Pagine cattoliche: Vite di Santi, Beati, Venerabili...

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Nasce a Cremona nel 1502. Nel 1524 si laurea in medicina a Padova. Viene consacrato prete nel 1528. Cappellano della contessa Ludovica Torelli, la segue a Milano dove, grazie a lui, nascono tre novità, tutte intitolate a san Paolo. Nel 1530 fonda una comunità di preti, i Chierici regolari di San Paolo, chiamati anche Barnabiti, dalla chiesa di San Barnaba, loro prima sede. Poi le Angeliche di San Paolo, primo esempio di suore fuori clausura. Terza fondazione: i Maritati di San Paolo, con l'impegno apostolico costante dei laici sposati. Denunciato come eretico e come ribelle Antonio va a Roma dove verrà assolto. Muore a Cremona a poco più di 36 anni.

Nel mese di giugno del 1572, i calvinisti, a Gorkum, in Olanda, catturarono i Frati Minori di quel convento con altri sacerdoti, e li trascinarono per molti villaggi, esponendoli al ludibrio delle popolazioni. Li condussero prigionieri a Brielle, torturandoli in mille modi, perché rinunciassero alla fede cattolica nell’Eucaristia e nel primato del Romano Pontefice; ma essi rimasero saldi nella fede, e perciò furono messi a morte il 9 luglio 1572. Papa Pio IX li ha canonizzati nel 1867.

Nacque a Saragozza, in Aragona (Spagna), nel 1271. Figlia del re di Spagna Pietro III, quindi pronipote di Federico II, a soli 12 anni venne data in sposa a Dionigi, re del Portogallo, da cui ebbe due figli. Durante questo matrimonio Elisabetta seppe dare la testimonianza cristiana che la portò alla santità. Alla morte del marito donò i suoi averi ai poveri e ai monasteri, diventando terziaria francescana e si ritirò nel convento delle clarisse di Coimbra, da lei stessa fondato.Morì nel 1336 ad Estremoz in Portogallo. Fu canonizzata a Roma da Urbano VIII nel 1625.

Fu uno dei Dodici chiamati da Gesù. E' ricordato soprattutto per il suo momento famoso di incredulità. Ma è ben altro che un seguace tiepido. Credere non gli è facile, e non vuol fingere che lo sia. Dopo la morte del Signore esige di toccare con mano. Quando però, otto gorni dopo, Gesù viene e lo invita a controllare esclamerà: «Mio Signore e mio Dio!», come nessuno finora aveva mai fatto. Intorno al VI secolo, furono trovati nell'India meridionale gruppi inaspettati di cristiani cui il Vangelo fu portato ai loro avi da Tommaso apostolo.

Ottone nacque a Mistelbach, in Franconia, nel 1062, ai tempi della «lotta per le investiture». Fu nominato dall’imperatore Enrico IV vescovo di Bamberga. Dopo la sua morte Ottone scese a Roma dove il Papa Pasquale Il gli conferì il pallio, confermandolo vescovo di Bamberga. Vescovo legittimo per la Chiesa e ben accetto all'Imperatore, gli sforzi di Ottone contribuirono alla definizione di un Concordato tra Chiesa e Impero, stipulato nella famosa Dieta di Worms, nel 1122. Boleslao, re di Polonia lo chiamò ad evangelizzare la Pomerania, dove, insieme a venti sacerdoti battezzò ventimila pagani, convertì sette città e fondò altre undici chiese. Ma cadde in un'imboscata tesagli dai pagani. Morì poco dopo a Bamberga, nel 1139.

Nato in una famiglia illustre di Carpi, inizialmente si avvia per la strada dei “pubblici uffici”. Dopo alcuni incarichi in Piemonte passa al servizio del governo vicereale in Napoli, anch’essa città soggetta alla Spagna, dove però la sua carriera s’interrompe perchè frequenta i Gesuiti e decide di essere uno di loro, abbandonando codici e carriera. Ordinato sacerdote nel 1567 Bernardino diventa il maestro dei novizi gesuiti. Sette anni dopo, a Lecce, crea un collegio al quale si dedicherà fino alla morte. Si dedica alla gente di Lecce e gli si attribuiscono vari miracoli già da vivo. Si spegne a 86 anni. Papa Pio XII lo proclamerà santo nel 1947.

Nacque ad Azpeitia, un paese basco, nel 1491. Avviato alla vita del cavaliere, durante una convalescenza, si trovò a leggere dei libri cristiani, per cui si spogliò degli abiti cavallereschi e fece voto di castità perpetua. In seguito decise di fondare una Compagnia di consacrati. Da solo in una grotta prese a scrivere una serie di meditazioni e di norme, che rielaborate formarono i celebri Esercizi Spirituali. Il 27 settembre 1540 papa Paolo III approvò la Compagnia di Gesù. Il 31 luglio 1556 Ignazio di Loyola morì. Fu proclamato santo il 12 marzo 1622 da papa Gregorio XV.

Teobaldo (in francese Thibaud) fu figlio del conte Arnolfo dello Champagne. In compagnia del suo amico Gualtiero entrò nell’abbazia di Saint-Rémi a Reims e qui si spogliò di ogni sua ricchezza e mondanità. Vagarono sino a giungere nella foresta di Petting, oggi in territorio lussemburghese, ove trovarono un luogo solitario ove edificarono due piccole celle ed iniziarono a camminare scalzi, soggetti a freddo, caldo, fame e fatica.offrendosi per qualsiasi lavoro disponibile: coltivazione dei campi, carico e scarico dei carri, pulizia delle stalle, trasporto di pietre e cemento per i muratori, spingevano il mantice e producevano il carbone per le fucine. Si spostarono in seguito presso una cappella in rovina nella remota e boscosa località di Satanico, nei pressi di Vicenza dove morì in pace nel 1066.

A Kampala in Uganda, san Mattia Kalemba, martire, che, lasciata la religione maomettana, ricevette il battesimo in Cristo e, deposto l’incarico di giudice, si impegnò nella diffusione della fede cristiana; per questo, sotto il re Mwanga fu sottoposto a tortura e, privo di ogni conforto, rese il suo spirito a Dio.
Carlo Lwanga, domestico del re Mwanga bruciato vivo insieme a dodici compagni il 3 giugno 1886. Carlo Lwanga, capo dei paggi reali, era stato battezzato durante l'evangelizzazione attuata dai Padri Bianchi, fondati dal cardinale Lavigerie. Inizialmente la loro opera venne ben accolta dal re Mutesa così come dal successore Mwanga, che però in seguito decise la soppressione fisica dei cristiani.

Nella città di Nam Định nel Tonchino, ora Viet Nam, santi Domenico Henares, vescovo dell’Ordine dei Predicatori, e Francesco Đỗ Minh Chiểu, martiri, dei quali il primo propagò per quarantanove anni la fede cristiana, il secondo, catechista, operò assiduamente con lui: entrambi furono decapitati insieme per Cristo sotto l’imperatore Minh Mạng.

La B. Maria Maddalena Fontaine e le sue tre consorelle appartenenti alla congregazione delle Figlie della Carità di San Vincenzo de' Paoli, subirono il martirio in testimonianza della loro fede cristiana durante la Rivoluzione Francese nel periodo conosciuto come “Grande Terrore”, cioè tra il settembre 1793 e l'agosto 1794. Rifiutandosi di prestare il giuramento di Libertà ed Eguaglianza, prescritto dai rivoluzionari al clero ed ai religiosi, vennero tutte e quattro arrestate il 14 febbraio 1974. Il 26 giugno furono condotte in tribunale e condannate a morte. Le quattro suore, salite al patibolo incoronate, per scherno, da un Rosario, non esitarono a cantare l'Ave Maris Stella e suor Maddalena, ultima ad essere ghigliottinata, rivolse alla folla un breve discorso rivelatosi profetico: “Ascoltate cristiani! Saremo le ultime vittime, la persecuzione sta per finire, i patiboli saranno distrutti e gli altari di Gesù saranno ricostruiti in tutta la loro gloria”.

Nato nel 370, dal 412 al 444 guidò con coraggio la Chiesa d'Egitto, impegnandosi in particolare nella lotta per l'ortodossia, in una delle epoche più difficili nella storia della Chiesa d'Oriente. Per questo si oppose con vigore a Nestorio, che discuteva la maternità divina di Maria, e per questo sperimentò per qualche mese l'umiliazione del carcere. Al concilio di Efeso però le tesi di Nestorio furono sconfitte, grazie soprattutto agli sforzi di Cirillo che elaborò in quell'occasione una convincente teologia dell'Incarnazione. Il vescovo di Alessandria è anche ricordato come uno dei padri del culto mariano. Egli fu al tempo stesso un vigile pastore d'anime come dimostrano numerose sue omelie di carattere pratico. Il culto della sua santità venne esteso a tutta la Chiesa latina sotto il pontificato di Leone XIII che gli accordò il titolo di «dottore».

Blandina era una schiava cristiana, arrestata insieme alla sua padrona durante le persecuzioni scatenate a Lione nel 177 d. C. Ella dimostrò una fermezza straordinaria nell’affrontare il martirio. Ripeteva “io sono cristiana e tra noi non c’è nessun male”. Fu condotta inizialmente nell’anfiteatro dove sopravvisse ai vari supplizi. Rimasta sola, su di lei si accanì la ferocia pagana: ignuda e ricoperta con una rete, fu esposta ai lazzi degli spettatori ed alla furia di un toro. Infine fu finita con la spada. Santa Blandina, schiava nella vita, ma eroica e gloriosa martire nella morte, è raffigurata da secoli nell’arte, con gli attributi del suo supplizio: la rete, la graticola, il palo, i leoni, il toro.

San Simeone, nativo di Siracusa, visse in parte in Terra Santa e in parte nell’Europa settentrionale. Eremita e monaco in Palestina e sul Monte Sinai, fu poi inviato con un confratello in Normandia per riscuotere un necessario tributo dal duca Roberto II. Appresa la morte di quest’ultimo, non restò a Simeone che porsi al servizio del vescovo di Treviri, Poppone, su consiglio dei suoi amici Riccardo, abate di Verdun, ed Eberwino, abate di San Martino. Condusse vita eremitica presso Treviri, ove morì. Si sviluppò presto, su di lui, una forte fama di santità.

Da giovane visse una spiritualità semplice e ordinaria, fatta dell'ascolto quotidiano della Messa. Gli anni seguenti segnarono la sua vita, sia per le difficoltà economiche, sia per la morte del padre, della sorella Francesca e infine, nel 1814, della stessa madre. Malgrado ciò Vincenza accettò questi avvenimenti come volontà di Dio. Con la costanza della preghiera si impegnò in parrocchia e organizzò un oratorio femminile con incontri, ritiri e scuole pratiche di lavoro domestico. Con Bartolomea Capitanio, che conobbe nel 1824, diede vita a una fondazione religiosa regolare per soccorrere le persone nelle condizioni più misere e soprattutto per l'educazione delle ragazze. Morta prematuramente la Capitanio, Vincenza acconsentì a continuare l'impresa che, approvata da Gregorio XVI nel 1840, si diffuse rapidamente in tutta la Lombardia e anche nel Trentino e nel Veneto.

Nato a Ravenna, dopo l'esperienza in Spagna iniziò una serie di peregrinazioni lungo l' Appennino con lo scopo di riformare monasteri ed eremi sul modello degli antichi cenobi dell'Oriente. La sua fama e il suo carisma lo misero più volte in contatto con i potenti, principi e prelati. Fondò numerosi eremi, l'ultimo dei quali fu Camaldoli.

Nata a Firenze da famiglia nobile, visse la vocazione sin da ragazza. Fondò e fu prima superiora delle Sorelle dell’ordine dei Servi della beata Vergine Maria, dette Mantellate. Vestito l’abito, anzi l’ampio mantello scuro che caratterizzò le religiose, resse il convento per 40 anni. Non potendo comunicarsi, nei suoi ultimi giorni la santa chiese che un’ostia consacrata le fosse posata sul petto. La particola – mentre lei moriva dicendo «Mio dolce Gesù, Maria!» – scomparve e ne rimase impresso il segno. Venne beatificata nel 1678 e canonizzata nel 1737.

Paolo, cooptato nel collegio apostolico da Gesù stesso sulla via di Damasco, fu lo strumento eletto per portare il suo nome ai popoli, il più grande missionario di tutti tempi, l'avvocato dei pagani, l'apostolo delle genti, colui che insieme a Pietro far risuonare il messaggio evangelico nel mondo mediterraneo.
Pietro, scelto da Gesù a fondamento dell'edificio ecclesiale, pastore del gregge santo, confermatore dei fratelli, è nella sua persona e nei suoi successori il segno visibile dell'unità e della comunione nella fede e nella carità. Gli apostoli Pietro e Paolo sigillarono con il martirio a Roma, verso l'anno 67, la loro testimonianza al Maestro.

Ireneo, discepolo di san Policarpo e dell'apostolo san Giovanni, è una figura di primaria importanza nella storia della Chiesa. Originario dell'Asia approdò in Gallia e nel 177 succedette nella sede episcopale di Lione al novantenne vescovo san Potino, morto in seguito alle percosse ricevute durante la persecuzione contro i cristiani. appena terminata la persecuzione fu chiamato a succedere al vescovo martire, in una Chiesa decimata dei suoi preti e di gran parte dei suoi fedeli. Si trovò a governare come unico vescovo la Chiesa dell'intera Gallia. Imparò le lingue dei barbari per evangelizzare le popolazioni celtiche e germaniche.

Sant’Annibale Di Francia nacque a Messina il 5 luglio 1851. Bruciato dall’amore di Dio e del prossimo, spende la sua vita affinché si obbedisca al comando di Gesù: Pregate dunque il Padrone della messe perché mandi operai nella sua messe. Perciò compone, stampa e diffonde preghiere a tale scopo in varie lingue. Sollecita Papi e Vescovi a farsene maggior carico. Logorato dalle fatiche e pieno di meriti, si spense a Messina il 1° giugno 1927, confortato dalla visione della Vergine Maria, sempre da lui amata, lodata e venerata. Giovanni Paolo II lo ha dichiarato “autentico anticipatore e zelante maestro della moderna pastorale vocazionale”, e il 16 maggio 2004 lo ha iscritto nell’albo dei Santi.

Era nato, si diceva, a Calatayud, era vissuto da eremita e poi aveva rivestito l'abito benedettino a San Giovanni di Pena (Aragona). In seguito era ritornato alla vita eremitica praticata prima del suo ingresso in religione. Re Sancio lo convinse a recarsi a Ona per assumere la direzione di quella abbazia. Sotto la guida sapiente e illuminata di Inigo e con il soccorso generoso del re, il monastero prosperò. Con il suo ascendente il santo fece fiorire la pace intorno a sé. Dio gli concesse il dono dei miracoli. Inigo morì il 1-6-1057. Egli fu pianto da tutti, persino dai giudei e dagli arabi che occupavano la Spagna.

Josemaría Escrivá nacque a Barbastro (Spagna) il 9 gennaio 1902. Fu ordinato sacerdote nel 1925. Il 2 ottobre del 1928 ricevette una speciale illuminazione divina e fondò l'Opus Dei, un'istituzione della Chiesa che promuove fra cristiani di tutte le condizioni sociali una vita coerente con la fede in mezzo al mondo attraverso la santificazione delle opere quotidiane: il lavoro, la cultura, la vita familiare. Il 6 ottobre 2002 è stato canonizzato dal Santo Padre Giovanni Paolo II.

Guglielmo di Montevergine nacque a Vercelli nel 1085. In Irpinia fondò la Congregazione Benedettina di Montevergine, con caratteristiche cenobitiche. Fondò altri monasteri, fra cui quello di San Salvatore. La sua opera infaticabile lo portò poi verso Rocca San Felice, Foggia e Troia. L'ideale di vita ascetica da lui proposto era legato alla Regola benedettina. Morì a Goleto, in Irpinia, il 24 giugno 1142.

Luisa Teresa de Montaignac de Chauvance, nacque il 14 maggio 1820 a Le Havre in Francia in una famiglia di nobili origini, imparentata con i reali di Francia e tra i suoi avi ci furono numerosi Crociati e il santo abate Amabile. L’8 settembre 1843 pronunciò il voto di consacrazione al Sacro Cuore. Seguì la famiglia che si era trasferita nel 1848 a Montluçon, dove diede vita a tante attività benefiche tra cui la “Pia Unione delle Oblate del Sacro Cuore”. Dopo il 1854 a 34 anni, fu colpita da una malattia grave alle gambe che la costrinse a stare più a letto che in piedi. Morì il 27 giugno 1885 a Montluçon a 65 anni. Papa Giovanni Paolo II l’ha proclamata beata il 4 novembre 1990.

Giovanni Battista è l'unico santo, oltre la Madre del Signore, del quale si celebra anche la nascita secondo la carne. San Giovanni Battista, precursore del Signore, già nel grembo di Santa Elisabetta esultò di gioia nell'incontrare Gesù. Il Signore stesso disse a suo riguardo che nessuno dei nati da donna era più grande di Giovanni Battista.

Nato nel paganesimo, Giustino studia a fondo i filosofi greci, e soprattutto Platone. Poi viene attratto dai Profeti di Israele, e per questa via arriva a farsi cristiano, ricevendo il battesimo verso l'anno 130, a Efeso. Giustino si batte contro i pregiudizi che l'ignoranza alimenta contro i cristiani. ma è a Roma che si conclude la sua vita. Per aver scritto una seconda Apologia, indirizzata al Senato romano, finisce in carcere, anche lui come "ateo", per essere decapitato con altri sei compagni di fede, al tempo dell'imperatore Marco Aurelio.

Fu insigne apologista e pastore. Giovanni Fisher, vescovo al tempo in cui Enrico VIII dopo il divorzio aveva iniziato il processo di separazione dalla Chiesa di Roma. Morì martire testimoniando insieme l'indissolubilità del matrimonio e l'unità della Chiesa.

Avvocato, scrittore e uomo politico inglese. È ricordato soprattutto perchè si oppose alla rivendicazione di Enrico VIII di farsi capo supremo della Chiesa d'Inghilterra.  A causa di ciò ebbe fine la sua carriera politica e fu condannato alla pena capitale con l'accusa di tradimento. Nel 1935 è proclamato santo da Papa Pio XI. San Tommaso Moro è patrono degli statisti e dei politici.

Era nato in Grecia e, dopo aver trascorso alcuni anni in solitudine, giunse in Puglia che percorse tutta intera con una croce in mano e ripetendo l’invocazione ‘Kyrie Eleison’. Al contrario del più celebre s. Nicola patrono di Bari, di lui vi sono pochissime notizie ma certamente degne di fede. Egli è patrono della città di Trani, dove morì nel 1094 dopo appena quindici giorni dal suo arrivo, proveniente da Taranto e prima ancora da Otranto.

Francesco Pacheco venne catturato, durante le feroci persecuzioni in Giappone, il 18 dicembre 1625, insieme ad altri che lo aiutavano e l'ospitavano. Il 17 giugno 1626 fu trasferito a Nagasaki dove, il 20 giugno 1626, fu arso vivo, in odio alla fede, sulle colline della città, con altri otto religiosi della Compagnia di Gesù. Le loro ceneri furono poi disperse in mare. Il gruppo era così composto: Francesco Pacheco portoghese, Baldassarre De Torres spagnolo, Giambattista Zola italiano, Pietro Rinscei giapponese, Vincenzo Caun coreano, Giovanni Kinsaco giapponese, Paolo Xinsuki giapponese, Michele Tozò giapponese e Gaspare Sadamatzu fratello coadiutore giapponese. Vennero tutti beatificati nel 1867 da Pio IX.

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