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R. Il Rituale romano, nella parte intitolata Rito della comunione fuori della messa e culto eucaristico promulgata il 21 giugno 1973 dichiara: "La chiave del tabernacolo, in cui č conservata l'eucaristia, dev'essere custodita con la massima cura dal sacerdote responsabile della chiesa o dell'oratorio, o dal ministro straordinario a cui č stata concessa la facoltā di distribuire la santa comunione" (n. 10). Similmente il Codice di diritto canonico, can. 938 § 5, stabilisce: "Chi ha la cura della chiesa o dell'oratorio, provveda che la chiave del tabernacolo, nel quale č conservata la santissima eucaristia, sia custodita con la massima diligenza".
R. Circa il luogo dove si deve purificare il calice, si segua quanto č indicato in Principi e norme per l'uso del Messale romano: "(Il diacono dopo la comunione) porta il calice alla credenza, dove lui stesso o l'accolito compie la purificazione, asterge il calice e lo riordina come di consueto" (n. 204). La stessa cosa si legge al n. 206 di Principi e norme e al n. 165 del Cerimoniale dei vescovi, e in quest'ultimo caso dice: "Finita la distribuzione della comunione ... il diacono o uno dei concelebranti ... presso la credenza purifica la patena o la pisside sopra il calice prima di procedere alla purificazione del calice".
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