DIRETTORIO GENERALE PER LA CATECHESI (8)

Evangelizzazione: convertiti, lassi...

La pedagogia della fede. Significato e finalità di questa parte. La pedagogia di Dio, fonte e modello della pedagogia della fede. La pedagogia di Dio. La pedagogia di Cristo. La pedagogia della Chiesa. La pedagogia divina, azione dello Spirito Santo in ogni cristiano. Pedagogia divina e catechesi. Pedagogia originale della fede. Fedeltà a Dio e fedeltà alla persona. La «condiscendenza» di Dio, scuola per la persona. Evangelizzare educando ed educare evangelizzando

CONGREGAZIONE PER IL CLERO


DIRETTORIO GENERALE
PER LA CATECHESI


PARTE III


LA PEDAGOGIA DELLA FEDE


 


La pedagogia della fede


« A Efraim io insegnavo a camminare, tenendolo per mano… Io li traevo con legami di bontà, con vincoli di amore; ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia; mi chinavo su di lui per dargli da mangiare » (Os 11,3-4).
« Quando poi fu solo, i suoi insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli disse loro: “A voi è stato confidato il mistero del Regno di Dio”. “In privato, ai suoi discepoli, spiegava ogni cosa » (Mc 4,11.34).

« Uno solo è il vostro Maestro, il Cristo » (Mt 23,10)


137. Gesù ha curato attentamente la formazione dei discepoli che ha inviato in missione. Si è proposto loro come l’unico Maestro ed insieme amico paziente e fedele, (476) ha esercitato un reale insegnamento mediante tutta la sua vita, (477) stimolandoli con opportune domande (478) ha loro spiegato in maniera approfondita quanto annunciava alla folla, (479) li ha introdotti alla preghiera, (480) li ha mandati a fare un tirocinio missionario, (481) ha promesso prima e poi inviato lo Spirito del Padre suo perché li guidasse alla verità tutta intera (482) e li sostenesse negli inevitabili momenti difficili. (483) Gesù Cristo è « il Maestro che rivela Dio agli uomini e l’uomo a se stesso; il Maestro che salva, santifica e guida, che è vivo, parla e scuote, commuove, corregge, giudica, perdona, cammina ogni giorno con noi sulla strada della storia; il Maestro che viene e che verrà nella gloria ». (484) In Gesù Signore e Maestro la Chiesa trova la grazia trascendente, l’ispirazione permanente, il modello convincente per ogni comunicazione della fede.


Significato e finalità di questa parte


138. Alla scuola di Gesù Maestro, il catechista congiunge strettamente la sua azione di persona responsabile con l’azione misteriosa della grazia di Dio. La catechesi è perciò esercizio di una « pedagogia originale della fede ». (485)


La trasmissione del Vangelo mediante la Chiesa rimane prima di tutto e sempre opera dello Spirito Santo ed ha nella rivelazione la testimonianza e la norma fondamentale (capitolo 1).


Ma lo Spirito si avvale di persone che ricevono la missione dell’annuncio evangelico e le cui competenze ed esperienze umane entrano nella pedagogia della fede.


Ne scaturisce un insieme di questioni ampiamente toccate nella storia della catechesi, a riguardo dell’atto catechistico, delle fonti, dei metodi, dei destinatari, del processo di inculturazione.


Nel capitolo secondo non si intende farne una trattazione esaustiva, ma vengono esposti soltanto quei punti che oggi appaiono di particolare importanza per tutta la Chiesa. Spetterà ai vari direttorii e agli altri strumenti di lavoro delle singole Chiese affrontare i problemi specifici in maniera appropriata.


 


CAPITOLO I


La pedagogia di Dio, fonte e modello della pedagogia della fede (486)


 


La pedagogia di Dio


139. « Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non è corretto dal padre? » (Eb 12,7). La salvezza della persona, che è il fine della rivelazione, si manifesta come frutto anche di una originale ed efficace « pedagogia di Dio » lungo la storia. In analogia alle usanze umane e secondo le categorie culturali del tempo, Dio nella Scrittura viene visto come un padre misericordioso, un maestro, un saggio (487) che assume la persona — individuo e comunità — nella condizione in cui si trova, la libera dai legami del male, la attrae a sé con vincoli di amore, la fa crescere progressivamente e pazientemente verso la maturità di figlio libero, fedele e ubbidiente alla sua parola. A questo scopo, come educatore geniale e lungimirante, Dio trasforma le vicende della vita del suo popolo in lezioni di saggezza (488) adattandosi alle diverse età e situazioni di vita. A esso consegna parole di istruzione e catechesi che vanno trasmesse di generazione in generazione, (489) ammonisce con il ricordo del premio e del castigo, rende formative le stesse prove e sofferenze. (490) Veramente far incontrare una persona con Dio, che è compito del catechista, significa mettere al centro e fare propria la relazione che Dio ha con la persona e lasciarsi guidare da Lui.


La pedagogia di Cristo


140. Venuta la pienezza dei tempi, Dio mandò all’umanità suo Figlio, Gesù Cristo. Egli ha portato nel mondo il dono supremo della salvezza, realizzando la sua missione di redentore entro un processo che continuava la « pedagogia di Dio » con la perfezione e l’efficacia insite nella novità della sua persona. Dalle sue parole, segni, opere, lungo tutta la breve ma intensa vita i discepoli hanno fatto l’esperienza diretta dei tratti fondamentali della « pedagogia di Gesù », indicandoli poi nei Vangeli: l’accoglienza dell’altro, in particolare il povero, il piccolo, il peccatore, come persona amata e cercata da Dio; l’annuncio schietto del Regno di Dio come bella notizia della verità e della consolazione del Padre; uno stile di amore delicato e forte che libera dal male e promuove la vita; l’invito pressante a una condotta sostenuta dalla fede in Dio, dalla speranza nel regno e dalla carità verso il prossimo; l’impiego di tutte le risorse della comunicazione interpersonale, come la parola, il silenzio, la metafora, l’immagine, l’esempio, tanti segni diversi, come era proprio dei profeti biblici. Invitando i discepoli a seguirlo totalmente e senza rimpianti, (491) Cristo consegna loro la sua pedagogia della fede come condivisione piena della sua causa e del suo destino.


La pedagogia della Chiesa


141. Fin dagli inizi la Chiesa, che è « in Cristo come un sacramento », (492) ha vissuto la sua missione come proseguimento visibile e attuale della pedagogia del Padre e del Figlio. Essa, « essendo nostra Madre, è anche l’educatrice della nostra fede ». (493)


Sono queste le ragioni profonde, per cui la comunità cristiana è in se stessa catechesi vivente. Per ciò che è, annuncia, celebra, opera e rimane sempre il luogo vitale, indispensabile e primario della catechesi.


La Chiesa ha prodotto lungo i secoli un incomparabile tesoro di pedagogia della fede: anzitutto la testimonianza di catechistie santie. Una varietà di vie e forme originali di comunicazione religiosa come il catecumenato, i catechismi, gli itinerari di vita cristiana; un prezioso patrimonio di insegnamenti catechistici, di cultura della fede, di istituzioni e di servizi della catechesi. Tutti questi aspetti fanno la storia della catechesi ed entrano di diritto nella memoria della comunità e nella prassi del catechista.


La pedagogia divina, azione dello Spirito Santo in ogni cristiano


142. « Beato l’uomo che tu istruisci, Signore, e che ammaestri nella tua legge » (Sal 94,12). Alla scuola della parola di Dio accolta nella Chiesa, grazie al dono dello Spirito Santo inviato da Cristo, il discepolo cresce come il suo Maestro in « sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini » (Lc 2,52) ed è aiutato a sviluppare in sé l’« educazione divina » ricevuta, mediante la catechesi e le risorse della scienza e dell’esperienza. (494) In questo modo, conoscendo sempre più il mistero della salvezza, imparando ad adorare Dio Padre e « vivendo nella verità secondo la carità », cerca di « crescere in ogni cosa verso di lui, che è il capo, Cristo » (Ef 4,15).


La pedagogia di Dio si può dire compiuta quando il discepolo perviene « allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo » (Ef 4,13). Per questo non si può essere maestri e pedagoghi della fede altrui se non si è discepoli convinti e fedeli di Cristo nella sua Chiesa.


Pedagogia divina e catechesi


143. La catechesi, in quanto comunicazione della divina rivelazione, si ispira radicalmente alla pedagogia di Dio come si dispiega in Cristo e nella Chiesa, ne accoglie i tratti costitutivi e, sotto la guida dello Spirito Santo, ne cura una sintesi sapiente, favorendo, così, una vera esperienza di fede, un incontro filiale con Dio. In questo modo la catechesi:


– è una pedagogia che si inserisce e serve il « dialogo della salvezza » tra Dio e la persona, mettendo in dovuto risalto la destinazione universale di tale salvezza; in ciò che riguarda Dio, sottolinea l’iniziativa divina, la motivazione amorosa, la gratuità, il rispetto della libertà; in ciò che riguarda l’uomo, evidenzia la dignità del dono ricevuto e l’esigenza di crescere continuamente in esso; (495)


– accetta il principio della progressività della Rivelazione, la trascendenza e misteriosità della parola di Dio, come pure il suo adattamento alle diverse persone e culture;


– riconosce la centralità di Gesù Cristo, parola di Dio fatta uomo che determina la catechesi come « pedagogia dell’incarnazione », per cui il Vangelo è da proporre sempre per la vita e nella vita delle persone;


– valorizza l’esperienza comunitaria della fede, come è propria del popolo di Dio, della Chiesa;


– si radica nella relazione interpersonale e fa proprio il processo del dialogo;


– si fa pedagogia di segni, dove si intrecciano fatti e parole, insegnamento ed esperienza; (496)


– essendo l’amore di Dio la ragione ultima della sua rivelazione, dall’inesauribile amore divino, che è lo Spirito Santo, la catechesi trae la sua forza di verità e il costante impegno di darne testimonianza. (497)


La catechesi si configura così come processo, o itinerario, o cammino al seguito del Cristo del Vangelo nello Spirito verso il Padre, intrapreso per giungere alla maturità della fede « secondo la misura del dono di Cristo » (Ef 4,7) e le possibilità e i bisogni di ciascuno.


Pedagogia originale della fede (498)


144. La catechesi, che è dunque pedagogia in atto della fede, nel realizzare i suoi compiti non può lasciarsi ispirare da considerazioni ideologiche o da interessi puramente umani, (499) non confonde l’agire salvifico di Dio, che è pura grazia, con l’agire pedagogico dell’uomo, ma nemmeno li contrappone e separa. È il dialogo che Dio va facendo amorevolmente con ogni persona che diventa sua ispirazione e norma; di esso la catechesi diventa « eco » instancabile, ricercando continuamente il dialogo con le persone, secondo le grandi indicazioni offerte dal Magistero della Chiesa. (500)


Obiettivi precisi che ispirano le sue scelte metodologiche sono:


– muovere una progressiva e coerente sintesi tra l’adesione piena dell’uomo a Dio (fides qua) e i contenuti del messaggio cristiano (fides quae);


– sviluppare tutte le dimensioni della fede, per cui questa si traduce in fede conosciuta, celebrata, vissuta, pregata; (501)


– spingere la persona ad abbandonarsi « tutta intera, liberamente a Dio »: (502) intelligenza, volontà, cuore, memoria;


– aiutare la persona a discernere la vocazione, cui il Signore la chiama.


La catechesi svolge così un’opera insieme di iniziazione, di educazione e di insegnamento.


Fedeltà a Dio e fedeltà alla persona (503)


145. Gesù Cristo è la vivente, perfetta relazione di Dio con l’uomo e dell’uomo con Dio. Da Lui la pedagogia della fede riceve una « legge che è fondamentale per tutta la vita della Chiesa », e dunque della catechesi: « quella della fedeltà a Dio e della fedeltà all’uomo, in uno stesso atteggiamento di amore ». (504)


Sarà perciò genuina quella catechesi che aiuta a percepire l’azione di Dio lungo tutto il cammino formativo, favorendo un clima di ascolto, di rendimento di grazie e di preghiera, (505) e insieme mira alla risposta libera delle persone, promuovendo la partecipazione attiva dei catechizzandi.


La « condiscendenza » (506) di Dio, scuola per la persona


146. Volendo parlare agli uomini come ad amici, (507) Dio manifesta in modo particolare la sua pedagogia adattando con sollecita provvidenza il suo dire alla nostra condizione terrena. (508)


Ciò comporta per la catechesi il compito mai concluso di trovare un linguaggio capace di comunicare la parola di Dio e il Credo della Chiesa, che ne è lo sviluppo, nelle svariate condizioni degli uditori, (509) mantenendo insieme la certezza che, per grazia di Dio, ciò si può fare e che lo Spirito Santo dona la gioia di farlo.


Perciò indicazioni pedagogiche adeguate alla catechesi sono quelle che permettono di comunicare la totalità della parola di Dio nel cuore dell’esistenza delle persone. (510)


Evangelizzare educando ed educare evangelizzando (511)


147. Ispirandosi in continuità alla pedagogia della fede, il catechista configura il suo servizio come qualificato cammino educativo, ossia da una parte aiuta la persona ad aprirsi alla dimensione religiosa della vita e dall’altra propone a essa il Vangelo, in maniera tale che penetri e trasformi i processi di intelligenza, di coscienza, di libertà, di azione, così da fare dell’esistenza un dono di sé sull’esempio di Gesù Cristo.


A questo scopo, il catechista conosce e si avvale del contributo delle scienze dell’educazione cristianamente intese.


(Continua)


 


NOTE


(476) Cf Gv 15,15; Mc 9,33-37; 10,41-45.


(477) Cf CT 9.


(478) Cf Mc 8,14-21.27.


(479) Cf Mc 4,34; Lc 12,41.


(480) Cf Lc 11,1-2.


(481) Cf Lc 10,1-20.


(482) Cf Gv 16,13.


(483) Cf Mt 10,20; Gv 15,26; At 4,31.


(484) CT 9.


(485) CT 58.


(486) DV 15; DCG (1971) 33; CT 58; ChL 61; CCC 53, 122, 684, 708, 1145, 1609, 1950, 1964.


(487) Cf Dt 8,5; Os 11,3-4; Prv 3,11-12.


(488) Cf Dt 4,36-40; 11,2-7.


(489) Cf Es 12,25-27; Dt 6,4-8; 6,20-25; 31,12-13; Gios 4,20.


(490) Cf Am 4,6; Os 7,10; Ger 2,30; Prv 3,11-12; Eb 12,4-11; Ap 3,19.


(491) Cf Mc 8,34-38; Mt 8,18-22.


(492) LG 1.


(493) CCC 169; cf GE 3c.


(494) Cf GE 4.


(495) Cf Paolo VI, Lett. Enc. Ecclesiam suam (6 agosto 1964), III: AAS 56 (1964), 637-659.


(496) Cf DV 2.


(497) Cf RM 15; CCC 24b-25; DCG (1971) 10.


(498) Cf MPD 11; CT 58.


(499) Cf CT 52.


(500) Cf Paolo VI, Lett. enc. Ecclesiam Suam, l.c. 609-659.


(501) Cf MPD 7-11; CCC 3; 13; DCG (1971) 36.


(502) DV 5.


(503) Cf MPD 7; CT 55; DCG (1971) 4.


(504) CT 55.


(505) Cf DCG (1971) 10, 22.


(506) DV 13; CCC 684.


(507) Cf DV 2.


(508) Cf DV 13.


(509) Cf EN 63; CT 59.


(510) Cf CT 31.


(511) Cf GE 1-4; CT 58.