

E' uno dei venticinque martiri uccisi nel Tonchino Centrale (Vietnam) durante la persecuzione scatenata contro i cristiani, beatificati da Pio XII il 29-4-1951. Melchiorre nacque a Cortes, villaggio della parrocchia di Santo Stefano di Cienfuegos, nella provincia di Oviedo, capitale delle Asturie (Spagna), da nobili, ma poveri genitori il 29-4-1821. Morì nella città di Nam Định dove fu fatto a pezzi per ordine dell’imperatore Tu-Dùc. Le reliquie del santo sono venerate nella cattedrale di Oviedo (Spagna). Giovanni Paolo II lo canonizzò il 19-6-1988 con altri 116 martiri del Vietnam.

Anna Muttathupadathu, era una Clarissa dell’India. Nacque ad Arpukara, nella ragione del Kerala, in India. Rimasta orfana, venne educata da una zia e dalla nonna. A 17 anni entrò nella Congregazione delle Francescane Clarisse assumendo il nome di Alfonsa dell'Immacolata Concezione. Nel 1931 emette i voti temporanei e nel 1936 quelli perpetui nel monastero di Bharananganam. Ma la sua vita è segnata da un cagionevole stato di salute in cui si susseguono varie malattie dolorose. Muore a soli 36 anni. L'8 febbraio 1986 è proclamata beata da Giovanni Paolo II a Kottayam in India e il 12 ottobre 2008 è canonizzata da Benedetto XVI in piazza San Pietro.

Nacque a Brescia nella nobile famiglia Martinengo. All’età di 18 anni entrò nel monastero delle Clarisse Cappuccine. Per le sue esimie virtù, fu ben presto prescelta prima come maestra delle novizie, poi come Abbadessa. La B. Maria Maddalena Martinengo è una grande mistica francescana, con influssi di spiritualità carmelitana. Ci ha lasciato numerosi suoi scritti, sia diretti alle consorelle che autobiografici. Leone XIII la proclamò beata il 18 aprile 1900.

Fu in relazione con Sant'Agostino fin dal 390 e fu eletto papa nel 422. Durante il suo pontificato, oltre a restaurare e costruire numerose basiliche, difese il diritto della Sede Apostolica di ricevere appelli da parte di tutti fedeli. Prese ferma posizione in difesa della purezza della fede contro gli errori di Pelagio e Nestorio. Nel Concilio di Roma del 430 condannò quest'ultimo imponendogli di sconfessare i suoi errori. Mandò, un anno dopo, alcuni suoi legati al Concilio di Efeso, indetto dall'imperatore per risolvere la questione, con l'ordine di salvaguardare i diritti della Sede Apostolica.

Nasce a Bolsward, nei Paesi Bassi. Entrato nell'Ordine Carmelitano, è deportato nel campo di concentramento di Dachau, dove viene ucciso con un'iniezione da un medico del campo il 26 luglio 1942. Fu uno dei primi avversari della dittatura nazista e per essersi espresso a chiare lettere contro la persecuzione degli ebrei, la Gestapo lo arresta il 19 gennaio 1942 nel suo monastero di Nijmwegen. Per quanto gravemente ammalato, viene deportato a Dachau. In un rapporto della Gestapo si legge: «Il professor Brandsma deve essere considerato un nemico della causa nazionalsocialista. Si tratta di un uomo molto pericoloso». Il 3 novembre 1985 Giovanni Paolo II lo proclama beato.

Gioacchino e Anna sono i genitori della Vergine Maria. I due non avevano figli ed erano una coppia avanti con gli anni. Un giorno mentre Gioacchino è al lavoro nei campi, gli appare un angelo, per annunciargli la nascita di un figlio ed anche Anna ha la stessa visione. Chiamano la loro bambina Maria, che vuol dire «amata da Dio».

Nacque a Lovere, in provincia di Bergamo e diocesi di Brescia il 13 gennaio 1807. Dalla sua preoccupazione per i segni lasciati dal periodo napoleonico soprattutto tra la gioventù femminile ebbe origine la congregazione delle suore di Maria Bambina. Bartolomea, inizialmente, operò nel piccolo ospedale fondato a Lovere dalle sorelle Caterina e Rosa Gerosa, dove divenne, giovanissima, direttrice ed economa. Nel 1829 scrisse le regole della nuova istituzione che sorse il 21 novembre 1832. Bartolomea, però, morirà il 26 luglio 1833. E' stata canonizzata nel 1950.

Il beato Rodolfo Acquaviva fa parte del gruppo di cinque gesuiti martiri celebrati sotto il nome di “Martiri di Salsette”, dal nome della Missione posta in detta penisola indiana. Essi sono:
Rodolfo Acquaviva, Alfonso Pacheco, Antonio Francisco, Francesco Aranha e Pietro Berno. Tutti diversi fra loro come nazionalità, nascita, formazione e personalità, ma tutti uniti intimamente nell’anelito missionario e ideale cristiano e che la sorte accomunò nel martirio. Il nobile Rodolfo Acquaviva, nato il 2 ottobre 1550 da Giangirolamo Acquaviva duca di Atri (Teramo), entrò il 2 aprile 1568 nel celebre Noviziato romano dei Gesuiti dove fu ordinato sacerdote. Partì per l’India il 24 marzo 1578, incaricato di recarsi alla corte del Gran Mogol, Akbar (1542-1605). In seguito padre Acquaviva fu nominato superiore della missione nella Penisola di Salsette dove, mentre stavano issando una croce, furono barbaramente uccisi. Il processo di beatificazione si concluse sotto papa Leone XIII, che li elevò alla gloria degli altari come Beati il 30 aprile 1893. Festa il 25 luglio per tutti.

Giacomo figlio di Zebedeo, detto il Maggiore per distinguerlo dall'omonimo apostolo detto il Minore, e fratello dall'apostolo Giovanni Evangelista, nacque a Betsàida. Fu presente ai principali miracoli del Signore (Mc 5,37), alla Trasfigurazione di Gesù sul Tabor (Mt 17,1.) e al Getsemani alla vigilia della Passione. Fu martirizzato in Gerusalemme con la decapitazione, primo tra gli apostoli, verso l'anno 43/44 per ordine di Erode Agrippa. Il sepolcro contenente le sue spoglie, traspostate in Spagna dopo il martirio, divenne meta di grandi pellegrinaggi medioevali, tanto che il luogo prese il nome di Santiago e nel 1075 fu iniziata la costruzione della grandiosa basilica a lui dedicata.

Nato il 2 agosto 1682 ad Agnone in Molise, entra nell'Ordine dei Frati Minori Conventuali e nel 1698 compie la professione dei voti assumendo il nome di Antonio. Nel 1705 è ordinato sacerdote e nel 1709 diventa dottore in teologia. Scrive trattati teologici, filosofici e storici. Benedetto XIII gli commissiona un'opera contro il giansenismo. Viene nominato vescovo di Bovino, in Puglia, dove istituisce la scuola elementare e promuove corsi di catechesi. All'impegno di teologo Lucci unisce l'amore per i poveri realizzando una compenetrazione fra dottrina e carità. Muore il 25 luglio 1752. Giovanni Paolo II lo ha proclamato beato il 18 giugno 1989.

La vicenda del martirio di di queste tre Beate è compreso nella grande carneficina che insanguinò la Spagna con la Guerra Civile del 1936-39. Per opportunità politiche, per lungo tempo, si è steso un velo su quegli sconvolgimenti che coinvolsero una parte della cattolicissima Spagna, ma soprattutto la Chiesa di quelle diocesi, che fra vescovi, sacerdoti diocesani, seminaristi, religiosi e suore di tanti Ordini monastici, subì la perdita di più di 7.300 membri, tutti martiri della barbarie anticattolica scatenata dai miliziani rossi: la loro morte fu voluta perché membri della Chiesa e questo dà loro il titolo di martiri.
Papa Giovanni Paolo II il 29 marzo 1987, nella Basilica di S. Pietro, beatificò le tre monache professe dell’Ordine delle Carmelitane Scalze, fissandone la festa comune al 24 luglio.

Nacque a Barcellona il 6 marzo 1880. Rimasta orfana fu catechista generosa delle giovani operaie e delle domestiche alle quali insegnava pure a leggere e scrivere. Nel 1905 entrò nella Compagnia di s. Teresa aggiungendo al suo nome Mercedes quello del s. Cuore di Gesù. Fece la sua professione il 10 maggio 1907.Nel 1920 venne trasferita a s. Gervasio di Barcellona e lì venne sorpresa dalla rivoluzione della guerra civile spagnola nel luglio 1936. Nella notte del 24 luglio fu portata insieme ad altri sulla via “Rebassada”, sempre nel circondario di Barcellona e lì fucilata. Ferita a morte sopravvisse alcune ore fra dolori immensi sopportati con la preghiera sulle labbra, l’ultima fu il ‘Padre nostro’ poi morì dissanguata per le ferite. E’ stata beatificata da papa Giovanni Paolo II il 29 aprile 1990.

Giuseppe nacque il 3-12-1775 a Ventosa de la Cueva, nella provincia di Avila, regione della Spagna che ha dato alla Chiesa diversi grandi santi. Entrò nel convento domenicano di San Paolo in Valladolid (1796) e si preparò all'apostolato tra gl'infedeli nel celebre collegio di Ocana. Nel 1805 fu ordinato sacerdote e pochi mesi dopo venne inviato nelle Missioni del Tonchino Orientale. Morì nella città di Nam Định nel Tonchino, ora Viet Nam, martire, decapitato per Cristo sotto l’imperatore Minh Mạng.

Nella città di Manzanares nella Nuova Castiglia in Spagna, i beati Niceforo di Gesù e Maria, provinciale, e cinque compagni della Congregazione della Passione vennero martirizzati. In tempo di persecuzione, essendo rimasti fedeli alla vocazione religiosa, ricevettero la corona del martirio con la fucilazione.
 

E' il primo dei venticinque martiri uccisi nel Tonchino Centrale (Vietnam) durante la persecuzione che infierì dal 1857 al 1862, e beatificati da Pio XII il 29-4-1951. Giuseppe nacque, primo di cinque fratelli, il 28-10-1818 a Vigo, in Spagna. Il santo risolvette di farsi domenicano per potere più facilmente realizzare le sue aspirazioni di vita missionaria. A tal fine i superiori lo mandarono con cinque fratelli dapprima nelle Filippine e poi fu destinato al Tonchino, dove i pericoli per i cristiani erano molto maggiori. Morì martirizzato nella città di Nam Định condannato a morte in odio alla fede durante la persecuzione dell’imperatore Tự Đức.

Nato a Montecalvo, in Campania, entrò, diciottenne, nell'ordine degli Scolopi. Da Napoli fu inviato a Chieti e poi fu trasferito a Melfi (Potenza) dove proseguì con successo gli studi sacri e profani. Secondo il carisma dei figli di san Giuseppe Calasanzio esercitò l'apostolato nelle Scuole Pie in diverse Regioni d'Italia. La sua attività educativa verso il popolo dava fastidio, perciò venne calunniato ed espulso dal Regno di Napoli. Ritornò comunque in città, dove era amatissimo soprattutto dai bisognosi. Instancabile predicatore e uomo di carità, nutriva una fervente devozione mariana. Morì nel 1766 ed è santo dal 1934.

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