I TESORI DI CORNELIO A LAPIDE: La Sapienza

Vita cattolica: Matrimonio, laicato...

 1. Che cosa è la sapienza?
 2. Dio è la sapienza suprema.
 3. Necessità della sapienza e in che cosa consiste.
 4. Eccellenza e preziosi frutti della sapienza.
 5. La sapienza si rivela anche nell\’esteriore dell\’uomo
 6. Facilità di avere la sapienza; disgrazia di chi non la possiede
 7. Che cosa bisogna fare per ottenere la sapienza

1. CHE COSA È LA SAPIENZA? – La parola sapienza, saggezza, sapientia, deriva dal vocabolo latino sapere che vuol dire avere del gusto, del sapere; nel senso spirituale, essa è la conoscenza di Dio, dei fini ultimi e dei mezzi che vi conducono… S. Agostino dice che la sapienza è la contemplazione della verità, per cui tutto l\’uomo si compone in pace e riceve in sé la somiglianza di Dio (De Serm. Domini in monte). Secondo la definizione del Gaetano, la sapienza è la ragione e la norma delle azioni umane, formata sul modello della suprema causa che è Iddio (Ex Delrio).

2. DIO È LA SAPIENZA SUPREMA. – «O come sono alte, esclamava S. Paolo, come sono immense le ricchezze della sapienza e della scienza di Dio! Come sono incomprensibili i suoi giudizi, e impenetrabili le sue vie! Chi mai penetrò il pensiero del Signore, chi gli dettò consigli? Tutte le cose sono da lui e per lui ed in lui» (Rom. XI, 33, 36). Dio è la sapienza increata; da questa sapienza nasce ogni altra sapienza… Solo in lui è la sapienza… e quindi da lui solo si riceve la sapienza… La sapienza di Dio campeggia in tutte le sue opere… Nella provvidenza mirabilmente e apertamente si dimostra.
E di Gesù Cristo predicava l\’Apostolo, che in lui vi sono i tesori tutti della sapienza e della scienza (Coloss. II, 3). «Noi predichiamo, scriveva poi ai Corinzi, il Cristo crocefisso, oggetto di scandalo ai Giudei e stoltezza per i Gentili: ma per gli eletti, e Giudei e Greci, egli è la virtù e la sapienza di Dio» (1 Cor I, 23-24).

3. NECESSITÀ DELLA SAPIENZA E IN CHE COSA CONSISTE. – E’ così evidente la necessità della sapienza all\’uomo, che la riconobbero anche i filosofi pagani; fra i quali Seneca, per esempio, dice che «senza lo studio e l\’amore della sapienza non vi può essere né vera né soda beatitudine per l\’anima (In Prov.)», e Filone osserva che la sapienza è per l\’uomo come il pilota per la nave, il magistrato per la città, il generale per l\’esercito, l\’anima per il corpo, lo spirito per l\’anima (Lib. de Abraham).
Perciò il Signore dice nei Proverbi: «Figliuol mio, applicati alla sapienza e rallegra il tuo cuore» (XXVII, 11); e nel libro II dei Paralipomeni troviamo che avendo Iddio proposto a Salomone che gli chiedesse quello che più desiderava e che glielo avrebbe dato e che avendo Salomone domandato la sapienza questa scelta che Salomone fece a preferenza di ogni altro dono, piacque talmente a Dio, che gli rispose: Poiché qui sta il tuo amore, e non mi hai domandato né ricchezze, né gloria, né lunghi anni di vita, né la morte di quelli che ti odiano, ma la sapienza e la scienza, queste cose ti saranno concesse e vi aggiungerò di più tanto di beni, di ricchezze, di gloria, che nessun re né prima né dopo di te potrà starti a confronto (I, 7, 11-12).
Quale sia poi la vera sapienza, ce lo dice il Dottore delle Genti. Egli scrive ai Corinzi: «Per me, io sono venuto ad annunziarvi la testimonianza di Gesù Cristo, ma non già con l\’eloquenza del parlare e con le arti della sapienza umana, poiché io non ho voluto avere in mezzo a voi altra scienza che quella di Gesù crocefisso» (I, II, 1-2). Ecco dove il grande Apostolo mette la vera sapienza: egli la fa consistere tutta quanta nel conoscere Gesù crocefisso… La scienza dunque di Gesù e della sua croce forma la vera sapienza dell\’uomo.
Continua poi a dire che la sua predicazione non poggiava su la persuasione della sapienza umana, ma su la manifestazione dello spirito e della potenza divina, affinché la fede loro non avesse per base la sapienza degli uomini, ma la virtù di Dio. Noi predichiamo la sapienza tra i perfetti; non la sapienza di questo secolo, né dei principi del mondo, che si distruggono a vicenda; ma predichiamo la sapienza di Dio nel mistero, la sapienza che è stata nascosta, che Dio ha predestinato avanti ai secoli per nostra gloria, che nessun principe di questo mondo ha conosciuto, perché se l\’avessero conosciuta, non avrebbero mai crocifisso il Signore della gloria (1 Cor II). Nessuno dunque s\’illuda; se alcuno pare saggio secondo il secolo, costui diventi insensato se vuol essere vero saggio. Perché la sapienza di questo secolo è follia dinanzi a Dio, secondo quello che sta scritto: «Io arreticherò i sapienti nelle loro sottigliezze» (1 Cor III, 18-19). Gli Apostoli predicavano la sapienza tra i perfetti; la sapienza cristiana, la scienza della croce di Gesù Cristo…, della sua grazia…, dell\’incarnazione…, della salute…, della redenzione…, della gloria eterna…
Altrove il medesimo Apostolo dice: «Il Cristo non mi ha mandato per predicare nella sapienza della parola, affinché la sua croce non riesca inutile. Poiché la parola della croce è follia per quelli che si perdono; ma per noi che siamo salvi, è la virtù di Dio; perché sta scritto: Confonderò la sapienza dei saggi, e rigetterò la prudenza dei prudenti. Dov\’è lo scienziato? Dove l\’amico di questo secolo? Non ha forse Iddio colpito di pazzia la sapienza di questo mondo? Non avendo il mondo conosciuto Iddio per via della sapienza, piacque a Dio salvare i credenti per mezzo della follia della predicazione. I Giudei domandano prodigi, i Greci cercano la sapienza, e noi annunziamo Gesù Cristo crocifisso, perché la follia di Dio è più assennata della sapienza degli uomini, e la debolezza di Dio vince in robustezza la forza degli uomini. Pochi sono tra di voi i saggi, pochi i potenti, pochi i grandi secondo la carne, ma confortatevi, perché Dio ha scelto quello che il mondo ha di umile, per abbassare i grandi, quello che ha di fiacco, per atterrare i forti, affinché nessuno dinanzi a lui inorgoglisca. Per lui voi siete in Cristo Gesù il quale Dio ha fatto e costituito sapienza e giustizia e santificazione e redenzione, affinché, secondo quello che sta scritto, chi si gloria, si glorii nel Signore» (I Cor I).
Ah! la sapienza del mondo non è la vera sapienza, perché essa non discende dall\’alto, ma è terrena, animalesca, diabolica, come la chiama S. Giacomo (IAC. 111, 15). Tutta e la sola vera sapienza dell\’uomo sta in ciò solo, dice Lattanzio, che conosca e adori Iddio (Lib. III, cap. XXX). Imparare la sapienza, vuol dire imparare a conoscere, ad amare, a servire Dio, a tendere al fine per cui l\’uomo fu creato e riscattato… La vera e salutare sapienza sta nel conoscere Gesù e quello ch\’egli ha fatto per noi…; nel sapere ed osservare la religione, la legge divina; nel praticare la virtù, nel fuggire il vizio… Fuori di questo, ogni altra sapienza è insensatezza, è follia… La moglie di Lot, mutata in una statua di sale, c\’insegna ancora che la sapienza consiste nel non guardare indietro quando, si cammina per la strada della salute e ci mostra che, credendosi saggia, fu stolta nel volgersi indietro.
«La prima e vera sapienza, scrive il Nazianzeno, è una condotta lodevole, un\’anima pura davanti a Dio; per questa purità, gli uomini puri si uniscono a colui che è puro e i Santi si congiungono al Santo dei Santi (In Apolog.)». Vero saggio è colui, dice S. Bernardo, che vede le cose tali quali sono. in se stesse» (In Prov.), cioè che vede le cose divine come divine, le umane come umane, le eterne come eterne, le transitorie come transitorie… Anche Cicerone dice: «La sapienza consiste nel dominare la collera, nel vincere se medesimo. L\’uomo sobrio, costante, intrepido, affabile, continente, è un vero saggio (Lib. I, de Fin.)».

4. ECCELLENZA E PREZIOSI FRUTTI DELLA SAPIENZA. – 1° La sapienza è potente. «Io vi darò, disse Gesù Cristo agli Apostoli, tali parole e tale sapienza, contro cui lotteranno invano i vostri avversari» (Luc. XXI, 15). E lo Spirito Santo ci esorta ad attendere alla sapienza, affinché possiamo rispondere a chi ci scredita (Prov. XXVII, 11). «Il sapiente, scrive S. Ambrogio, non si lascia scuotere dalla paura né smuovere dal potere; nelle prosperità non si gonfia, nelle contrarietà non si abbatte, perché dove vi è la sapiènza, vi è la forza d\’animo, il coraggio, la costanza. Il savio rimane perfetto in Gesù Cristo, fondato su la carità, radicato nella fede (Offic. lib. IV, c. VII)».
2° La sapienza contiene in sé e procura tutti i beni. «La sapienza che viene dall\’alto, dice S. Giacomo, è in primo luogo pudica; poi pacifica, modesta, facile a lasciarsi persuadere, proclive al bene, piena di misericordia e di buoni frutti, senza sospetti, senza finzioni» (Iac. III, 17). Ecco qualche tratto del magnifico elogio che della sapienza ha tracciato lo Spirito Santo:
«Il desiderio della sapienza conduce al regno eterno… La moltitudine dei savi è la salvezza del mondo, e il re sapiente il consolidamento del popolo… Amate la luce della sapienza, voi tutti che presiedete le nazioni» (Sap. VI, 21, 26, 23). «La sapienza è un tesoro infinito, del quale chi fece uso divenne amico di Dio. In essa è lo spirito d\’intelligenza, santo, uno, vario, sottile, facondo, pronto, incorruttibile, certo, dolce, amante del bene, penetrante, infallibile, benefico, amico degli uomini, immutabile, indefettibile, calmo, provveduto d\’ogni virtù, previdente di ogni cosa, che comprende tutti gli spiriti, intelligibile, vivo, puro. E un vapore della virtù di Dio, una schietta emanazione della chiarezza dell\’Onnipotente; nulla di macchiato si trova in lei. E il candore della luce eterna, lo specchio senza macchia della maestà di Dio e l\’immagine della bontà di lui. Essa rinnova ogni cosa e, spandendosi tra le nazioni nelle anime sante, forma gli amici di Dio e i profeti. E più bella del sole, vince ogni costellazione e paragonata alla luce è più bella. Dio non ama se non colui che abita con la sapienza» (Ib. VII, 14, 22-23, 25-27, 29, 72). «La sapienza tocca da un limite all\’altro con forza e dispone tutte le cose con dolcezza. Essa insegna la scienza di Dio» (Ib. VIII, 1, 4).
«Io ho anteposto, dice Salomone, lo spirito di sapienza ai regni e ai troni e in confronto di lei le ricchezze mi parvero un nulla. Non le ho posto a confronto i diamanti e le gemme, perché tutto l\’aro del mondo in paragone di essa è granello di arena e fango. L\’ho preferita alla luce, perché il suo splendore non sarà mai spento. Tutti i beni mi vennero insieme con lei e tesori immensi mi piovvero dalle sue mani» (Sap. VII, 7-11). «Io stabilii dunque di condurla a vivere con me, sapendo ch\’ella mi farà parte dei suoi beni, e sarà la consolazione del mio pensiero nello sconforto. Per essa io otterrò l\’immortalità e lascerò una memoria eterna presso quelli che dopo di me verranno.. Entrando in casa mia, riposerò con lei: perché la sua compagnia non è né amara né melanconica, ma spira allegrezza e gioia» (Ibid. VIII, 9, 13, 16). «Per la sapienza furono guariti tutti quelli che piacquero a voi, o Signore, fin dal principio» (Ibid. IX, 18). La sapienza diede la parola ai muti e rese feconda la lingua dei bambini (Ibid. X, 21). Ricca, preziosissima virtù dev\’essere la sapienza, se tante meraviglie le attribuisce la Sacra Scrittura!
Gli antichi figuravano, la sapienza in un quadrato, accennandone così la forza, la fermezza, l\’utilità… «La sapienza, dice S. Agostino, fa che il sapiente sia, a somiglianza di Dio, placido, sereno, tranquillo, imperturbabile, elevato, tanto nella prosperità, quanto nell\’avversità, come se fosse un angelo in carne (De Sermone Domini in monte) ». E Cicerone lasciò scritta che l\’uomo saggio, munito e difeso, come presso bastioni, dalla potenza della prudenza, dalla pazienza tra le miserie umane, dalla meditazione su le vicende della fortuna, da tutte le virtù, non può essere né espugnato, né vinto (Paradox, IV).
La santa Scrittura paragona la sapienza all\’acqua, ai fiumi, al mare; perché come l\’acqua feconda la terra, bagna le piante, disseta l\’uomo, così la sapienza irriga le anime aride, abbevera quelli che hanno sete della giustizia, nutre, rallegra, feconda, e vivifica. La sapienza, leggiamo nell\’Ecclesiastico, inspira la vita ai suoi figli; attrae quelli che ne vanno in cerca; li precede nella via della santificazione; chi è amata da lei, ama la vita, e chi ne va in traccia possederà la pace. Quelli che si abbracciano a lei, avranno la vita e dovunque essa entrerà, Dio verserà le sue benedizioni. Quelli che l\’amano saranno amati da Dio. La sapienza cammina con loro nella tentazione: apre loro una via diritta, li riempie di gioia, li rassoda nel bene, li mette a parte dei suoi segreti e dà loro un tesoro d\’intelligenza, di scienza, di giustizia (Eccli. IV). La sapienza, dice lo Spirito Santo, guida, alimenta, veste, istruisce, guarda, protegge, onora, fortifica, innalza e dà la gloria eterna…
O sapienza, quanta rendi felici quelli che ti praticano!

5. LA SAPIENZA SI RIVELA ANCHE NELL\’ESTERIORE DELL\’UOMO. – «La saggezza dell\’uomo, sentenzia l\’Ecclesiaste, splende sul volto suo e colui che può tutto gli muta faccia» (VIII, 1). Ora in tre guise la sapienza si rivela nel volto dell\’uomo in modo da imprimergli quasi un altro aspetto: 1° perché l’anima comunica una naturale simpatia al corpo, e dipinge principalmente sul viso le sue passioni e i suoi affetti…; 2° la sapienza compone e informa non solamente l\’anima, ma anche il corpo, e specialmente la faccia, all\’onestà, alla modestia, e fa sì che la gravità, la compostezza, il pudore, la pietà, la pace, la serenità, si. manifestino su tutta la persona…; 3° perché lo Spirito Santo, dimorando nell\’anima piena di sapienza e illuminandola con la sua grazia, spande sull\’esteriore dell\’uomo la sua luce e la sua bellezza, come i raggi del sole che penetrano il vetro.

6. FACILITÀ DI AVERE LA SAPIENZA; DISGRAZIA DI CHI NON LA POSSIEDE. – L\’acquisto della sapienza riesce tanto più facile, dice la Scrittura, in quanto che quest\’ammirabile virtù se ne va qua e là cercando quelli che di lei sono degni, ella si mostra loro per strada, con viso ridente e li previene con mille premure. La sapienza è lucente e il suo colore non svanisce; è facilmente veduta da quelli che l\’amano e presto trovata da quelli che la cercano (Sap. VI, 13-17).
Dove vi è l\’amore, scrive S. Bernardo, non vi è pena, ma contento e felicità. Ora fa sapienza è tale condimento che fa trovare lievi e dolci anche le più dure prove (Serm. in Cant.)… Come è buono Dio! Tutto ciò che vi è di più prezioso e soave può essere acquistato dall\’uomo senza argento e senza troppo gravi sacrifizi; come tutto ciò che non ha valore reale, che è vile, che è un niente, costa dolori, sacrifizi e tesori all\’uomo che ne è vago…
Sì, è facile acquistare la sapienza; e quando si possiede questa, tutto diventa leggero e dolce. Al contrario, «infelici, esclama il Savio, coloro che rigettano la sapienza e disprezzano la regola! vana è la loro speranza, infruttuosi i loro lavori, inutili le opere loro» (Sap. III, 11). «Insensate sono le loro donne, i loro figli perversi: maledetta è la stirpe loro» (Ibid. III, 12-13). «Gli stolti, dice ancora lo Spirito Santo, non comprenderanno la sapienza; gli insensati non la vedranno; perché essa è nemica dell\’orgoglio e della frode: i bugiardi non se ne ricorderanno» (Eccli. XV, 7-8). «Il cuore dell\’imbecille è come un vaso rotto; non può contenere la sapienza» (Ibid. XXI, 17).

7. CHE COSA BISOGNA FARE PER OTTENERE LA SAPIENZA. – «Se vi è tra voi, dice l\’Apostolo S. Giacomo, chi abbisogni di sapienza, la chieda a Dio il quale dà a tutti largamente e non rinfaccia i doni; e gli sarà data» (IAC. I, 5). Dica al Signore con Salomone: «Inviatemi, o Signore, dall\’alto dei cieli, dove fa corteggio al vostro trono, la sapienza, affinché stia con me e lavori con me, ed io conosca quello che a voi piace» (Sap. IX, 4). Quanto più i raggi solari cadono su noi perpendicolarmente, tanto minore è l\’ombra che proiettano i nostri corpi; e all\’opposto, più obliquo ci colpisce il sole e più l\’ombra del nostro corpo ingrandisce; così, quanto più uno si dà alla vera sapienza, meno stima se stesso, meno fitto si trova nell\’ombra dei vizi. A ottenere poi la sapienza giova ancora quell\’insegnamento di Talete: «Non fate voi quello che rimproverate negli altri» (Ita LAERT. c. I). Quello medesimo che è prova di sapienza, cioè morire al mondo ed a se stesso, osservare la legge divina, vivere di Dio e per Dio, serve anche di mezzo per ottenere la sapienza.