FRATICELLI

Teologia: fondamentale, ascetica...

"Cardinale Pietro Parente; Mons. Antonio Piolanti; Mons. Salvatore Garofalo: Voci selezionate dal Dizionario di Teologia Dogmatica. FRATICELLI: Una setta di religiosi vaganti del sec. XIII-XIV, derivata probabilmente dalla tendenza rigorista rappresentata nell\’Ordine Francescano dai così detti Spirituali contrastati dai Conventuali, di più larghe vedute.

La storia dei Fraticelli è molto oscura e complicata: c\’entrano Papi, con differenti atteggiamenti, e Principi, sono in giuoco controversie teologiche, ascetiche, politiche e giuridiche. Qui basti ricordare che i Fraticelli sorti già al tempo di Niccolò III, si affermarono con la benedizione e la protezione di Celestino V, caddero in disgrazia presso il successore, Bonifacio VIII; attraverso lotte e agitazioni arrivano al pontificato di Giovanni XXII (1316), il quale volle tagliar corto sciogliendo la setta e condannandone gli errori. Da questa condanna (Costituzione «Gloriosam Ecclesiam», DB, 484 ss.) possiamo desumere i principali errori dei Fraticelli, che avranno ripercussioni sulle eresie dei secoli seguenti. Anzitutto i Fraticelli sono spiriti indipendenti e ribelli all\’autorità della Chiesa; per giustificarsi essi hanno inventato la teoria delle due chiese: una carnale, ricca, corrotta con a capo il Papa; l\’altra spirituale, povera, pura e santa di cui fanno parte i Fraticelli e i loro seguaci. I Preti e i Vescovi macchiati di peccato perdono la potestà di amministrare i Sacramenti e quella di governare. L\’Evangelo e le promesse di Cristo si realizzano solo nella famiglia dei Fraticelli. Il sacramento del matrimonio è detestabile; la fine del mondo è vicina (DB, 484-490). Sembra che i Fraticelli abbiano subito l\’influsso di altre sette, indulgendo un po\’ al sensualismo. Sul terreno sociale questa setta ha contribuito, più o meno direttamente, a fiaccare il diritto di proprietà, criticando il lusso e le ricchezze della Chiesa ufficiale. I Fraticelli condannati non disarmarono: ancora nel sec. XV essi vanno spargendo errori e attizzando sommosse, specialmente in Italia. Due santi, Giovanni da Capistrano e Giacomo della Marca svolgono in quel secolo un\’efficace missione per convertirli.