POSITIVISMO

Teologia: fondamentale, ascetica...

"Cardinale Pietro Parente; Mons. Antonio Piolanti; Mons. Salvatore Garofano: Voci selezionate dal Dizionario di Teologia Dogmatica". POSITIVISMO: più che un sistema è una tendenza del pensiero sorta nel secolo scorso in reazione alle correnti idealistiche.

Contro le costruzioni soggettivistiche dell'Idealismo e i vaneggiamenti sentimentali del Romanticismo, suo alleato, si determinò verso la metà dell'800 una corrente positiva, che preferiva l'esperienza alla teoria, la sensazione al concetto astratto, il fatto al principio. Fu un forte richiamo degli spiriti dalle alte speculazioni alla realtà concreta della natura e della vita umana, sotto l'impulso delle scienze, che ebbero largo sviluppo in quell'epoca. Il Positivismo ha la sua radice lontana nell'Empirismo inglese del 600 (Locke) e nel Sensismo francese del Condillac; ma la sua origine prossima è nel criticismo kantiano, che aveva svalutato la conoscenza della sfera metafisica (noumeno) a vantaggio della sfera empirica o fenomenica. Rimanendo legati al fatto e al mondo sensibile i Positivisti si accostano al Materialismo, ma se ne distaccano quando ammettono la possibilità di una realtà soprasensibile, come per es. Dio. Il Materialista la nega, il Positivista è agnostico in quanto dice d'ignorarla finché non avrà potuto dimostrarla per via empirica.
 In Francia il fondatore del Positivismo fu Augusto Comte (+1857). uomo d'ingegno, ma poco equilibrato, il quale imperniò il suo sistema sulla teoria dei 3 stadi: il teologico, il metafisico e il positivo, che segnano il progresso dell'umanità dall'ingenua fantasia, al ragionamento astratto. alla conoscenza diretta della natura, in cui domina il fenomeno con le sue leggi, oggetto dell'esperienza. La stessa vita umana si riduce a un complesso di fenomeni e di leggi fisiche individuali e sociali. Non c'è un Dio sopra la natura, ma c'è soltanto l'Umanità, il grande Essere, cui si deve tributare un culto. In Inghilterra il Positivismo prende un aspetto più scientifico e più pratica con Erberto Spencer (+1903), che adotta la teoria evoluzionistica e l'applica alla cosmologia. all'antropologia, alla sociologia e all'etica. Secondo Spencer c'è nell'universo un Inconoscibile, che la scienza e la religione devono rispettare, contentandosi di conoscere i fatti e lasciando da parte i misteri. La corrente positivistica in Inghilterra si manifesta anche nell’utilitarismo di G. Bentham (+1832) e di Stuart Mill (+1873); in Francia nella sociologia empirica di E. Durkheim (+1917), che riduce la psicologia, la morale e la religione a fatti e prodotti sociali. Finalmente il Positivismo attecchì anche in Italia, specialmente per opera di Roberto Ardigò (+1920), ma in una forma blanda, né molto filosofica, né molto scientifica, adatta a uomini di mezza misura, poco solleciti dei grandi problemi, che trascendono la vita ordinaria. E' evidente il contrasto tra Positivismo e Filosofia e Teologia cristiana.