S - Santi N-P: S. PIO X (1835-1914)

Giuseppe Melchiorre Sarto nacque a Riese (Treviso) il 2 giugno 1835. Fu ordinato sacerdote a 23 anni (settembre 1858) e subito nominato cappellano a Tombolo (Padova). È uno dei primi pontefici ad aver percorso tutte le tappe del ministero pastorale, da cappellano a Papa. Fu eletto Papa il 09/08/1903. Difende l’integrità della dottrina della fede, avvia la riforma della legislazione ecclesiastica, si occupa della Questione romana e dell’Azione Cattolica, cura la formazione dei sacerdoti, fa elaborare un nuovo catechismo, promuove la riforma liturgica e il canto sacro. Morì a Roma il 21 agosto 1914.

Nasce a La Mure d’Isère (diocesi di Grenoble) nel 1811 e viene ordinato sacerdote nel 1834. Nel 1851 visse un’intensa esperienza spirituale di devozione al Santissimo Sacramento nel santuario lionese di Fourvière. Da questo  la decisione di fondare, nel 1856, la Congregazione del Santissimo Sacramento. Accanto all’adorazione del Santissimo i sacerdoti della congregazione si occupano dei poveri dei quartieri periferici di Parigi e dei preti in difficoltà. L’Eucaristia è sempre al centro della predicazione. Pietro Giuliano Eymard morì nel 1868 ed entrò nel calendario romano come «Apostolo dell’Eucaristia».

San Pietro detto Crisologo, che significa «dalle parole d'oro», nel 433 venne consacrato vescovo di Ravenna, dal Papa in persona, Sisto III. La sua identità di uomo e di vescovo viene fuori chiaramente dai documenti , circa 180 sermoni, di cui siamo in possesso. Ravenna ai tempi di Pietro è una città crocevia di problemi e di incontri. Dall'Oriente lo consulta l' archimandrita Eutiche, in conflitto dottrinale col patriarca di Costantinopoli e con gran parte del clero circa le due nature in Gesù Cristo. Il vescovo di Ravenna gli risponde rimandandolo alla decisione del Papa (che ora è Leone I) «per mezzo del quale il beato Pietro continua a insegnare, a coloro che la cercano, la verità della fede».

Nato a Montecalvo, in Campania, entrò, diciottenne, nell'ordine degli Scolopi. Da Napoli fu inviato a Chieti e poi fu trasferito a Melfi (Potenza) dove proseguì con successo gli studi sacri e profani. Secondo il carisma dei figli di san Giuseppe Calasanzio esercitò l'apostolato nelle Scuole Pie in diverse Regioni d'Italia. La sua attività educativa verso il popolo dava fastidio, perciò venne calunniato ed espulso dal Regno di Napoli. Ritornò comunque in città, dove era amatissimo soprattutto dai bisognosi. Instancabile predicatore e uomo di carità, nutriva una fervente devozione mariana. Morì nel 1766 ed è santo dal 1934.

Nato nel 1625 a Lougherew, Irlanda, Oliviero Plunkett studiò a Roma presso il Collegio irlandese e insegnò per 12 anni all'Urbaniana. Dopo essere stato ordinato prete da un vescovo irlandese in esilio per la persecuzione di Cromwell, Oliviero, finita la persecuzione, tornò in patria come arcivescovo di Armagh per riorganizzare la comunità. Ripresa la persecuzione, si rifugiò sui monti per sfuggire all'esilio. Accusato di un inesistente «complotto cattolico», fu condannato a morte e giustiziato nel 1681.

Amabile Wisenteiner, nacque a Vigolo Vattaro, piccolo paese dell’allora Sud-Tirolo austriaco, il 16 dicembre 1865. Nel 1875, anno che segnò l’emigrazione in Brasile di molti vigolesi, anche la famiglia Wisenteiner emigrò, prendendo residenza con gli altri emigrati nello Stato di Santa Caterina, dove fondarono i centri di Nova Trento e Vigolo a ricordo dei luoghi natii. Il 12 luglio 1890 è ritenuta la data di nascita della Congregazione delle Piccole Suore dell’Immacolata Concezione, di cui fu fondatrice. Si prende cura degli emigrati, dei giovani, dei malati e dei poveri. Alla sua morte lasciava ben 45 case in cinque Stati del Brasile. Il messaggio di Madre Paolina in terra di emigrati e di missione, fu la totale disponibilità al servizio della Chiesa nello spirito ignaziano e nell’impegno parrocchiale e religioso nei confronti di chiunque ne avesse bisogno. Fu canonizzata il 19 maggio 2002.

E' uno dei santi Patroni della Boemia (attuale Repubblica Ceca). Procopio nacque verso il 975, nel castello di Kourim vicino a Chotoun. Egli fu sacerdote secolare. Come altri sacerdoti, Procopio era sposato ed aveva un figlio ma in seguito divenne monaco per dedicarsi ad una vita ancora più austera. Si ritirò in solitudine in una grotta presso il fiume Sázava a circa due miglia dal natio castello di Kourim. In questo periodo si inserisce la leggenda di aver costretto il diavolo tentatore a tirare l’aratro per lui. Quando fu nominato primo abate di Sázava, volle che la Comunità seguisse la Regola di s. Benedetto, la liturgia del rito occidentale romano, la lingua liturgica slava. Morì il 25 marzo 1053.

Nel mese di giugno del 1572, i calvinisti, a Gorkum, in Olanda, catturarono i Frati Minori di quel convento con altri sacerdoti, e li trascinarono per molti villaggi, esponendoli al ludibrio delle popolazioni. Li condussero prigionieri a Brielle, torturandoli in mille modi, perché rinunciassero alla fede cattolica nell’Eucaristia e nel primato del Romano Pontefice; ma essi rimasero saldi nella fede, e perciò furono messi a morte il 9 luglio 1572. Papa Pio IX li ha canonizzati nel 1867.

Ottone nacque a Mistelbach, in Franconia, nel 1062, ai tempi della «lotta per le investiture». Fu nominato dall’imperatore Enrico IV vescovo di Bamberga. Dopo la sua morte Ottone scese a Roma dove il Papa Pasquale Il gli conferì il pallio, confermandolo vescovo di Bamberga. Vescovo legittimo per la Chiesa e ben accetto all'Imperatore, gli sforzi di Ottone contribuirono alla definizione di un Concordato tra Chiesa e Impero, stipulato nella famosa Dieta di Worms, nel 1122. Boleslao, re di Polonia lo chiamò ad evangelizzare la Pomerania, dove, insieme a venti sacerdoti battezzò ventimila pagani, convertì sette città e fondò altre undici chiese. Ma cadde in un'imboscata tesagli dai pagani. Morì poco dopo a Bamberga, nel 1139.

Paolo, cooptato nel collegio apostolico da Gesù stesso sulla via di Damasco, fu lo strumento eletto per portare il suo nome ai popoli, il più grande missionario di tutti tempi, l'avvocato dei pagani, l'apostolo delle genti, colui che insieme a Pietro far risuonare il messaggio evangelico nel mondo mediterraneo.
Pietro, scelto da Gesù a fondamento dell'edificio ecclesiale, pastore del gregge santo, confermatore dei fratelli, è nella sua persona e nei suoi successori il segno visibile dell'unità e della comunione nella fede e nella carità. Gli apostoli Pietro e Paolo sigillarono con il martirio a Roma, verso l'anno 67, la loro testimonianza al Maestro.

Era nato in Grecia e, dopo aver trascorso alcuni anni in solitudine, giunse in Puglia che percorse tutta intera con una croce in mano e ripetendo l’invocazione ‘Kyrie Eleison’. Al contrario del più celebre s. Nicola patrono di Bari, di lui vi sono pochissime notizie ma certamente degne di fede. Egli è patrono della città di Trani, dove morì nel 1094 dopo appena quindici giorni dal suo arrivo, proveniente da Taranto e prima ancora da Otranto.

Nacque nel 355 da ricca famiglia patrizia romana a Bordeaux. Incontrò il vescovo Ambrogio di Milano e il giovane Agostino di Ippona, dai quali fu convertito al cristianesimo. Durante un viaggio in Spagna conobbe e sposò Therasia con cui, dopo la morte prematura dell'unico figlioletto, dedicò interamente all'ascesi cristiana, sul modello di vita monacale orientale. Distribuirono le loro ricchezze ai poveri, e si ritirarono in Catalogna, deve venne ordinato prete. A Nola, eresse un ospizio per i poveri, e un monastero, dove si ritirò con Therasia ed altri amici. Nel 409 fu eletto vescovo di Nola. Morì a 76 anni, nel 431.

Il 12 agosto 1834, nella chiesa di Santa Chiara in Albaro (Genova), nasce una comunità di future suore educatrici per la formazione cristiana della gioventù femminile. Saranno le Figlie della Santa Fede, poi Suore di Santa Dorotea. La fondatrice è Paola Frassinetti, 25 anni. La giovane, rimasta orfana di madre a 9 anni, ha dovuto badare al padre e a 4 fratelli. Nel 1841 va a Roma, dove fonda, nel 1842, la prima scuola a Santa Maria Maggiore. Diverrà sede dell'istituto il "conservatorio" (riformatorio femminile) presso Sant'Onofrio al Gianicolo, ove morrà nel 1882. Le case delle Figlie di Santa Dorotea nei vari Paesi diventeranno novanta nel XX secolo. Nel 1984, Paola Frassinetti è stata proclamata santa da Giovanni Paolo II.

Norberto nacque a Xanten, in Germania. Un evento lo sconvolse e lo indusse a cambiare il tipo di vita che conduceva (un fulmine gli cadde vicino, tramortendolo). Divenuto prete, san Norberto fondò, nel 1121, un antico ordine monastico che presto si diffuse in Europa e anche in Palestina: i Premostratensi. Il nome viene dalla valle francese di Prémontré, nei pressi di Laon, dove il santo si era fermato insieme ad alcuni compagni. Dal 1126 fu vescovo di Magdeburgo. Morì nel 1134 ed è santo dal 1582.

E' considerato, con S. Antonio abate, suo contemporaneo, il padre del cenobitismo egiziano. Fu il primo che ne fissò per scritto la regola. Pacomio nacque verso il 292 nella Tebaide superiore, da genitori pagani. Operò numerose conversioni e si oppose vigorosamente agli errori degli ariani. Nonostante le insistenze del suo vescovo, non volle mai ricevere il sacerdozio. Pacomio due volte all'anno radunava attorno a sé i superiori dei vari monasteri per mantenere in tutti desta l'idea che essi formavano una sola famiglia di cui egli si considerava non il dominatore, ma il servo. Dopo la riunione della Pasqua del 346 a Pebu scoppiò la peste che in poco tempo fece più di cento vittime. La più illustre di esse fu Pacomio stesso che morì il 9-5-346. Nel Martirologio romano la festa di San Pacomio è segnata al 9 maggio. Nei libri liturgici bizantini è segnata al 7.

Questo luminare dell'Ordine Cistercense e ornamento della Chiesa nacque verso il 1102 a St-Maurice-de-1'Exil, presso Vienne, nel Delfìnato (Francia), da genitori privi di beni di fortuna, ma ricchi di virtù. Nel 1138 l'arcivescovo di Tarantasia, Isdrael, fu deposto per la vita indegna che conduceva. Il clero all'unanimità elesse come successore Pietro che avrebbe voluto ricusare quell'onorifico ufficio tanto contrario alle sue inclinazioni e alla sua umiltà, ma il capitolo generale di Citeaux, e in modo speciale S. Bernardo di Chiaravalle (+1153), lo esortarono a sottomettersi alla manifesta volontà di Dio (1141). Un compito di grande utilità per l'Europa attendeva Pietro di Tarantasia. La difesa del Papa e della Chiesa da Federico Barbarossa e la riconciliazione di Enrico II Plantageneta, re d'Inghilterra, con Luigi VII, re di Francia.

Quando arrivava in un villaggio, la sua prima visita era per il divino ospite del tabernacolo. Quando ritornava al convento, spiacente di non avere potuto passare presso Gesù sacramentato il tempo speso per la questua, consacrava, benché fosse spossato dalla fatica, buona parte della notte nell'adorazione dell'Eucaristia.

S - Santi N-P: S. PANCRAZIO (289-304)

Nei primi secoli della Chiesa, accanto ad uno stuolo di sante giovinette che andarono al martirio giubilanti pur di non rinnegare la fede o di non perdere la verginità, c'è tutta una schiera di santi giovani che seppero affrontare coraggiosamente il carcere, la fame, le belve del circo, gli aculei, le ruote dentate, il fuoco, pur di non rinnegare Gesù Cristo. S. Pancrazio fu uno di questi.

(...) ogni giorno celebrò la Messa con somma devozione. Aveva un così alto concetto della purezza con cui il sacerdote deve trattare i divini misteri che, nonostante l'intemerità della sua vita, non osava accedere all'altare senza essersi prima purificato nel tribunale della penitenza. Iddio gli aveva concesso il dono delle lacrime, ed egli se ne serviva sovente per piangere i peccati propri e quelli degli altri.

Il santo fu favorito del dono delle lacrime che versava a torrenti specialmente durante la Messa. Più volte i frati lo videro circondato da una nuvola splendente, sollevato da terra e coronato di fiamme. Una notte gli abitanti di Aguilera accorsero al convento credendo che fosse scoppiato un incendio. La fiamma che avevano visto elevarsi sopra il tetto di esso partiva invece dal cuore ardente di Pietro. La notizia dello strabiliante prodigio fece accorrere anche il vescovo di Osma. Verso mezzanotte egli vide delle fiaccole che formavano una corona luminosa sul tetto del convento. Vi si recò subito, e trovò il santo immerso nella meditazione, con il petto infiammato come una fornace accesa.

Non sentiva nessuna attrattiva per le vanità del mondo, tuttavia, per ubbidire ai genitori, verso i trent'anni consentì a sposare Dorotea Wiss, di Schwendi, dalla quale ebbe 10 figli. In mezzo alle fatiche dei campi e della stalla, Nicola non perdette l'abituale unione con Dio. Hans, il suo figlio maggiore, ha raccontato che durante la notte, mentre tutti erano a riposo, udiva sovente il padre levarsi per andare a pregare dinanzi al crocifisso della sala comune, Dorotea stessa depose, nel processo di beatificazione, che suo marito l'avvertiva sempre quando, nel cuore della notte, si levava per salire fino al Santuario di San Nicola di Bari, che sorgeva sulla collina di fronte alla loro casa, a passarvi lunghe ore nel raccoglimento e nell'orazione. Essendo un esemplare padre di famiglia, i compaesani lo elessero, nel comune e nel cantone, giudice e consigliere (1459) e quindi deputato alla Dieta federale (1462).

L'attività missionaria di Patrizio ebbe un preludio nello zelo di S. Palladio, di origine celtica, che S. Celestino I aveva inviato nel 431 come vescovo in Irlanda. La morte però, interruppe presto il suo duro e difficile lavoro tra popolazioni ancora pagane tiranneggiate dai druidi. Il Santo, appena ne ricevette la triste notizia, decise di recarsi in quell'isola con qualche compagno dopo aver ricevuto la consacrazione episcopale, forse, da S. Germano. È probabile che sia sbarcato poco lontano dalla città di Wicklow, ma è impossibile stabilire con precisione quali contrade egli abbia evangelizzato per prime. Una cosa è certa, che nelle sue missioni egli mirò soprattutto alla conversione dei re, o capi di clan, che esercitavano un enorme influsso sul popolo e potevano fornire il terreno necessario per la costruzione delle chiese e dei conventi indispensabili alla civilizzazione del paese.

Vibia Perpetua, nobildonna di ventidue anni con un figlio lattante, e Felicita, schiava, in stato di avanzata gravidanza, mentre si preparavano a ricevere il battesimo, furono arrestate a Thuburbo minus insieme con Revocato, Saturnino e Secondulo…La vigilia del supplizio ai condannati alle belve fu preparato un lautissimo banchetto in pubblico secondo la consuetudine. Al popolo, accorso curioso a vedere, essi parlarono con la solita franchezza, minacciando il giudizio di Dio, dicendosi felici di essere destinati al martirio. Di fronte a tanta fortezza d'animo numerose persone si convertirono. Quando giunse il giorno della festa si recarono all'anfiteatro trepidanti non di timore, ma di gioia. Perpetua entrò nell'arena cantando a gran voce un salmo, Revocato, Saturnino e Saturo rivolgendo pacate parole di ammonimento alla folla.

Un giorno, come inizio della sua divina missione, si recò in Catalogna a visitare la celebre abbazia benedettina di Montserrat, ove fin da tempi antichissimi sorgeva un santuario mariano. Sciolse il voto che aveva fatto, e poi si diresse a Valenza ancora sotto la dominazione dei saraceni per consacrare la sua vita al riscatto dei cristiani. Per liberarne il più gran numero possibile questuò presso i suoi migliori amici. La sua opera fu criticata da molti, ma egli, senza perdersi di coraggio, non cessava di ripetere che bramava di essere caricato delle loro catene e di vendere se stesso pur di ridonare ad essi la sospirata libertà.

Saulo si rivolse alla suprema autorità per avere facoltà di perseguitare quelli che risiedevano nelle città straniere. Messi gli occhi sulla comunità di Damasco, con un discreto numero di subalterni armati, si mise in viaggio per quella città distante circa 240 chilometri. A dorso di mulo, unica cavalcatura del tempo, occorreva una settimana per raggiungerla. L'ostinato fariseo, assetato del sangue dei cristiani, non si lasciò vincere dai disagi di quel viaggio. Tutto pareva svolgersi per il meglio, quando al termine della sua corsa, avvenne l'imprevedibile. ...

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S. Policarpo, secondo S. Girolamo, fu ordinato vescovo di Smirne dallo stesso S. Giovanni evangelista, al quale sarebbe succeduto verso l'anno 100. Per oltre cinquant'anni, con zelo e fortezza, governò la sua diocesi, e non è improbabile che esercitasse una certa autorità e un certo prestigio su più vaste zone dell'Asia minore, in quanto egli fu l'ultimo testimone dell'età apostolica.

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S - Santi N-P: S. PAOLA (347-406)
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Attesta S. Girolamo che ella voleva tutto vedere, e che non la si poteva strappare da un luogo santificato dalla presenza del Signore senza condurla ad un altro. Tutta Gerusalemme fu testimone delle lacrime che ella versò sul sepolcro del Signore, e del dolore che provò alla considerazione della sua passione. Visitando la grotta di Betlemme sospirava: "Ed io, miserabile peccatrice, proprio io sono stata giudicata degna di baciare la greppia dove il Signore da bambino ha vagito? Di pregare nella grotta dove la Vergine Maria ha dato alla luce il Bambino Signore! È qui il mio riposo, perché questa è la patria del mio Signore! È qui che abiterò, dal momento che il Signore ha scelto questa terra!" (Ep. 108).

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Appena i condannati a morte scorsero le croci che portavano scritto i loro nomi, s'inginocchiarono davanti ad esse e le baciarono. Ciascuno fu legato vestito a quella che gli era stata assegnata e tutti contemporaneamente furono sollevati in alto, fatti degno spettacolo non solo agli uomini, ma anche agli angeli. Luigi Ibarki era andato in cerca della sua di corsa e vi si era steso sopra, mansueto come un agnello, lietamente gridando: "Paradiso! Paradiso!" Al comando di Azamburo quattro guardie impugnarono le lance, il P. Pierbattista intonò allora il Benedictus e tutti lo terminarono insieme con un coraggio e una pietà che intenerì gli stessi pagani presenti persino alle finestre delle case circostanti. Il piccolo Antonio per conto suo intonò il salmo: "Lodate, fanciulli, il Signore", al quale fecero eco gli altri due suoi compagni fino alla fine, Tommaso e Luigi. Il primo ad essere ucciso da due colpi di lancia fu Filippo Las Casas, l'ultimo il P. Pierbattista.

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Principale preoccupazione del nuovo arcivescovo fu la missione tra gli svedesi. Dovendo rimanere in sede, egli consacrò loro vescovo Gotberto, parente di Ebbene di Reims, il quale, dopo parecchi anni di apostolato, dalla reazione dei pagani fu costretto ad abbandonare il paese e trasferirsi ad Osnabrùck, la nuova sede che gli era stata assegnata. La sua opera fu continuata dal monaco Ardgaro. In seguito costui si ritirò verso il sud e la missione svedese rimase sospesa per un certo tempo. Oscar si diede con grande zelo a procurare il bene spirituale e corporale dei suoi fedeli facendo costruire chiese dove maggiormente ce n'era bisogno, erigendo ad Amburgo la cattedrale in onore di San Pietro e un monastero di benedettini. Amava riscattare gli schiavi, specialmente se fanciulli. Costoro li mandava al monastero di Turholt perché, sotto la guida dei monaci di Gorbia, fossero preparati alla predicazione del Vangelo.

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Nulla sfuggiva al suo vigile occhio. Egli esigeva l'assiduità alle ore canoniche diurne e notturne, voleva che i monaci praticassero la rigorosa povertà, non uscissero dall'eremo, e non si occupassero di negozi secolari. Alla preghiera i religiosi dovevano aggiungere il lavoro, la pratica di frequenti digiuni e mortificazioni in proporzione dei propri peccati.

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