PRISCILLIANISMO

Teologia: fondamentale, ascetica...

"Cardinale Pietro Parente; Mons. Antonio Piolanti; Mons. Salvatore Garofano: Voci selezionate dal Dizionario di Teologia Dogmatica". PRISCILLIANISMO: un complesso d'errori attribuiti a Priscilliano (sec. IV).

Sulpizio Severo nella sua Historia Sacra (principio del V sec.) parla delle vicende e degli errori di quest'uomo d'origine spagnola, dall'ingegno vivace, austero nei costumi e molto proclive all'ascetismo. Priscilliano diventò presto capo d'una setta religiosa, in cui prevalsero le donne. Il vescovo Idacio di Emerita condannò nel Sinodo di Saragozza (380) gli errori di Priscilliano. Il quale però non si perdette d'anima, ma anzi si fece ordinare sacerdote e poi consacrare vescovo di Avila. Perseguitato nella Spagna venne a Roma sotto Papa Damaso insieme con altri vescovi suoi seguaci; ma il Papa non li ricevette, come fece anche S. Ambrogio a Milano. Finalmente accusato presso l'imperatore Massimo a Treviri fu condannato a morte. I suoi seguaci però continuarono a spargere errori con zelo fanatico finché il Concilio di Braga nel 563 formulò 17 anatemi contro il Priscillianismo. Secondo questo documento i Priscilliani insegnarono i seguenti errori:
  a) Sabellianismo (v. questa voce) negando la distinzione reale delle tre Persone divine. b) Arianismo (v. questa voce) negando l'esistenza di Cristo prima della sua nascita da Maria. c) Docetismo (v. questa voce), perché attribuivano a Gesù un corpo apparente. d) Panteismo nell'affermare che gli angeli e le anime sono emanazione della sostanza divina. e) Il Demonio, derivato dal caos tenebroso è essenzialmente cattivo. f) Il matrimonio e la procreazione sono opera. diabolica. g) Corruzione del sacro testo della Scrittura. I critici moderni dopo accurato studio, non osano attribuire proprio a Priscilliano tutti questi errori. Fino a qual punto egli abbia insegnato o aperto la via a tante aberrazioni, in parte già condannate dalla Chiesa, non si può dire ancora con sicurezza. E' certo però, dai frammenti delle sue opere, che Priscilliano prediligeva gli apocrifi (v. questa voce) e adoperava un linguaggio oscuro in materia trinitaria; a volta ha qualche spunto di sapore gnostico o manicheo almeno nell'espressione. I suoi discepoli avranno frainteso ed esagerato.