ESSERE E APPARIRE UNITI

Vita cattolica: Matrimonio, laicato...

Uno dei più gravi problemi dell’educazione è quello della buona intesa fra gli educatori. Il fanciullo rimane sconcertato e urtato dal disaccordo fra quelli che hanno la missione di educarlo; poi, dopo aver scorto la frattura in cui potrebbe infiltrare il suo capriccio, ne approfitta al massimo, con grandissimo danno per la sua formazione. 
 

* Uno dei più gravi problemi dell’educazione è quello della buona intesa fra gli educatori. Il fanciullo rimane sconcertato e urtato dal disaccordo fra quelli che hanno la missione di educarlo; poi, dopo aver scorto la frattura in cui potrebbe infiltrare il suo capriccio, ne approfitta al massimo, con grandissimo danno per la sua formazione.

* Se è vero che tutti gli educatori in generale (famiglia, scuola, clero), nell’interesse del fanciullo, debbono mostrare positivamente il loro accordo, ciò vale ancor più per la intesa senza incrinature che deve correre fra papa e mamma, perché qui si aggiunge un elemento affettivo di grande importanza, per cui ogni manifestazione di dissenso fra genitori reagisce dolorosamente nel cuore del bambino, anche se egli ne gode un vantaggio
immediato.

* Ecco qualche regola essenziale che i giovani sposi dovrebbero essere risoluti a osservare sempre:
1) Non faremo mai nessuna disputa dinanzi ai bambini. Se capitano — come in tutte le famiglie (bisogna essere realisti) — dei momenti — che ci auguriamo più rari e più brevi che sia possibile — in cui ci si intende meno bene, ci spiegheremo da soli, mai davanti a terzi.
2) Non ci faremo mai dei rimproveri in presenza dei bambini.
3) Non ci contraddiremo mai dinanzi ai bambini, soprattutto a loro riguardo.
4) Giammai uno autorizzerà di nascosto quello che l’altro ha proibito.
5) Nessuno dei figli sarà confidente delle nostre mutue pene.
6) Mai faremo allusione ai difetti e soprattutto alle colpe l’uno dell’altro.
7) Mai l’uno dirà qualcosa che possa diminuire il rispetto o l’affetto dei bambini verso l’altro.
8) Mai diremo ad un bambino: ” Soprattutto non parlarne a tua madre! ” o: ” Non dire nulla al babbo! “.
9) Avremo positivamente la preoccupazione di rinforzare la nostra autorità vicendevole in tutte le circostanze.

* Guardatevi dal lasciar trapelare il minimo segno di disaccordo fra voi, la minima divergenza nel modo di trattare i vostri bambini; ben presto si accorgerebbero
che possono servirsi dell’autorità della madre contro quella del padre o di quella del padre contro quella della madre; resisterebbero difficilmente alla tentazione di
approfittare di questa divergenza per soddisfare ogni loro capriccio.

* II padre senza la madre o la madre senza il padre, quando l’uno e l’altra sono ancora viventi, è qualcosa di deplorevole. Quella delle due autorità che si astiene, o che si mostra solo per lusingare, addolcire, accarezzare, diventa spregevole al bambino e gli rende odiosa l’altra. Non vi sono situazioni più false e più efficaci per viziare inevitabilmente il bambino. Non ho mai inteso, senza gemere e senza arrossire per essi — e lo si sente continuamente! — genitori dire ai loro bambini: ” Se non sei buono lo dirò a tuo padre “,
oppure, cosa ancora peggiore: ” Lo dirò a tua madre “. Ma chi siete dunque voi, sventurata madre o sventurato padre, da parlare così? Non avete forse ricevuto da Dio alcun diritto, alcuna seria obbligazione, alcuna autorità da esercitare? Siete dunque soltanto un testimone impotente, incaricato di rendere conto di quanto avviene alla vostra sposa o al vostro sposo? Quali idee false e funeste avete introdotte nell’anima di questo bambino!

* II padre può, a volte, con un’occhiata o un’alzata di spalla, ridurre a nulla ogni sforzo educativo della mamma per il figlio. Uno sguardo di complicità al figlio, che la mamma rimprovera giustamente, ed eccolo suo alleato contro l’autorità della mamma; una leggera carezza sulla mano della vezzosa fanciullina, al momento in cui viene sgridata, indispone la bambina contro le giuste ragioni che la madre le dirà in seguito.
Un ragazzo di 14 anni diceva: ” Quando desidero avere o fare qualche cosa, mamma a volte non vuole. Babbo dice sempre come dico io. Siamo due contro uno. Quindi vinco sempre io “.

* Nulla è più controproducente che dire ad un bambino: ” Stasera dirò a tuo padre quanto sei stato cattivo; vedrai cosa ti farà “. Se agli occhi dei bambini fate passare il padre per un orco, come volete che costui possa poi averne la fiducia e l’affetto?

* II bambino è un essere che ha bisogno, per svilupparsi completamente, di godere di un’atmosfera di pace, d’amore e di serenità. La sicurezza che ne risulta è per lui condizione di serenità.

* Un fatto che le statistiche continuamente confermano: la quasi totalità dei bambini squilibrati e delinquenti appartiene a famiglie in cui papa e mamma non vanno d’accordo.

* Contraddirsi dinanzi ad un fanciullo sul conto suo, è falsare in lui la nozione di bene e di male, poiché per lui è bene ciò che i genitori permettono, è male ciò che i genitori proibiscono. Non vi è di peggio per sconvolgere la coscienza di un fanciullo.

* Nulla di più ridicolo che rendersi popolare a spese dell’uno o dell’altro: mentre uno vezzeggia, l’altro ordina o infierisce.

* Non c’è nulla di più artificioso e di più antipsicologico che porre questioni del genere: ” A chi vuoi più bene, a papa o a mamma?… Chi è più severo, papa o mamma?… “. La vera risposta di un bambino normale in un focolare normale sarà questa: ” Voglio bene tanto a
papa quanto a mamma, con tutto il cuore, e tutt’e due mi amano altrettanto “.

* Quando, purtroppo, l’unione cordiale del padre e della madre non esiste più, bisogna avere il coraggio di salvare le apparenze al massimo. Al figliolo conservate il
più a lungo possibile un focolare normale.

* Se la concezione del bambino deve essere, nel piano divino, la conseguenza dell’unione amorosa fra gli sposi, a maggior ragione questa unione deve sussistere negli anni della formazione. Essa è tanto più necessaria quando il bambino cresce e incomincia a giudicare le persone che lo circondano. È già una disgrazia essere concepito senza amore, tuttavia il ragazzo non ne ha coscienza. Ma non è più così, via via che la sua personalità si sviluppa. La divisione dei suoi genitori gli diventa tanto più penosa quanto più ne prende coscienza, e il risultato sarà quello di provocare nei suoi sentimenti psicosi di cui in seguito sarà spesso la vittima. Quando egli respira nel focolare un’atmosfera di indifferenza e di freddezza, la sua anima si inaridisce e diventa disadatta ai moti generosi del cuore. Facendo nascere in lui il desiderio di qualcosa di migliore, dove il suo cuore possa spandersi nella gioia, lo si pone in un’abituale disposizione di ostilità contro l’ambiente familiare. Se poi, nei genitori, all’indifferenza verrà ad unirsi anche l’ostilità vicendevole, la ribellione e la crudeltà troveranno in lui un terreno preparato. Essendosi i genitori
bisticciati in sua presenza e a causa sua, egli si mostrerà a sua volta ostile e battagliero nei rapporti col prossimo.
Pervenuto all’adolescenza e postosi il problema dell’amore, gli esempi dei genitori gli si pareranno innanzi come uno schermo, impedendogli di scoprire le leggi morali. Non potendo immaginare che il vero amore possa essere assai differente dai legami odiosi dei suoi genitori, sarà come spinto alla cattiva condotta, e cercherà nei falsi amori le gioie di cui la sua infanzia e la sua adolescenza furono prive. Le conseguenze della divisione dei genitori sono tali che bisogna attribuire quasi sempre ad esse i misfatti dell’infanzia colpevole. Vi è stretta relazione tra il moltiplicarsi dei divorzi, conseguenza estrema della divisione dei genitori, e i traviamenti dell’adolescenza.

* Ci si permetta di insistere sull’intesa che deve stabilirsi fra gli sposi riguardo alle decisioni da prendere verso i bambini. Non solo è chiaro che non devono dare spettacolo di un disaccordo, permettendo l’uno ciò che l’altro proibisce, ma devono cercare una vera collaborazione, ponendo in comune la fermezza e la tenerezza per valutare ciò che conviene al carattere del loro bambino. E quando una decisione ben ponderata è stata presa di comune accordo, devono realizzare l’unione sacra dei loro sforzi che sarà la forza invincibile della loro autorità. I bambini fanno presto a scoprire le divergenze possibili
negli atteggiamenti dei genitori e, da abili diplomatici, ne approfittano per i loro capricci. Certamente, può essere a volte penoso per un padre che ritorna a casa dopo una giornata di lavoro e per una madre che ha dovuto vegliare sui bisogni della casa e prodigare le sue cure ai piccoli, dimenticare la propria stanchezza per assicurare il fronte unico dell’educazione, invece di rinchiudersi in se stessi e non parlare che di guai personali. Ma questo dimenticarsi contiene in sé la ricompensa.
Niente è più conveniente per conservare l’amore reciproco degli sposi che l’unione delle loro preghiere, dei loro affanni, delle loro osservazioni, del loro affetto paterno e materno. Così conducono avanti l’opera iniziata dalla fondazione del focolare e dall’appello alla vita; collaborano per parte loro all’attività creatrice e redentrice di Dio e nello stesso tempo formano se stessi. Lavorando a formare degli uomini e dei cristiani, trovano incessantemente, nell’aiuto vicendevole, il loro conforto; se acconsentono di comune accordo ad accettare il comune compito, troveranno l’occasione per legarsi più strettamente con un amore più disinteressato, più elevato e più ricco perché più fecondo, più cristiano e maggiormente penetrato della carità divina.

* Ora un breve consiglio di sfuggita: Mamme, che i doveri di madri non vi facciano mai dimenticare i doveri di spose. Babbi, apprezzate i sacrifici delle vostre spose, le pene cui vanno incontro perché tutto vada bene, le difficoltà che incontrano: sostenetele e incoraggiatele. Ogni tanto ritrovate voi stessi al di fuori dei vostri figli. Rifate un viaggetto di nozze o almeno una passeggiata. Il vostro amore ritroverà una nuova giovinezza per il
maggior bene dei vostri piccoli.