Perché un Dio uomo (V)

Teologia: fondamentale, ascetica...

Sant’Anselmo. Al numero degli angeli decaduti devono essere sostituiti altrettanti uomini? Non si può dubitare che le creature razionali siano da Lui previste secondo un numero ragionevole e perfetto. Quindi, o gli angeli caduti erano stati creati per essere compresi in quel numero; oppure essi caddero necessariamente perché, non essendo compresi in quel numero, dovettero esserne esclusi. E questo è assurdo… Libro secondo. Capitoli del libro secondo. 1 – L’uomo fu creato giusto perchè fosse beato. 2 – L’uomo non sarebbe morto se non avesse peccato. 3 – L’uomo risorgerà col medesimo corpo col quale visse. 4 – DIO completerà quello che ha iniziato nella natura umana.

LIBRO SECONDO
 
CAPITOLI DEL LIBRO SECONDO
1.         L’uomo fu creato giusto perché fosse beato;
2. L’uomo non sarebbe morto se non avesse peccato;
3. L’uomo risorgerà col medesimo corpo col quale visse;
4. Dio completerà quello che ha iniziato nella natura umana;
5. Benché questo debba necessariamente avvenire, Dio non lo farà costretto dalla necessità;
6. Soltanto un Dio-uomo può compiere quella soddisfazione che salva l’uomo;
7. E’ necessario che costui sia perfetto Dio e perfetto uomo;
8. Bisogna che Dio assuma l’uomo dalla discendenza di Adamo e da una donna vergine;
9. E’ necessario che solamente il Verbo e l’uomo si uniscano in una sola persona;
10. Questo uomo non muore in conseguenza di un debito. Può egli peccare o no? Come si può lodare lui e gli angeli dal momento che non possono peccare?;
11. Egli muore liberamente. La mortalità non appartiene alla pura natura umana;
12. Egli non è misero, pur partecipando alle nostre prove;
13. Egli non ha assunto insieme alle altre nostre miserie l’ignoranza;
14. La sua morte supera la grandezza e il numero di tutti i peccati;
15. La sua morte cancella anche i peccati di coloro che l’uccisero;
16. Dalla massa peccatrice Dio assunse una natura umana senza peccato; Salvezza di Adamo e di Eva;
17. In Dio non c’è necessità o impossibilità. Significato dei termini: necessità obbligante e necessità non obbligante;
18. La morte di Cristo dà soddisfazione a Dio per i peccati degli uomini; in che senso Cristo dovette e non dovette patire;
19. Quanto ragionevolmente dalla sua morte sgorghi la salvezza umana;
20. Grandezza e giustizia della misericordia di Dio;
21. E’ impossibile che il diavolo si riconcili con Dio;
22. La verità del Vecchio e del Nuovo Testamento è provata da ciò che è stato detto.

1
L’UOMO FU CREATO GIUSTO PERCHÉ FOSSE BEATO
ANSELMO – Non si deve dubitare che la natura ragionevole fu creata giusta da Dio per essere beata nella fruizione di lui. È ragionevole appunto per questo: per discernere ciò che è giusto da ciò che è ingiusto, il bene dal male, un bene maggiore da un bene minore. Altrimenti sarebbe stata creata inutilmente. Ma Dio non la creò ragionevole inutilmente. Quindi nessun dubbio che sia stata fatta ragionevole a questo scopo.
Con un ragionamento simile si prova che essa ricevette la facoltà di scegliere perché odiasse ed evitasse il male, perché amasse e scegliesse il bene e perché preferisse nella sua scelta e nel suo amore ciò che è migliore. Altrimenti Dio gli avrebbe data invano questa facoltà di scegliere: la sua scelta sarebbe inutile qualora non la guidasse in quello che deve amare o evitare. E poi non è conveniente che Dio le abbia data inutilmente una facoltà così importante.
Quindi è certo che la natura ragionevole è stata creata per amare e scegliere sopra tutte le cose il sommo bene, non in vista di un altro ma per se stesso. Se infatti lo amasse in vista di un altro, non amerebbe lui ma l’altro. Ma perché essa possa fare questo, deve essere giusta. Quindi, perché non fosse inutilmente ragionevole, è stata creata contemporaneamente ragionevole e giusta.
Che se è stata creata giusta per scegliere e amare il sommo bene o è stata fatta tale per raggiungere un giorno l’oggetto dell’amore e della scelta oppure no. Ma se non è stata creata giusta per ottenere ciò che ama e sceglie, inutilmente è stata creata capace di amarlo e di sceglierlo e non c’è alcuna ragione per la quale un giorno debba ottenerlo.
Quindi fino a quando amando e scegliendo il sommo bene si manterrà giusta adempiendo quello per cui è stata creata, essa sarà misera, perché contro la sua volontà sarà bisognosa e non possederà ciò che desidera: e questo è evidentemente assurdo.
Per cui la natura ragionevole è stata creata giusta affinché fosse beata nella fruizione del sommo bene cioè di Dio. Quindi l’uomo, che è una natura ragionevole, è stato creato giusto, perché fosse beato nel possesso di Dio.

2
L’UOMO NON SAREBBE MORTO SE NON AVESSE PECCATO
ANSELMO – Che l’uomo poi sia stato creato in una condizione tale da non implicare necessariamente la morte lo si prova facilmente: come già abbiamo detto, è contro la sapienza e la giustizia di Dio costringere colui che è stato creato giusto in vista dell’eterna beatitudine a subire la morte pur non avendo peccato.
Ne segue dunque che l’uomo non sarebbe mai morto se mai avesse peccato.

3
L’UOMO RISORGERÀ COL MEDESIMO CORPO COL QUALE VISSE
ANSELMO – Da questo sgorga chiara la prova che un giorno avverrà anche la risurrezione dei morti. Infatti, posto che l’uomo debba essere reintegrato completamente, egli deve essere riportato in quella condizione in cui sarebbe stato se non avesse peccato.
BOSONE – Non può essere altrimenti.
ANSELMO – Quindi, come se non avesse peccato avrebbe dovuto rivestire d’incorruttibilità il corpo nel quale viveva, così quando verrà reintegrato è necessario che ciò si compia in quel corpo nel quale egli ha trascorso questa vita.
BOSONE – Che cosa risponderemo, se uno ci dicesse che questo avverrà necessariamente in quelli nei quali il genere umano verrà reintegrato, ma non nei reprobi?
ANSELMO – Non si può concepire nulla di più conveniente e di più giusto di ciò: come l’uomo se avesse perseverato nella giustizia sarebbe stato eternamente beato nella sua totalità, cioè nell’anima e nel corpo, così sarà eternamente misero nella sua totalità se persevera nell’ingiustizia.
BOSONE – Con poche parole hai risposto adeguatamente alle mie domande.

4
DIO COMPLETERÀ QUELLO CHE HA INIZIATO NELLA NATURA UMANA
ANSELMO – Da quello che abbiamo detto è facile dedurre che o Dio completerà ciò che ha iniziato nella natura umana oppure egli ha ordinato invano una natura così sublime a un bene così grande. Ma se, come sappiamo, Dio non ha creato nulla di più prezioso della natura razionale capace di godere di lui, ripugna che egli lasci completamente perire una natura ragionevole.
BOSONE – Un cuore ragionevole non può pensare diversamente.
ANSELMO – Quindi è necessario che completi ciò che ha iniziato nella natura umana. E questo può avvenire, come abbiamo detto, soltanto mediante la totale soddisfazione del peccato che nessun peccatore può dare.
BOSONE – Capisco ormai ch’è necessario che Dio conduca a fine ciò che ha cominciato, affinché non sembri abbandonare in modo sconveniente la sua impresa.