La verginità di Maria, oggi (1)

Teologia: fondamentale, ascetica...

…Parte Prima. “Concepito di Spirito Santo”. La Verginità di Maria “Prima del parto”. Il concetto preciso e completo della Verginità “prima del parto”. Il dogma della verginità di Maria “prima del parto” si riferisce, direttamente, alla verginità nell’atto del concepimento di Cristo, che è miracoloso; suppone però, evidentemente (poiché, in caso diverso, non si potrebbe neppure parlare di verginità nel concepimento) la verginità anteriore ad un tale atto….

LA VERGINITA’ DI MARIA, OGGI



PARTE   PRIMA


“CONCEPITO DI SPIRITO SANTO “


 


LA VERGINITÀ’ DI MARIA ” PRIMA DEL PARTO “



1. IL CONCETTO PRECISO E COMPLETO DELLA VERGINITÀ ” PRIMA DEL PARTO “


Per la chiarezza di idee, è necessario distinguere bene tra il concetto che ne hanno il volgo e i biologi, e il concetto che ne hanno i Teologi.


Secondo il volgo, ed anche secondo i biologi, la verginità è una qualità puramente fisiologica o organica, consistente nell’integrità corporale (la quale viene ordinariamente compromessa dall’atto coniugale).


Secondo i teologi, invece, la verginità è una virtù morale, e perciò risiede formalmente nell’anima, quantunque dica relazione all’integrità corporale. La verginità teologicamente considerata, perciò, si divide in tre elementi di valore distinto e diverso: I) l’integrità corporale (elemento accessorio rispetto alla virtù morale in quanto tale); II) l’immunità dalla piena soddisfazione venerea liberamente ammessa (elemento materiale); III) il fermo proposito di astenersi per sempre dal detto piacere carnale (elemento formale della virtù morale della verginità).


Il dogma della verginità di Maria “prima del parto” si riferisce, direttamente, alla verginità nell’atto del concepimento di Cristo, che è miracoloso (3); suppone però, evidentemente (poiché, in caso diverso, non si potrebbe neppure parlare di verginità nel concepimento) la verginità anteriore ad un tale atto. Si tratta perciò di una maternità singolare, che non ha esempio.


Il concetto completo del concepimento verginale di Cristo da parte di Maria, contiene cinque elementi (cfr. DOMINGUEZ O., O.M.J., Virginidad antes del parto, in “Est. Mar” 21 1960 p. 211 ss.):


1) Maria SS. non concepì Cristo per opera d’uomo, 2) o mediante il germe di qualche uomo; 3) ma per opera dello Spirito Santo, 4) senza ombra di concupiscenza, 5) come persona già consacrata a Dio.



1. Maria SS. non concepì, in primo luogo, per opera d’uomo: cosa affermata formalmente e categoricamente – come vedremo – dai Vangeli dell’infanzia (Matteo e Luca). Il seme virile, infatti, non avrebbe potuto, in un istante, dar piena formazione all’organismo umano; e un intervento di padre umano sarebbe stato ordinato intrinsecamente all’esistenza di una persona umana (mentre la persona di Cristo è divina).


2. Maria SS. non concepì, in secondo luogo, mediante il germe umano (di San Giuseppe) introdotto miracolosamente nel seno di Lei. Così han ritenuto, recentemente, Corbatò (Vindicaciones josephinas, n. 109 e 123) e Petrone (La paternità di San Giuseppe, in ” Divus Thomas ” Plac., 1928, p. 29-49), strenui difensori della paternità verginale di San Giuseppe. Lo Spirito Santo – secondo il Corbatò – col suo intervento, avrebbe unito i due germi immacolati (quello di Maria e quello di Giuseppe) per produrre Gesù. Però il libro del Corbatò fu messo all’Indice; e l’articolo di Petrone fu riprovato dal S. Uffizio. San Matteo e San Luca – come vedremo – attribuiscono tutto il concepimento di Cristo all’opera dello Spirito Santo, ed escludono così, implicitamente, qualunque cooperazione di uomo, sia prossima che remota. Inoltre, l’angoscioso imbarazzo di San Giuseppe dinanzi alla gravidanza di Maria, nell’ipotesi di una tale cooperazione, non si spiega. E l’Angelo nello svelargli il mistero, gli avrebbe sicuramente svelato – se ancora non lo avesse saputo – la cooperazione di lui al concepimento di Cristo.


3. Maria concepì per opera dello Spirito Santo. Sia San Matteo sia San Luca – come vedremo – asseriscono categoricamente una tale verità. Lo Spirito Santo supplisce l’assenza dell’agente umano. Ebbe perciò un’azione fecondante e verginizzante.


4. Maria SS. concepì Cristo senza ombra di concupiscenza.


Maria SS. Immacolata” infatti, appunto perché Immacolata, aveva il dono preternaturale dell’integrità consistente nel pieno assoggettamento dell’appetito inferiore (dei sensi) alla ragione, per cui non ebbe mai alcun movimento disordinato dei sensi, sia pure involontario. Dalla Vergine si deve quindi escludere non solo il consenso al piacere causato dai movimenti disordinati, dal fomite della concupiscenza, ma lo stesso piacere, gli stessi movimenti disordinati, lo stesso fomite della concupiscenza; e questo durante tutta la sua vita. Si ebbe dunque, in Maria, un concepimento immune da qualsiasi ombra di sensualità (a differenza dei concepimenti ordinari). Grazie al divino intervento dello Spirito Santo, il concepimento verginale – come si è espresso S. Agostino – si operò ” non concupiscentia carnis urente, sed fìdei caritate fervente ” (Serm. 214, 6, PL 38, 1069). Ai piaceri della carne vengono sostituite le ineffabili e caste delizie dello spirito, a causa della nuova ineffabile unione con Dio che, incominciando ad essere suo figlio, stringeva con Lei una relazione del tutto nuova, del tutto singolare.


La moderna biologia esclude, nel concepimento (ossia, nell’atto della fecondazione) qualsiasi impressione o commozione sensuale, sia pure minima o indeliberata.


5. Maria SS. concepì Cristo come persona già consacrata a Dio. La verginità, come virtù morale, ha le sue radici nella volontà, ossia, nella ferma determinazione di astenersi totalmente e perennemente dai piaceri sensuali ” per amore del Regno dei cieli ” (Mt 19, 12). Presa in questo senso, la verginità comporta una vera consacrazione dell’anima e del corpo a Dio, suggellata o con voto o, per lo meno, con un fermo proposito: ” la vergine è tutta sollecita delle cose del Signore, affin di essere santa di corpo e di spirito ” (1 Cor., 7, 32). Che Maria, prima dell’incarnazione del Verbo, fosse consacrata a Dio, appare chiaramente dalla domanda da Lei opposta alla proposta dell’Angelo: ” Come avverrà ciò, dal momento che io non conosco uomo? ” (Lc. 1, 34). Non avrebbe pronunziato queste parole se non fosse stata di già consacrata a Dio. Questa sua consacrazione a Dio è parte integrante e principale del dogma della sua verginità. In tal modo la Vergine, prima di aprire al Verbo il suo seno, gli aveva aperto il suo cuore verginale, in modo totalitario e perenne.


Tale è la verginità di Maria nei vari elementi che la compongono, nella pienezza del suo significato. I primi tre elementi riguardano la verginità fisiologica del corpo; il quarto riguarda la verginità del senso; il quinto riguarda la verginità dell’anima. Essi costituiscono il concetto integrale della verginità ” prima del parto “.


 



Note alla prima parte


(3) I naturalisti hanno riconosciuto alcuni casi di partenogenesi animale. Non si conosce però, fino ad oggi, un solo caso di partenogenesi umana, sufficientemente provato, per cui sì ammette comunemente che una tale partenogenesi sarebbe un vero miracolo. Vi è però chi ritiene che un tale fatto sia scientificamente del tutto improbabile, ma non già impossibile (così ritiene il P. Bosio S.J,, in “Civiltà Cattolica” 15-6-1957). I biologi affermano concordemente che, se si desse una partenogenesi umana naturale, il frutto di essa sarebbe necessariamente un essere umano di sesso femminile, pel fatto che la madre è priva di cromosomo Y, caratteristico dell’uomo. Secondo i dati della scienza, poi, risulta fisicamente impossibile l’ipotesi di un concepimento verginale che produca un essere umano di sesso maschile.